martedì, aprile 15, 2008

Addio a Marisa Sannia

Era il tempo della tivù in bianco-e-nero quando lei ci fece innamorare cantando "Casa bianca", un brano di Don Backy. "Casa bianca", che in quel Festival di Sanremo del 1968 fu interpretata anche da Ornella Vanoni, arrivò al secondo posto.


 Aveva una voce assolutamente unica e bellissima, un viso incantevole o - come si dice - "acqua e sapone" - e un fisico longilineo (Marisa giocava a pallacanestro in una squadra femminile di Cagliari). Nel "libro degli ospiti" del sito della cantante si può leggere una testimonianza di Sergio Endrigo:


<<Verso la fine del '67 chiedemmo a Marisa se aveva voglia di andare a Sanremo. Lei rispose che assolutamente non ci voleva andare. E così io andai a Cuba e Bacalov in Argentina. Quando tornammo, ci fu una sorpresa: Marisa andava a Sanremo con "Casa bianca". A me e a Bacalov la cosa non dispiaque affatto anche se la canzone era di Don Backy.

Ma un dirigente della Fonit-Cetra (non ricordo il nome) disse che per fare i produttori era necessario scivere le canzoni per l'artista. Era la Fonit-Cetra... E così chiudemmo il rapporto di lavoro con Marisa, ma io e lei diventammo amici.

Era il 1968, io vinsi a Sanremo con "Canzone per te" insieme a Roberto Carlos e Marisa arrivò seconda con la Vanoni.

Quando poi Marisa passò alla CGD, nel suo primo LP cantò delle mie canzoni del passato, compresa "Mani bucate" che cantò anche nel 2001 quando il premio Tenco mi fece un grande omaggio alla carriera. Lei cantò insieme a Paoli, Lauzi, Jannacci, Tosca, Cammariere, Caposela e altri.

Quando ero il produttore di Marisa, dal '66 al '67, un settimanale scandalistico pubblicò alcune foto mie e di Marisa dicendo che l'allieva era innamorata del maestro... Ma la settimana dopo Stop smentì la storia e tutto finì li.

Da poco è uscito il suo nuovo disco Nanas e Janas, è veramente bello.>>


L'ultimo suo lavoro (di prossima uscita) è Rosa de papel, recital-concerto dedicato alla vita e alla poesia di Federico Garcia Lorca, cui ha dedicato gli ultimi anni e presentato l'estate scorsa a Roma.




Una lunga carriera in breve


Marisa Sannia nasce a Iglesias (Cagliari) il 15 febbraio 1947. Ancora oggi è una delle cantanti più collezionate e ricercate. La personalità complessa ed i molteplici interessi sono testimoniati dall'attività agonistica (ancora giovanissima) nella squadra del Cus Cagliari, dove si mise in luce per le spiccate doti atletiche, doti che le permisero di diventare una delle migliori cestiste di quegli anni e di approdare alla nazionale maggiore.


Esordì nel mondo della musica leggera nei primi anni '60 insieme a I Principi, un gruppo di Cagliari con il quale si esibiva prima di intraprendere la carriera solista. L’occasione le fu offerta dalla partecipazione ad un concorso di voci nuove, nel 1965 ad Iglesias, dove si classificò seconda con il brano di Adamo “Perduto amore”. La svolta decisiva per Marisa Sannia fu un concorso indetto dalla Fonit Cetra, che le permise di ottenere un contratto con la casa discografica torinese di ben quattro anni. Sergio Endrigo e Luis Enriquez Bacalov ascoltando la voce della giovane interprete durante un'audizione, decisero di diventarne i produttori: il primo 45 giri fu “Tutto o niente” (il retro “Dai” fu composto da Bruno Canfora). Il debutto televisivo avvenne in occasione della trasmissione Scala reale nell'ottobre del 1966, dove la Sannia ottenne giudizi favorevoli sia dalla critica che dal pubblico. Seguirono altri successi come “Una cartolina”, ”Sono innamorata (ma non tanto)” e “Sarai fiero di me”, brano che ottenne il premio della critica discografica e che conquistò il terzo posto nella “sezione giovani” al Festivalbar del '67.


