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martedì, aprile 21, 2020

Dylan - "Percy's Song" (audio e testo)

Una perla poco nota


"Percy's Song" fu registrata durante le sessioni dell'ottobre 1963 per il terzo album di Dylan, The Times They Are A-Changin'. La canzone non fu pubblicata se non nel 1985. È nella compilation Biograph.
[Verse 1]
Bad news, bad news
Come to me where I sleep
Turn, turn, turn again
Sayin’ one of your friends
Is in trouble deep
Turn, turn to the rain
And the wind
Tell me the trouble
Tell once to my ear
Turn, turn, turn again
Joliet prison
And ninety-nine years
Turn, turn to the rain
And the wind

[Verse 2]
Oh what’s the charge
Of how this came to be
Turn, turn, turn again
Manslaughter
In the highest of degrees
Turn, turn to the rain
And the wind
I sat down and wrote
The best words
I could write
Turn, turn, turn again
Explaining to the judge I’d be there on
Wednesday night
Turn, turn to the rain
And the wind

[Verse 3]
Without a reply I left by the moon
Turn, turn, turn again
And was in his chambers
By the next afternoon
Turn, turn to the rain
And the wind
Could ya tell me the facts?
I said without fear
Turn, turn, turn again
That a friend of mine
Would get ninety-nine years
Turn, turn to the rain
And the wind

[Verse 4]
A crash on the highway
Flew the car to a field
Turn, turn, turn again
There was four persons killed
And he was at the wheel
Turn, turn to the rain
And the wind
But I knew him as good
As I’m knowing myself
Turn, turn, turn again
And he wouldn’t harm a life
That belonged to someone else
Turn, turn to the rain
And the wind

[Verse 5]
The judge spoke
Out of the side of his mouth
Turn, turn, turn again
Sayin’, “The witness who saw
He left little doubt”
Turn, turn to the rain
And the wind
That may be true
He’s got a sentence to serve
Turn, turn, turn again
But ninety-nine years
He just don’t deserve
Turn, turn to the rain
And the wind

[Verse 6]
Too late, too late
For his case it is sealed
Turn, turn, turn again
His sentence is passed
And it cannot be repealed
Turn, turn to the rain
And the wind
But he ain’t no criminal
And his crime it is none
Turn, turn, turn again
What happened to him
Could happen to anyone
Turn, turn to the rain
And the wind

[Verse 7]
And at that the judge jerked forward
And his face it did freeze
Turn, turn, turn again
Sayin’, “Could you kindly leave
My office now, please”
Turn, turn to the rain
And the wind
Well his eyes looked funny
And I stood up so slow
Turn, turn, turn again
With no other choice
Except for to go
Turn, turn to the rain
And the wind

[Verse 8]
I walked down the hallway
And I heard his door slam
Turn, turn, turn again
I walked down the courthouse stairs
And I did not understand
Turn, turn to the rain
And the wind
And I played my guitar
Through the night to the day
Turn, turn, turn again
And the only tune
My guitar could play
Was, “Oh the Cruel Rain
And the Wind”
 Biograph su Amazon

sabato, luglio 07, 2012

Wonder Boys

U.S.A., Gran Bretagna, Germania, anno 2000
Regia: Curtis Hanson (L.A. Confidential, Il crollo dei giganti, ecc.)

Dal romanzo di Michael Chabon
Interpreti: Michael Douglas, Tobey Maguire, Katie Holmes, Frances McDormand, Robert Downey Jr. , Rip Torn

Wonder Boys (ragazzi-prodigio) è un simpatico film sull'estistenza contorta e confusa dello scrittore Grady Tripp (Michael Douglas in uno dei suoi ruoli più riusciti) il quale, dopo il successo della sua opera prima dal titolo La figlia del piromane, non riesce a concludere il tanto atteso romanzo successivo, il cui manoscritto vanta ormai oltre 2.600 pagine.
La storia di Wonder Boys consente anche a chi non è del mestiere di gettare uno sguardo dietro alla quotidianità fatta di pettegolezzi e vanagloria del mondo della cultura a latere, dietro le quinte dell'editoria e delle literae con le loro contraffazioni e i loro falsi miti.

