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sabato, giugno 15, 2013

Marco Travaglio nel suo articolo di oggi sul 'Fatto Quotidiano'

Sappiamo bene che i neoeletti [del M5S] stanno imparando il mestiere di parlamentari; hanno presentato una ventina di disegni di legge e altri ne stanno preparando; le loro presenze in aula e in commissione superano largamente quelle degli altri gruppi; hanno rinunciato (unici nella storia) al finanziamento pubblico di 42 milioni di euro; hanno avviato (unici nella storia) le pratiche per dichiarare ineleggibile B.; han fatto approvare una mozione per consentire a chi avanza crediti dallo Stato di scalarli dalle caselle esattoriali; hanno appoggiato la proposta del Pd Giachetti per tornare al Mattarellum, ovviamente sabotata dal partito unico Pd-Pdl-Monti; hanno contestato assieme a Sel il golpetto del governo in Senato per aggirare l’articolo 138 della Costituzione. Ma tutto questo i milioni di italiani che s’informano (si fa per dire) dai camerieri del potere non lo sanno.
Da quando gli usurpatori hanno osato metter piede nel Palazzo, le guardie del corpo dei partiti e dei loro padroni dipingono M5S come un covo d’incompetenti sfaccendati e teleguidati che passano il tempo a litigare, epurare, espellere, o a parlare di scontrini, mentre Grillo e Casaleggio fanno soldi a palate. Contro il giornalismo servo si posson fare due cose: seguitare a imprecare al destino cinico e baro, o bypassarlo parlando direttamente ai cittadini e portando fuori dal Parlamento ciò che avviene dentro. Ma, per farlo, bisogna conoscere il sistema e usarlo, anziché farsene usare.


Il programma del M5S

• Abolizione delle province
• Abolizione dei rimborsi elettorali
• Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
• Abolizione del Lodo Alfano [RISOLTO!!]
• Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
• Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
• Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
• Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
• Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
• Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
• Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
• Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web,
come già avviene per Camera e Senato
• Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
• Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
• Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
• Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
• Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini.


lunedì, maggio 12, 2008

Fantasmi di Bulgaria

Marco Travaglio colpevole di lesa maestà?

"Cazzo! Schifani sullo scranno più alto, poco più giù Dell’Utri e Cuffaro che si abbracciavano, e ancora un po’ più giù Alemanno con la celtica al collo. Baci, abbracci (tarallucci e celtiche). Ma in che cazzo di paese viviamo?"
(Commento tratto da una pagina web)


Fabio Fazio si è scusato pubblicamente per la sua intervista a Marco Travaglio di sabato 10 maggio in Che tempo che fa. Ma perché scusarsi? Ha invitato Travaglio al suo programma e gli ha posto domande che dovevano per forza generare determinate risposte. Ma di che cosa credeva che avrebbe parlato il giornalista al vetriolo? Dell'appassionante finale di campionato di calcio? Oppure delle ultime teorie sullo sviluppo della fisica quantistica? Ipocrita! Ma dobbiamo capirlo: anche Fazio tiene famiglia e spesso si dissocia da se stesso attraverso un gioco delle parti.


Ora si sono tutti scagliati contro Marco Travaglio, personaggio che fa comodo quando si tratta di far alzare gli ascolti ma dal quale ci si può facilmente dissociare con un sorrisino, come ha fatto anche Santoro in Anno zero.
Ma che cosa ha detto Travaglio? Ecco le sue parole:
"Una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, Merzagora, Parri, Pertini, Nenni, Fanfani... Uno passa tutta la trafila e poi vede Schifani. E dice: 'C'è un elemento di originalità'. Seconda carica dello Stato Schifani! mi domando chi sarà quello dopo, la muffa probabilmente, il lombrico."
Fazio: "Mi tocca dissociarmi... non sono d'accordo con niente..."
Travaglio: "Dalla muffa si ricava la penicillina tra l'altro, era un esempio sbagliato".


Apriti cielo. In realtà nelle sue parole non c'era niente di offensivo in senso stretto, a meno che per offensiva non si intenda la verità dei fatti, peraltro già rese note in un libro dello stesso Travaglio. Eppure, tutti i commenti politici e giornalistici che si leggono sull'intervento dello scrittore non ci rivelano se Marco abbia detto una bugia o una verità, ma lo accusano di voler minare il dialogo... Persino Anna Finocchiaro, senatrice del PD, si è schierata dalla parte di Schifani, sotto la nuova egida del confronto leale e del dialogo tra governo e opposizione: "Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio".
Nella ridda di voci che si sono levate contro Travaglio e a difesa del Presidente del Senato, non si registrano - lo sottolineamo - ammissioni circa la veridicità della notizia.
Unica voce fuori dal coro quella di Antonio Di Pietro: "Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perchè ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti. Certi episodi non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all'altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato".


In tivù è ricominciato l'autunno del censurar pensieri e trasmissioni; la stagione delle epurazioni. Non si prevedono sconti per nessuno, è vietato ricordare il passato e, soprattutto, è arrivato il momento di schierarsi. Con chi? Ovvio: con le idee che dominano adesso il Paese. Chi vuole conservare la sua poltrona rimanendo escluso dall'Editto Bulgaro deve dire "sì, signore" o, nel caso di opinionisti-testecalde, "non sono d''accordo con quello che dici". Questo sì che è scandaloso. E' allucinante tale paura di vedersi chiudere la trasmissione perché un invitato racconta fatti tra satira e realtà. Asservimento psicologico a chi manovra i fili del potere: si ricomincia, gente! Notizie filtrate, presentatori accomodanti, ospiti che rispondono a domande selezionate. Le cose stanno così: è inutile girarci intorno. Nessuno sarà toccato, se si comporterà bene.
L'atteggiamento di Schifani, della Finocchiaro e di altri ha dimostrato che la Casta non deve essere mai sfiorata da un giornalista (diritti di lesa maestà?), nemmeno quando i fatti sono veri. Ma allora perché continuare a mantenere nella Costituzione l'Articolo 21, quello sulla libertà di espressione?


Contrariamente alla maggior parte delle fonti pubbliche - tutte schierate con la Casta -, su Internet vengono esternate simpatie ardenti nei confronti di Travaglio. Uno dei commenti dice: "Se Marco Travaglio diventa direttore di questa tv pubblica, sono disposto a pagare il doppio del canone. Lo giuro."
Lo giuriamo anche noi.

sabato, maggio 03, 2008

Vittorio Sgarbi. Cosa faremmo senza di lui?

"Ma non c'è la Neurodeliri?"
(Marco Travaglio in Annozero)



(I supershow di Sgarbi, attualmente Assessore alla Cultura del Comune di Milano [!], sul sito Youtube)


Sgarbi contro Travaglio


Sgarbi contro Staffelli


Sgarbi contro Gino


Sgarbi contro Alessandro Cecchi Paone


Grillo contro Sgarbi, Sgarbi contro Grillo


Sgarbi contro la Mussolini


Sgarbi contro Mike Bongiorno


Sgarbi contro Rocco Casalino


Sgarbi contro Pannella


Sgarbi contro Bondi


                   Sgarbi contro tutti


Dal 1990 a oggi Vittorio Sgarbi ha fatto parte, è stato eletto o sostenuto, dai seguenti partiti:

Partito Comunista (1990), Partito Socialista (1990), Democrazia Cristiana e MSI (1992), Partito Liberale (1992), Partito Radicale (1994), Forza Italia (1999), Partito Repubblicano (2004), Unione (candidatura bocciata nel 2005), Lista dei Consumatori (2006)...