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sabato, luglio 13, 2013

Il Christopher Street Day a Monaco di Baviera

Ormai è diventata una tradizione annuale. Un evento pacifico, coloratissimo e (quasi sempre) soleggiato


Si tiene ormai da decenni sotto l'insegna dell'armonia e della pace. Anche quest'oggi il quartiere di Schwabing, nel capoluogo bavarese, si è riempito di Lesben, Schwulen ma anche di eterosessuali che hanno approfittato della bella giornata per godersi da vicino la variegata parata del Christopher Street Day 2013. Il corteo ha sfilato un po' per tutto il centro di Monaco.


 
Il Duomo di Monaco di Baviera, a Marienplatz. Monaco, città vivibilissima, viene definita "un grande villaggio"

Il nome dell'evento si riferisce ai tragici fatti avvenuti in un locale newyorkese per gay il 28 giugno 1969, sulla Christopher Street appunto, una strada del Greenwich Village. Scoppiò una violenta rissa tra ospiti del locale e agenti di polizia, con la conseguenza che per giorni si assistette a una vera e propria guerriglia urbana. 
Dal 1970, a New York si festeggia un Christopher Street Day a ogni ultimo sabato di giugno. Dalla fine degli Anni Settanta, il Christopher Street Day si svolge anche in Germania. 


Una festa di colori, in nome dell'uguaglianza dei diritti


sabato, giugno 25, 2011

Festeggiamenti gay a West Greenwich


Approvata nello Stato di New York la legge per i matrimoni gay


24 giugno 2011: una data da scrivere a lettere d'oro nel libro delle conquiste dei diritti umani. Trattasi infatti del giorno in cui il governatore dello Stato di New York, Andy Cuomo, ha apposto la firma sul documento che consente a coppie dello stesso sesso di potersi sposare.
L'evento si è verificato poco prima delle ore 24. Nell'apprendere la notizia, una folla festosa ha iniziato a danzare per le strade del Greenwich Village.

 
Stonewall Inn, 24-25 giugno 2011


 


Fulcro dei festeggiamenti è stato Stonewall Inn (nel West Village), luogo di nascita dei diritti del movimento di liberazione degli omosessuali. Lo Stonewall è un bar localizzato al n. 53 di Christopher Street dove nel 1969 scoppiarono i disordini che segnarono la genesi del Gay Pride.


"E' stato un lungo cammino" ha dichiarato Gilbert Baker, 60enne di Harlem che si professa essere l'inventore della bandiera arcobaleno. "I matrimoni gay non fermeranno certo l'omofobia, ma è tuttavia un bel messaggio alla nazione e al mondo intero: vuol dire che, se possiamo farlo a New York, possiamo farlo dovunque!"

C'è una frase della drag queen Hedda Lettuce che viene spesso citata: "Non vedo l'ora che ci sia il matrimonio omosessuale perché già penso al divorzio omosessuale!"

La battuta suscita puntualmente delle risate, ma occorre ricordare che per molte persone il percorso fin qui (lungo i meandri della politica e dei tribunali) è stato disseminato di un'infinità di amarezze e delusioni.

"Sapevamo che prima o poi sarebbe avvenuto" dice Robert Ostergaard, 44enne di Chelsea. "Il progresso non si può arrestare!"

"L'ultima volta, quando la legge non passò, ci arrabbiammo" ricorda Paul Feinman, 46 anni, compagno di Robert. "Ora la gioia è talmente grande che uno non trova le giuste parole. Nessuna coppia gay sarà più costretta a trasferirsi nel Massachusetts per convolare a nozze..."  

 


In questo mese di giugno, la parte superiore dell'Empire State Building si è già illuminato per diverse occasioni importanti: la Pride Week di New York City, la Giornata Mondiale dei Rifugiati, il Giorno della Bandiera, ecc. 
Dal 24 al 26, durante la settimana del Gay Pride, il grattacielo ha preso in prestito i colori della bandiera arcobaleno: rosso, arancione e giallo sulle facciate nord e sud; viola, azzurro e verde sulle facciate est e ovest.


Finalmente felici di far parte della Big Apple!

New York è il sesto Stato federale ad aver legalizzato i matrimoni gay dopo Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, Vermont e il District of Columbia (ovvero la capitale Washington con il suo circondario). Il Senato dello Stato di New York ha votato con  33 voti favorevoli e 29 contrari.
In California, dove vivono numerose coppie dello stesso sesso, c'è un emendamento che tuttora blocca la  legge. Se anche il "Golden State" si aggiungesse ai territori sunnominati,
in America ammonterebbe al 23,3% la percentuale dei cittadini con l'onore di abitare in uno Stato che riconosce agli omosessuali il diritto alla convivenza nuziale.



Nel video: la notte di gioia della comunità gay newyorchese


 
 


I social networks sono andati in subbuglio! Cerca ad es. su Twitter: #samesexmarriage