Il tutto si svolge a Pittsburgh in un fine settimana d'inverno. Tripp, che è docente universitario, non si decide a terminare il seguito de La figlia del piromane, né si decide a trasformare finalmente la sua amante Dean Sara Gaskell (Frances McDormand) nella propria consorte.
Da New York è arrivato il suo editor e agente (Robert Downey Jr.) per prelevare il fantomatico secondo romanzo, ed è venuto non da solo bensì in compagnia di un trasvestito. Presto, la casa di Grady Tripp si trasforma nella sede di una festa a base di alcool. Grady stesso preferisce altre droghe: la marijuana in primis... Egli viene marcato da vicino dalla sua studentessa, nonché fervida ammiratrice, Hannah Green (la splendida Katie Holmes, più giovane di Douglas/Tripp di circa trent'anni...), ma il cuore del prof è già definitivamente riservato alla più matura Dean Sara.
A terremotare ulteriormente la vita dell'intellettuale di mezz'età ci pensa il suo studente James Leer (Maguire), il più promettente tra gli allievi del corso di letteratura. Il giovane arriva al party armato di una pistola e di una stravaganza perniciosa (tipica di molti folli non privi di genio)...
Proprio il personaggio interpretato da Tobey Maguire cosparge sulla commedia (tragicommedia? ma va'!) quel "pepe" che la sceneggiatura altrimenti non riesce a dare (su questo punto, vedi poco più giù). Maguire qui è una sorta di novello Giovane Holden, una figura anticipatrice di quelle poi tanto bene rese da Jake Gyllenhaal (Donnie Darko su tutte). Occorre dire di più: con l'eterno adolescente Gyllenhaal, il Maguire di Wonder Boys ha davvero tanti tratti in comune... si direbbe addirittura che ne sia la matrice!
Un'altra particolarità del film è la splendida colonna sonora: Neil Young, Leonard Cohen, Bob Dylan (quest'ultimo ha vinto per "Things Have Changed" l'Oscar per la miglior canzone originale)...
La sceneggiatura di Steve Kloves è poco spettacolare; ma è chiaro che Kloves, dovendo rifarsi al romanzo di Michael Chabon, non ha troppe possibilità di variare. (Pur tuttavia, Kloves ha vinto un Oscar nella categoria "Migliore sceneggiatura non originale".) Chabon ha scelto di non forzare la mano, di non esagerare con gli eventi, e così anche lo spettatore deve "accontentarsi" della via morbida, che ovviamente è anche la più realista. La storia procede tra l'ironico e il profondamente esistenziale anziché imboccare la strada della commedia-thriller o addirittura del pulp, come sarebbe stato possibile (e in parte auspicabile).


Il professor Grady è, malgrado tutti i suoi difetti, un uomo onesto: non va a letto con la bella studentessa Hannah, non ruba il manoscritto del geniale-pazzo James Leer (sarebbe stato facile, per lui, consegnare quelle pagine all'editor bisex come fossero farina del proprio sacco; l'editor invece riceve il manoscritto per ciò che è, ovvero opera del giovane James, ed entrambi - editor e studente - andranno allegramente a letto, e non solo: come nelle migliori favole, James otterrà un contratto editoriale)... Parlando sempre del giovane (che, come abbiamo visto, è armato di pistola): James non diverrà un assassino (sarebbe potuto benissimo succedere, dato il suo carattere instabile) bensì ucciderà "solo" il cane cieco di Dean Sara, cane che sembra odiare a morte Grady Tripp.

Chiunque in questo film ha un qualche problema - professionale, sentimentale e via dicendo - ed è ciò che ci rende Wonder Boys prezioso: "è come nella vita vera!". Sempre se si vuole credere al fatto che nella vita vera le persone abbiano tutte un impiego relativamente bello e comodo anziché essere disoccupate o lavorare in qualche schifosa fabbrica. Ma è così anche nei film di Woody Allen, se ci pensate bene: tutti intellettuali e nessuno che si sporca mai le mani...

Da segnalare la presenza, nel cast di Wonder Boys, del grande Rip Torn nei panni di collega-antagonista del professor Tripp. C'è una regola mia personale riguardo a questo attore: quando c'è di mezzo Rip Torn, posso stare tranquillo, poiché trattasi quasi ineluttabilmente di pellicola di qualità!

domenica, settembre 25, 2011

The Last Waltz (lettera a un fratello lontano)

Frate',
è ora di propagare la buona musica. Vedi se ti piace questo Richie Auriemma: disgustato dalle case discografiche, ha deciso di "regalarsi", mettendo online ben 60 canzoni (tra originals e cover) all'URL

http://www.reverbnation.com/auriemma

e dà spesso concerti nella sua zona (è americano ma di evidenti origini italiane - almeno così suggerisce il suo cognome partenopeo). Se ne hai la possibilità, ti prego di fare pubblicità per lui dove puoi.
Io ho scommesso con Richie che entro la fine dell'anno gli farò raddoppiare la vendita (finora deludente) delle sue songs. Molto bene si presta, per tale scopo, il formato .mp3 al posto del supporto materiale (CD).

C'è tantissima gente che fa ottima musica e non sfonderà mai, p. es. la band Martiria (italiana, col cantante americano ex Warlord), ma i Martiria non trovano ormai neppure più manifestazioni / locali / festival dove potersi esibire dal vivo. Il CD che hanno pubblicato mesi fa (ancora una volta stupendo, se vuoi ti mando gli .mp3) non si vende quasi e quello prossimo, già registrato (e autoprodotto, a quanto ho capito) sarà forse il loro ultimo, perché hanno detto che se continua così si scioglieranno... Peccato!




