Siamo in Germania, poco dopo la Caduta del Muro. Marco è un giovane intellettuale che si vede impegolato nel variegato cosmo delle pizzerie e degli autoproclamati "chefs"...
Da leggere e passare ad altri sottobanco!
Neo-romanticismo da Terzo Millennio:il racconto di ciò che significa, in realtà, "emigrare", essere "emigranti".
I Canachi. Storia d'amore e satira sociale a un tempo. Poesia della disperazione. Il cantico (macchiato di sugo) degli italiani all'estero.
(...)Tornando al Dolomiti il giorno seguente, vi trovò Roland che correva avanti e indietro con il vassoio stracarico e la camicia mezzo fuori dalle brache. Il gestore della minigelateria aveva un'aria aduggiata; stentava a star dietro a tutte le richieste.
Nell’infilarsi precipitosamente dentro il tabernacolo in cui torreggiava l’impastatrice del gelato, avvisò Marco: «Devi pazientare un po’. Oggi la gente è arrivata tutta in una volta.... Si saranno passati la voce. Un casino!».
«Ho tempo», lo tranquillizzò lui. Si avvicinò a Nicole, cogliendola china su un quaderno, e le chiese: «Fai i compiti?».
«N... no-o.»
«Perché non mi mostri quello che stavi scrivendo?».
«Non voglio.»
Si sporse al di sopra delle braccia incrociate di lei e riuscì a scorgere un disegnino: un cuore in mezzo a un ricamo di lettere nitide e tonde.
La puella si fece rossa rossa. Scancellò un nome, sbertucciò il foglio.
«Ma è normalissimo. Perché ne fai un segreto? Un tuo compagno di scuola?».
«Mmmm.»
«Va bene, non insisto. Posso sedermi? Qui, vicino a te? Se disturbo», aggiunse, «aspetterò che si liberi un altro posto.»
Nicole gli sorrise da sotto in su e gli indicò la sedia che aveva tenuto occupata apposta per lui.
Poco discosto, Geppo cercava simultaneamente di leggere un quotidiano e di fare la guerra a un babà. «Senti questa!», esclamò. «“Pappagallo fuggito da gabbia aggredisce e uccide a colpi di becco scimmia del vicino.“»
«È il Bild Zeitung, quello?».
Geppo sollevò il faccione. Sbuffi di panna montata gli ornavano la barba. «Sì. Perché?».
«Oh, chiedevo così...».
XII
je travaille Eg vanna mä karta hü lavoro
tu travailles dù vannst tu karta hä lavori
il travaille hann vannt wah karta hä lavora
nous travaillons vid vannum ham karte hä lavoriamo
vous travaillez did vannid tum karte ho lavorate
ils travaillent deir vannun we karte hä lavorano
Si mise a piovere, nonostante il caldo torrido. Ed eccoci proiettati nel mese di Ottembre.
Per una volta tanto, Geppo & Giovanni concordavano: «Meglio, molto meglio che piova. Così i traumfurtiani non migrano verso i laghi. Saranno costretti a rimanere in paese. E se rimangono dovranno pur mangiare: corpo satollo anima consolata».
«La contentezza viene dalle budella.»
«...E se mangiano dove vanno, se non al Capri?».
Era la grande data: 'Neueröffnung - Riapertura ufficiale'. Marco preparava le pietanze con cui avrebbe sfamato il mondo. Già gli antipasti sembravano da soli cose di un altro mondo; a Traumfurt, almeno, non si era mai visto nulla del genere.
Geppo aveva il compito di consigliare ai clienti mousse di fegato d’oca su cuori di carciofino, crauti in aceto di sherry e cocktail di gamberetti guarnito con strisce di tartufo.
Dopo aver conferito con Giovanni (che avrebbe voluto puntare su piatti “di battaglia“, più conosciuti e di meno difficile esecuzione), il nuovo cuoco del Capri diminuì la varietà della tradizionale pastasciutta per acclimatare il novum delle seguenti portate:
-cosciotti di lepre alla Borgognona con contorno di purè di castagne o (a scelta) di peperoncini ripieni piccanti;
-frittata con fegatini di pollo al madeira;
-filetto Michelangelo, farcito di funghi porcini o acciughe, e gratinato all’emmenthal.
Quali “interludi“, insalata di riso e formaggio azzurro. Ilpesce fresco purtroppo non abbonda: consigliasi una minirazione di sogliole diliscate in veste rossa. Dessert: tortine di miglio con un pizzico di sale di mare e ‘pudding à la fuck you’ (budino alla boia d’un cane).
Ogni cosa è pronta. Si spalanchino le porte, ordunque!
