domenica, giugno 26, 2011

L'Email compie 40 anni

Nel 1971 Ray Tomlinson riesce a fare passare un testo da un computer all’altro sfruttando Arpanet, la rete di computer del Dipartimento della Difesa americano. Aveva appena inventato la posta elettronica o Email. Ci vorranno ancora vent'anni circa - nel 1991 - per vedere nascere Internet.

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All'inizio si scriveva "e-mail", poi "Email" o "email" o "E-mail"... e c'era confusione anche per quel che riguarda il suo genere: "Ti scrivo una email o un email?" Comunque sia, ora la posta elettronica la posseggono anche cani e gatti e il suo simbolo caratteristico, @ ("snail", "chiocciola"), viene preso per qualcosa di dato, qualcosa di... naturale, anche se fino a poco tempo fa si stava a rimirarlo affascinati, come se si trattasse di una traccia grafica lasciata da alieni.

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L'Email ovviamente sarebbe noiosa senza il WWW (il "World Wide Web", "la rete che copre il mondo intero"). Nel 1990, Tim Berners-Lee, insieme al suo tutore Robert Caillau, ideò per una specializzazione post-laurea quello che lui stesso battezzò - appunto - World Wide Web. Lo ideò allo scopo di far nascere uno spazio assolutamente democratico, condivisibile da tutti, privo di un luogo centralizzato o di autorizzazioni. L’obiettivo era talmente l’universalità e la liberalità che il giovane ideatore non brevettò nemmeno la sua invenzione; se l’avesse fatto, ora sarebbe l’uomo più ricco di tutte le galassie.

Ma Berners-Lee aveva allora 35 anni e tanta voglia di vedere il mondo evolversi verso la comunicazione, o forse non si era nemmeno accorto di essere l’artefice della più incredibile rivoluzione del millennio. Attualmente, l'informatico londinese, inventore anche dell'HTML (Hypertext Markup Language), scaglia tuoni e fulmini contro i giganti della Rete: proprio giorni fa ha rimproverato alla Apple di dividere Internet in molti segmenti incompatibili tra di essi... 

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"Incompatibilità" è un termine usatissimo da quando il PC, ovvero Personal Computer, è entrato nelle case dei "normali" cittadini. All'inizio, ai tempi dei calcolatori delle serie 386 e 486 (dal nome e dalla capacità del rispettivo processore Intel), quando ancora bisognava assemblarsi la macchina da sé e/o aggiungere schede e lettori, potenziare la memoria del sistema ecc., si usava spesso l'aggettivo "incompatibile": "No, questa scheda video non va bene: è incompatibile con la motherboard..." oppure: "Non posso installare questo programma perché incompatibile con Windows 3.0...".

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Negli ultimi anni, nonostante il proliferare di ditte di hardware e software, si è andati via via convergendo - per fortuna - verso un'uniformità (e interscambiabilità) di pezzi d'elettronica e di informazioni. D'altro canto, però, tra commercializzazione selvaggia, invasione pubblicitaria su -praticamente - tutte le homepages, su tutti i siti (anche i più banali) e il proliferare di mondi apparentemente paralleli (telefonini, televisori intermediali, ecc.), si è assistito a una nuova e più potente balcanizzazione del media telematico; e il cosiddetto Web 2.0, o "New Web" (quello dei blog, ma anche dei tanto discutibili "social networks"), attenta non solo alla privacy dell'individuo ma lo deruba decisamente del suo potenziale creativo, della necessità di sforzarsi a costruirsi una website da sé, togliendogli persino la fatica di cercare o inventare contenuti...

Tim Berners-Lee, inizialmente soddisfatto del suo figlioccio, dopo anni di pacato silenzio si è messo ad alzare la voce. Il "New Web" offre da una parte facili e comodi strumenti, ma dall'altra vende ai singoli navigatori determinati prodotti e, giacché è la massa che arreca ricchezza, ogni social network costringe i navigatori a un appiattimento verso il basso, imponendo scelte e addirittura uno stile di vita assolutamente banali. 

Ancora nel dicembre 2000 fa un articolo di giornale online recitava:

"Berners-Lee vede sviluppi incredibili nell’avvicinamento e nella comprensione di persone che smettono di identificarsi con un luogo geografico e diventano concittadini. Vede la possibilità di scambiare le conoscenze, di acquisirle più velocemente. Vede la possibilità di fare della terra un pianeta unico e non staterelli e interessi svariati. Forse ha ragione, forse il suo Web potrà tutto questo. Un solo problema resta irrisolto: se il Web è il regno del tutto per tutti e da tutti i mezzi per accedervi sono per tutti ma di pochi. E’ un po’ come se in un determinato posto tante persone stessero creando il Paradiso ma una sola persona possedesse il pullman per arrivarci. Ma Berner-Lee è ottimista, lui ha cambiato il mondo, al massimo starà ad altri farlo tornare come è sempre stato."

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L'autore dell'articolo paventava dunque il pericolo dell'esclusività del media (e del suo obbligatorio ammennicolo, cioè Internet), non avendo previsto che il PC (insieme al suo ideale embryo, ovvero il telefonino, oggi diffusissimo; il telefonino che è tra i massimi responsabili dello sviluppo della tecnologia WiFi, ovvero della possibilità di connettersi alla rete senza più il fastidio di cavi telefonici) si sarebbe moltiplicato a macchia d'olio anche nel Terzo Mondo.

Questo è davvero il massimo della democratizzazione tecnologica... pur se lo stesso Berners-Lee non aveva calcolato l'altissima percentuale di antiumanesimo e, peggio, disumanità presente nelle masse: così, disgraziatamente, ci imbattiamo, nei vari forum (forums? forii?), nei vari siti, nelle varie piattaforme "sociali", in una caterva di fomentatori d'odio, di adescatori di minorenni, di ladri e imbroglioni.

Una puntualizzazione: siamo ovviamente contenti lo stesso che il mondo si sia computerizzato, e che Internet si offra (tuttora) come una piattaforma alternativa all'agorà, alla piazza. Progress oblige! Solo che non ne possiamo più delle tresche, della posta elettronica indesiderata (spam! Di sicuro Ray Tmnlinson non l'aveva prevista) e degli annunci pubblicitari piazzati persino nei blog dei ragazzini di 12 anni. Truffe su truffe, raggiri su raggiri... commercio su commercio! Il commercio: questa inarrestabile malattia pustolosa. Accendi il computer e ti ritrovi 100.000 menzogne farneticanti...

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Tutti oggi si ritrovano arenati sulla spiaggia paludosa del Web 2.0; accendono il PC e sono contenti di vedere la propria pagina personale su Facebook; aprono il programma di Email e si leggono ogni sciocchezza, dall'offerta di pseudodonnine russe alla pubblicità del Viagra cinese. Noi, individui di ben più ampie ambizioni (almeno si spera!), dobbiamo rimuoverci da lì (da qui) e teletrasportarci in un ennesimo mondo parallelo: o allestiamo il Web 10.0 oppure creiamo una sorta di Arpanet potenziato; senza nessuna possibilità di accesso ai mercanti e ai balordi assortiti.

Gesù entrò nel tempio e schiacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe...

Alla faccia della cosiddetta democrazia, è questo l'esempio da seguire!

 

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1 commento:

Anonimo ha detto...

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