A propos di scioglimento: oggi dopo il pranzo consumato nel retrobottega della gelateria di Antonio & Ingrid sono uscito (sazio e barcollante) e ho fatto un giro per il mercatino, anzi mercatone domenicale che si snoda quest'oggi per tutte le vie e piazzette di Old Waterbourgh. Ho esitato a lungo davanti a 5 paia di calzini "adatti alle scarpe di sicurezza", ho sorvolato sulle varie spezie, candele e statuette con sopra incisi dei motti più o meno spiritosi, sui vari speck tirolesi e sui mazzi di fiori di plastica... per rimanere impigliato (come al solito) a una bancarella di musica.
Dopo aver preso in mano 4 Music-DVD (la storia di Syd Barrett, ma la conosco a memoria e credo di avere a casa libri, articoli e CD in proposito), Il concerto dei Pink Floyd a Pompei (prodotto che ho già comprato 2 volte e due volte regalato per rendere partecipi anche altri di tanta magia e tanto genio), Sound & Vision di David Bowie e The Last Waltz (è stata questa la scelta ristrettissima tra tutti i DVD da me selezionati dopo rapida visione dell'intero materiale in vendita), ho deciso di comprare il film di Martin Scorsese, The Last Waltz appunto: concerto d'addio di The Band. Rientrato a casa in mezzo alla folla (che bello! Da quando ho traslocato qui, mi basta voltare l'angolo e c'è un qualche "event" proprio sotto il mio naso... prima invece se volevo stare in mezzo alla gente dovevo scendere dalla montagnola di Burgerfeld, come i vaccari che riportano il bestiame - in questo caso: la mia anima - a valle...), ho immediatamente messo in azione il vecchio ma mai impolverato DVD-player e... ecco che parte


UN CAPOLAVORO ASSOLUTO.



In un flash sbadato mi son ricordato di aver visto il film la prima volta in un cinema della nostra città al tempo in cui stavo con Fiore Sapi o Sapì: mi ero recato a quella proiezione straordinaria insieme a Fiore e ai suoi amici, i quali si guardavano queste opere d'arte (Hair, Woodstock, Jesus Christ Superstar...) solo perché "faceva figo" (tipici giovanii dell'alta borghesia - e di destra! - che bazzicano i raduni "alternativi" per mostrarsi), ma il ricordo non mi ha causato nessuna emozione. Anzi: l'ho allontanato quasi infastidito, come si fa con una zanzara semistordita, e mi son messo comodo nel mio ashram a guardare a bocca aperta (similmente a Woody Allen all'inizio di Provaci ancora Sam) le prime sequenze e i titoli di apertura di quello che più di un critico ha giustamente giudicato "The Best Rock Film Ever": insieme a The Band ci sono Joni Mitchell, Neil Young, Bob Dylan (il "mio" Dylan, quello degli Anni Settanta), Muddy Waters, Paul Butterfield, Van Morrison...
Che dirti? Ho quasi pianto.
Perché la vita è così buona con me? Perché tutti mi accettano e mi vogliono bene, come fossi un povero bambino nero che necessita di protezione? Perché la musica è il Cielo e se poi fai lo switch sul telegiornale vedi invece solo Blood & Destruction?...

Vabbe' va', il vino che mi ha dato Antonio (uno spumante addirittura! ma si è ben accordato con i delicati spaghetti, la mortadella modenese e la scaloppa di maiale) mi ha mandato in tilt: tra ieri e oggi ho vissuto troppo; troppa musica, troppi incontri umani (ti ho già detto della visita di Adebe, il mio collega del Togo?), troppe emozioni (che sia benedetto colui che ha inventato il week end!!!), e poi, oggi verso mezzogiorno, c'è pure stata la chiamata di Mary dalla terra svizzera: ha attraversato il Lago di Costanza in vaporetto, e le bellezze da lei descrittemi mi hanno convinto a visitare un giorno quei luoghi (io oltre all'Algarvia - fantastica! - non mi sono mai spinto; ancora 30-40 chilometri più a ovest e sarei arrivato dov'è ora mia moglie: Kempten, Lindau, Meersburg ecc.)

Spero che nel frattempo tu ti sia sintonizzato sulla musica il cui link ti ho copiato in cima a questa mail... E' assolutamente adatta a un pomeriggio di domenica, momento in cui l'animo è sospeso tra l'allegria della libertà assoluta e la malinconia a causa della consapevolezza che questa libertà sta per tramontare.
(Domani, lunedì, saranno hatz amari in fab... come tutti i lunedì del resto...)

Ciao, un abbraccio!

p.