Arrivarono dapprima isolati, a coppie, a gruppi di quattro o cinque; poi a dozzine, infine a centinaia. Marco e Giovanni dovettero fare le capriole, avvicendandosi ai fornelli e al forno. Corsero e saltarono come atleti alle Olimpiadi; intanto, alle loro orecchie provenivano le grida di Geppo, Babsy e Doris, disgraziato trio in una sala brulicante di bocche voraci. La battaglia durò fino mezzanotte, allorché i due soci, stremati quanto il resto della truppa, sedettero al tavolo del personale per conteggiare, ma per qualche ragione venivano distratti, si distraevano; si ingarbugliavano con i numeri e tuttavia sogghignavano, visibilmente appagati. Geppo giocò con il pennino brandendolo all'incontrario e le sue guance furono presto solcate da linee che si intersecavano come in un cruciverba.
L’introito era stato di gran lunga superiore alle attese. I complimenti si erano sciupati e nemmeno le mance ai cuochi mancavano, sebbene Marco fosse avverso a tale forma di gratificazione.
«Un solo reclamo», informò Geppo.
Giovanni saltò su tutte le furie: «Come? Chi?».
«Una cosuccia. Un nonnulla. Scordiamocelo.»
«Eh no, caro. Ora devi dircelo.»
Geppo maltrattò, imbarazzato, il cravattone a farfalla che sventagliava in cima alla sua livrea da maggiordomo. «Il Dottor coso... Androlli... ha voluto degnarci della sua presenza. Quella zuppa di pesce che avete mandato fuori era per lui.»
«Non gli è piaciuta?», chiese Marco.
«Beh, conosci Androlli...».
«Racconta», lo esortò Giovanni.
Geppo si grattò la pelata. «Non bisogna prenderlo sul serio, Dio puzz... Ha detto che gli è sembrata una “zuppetta di casa“.»
«Come ha detto?».
«Proprio così, Dio puzz...: una “zuppetta di casa“.»
«Il bouillabaisse? Una zuppetta? Sono desolato», disse Marco.
Faceva di tutto per esternare il suo rincrescimento, ma in realtà non dava peso alla faccenda.
Giovanni invece non riusciva a quietarsi. «Abbiamo presentato una lista delle vivande lunga come l’avemmaria e questo... signore... richiede qualcosa di totalmente diverso. Non sa che il pesce ci arriva congelato, qui? Dovevamo andarglielo a pescare?».
«Eh», articolò Geppo, «sarà invidia, la sua. Avrà visto la folla che c’era da noi e si sarà incazzato.»
«Bello stronzo», commentò Giovanni.
«Proprio così», tagliò corto Geppo, tornando a rivolgere la sua attenzione ai bigliettoni che si ammucchiavano sulla tovaglia piena di sbrodolature. Al di là del bar, seminascoste da torri di cristallo (i bicchieri da lavare), Doris e Babsy bisticciavano.
In un mondo in cui la disoccupazione è la regola, il giovane Pat Ferroni viene assunto dalla Kosmos Enterprise. Una grande fortuna, si direbbe: eccolo infatti nel suo nuovo appartamento, in un quartiere ordinato e pulito eretto apposta per impiegati come lui; e poi eccolo nell'ufficio comodo e arieggiato con tanto di segretaria-meretrice personale. Dentro quell'ufficio, Pat... non fa nulla.
Eh già, perché la multinazionale sembra essersi dimenticata di comunicargli il motivo della sua assunzione e i compiti che gli spettano.
Molti giovani con esperienza di precariato non avranno difficoltà a riconoscersi nel protagonista, per via delle sue (dis)avventure nella maxiazienda la cui natura continua a sfuggirgli. Chi è il vero capo? Qual è la funzione dei vari livelli e quale significato hanno le altisonanti cariche?
Featuring: Aleph. L'elettrocervello che tutto sa e tutto vede.
La radio web degli hitAnni 50/60 !! Esempio delle canzoni in scaletta:
(Playlist) The Who - "My Generation" Hermans Hermits - "I'm Into Something Good" Neil Sedaka - "Next Door To An Angel" Troggs - "Wild Thing" The Four Tops - "Walk Away Renee" Lloyd Price - "Personality" Connie Francis - "Who's Sorry Now" Gladys Knight & The Pips - "If I Were Your Woman" The Supremes - "Nothing But Heartaches" The Drifters - "Save The Last Dance For Me" The Beatles - "Day Tripper" Elvis Presley - "That's All Right"
Divertitevi con i successi degli Anni Cinquanta e Sessanta stasera (e ogni altro giorno!) con la webradio
Nell’aprile del 1990, Hans Aberle si apprestò a compiere il suo primo viaggio verso il capitalismo.
Hans, capo turno di cella frigorifera in un’industria di alimentari di Grimma, era solito incontrarsi con i suoi amici nella locanda Testa di leone, dove, con l’appressarsi della stagione calda, la discussione si accentrava sempre più sulle ferie da andare a trascorrere possibilmente nella Germania
Ovest.
«Quattordici giorni, forse tre settimane per visitare i miei parenti “dell’altra parte“ e poi torno», sentiva gli altri dire.
Soprattutto, vaneggiavano di acquisire questo o quel bene di consumo che finora era stato fuori dalla loro portata: interi caschi di banane, un videoregistratore, un’automobile
potente e scintillante... Intanto però la loro paga rimaneva modesta, mentre i prezzi si catapultavano alle stelle.
La Cortina di Ferro era caduta sei mesi prima, causando la chiusura di molte fabbriche dell’ex DDR. L’oste del Testa di leone (già Taverne Marx & Engels) non concedeva più crediti, e non è che la birra avesse un sapore migliore solo perché Grimma apparteneva ora alla Repubblica Federale Tedesca. Così, gli amici di Hans finivano spesso
con lo stancarsi delle consuete fantasticherie e, amareggiati, stavano a rimuginare in silenzio tra i fumi dell’alcol, prima di tornarsene a casa: chi a piedi, chi in bici e chi col Trabant.
Il Trabant è l’unico veicolo che fu prodotto nella Germania Orientale, e per decenni rappresentò il fondamentale oggetto di culto di quello che fu, per autodefinizione,
il "socialismo realmente esistente“.
Per Hans, gli incontri al Testa di leone si andavano vieppiù trasformando in un’esperienza triste e tormentosa. Quei volti grigi, affranti, depressi! E gli scambi di battute senza cuore, scolorite!
«Buonasera.»
«Forse.»
La tavolata, un tempo spensierata e rumorosa fino a sfiorare l’osceno, assomigliava ormai a un’adunata di becchini a lutto. Voglia di parlare, confidarsi, sfogarsi.
Ma spesso le bocche rimanevano chiuse. Volevo dire... Sì, continua! No, di’ tu! Dica lei! Non volevi...? Pensavo che fossi tu, che fosse lei, che... Con sfumature di imbarazzo.
L’oste si spazientiva: «Ehi! Nessuno ordina un’altra birra? Non avete sete nemmeno stasera, eh?»
Poteva capitare, ovviamente, che ogni tanto si sviluppasse una conversazione normale, o l’abbozzo di una conversazione:
«Sapete chi ho incontrato? Il Dieter. È tornato ieri con la moglie. Ora vivono a Brema. Staranno qui tre giorni e poi se la squaglieranno di nuovo. Sono venuti in BMW...»
«Ma va’ là. Com’è che il Dieter ci ha il biemmevù, che l’è via solo da sei mesi?»
«Lo sappiamo tutti che l’è via solo da sei mesi, che stai a contarcela? Ma io non ci ho mica le patate sugli occhi e l’ho visto bene il Dieter dentro il
suo biemmevù . Ci ho parlato pure!»
«Beh, e a noi che ce ne cala del biemmevù?» interloquiva Hans.
Occhiate incredule si posavano su di lui. «Che ce ne cala, dici? Quellasì che l’è una signora macchina, mica i nostri Trabbi!»
“Trabbi“: diminuitivo di Trabant.
«Ma finitela, che il Trabbi l’è proprio ottimo e ci ha pure la pelle più dura di tutte quelle automobili “dell’altra parte“», perorava Hans.
Un circolo di facce diventava un circolo di facce che si scuotevano da destra a sinistra a destra a sinistra a. «Hansi, caro Hansi, sùzzati mo' un’altra bionda
che così ci fai un piacere al Leone e ci lasci in pace pure a noi con le tue strullate.»
E “Hansi“, ubbidiente, suzzava la sua bionda e non aggiungeva altro.
A lui il Trabbi non dispiaceva punto. Benché a quest’automobilina affibbiassero di continuo epiteti offensivi
(“elettrocartone“ era solo uno dei numerosi nomignoli), era fiero di possederne una.
Per chi non ha mai avuto la ventura di imbattersi in un Trabant, spiegheremo qui che si trattava di una piccola utilitaria dall’aspetto austero e nel contempo sbarazzino,
una scatoletta le cui intercapedini erano imbottite di matasse di cotone e altro materiale non bene identificato. Quando nella Repubblica Democratica Tedesca fu avviata la produzione in serie del “modello popolare“,
le strade dell’emisfero occidentale erano solcate da quattroruote altrettanto minuscole: i maggiolini della Volkswagen, le Cinquecento con gli sportelli che si aprivano controvento, Mini Morris, Messerschmidt e persino
BMW dall’abitacolo angusto e la linea breve. Nella forma e nelle dimensioni, dunque, il Trabant rispecchiava lo standard di quegli anni (il primo satellite sovietico aveva appena cominciato a gravitare intorno all’orbita
terrestre... “Trabant“ significa, appunto, “satellite“). Il suo design veniva giudicato «elegante e armonioso».
Ma l’epoca del maggiolino, della duecavalli e di altre vetture a formato ridotto era tramontata da un pezzo, e intanto il Trabbi non mutava di un iota. Certo, la vetturetta della DDR vantava eccellenti valori di frenata e di accelerazione, ma non offriva nessunissimo comfort; per tacere del fattore sicurezza, che era uguale a zero: uno scontro frontale a 40 km/h bastava perché si fracassasse completamente.
A partire dagli anni Ottanta, voci maligne provenienti dalla Germania Ovest imputarono al Trabant addirittura la responsabilità maggiore per i malanni che affliggono la natura.
Comunque fosse, Hans Aberle rimaneva indifferente alla congerie di chiacchiere. E, ora che la Guerra Fredda era finita, era più che mai deciso a lasciarsi alle spalle la Turingia e la Sassonia. A bordo del suo Trabant.
Le ferie arrivarono e lui, come annunciato, si mise in viaggio. Imboccata l’autostrada nei pressi di Karl-Marx-Stadt
(una città che era in procinto di riacquistare il suo antico nome: Chemnitz), si diresse per prima cosa a Gera. Gera rappresentò una sorta di bivio: da lì avrebbe potuto continuare per Jena, Gotha e Eisenach,
e invece preferì l’altra soluzione, quella che lo portava a Hof e che era anche la via più breve per accedere alla Germania Occidentale dal vecchio territorio della DDR.
Victoria Williams (Louisiana, 1958; ma da anni vive nel sud della California) è malata di sclerosi multipla. Diversi musicisti hanno partecipato ad alcuni concerti "for benefit", per aiutarla.
"Crazy Mary" è la sua canzone più celebre, più volte coverata. La versione più riuscita è di Eddie Vedder (Pearl Jam).
Titoli finora pubblicati:
40. R.E.M. - "It's the End of the World (As We Know It)" 39. Ben E. King - "Stand By Me" 38. The Clash - "London Calling" 37. The Animals - "The House of the Rising Sun" 36. The Verve - "Bitter Sweet Symphony" 35. Lou Reed - "A Walk On The Wild Side" 34. The Beatles - "Hey Jude" 33. Scatman John - "Scatman (Ski Ba Bop Ba Dop Bop)" 32. Snow - "Informer" 31. Coolio - "Gangsta's Paradise" 30. Pharrell Williams - "Happy" 29. Inner Circle - "Sweat (A La La Long)" 28. The Beatles - "Let It Be" 27. Rolling Stones - "Angie" 26. John Lennon - "Imagine" 25. The Drifters - "Save the Last Dance For Me" 24. Jimi Hendrix - "Hey Joe" 23. Inti Illimani - "El Pueblo Unido" 22. Harry Belafonte - "Try to Remember" 21. Cilla Black - "Anyone Who Had A Heart" 20. Natalie Imbruglia - "Torn" 19. Eagle Eye Cherry - "Save Tonight" 18. The Beatles - "Free As A Bird" 17. R.E.M. - "Losing My Religion" 16. Donovan - "Donna Donna" 15. Manu Chao - "Bongo Bong" 14. Iggy Pop & The Stooges - "The Passenger" 13. Elton John - "Rocket Man" 12. David Bowie - "Space Oddity" 11. Kid Creole & The Coconuts - "Stool Pigeon" 10. Dire Straits - "Money for Nothing" 9. Elton John - "Don't Let The Sun Go Down On Me" 8. Lou Reed - "A Perfect Day" 7. Shakespears Sisters - "Hello (Turn Your Radio On)" 6. Beach Boys - "Barbara Ann" 5. Tom Petty & The Heartbreakers - "Into the Great Wide Open" 4. Talking Heads - "Psycho Killer" 3. Amen Corner - "(If Paradise Is) Half So Nice" 2. Black - "Wonderful Life" 1. Kate Bush - "Wuthering Heights"
Tra i tanti interpreti di questa canzone ci fu anche John Lennon...
Titoli finora pubblicati:
38. The Clash - "London Calling"
37. The Animals - "The House of the Rising Sun"
36. The Verve - "Bitter Sweet Symphony"
35. Lou Reed - "A Walk On The Wild Side"
34. The Beatles - "Hey Jude"
33. Scatman John - "Scatman (Ski Ba Bop Ba Dop Bop)"
32. Snow - "Informer"
31. Coolio - "Gangsta's Paradise"
30. Pharrell Williams - "Happy"
29. Inner Circle - "Sweat (A La La Long)"
28. The Beatles - "Let It Be"
27. Rolling Stones - "Angie"
26. John Lennon - "Imagine"
25. The Drifters - "Save the Last Dance For Me"
24. Jimi Hendrix - "Hey Joe"
23. Inti Illimani - "El Pueblo Unido"
22. Harry Belafonte - "Try to Remember"
21. Cilla Black - "Anyone Who Had A Heart"
20. Natalie Imbruglia - "Torn"
19. Eagle Eye Cherry - "Save Tonight"
18. The Beatles - "Free As A Bird"
17. R.E.M. - "Losing My Religion"
16. Donovan - "Donna Donna"
15. Manu Chao - "Bongo Bong"
14. Iggy Pop & The Stooges - "The Passenger"
13. Elton John - "Rocket Man"
12. David Bowie - "Space Oddity"
11. Kid Creole & The Coconuts - "Stool Pigeon"
10. Dire Straits - "Money for Nothing"
9. Elton John - "Don't Let The Sun Go Down On Me"
8. Lou Reed - "A Perfect Day"
7. Shakespears Sisters - "Hello (Turn Your Radio On)"
6. Beach Boys - "Barbara Ann"
5. Tom Petty & The Heartbreakers - "Into the Great Wide Open"
4. Talking Heads - "Psycho Killer"
3. Amen Corner - "(If Paradise Is) Half So Nice"
2. Black - "Wonderful Life"
1. Kate Bush - "Wuthering Heights"
Il futuro non è stato ancora scritto... "The future is unwritten." (Joe Strummer)
Il suo vero nome era John Graham Mellor, veniva da una famiglia dell'alta borghesia e decise di assumere il nome in codice "Strummer" (strum = "strimpellare", e dunque strummer è lo "strimpellatore").
Era
di apparente buona salute quando morì a soli 50 anni, il 22 dicembre
2002. La sua famiglia pregò gli amici e gli ammiratori di non portare
corone di fiori al suo funerale, bensì di fare un'offerta per il Mandela
SOS Fundraising. Joe aveva da poco scritto una canzone, "46664", che
Bono degli U2 avrebbe cantato il 29 novembre 2003 a Città del Capo in un
memorabile concerto in onore di Nelson Mandela. "46664" era il numero
di identificazione che avevano dato in prigione al leader del movimento
anti-apartheid.
Quindi Strummer era un sobrio idealista? Per molti era un esponente del
surrealismo, e indicativo in questo senso è il fatto che amava Captain
Beefheart a tal punto da invitarlo alle sue gig. Per altri era un
filosofo, un poeta che sapeva cogliere sia gli aspetti sociali che
quelli metafisici dell'esistenza.
"La vita è malata, nessuno sa perché viviamo. Il mondo non sarebbe mai dovuto esistere."
John Graham Mellor, poi noto come Joe Strummer,
era nato ad Ankara il 21 agosto 1952, figlio di un diplomatico
britannico. Con i genitori viaggiò in Messico, Germania, Egitto, sempre
interessandosi degli stili musicali dei singoli Paesi.
Insieme al fratello maggiore David completò gli studi in un collegio
londinese - una di quelle scuole assai care destinate ai rampolli dell'élite.
"Lì presi un sacco di botte" ebbe a raccontare Joe più tardi.
"C'eravamo noi, i residenti in loco, e c'erano gli scolari che venivano
solo per le lezioni e poi se ne tornavano a casa. Ebbene, questi ultimi
odiavano i residenti, e infatti ce ne combinarono di tutti i colori."
Amava ascoltare i Beatles, The Who, Jimi Hendrix, ma soprattutto i
Rolling Stones. Quando in TV vide la clip di "Not Fade Away" degli
Stones, ne venne talmente impressionato da mettersi a trascurare gli
studi in favore della musica.
My love bigger than a Cadillac
I try to show it and you're drivin' me back
Your love for me has got to be real
For you to know just how I feel... (Rolling Stones, "Not Fade Away")
Capì
che un musicista ha il potere di cambiare la visione del mondo della
gente, e cambiare la visione del mondo divenne la sua massima
aspirazione.
Purtroppo suo fratello David entrò in un'organizzazione razzista, ivi
condotto anche dal suo forte interesse per l'occultismo. Dave divenne sempre
più solitario e nel 1970 si suicidò nel Regent Park.
Joe soffrì molto, sebbene lui e il fratello non andassero d'accordo su
parecchie cose. Lo stesso Joe si trasformò in un ragazzo introverso,
solitario, a tratti violento. Ad aggravare tale condizione di "alieno"
era il suo inconsueto accento. Per via dell'infanzia da apolide, non
parlava come tutti gli altri inglesi; aveva inoltre assunto
un'inflessione pseudo-cockney che, alle orecchie di ogni vero londinese,
suonava strana, posticcia (come difatti era).
L'inquietitudine lo portò a trasferirsi nel Galles, dove svolse umili
lavori in fattorie isolate lasciandosi chiamare Woody Mellor, in onore
di Woody Guthrie. Imparò a suonare l'ukulele ed entrò in una band
locale, The Vultures.
Dopo poco tempo ritornò a Londra, precisamente a Notting Hill, dove si
mischiò agli "squatters", ovvero a quei tipi che risolvono il problema
dell'alloggio occupando appartamenti liberi. Fu in tale periodo che
rincontrò un vecchio amico,Tymon Dogg, il
quale gli insegnò i primi rudimenti della chitarra. L'impresa si rivelò
ostica, poiché Strummer era mancino. I chitarristi mancini di solito
aggirano l'ostacolo variando l'ordine delle corde (è quanto fece per
esempio Jimi Hendrix).
Tymon suonava il violino per strada e Joe gli faceva da "scimmietta",
tenendo il cappello per raccogliere gli oboli dei passanti. Poi divenne
lui medesimo un busker, strimpellando nei mezzanini
dell'Underground. Il suo primo concerto "open air" gli fece guadagnare 1
sterlina e 99 pence. Fondamentalmente conosceva un solo accordo, quello
in Sol, con cui poteva però benissimo eseguire brani del tipo "Comes
the Rain" (un inno Navajo).
Nel 1974 Joe Strummer fondò insieme a Tymon Dogg i 101ers,
denominazione che si rifaceva all'indirizzo del suo ultimo "squat" (101
Walterton Road, London W9). I 101ers iniziarono a esibirsi nei pub
ottenendo buone critiche. Le composizioni originali di Strummer e il suo
indubbio carisma arrecarono al gruppo un contratto discografico; il single si
intitolava "Keys To Your Heart".
Ma Joe voleva di più, voleva raggiungere un pubblico vasto per propagare
la sua protesta contro il potere. Già allora le sue songs parlavano
delle lotte di sopravvivenza cui sono costretti i comuni cittadini. Era
però tutt'altro che un rivoluzionario d'hoc. Coltivava infatti
la passione per la storia militare, gli piacevano gli eroi del passato
nonché stravedeva per le profezie sulla fine del mondo.
Quando, insieme all'amico Tymon, assisté a un concerto di Johnny Rotten e dei suoi Sex Pistols,
rimase fulminato: comprese che il punk era il genere musicale che
meglio si addiceva al suo carattere e al messaggio che intendeva
lanciare.
Insieme aMick Jones (chitarra e voce), Paul Simonon (basso) e Terry Chimes
(batteria), si mise a cantare canzoni di "War & Hate": slogan che
sostituiva il "Love & Peace" finora inneggiato da gran parte della
gioventù e che, a parere di Strummer e non solo, serviva unicamente ad
anestetizzare le coscienze. A un certo punto, Chimes venne sostituito da
Nicky "Topper" Headon. Sorsero cosìThe Clash("suono metallico", "fragore"), il più grande gruppo punk rock di tutti i tempi.
The Clash
London's burning! London's burning!
All across the town, all across the night
Everybody's driving with full headlights
Black or white turn it on, face the new religion
Everybody's sitting around watching television!
London's burning with boredom now
London's burning, dial 99999
I'm up and down the Westway, in and out the lights
What a great traffic system - it's so bright
I can't think of a better way to spend the night
Then speeding around underneath the yellow lights
London's burning with boredom now
London's burning, dial 99999
Now I'm in the subway and I'm looking for the flat
This one leads to this block, this one leads to that
The wind howls through the empty blocks looking for a home
I run through the empty stone because I'm all alone
London's burning with boredom now
London's burning, dial 99999
Presso i punkers, le origini sociali di Strummer furono motivo
di accese discussioni; tra l'altro il cantante, a dispetto degli anni
trascorsi on the road, presentava il tipico aspetto del bravo ragazzo.
Si vedeva, insomma, che proveniva da "buona famiglia". Ma d'altra parte
nei Clash c'era Jones, che era di estrazione proletaria (viveva insieme
alla nonna in una casa popolare di Brixton), e anche Simonon vantava
l'appartenenza allo stesso ceto sociale. In quanto a Headon -
l'eccellente drummer -, lui aveva il vizio delle droghe pesanti.
La musica dei Clash, inizialmente composta nell'alloggio sociale che
allora i quattro occupavano, era influenzata dal reggae, la protesta in
suoni delle genti di colore. Uno dei loro primi successi, "White Riots",
racconta dei disordini scoppiati durante un Notting Hill Carnival a
cui loro furono presenti (questo particolare bastò per far loro guadagnare la
nomea di "ribelli" e per accrescerne la credibilità).
Mentre i Sex Pistols furono il primo gruppo punk in grado di shockare
veramente, The Clash si caratterizzarono fin dal principio per i testi
coerenti, intelligenti e comprensibili. Rinunciarono spesso alla
rumorosità gratuita appunto per far risaltare le parole, come avviene in
"Bankrobber":
Mio padre era un rapinatore
Ma non ha mai fatto male a nessuno
Gli piaceva vivere a quel modo
Gli piaceva rubare i tuoi soldi...
(Di
questa ballata esiste una valida versione a cappella dei Chumbawumba,
che hanno così voluto evocare la memoria di Joe Strummer.)
La
consacrazione definitiva dei Clash arrivò nel 1978, quando si esibirono
al Rock Against Racism in Victoria Park davanti a 90.000 persone. "I
Clash sono il miglior gruppo rock del mondo" arrivò a scrivere la
rivista Rolling Stone.
Il loro album più significativo è il terzo: London Calling(U.S.A. 1980, ma registrato l'anno prima a Londra).
19 canzoni che raccontano di droghe e disoccupazione.
Un'apocalisse a sfondo sociale in cui si rivendica la validità del
rock'n'roll quale arma per combattere le forze del male. Si va dalla
sempre attualissima "London Calling" all'amore operaio di "Train in
Vain", attraverso la disperata rassegnazione "discotecara" di "Lost in
the Supermarket", lo ska richiamante L'opera da tre soldi di "Wrong 'Em Boyo" e la realmente apocalittica - e leggendaria - "Four Horsemen".
Fino a quel momento, Strummer e Jones (i Lennon & McCartney del
punk) avevano scritto la maggior parte del loro materiale
nell'abitazione della nonna di Jones, che era una delle loro più
convinte sostenitrici, e la band si ritrovava piena di debiti. Ma London Calling fece registrare un enorme successo discografico: "Train in Vain" scalò
la classifica U.S.A. dei singles e l'album vendette milioni di copie in
tutto il mondo.
Intanto
in Inghilterra i Clash non erano più considerati "veri punk": firmare
un contratto con un'etichetta americana era considerato dalla "base" un
vendersi al mercato, "proprio come le vecchie, noiose band".
Per il
secondo album Give 'Em Enough Ropela
label aveva sborsato un anticipo di 30.000 sterline, eppure Joe doveva
girare ancora - da Camden Town a Notting Hill e ritorno - senza soldi in
tasca. Per di più, la loro musica si era sviluppata; un'evoluzione che
non piacque ai punkers. Ora facevano in effetti del rock duro, un
rockabilly elettrico - un suono più raffinato di ciò che veniva
comunemente inteso come hardcore punk. La tournée del '79 negli
Stati Uniti fu perciò una sorta di palingenesi per ciascun elemento del
quartetto: cambiare aria giovò loro, e servì anche a sfuggire le
rigide catalogazioni cui erano (e sono) abituati i connazionali.
Finalmente
approdavano nella patria della musica che più amavano, e l'accoglienza
degli americani fu grandiosa. Gli elogi arrivarono persino da quotidiani
prestigiosi come The New York Times e The Boston Globe.
Strummer
rimase un'icona della protesta sociale anche dopo lo scioglimento dei
Clash. Nel 1988 si unì al carrozzone anarchico di Rock Against the Rich,
un tour promosso dalla rivista Class War(allora
un bimensile che constava di sole otto pagine). Si trattò della più
grande campagna anarco-libertaria mai condotta in Gran Bretagna.
Joe Strummer & The Mescaleros
The Mescaleros,
l'ultima sua emanazione musicale (la band si lasciava ispirare tra le altre cose dalla cumbia, un genere africano), non ebbe il consenso di pubblico che
lui si augurava. La gente andava ai concerti per lui, per prendere a
pugni l'aria alle note di "(White Man) In Hammersmith Palais" anziché
per applaudire il reggae multiculturale di "Bhindi Bhagee" con il
ritornello che celebra i pregi del cibo halal. Volevano vedere
il cantante dei Clash, celebre formazione che una volta apriva i
concerti dei Sex Pistols. Comunque, la tournée che nel 2001-02 portò i
Mescaleros in Giappone e negli Stati Uniti fu un successo affatto
trascurabile. E - cosa importante - Joe Strummer finalmente si divertiva di nuovo a essere il leader di un gruppo musicale.
Nel
2002, a oltre vent'anni dall'implosione dei Clash, Jones, Strummer e
Simonon si rimisero insieme per curare un album "live". Joe aveva
traslocato da poco e, durante gli spostamenti, saltarono fuori alcuni
nastri contenenti vecchie registrazioni di concerti del suo ex gruppo,
in particolare alla Roundhouse di Londra nel 1976, uno show al Lewisham
Odeon del 1978 e l'esibizione allo Shea Stadium di New York come spalla
degli Who nel 1982.
Le bobine erano state registrate direttamente sul
banco del mixer da Glyn Johns, il produttore di Combat Rock.
La loro portavoce, Tricia Ronane, spiegò: "Abbiamo un sacco di foto del
concerto di New York e alcune videocassette. E' sicuramente una
testimonianza molto interessante dell'atmosfera che si respirava a quei
tempi. Inoltre stiamo aspettando altri nastri dall'America e dal
Giappone, dove furono registrate molte session radiofoniche. Se le
condizioni del materiale sono buone, lo pubblicheremo. Ma dovranno
deciderlo tutt'e tre."
Era dal 1982 che le loro strade non si incrociavano più, ovvero da quando Mick Jones, dopo la realizzazione di Combat Rock,
lasciò il gruppo (o ne venne estromesso) a causa di divergenze nelle
aspettative musicali (la famosa "battaglia degli ego" che ha portato
allo scioglimento parecchi gruppi). Ma i Clash, sia quelli del punk
dinamitardo dei primi due dischi, sia quelli barricaderi, capaci di
metabolizzare le radici nere del rock'n'roll per tingerle di tonalità
caraibiche in London Calling e Sandinista!, erano
rimasti un ricordo vivido e importante, e perciò il progetto del live si
presentava attraente. Tanto più che proprio in quel periodo stava
vedendo la luce un album-tributo (uno dei tanti) che includeva la
partecipazione di Tricky, Leonard Cohen ("Rock the Casbah"), Tom Waits,
Primal Scream ("Know Your Rights"), Korn, Ice Cube ("Should I Stay Or
Should I Go?"), Rancid e No Doubt.
Purtroppo, due giorni prima di Natale, Joe, che sembrava in condizioni psicofisiche eccellenti, venne stroncato da un infarto.
"Mi sento un po' il padrino di chi oggi piega la propria musica alle
esigenze del mondo" raccontò in un'intervista rilasciata poco prima
della sua scomparsa. "Ai nostri giorni i Clash sarebbero in prima fila
contro la globalizzazione, contro il G8: non resisterebbero alla
tentazione neppure un istante. Ma ora non si può più tornare indietro, il meccanismo si può tutt'al più domare, controllare, non si può affrontare sulle barricate:
lo dimostra il fatto che chi protesta è a sua volta un frutto della
globalizzazione". E aggiunse: "Se sono diventato un uomo libero, è
perché ho sempre conservato le chiavi del mio passato".
JOE STRUMMER - DISCOGRAFIA ESSENZIALE
Con The Clash:
1977 - The Clash 1978 - Give 'Em Enough Rope 1979 - London Calling 1980 - Sandinista! 1982 - Combat Rock
Solo:
1987 - Walker 1989 - Earthquake Weather
Con The Mescaleros:
1999 - Rock Art and the X-Ray Style 2001 - Global a Go-Go 2003 - (uscito postumo) Streetcore
DVD
Let's Rock Again!
Viva Joe Strummer - The Clash and Beyond. His Life and Times
Hitparade (Hit Parade)
I titoli finora pubblicati
37. The Animals - "The House of the Rising Sun" 36. The Verve - "Bitter Sweet Symphony" 35. Lou Reed - "A Walk On The Wild Side" 34. The Beatles - "Hey Jude" 33. Scatman John - "Scatman (Ski Ba Bop Ba Dop Bop)" 32. Snow - "Informer" 31. Coolio - "Gangsta's Paradise" 30. Pharrell Williams - "Happy" 29. Inner Circle - "Sweat (A La La Long)" 28. The Beatles - "Let It Be" 27. Rolling Stones - "Angie" 26. John Lennon - "Imagine" 25. The Drifters - "Save the Last Dance For Me" 24. Jimi Hendrix - "Hey Joe" 23. Inti Illimani - "El Pueblo Unido" 22. Harry Belafonte - "Try to Remember" 21. Cilla Black - "Anyone Who Had A Heart" 20. Natalie Imbruglia - "Torn" 19. Eagle Eye Cherry - "Save Tonight" 18. The Beatles - "Free As A Bird" 17. R.E.M. - "Losing My Religion" 16. Donovan - "Donna Donna" 15. Manu Chao - "Bongo Bong" 14. Iggy Pop & The Stooges - "The Passenger" 13. Elton John - "Rocket Man" 12. David Bowie - "Space Oddity" 11. Kid Creole & The Coconuts - "Stool Pigeon" 10. Dire Straits - "Money for Nothing" 9. Elton John - "Don't Let The Sun Go Down On Me" 8. Lou Reed - "A Perfect Day" 7. Shakespears Sisters - "Hello (Turn Your Radio On)" 6. Beach Boys - "Barbara Ann" 5. Tom Petty & The Heartbreakers - "Into the Great Wide Open" 4. Talking Heads - "Psycho Killer" 3. Amen Corner - "(If Paradise Is) Half So Nice" 2. Black - "Wonderful Life" 1. Kate Bush - "Wuthering Heights"
36. The Verve - "Bitter "Sweet Symphony" 35. Lou Reed - "A Walk On The Wild Side" 34. The Beatles - "Hey Jude" 33. Scatman John - "Scatman (Ski Ba Bop Ba Dop Bop)" 32. Snow - "Informer" 31. Coolio - "Gangsta's Paradise" 30. Pharrell Williams - "Happy" 29. Inner Circle - "Sweat (A La La Long)" 28. The Beatles - "Let It Be" 27. Rolling Stones - "Angie" 26. John Lennon - "Imagine" 25. The Drifters - "Save the Last Dance For Me" 24. Jimi Hendrix - "Hey Joe" 23. Inti Illimani - "El Pueblo Unido" 22. Harry Belafonte - "Try to Remember" 21. Cilla Black - "Anyone Who Had A Heart" 20. Natalie Imbruglia - "Torn" 19. Eagle Eye Cherry - "Save Tonight" 18. The Beatles - "Free As A Bird" 17. R.E.M. - "Losing My Religion" 16. Donovan - "Donna Donna" 15. Manu Chao - "Bongo Bong" 14. Iggy Pop & The Stooges - "The Passenger" 13. Elton John - "Rocket Man" 12. David Bowie - "Space Oddity" 11. Kid Creole & The Coconuts - "Stool Pigeon" 10. Dire Straits - "Money for Nothing" 9. Elton John - "Don't Let The Sun Go Down On Me" 8. Lou Reed - "A Perfect Day" 7. Shakespears Sisters - "Hello (Turn Your Radio On)" 6. Beach Boys - "Barbara Ann" 5. Tom Petty & The Heartbreakers - "Into the Great Wide Open" 4. Talking Heads - "Psycho Killer" 3. Amen Corner - "(If Paradise Is) Half So Nice" 2. Black - "Wonderful Life" 1. Kate Bush - "Wuthering Heights"