La televisione contribuì ben presto alla sua popolarità. Nel 1967 partecipò al programma condotto da Pippo Baudo Settevoci, dove vinse per sette puntate di seguito: il pubblico apprezzò oltre che la bella voce e la garbata espressività, anche la semplicità e il suo viso “pulito”. La consacrazione definitiva arrivò nel con il secondo posto del Festival di Sanremo raggiunto insieme a Ornella Vanoni con “Casa bianca”, il cui testo simboleggia le ambivalenze squisitamente adolescenziali, tra la paura/bisogno di crescere e il timore di abbandonare la sicurezza dell'infanzia. Il brano fu inciso anche dallo stesso autore - Don Backy - e, in francese, da Dalida, ma l'interpretazione della Sannia risultò la più apprezzata dal pubblico.


Le oltre 500mila copie vendute furono la conferma del grande riscontro ottenuto, sull'onda del quale la Fonit Cetra emise, nell'estate seguente, il suo primo 33 giri che, oltre a canzoni già precedentemente edite su disco singolo, conteneva diversi brani incisi per l'occasione. La crescente popolarità aprì a Marisa Sannia le porte del cinema, come spesso avveniva per i cantanti più celebri del momento. Girò da co-protagonista il film Stasera mi butto insieme a Giancarlo Giannini. Sul finire dell'anno incise “Io ti sento”, un brioso brano di Armando Trovajoli, colonna sonora della commedia di Dino Risi Straziami ma di baci saziami.


Il ‘68 si concluse con la partecipazione a due importanti manifestazioni: Il Festival internazionale di musica leggera di Venezia con il brano “Non è questo l'addio” e Canzonissima, dove Marisa Sannia, con “Una donna sola”, entrò nella rosa dei dodici semifinalisti. All'inizio del 1969 la cantante firmò un nuovo contratto discografico con la Cgd. Alla manifestazione Una canzone per l'Europa a Lugano, dove la Sannia rappresentava l'Italia, viene presentata “La compagnia”, di Mogol e Carlo Donida, che piacque anche a Lucio Battisti che successivamente la inserirà in un suo album  (e che di recente è stata riproposta da Vasco Rossi).


Nello stesso periodo Marisa Sannia canta Sergio Endrigo e le sue canzoni e la finale di Canzonissima, dove presentò "La primavera", composta da Don Backy. Tra gli altri brani del 1969: “Una lacrima” - che riscosse un ottimo riscontro commerciale - e “La finestra Illuminata”, semifinalista della Canzonissima del '69-'70.


Al Festival di Sanremo tornò nel 1970 (in coppia con Gianni Nazzaro), nel 1971 (con Donatello) e l'ultima volta nel 1984 con "Amore, amore".


In seguito si affidò ancora una volta al duo Endrigo-Bacalov che composero per lei "La mia terra", quindi la partecipazione al 33 giri L'arca, raccolta di brani per bambini scritti da Vinicius De Moraes e, nel 1973, la pubblicazione di Marisa nel paese delle meraviglie, un disco con canzoni tratte dai film di Walt Disney. In questo stesso periodo la casa discografica Emi pubblicò il 45 giri "Un aquilone", il cui retro "Il mio mondo, il mio giardino" porta la firma di Francesco De Gregori, Amedeo Minghi e Edoardo De Angelis.


Dopo la musica e il cinema, Marisa Sannia intraprese un'altra esperienza artistica: il teatro. Il debutto avvenne nel 1973 con l'interpretazione di Giovanna D'Arco nel musical di Tony Cucchiara Caino e Abele, cui fece seguito Storie di periferia del 1975, sempre con la compagnia di Cucchiara e, nel 1995, Le memorie di Adriano, testo tratto da un racconto di Margherite Youcenar, insieme a Giorgio Albertazzi per la regia di Maurizio Scaparro.


 Nel 1976 il debutto come cantautrice con l'album La pasta scotta mentre gli anni '80 si aprono con una piccola apparizione nello sceneggiato televisivo George Sand diretto da Giorgio Albertazzi, cui segue una partecipazione al film di Pupi Avati Aiutami a sognare con Mariangela Melato e Antony Franciosa.

 

L'amore per la poesia e la riscoperta delle radici linguistiche sarde la portano agli inizi degli anni Novanta ad accostarsi ad alcuni poeti sardi come Antioco Casula, Francesco Masala e Antonio Canu, sui testi dei quali elabora e compone melodie che danno vita a Sa oghe de su entu e de su mare ("La voce del vento e del mare", 1993), Melagranada (1997) e Nanas e Janas (2003).


Nell'ottobre del 2001 partecipa al tributo a Sergio Endrigo nell'ambito del Premio Tenco, dove accompagnata da due musicisti e dalla sua chitarra interpreta i brani "Mani bucate" e "Melagranada ruja". Negli ultimi anni Marisa Sannia ha dedicato il suo tempo allo studio di Federico Garcia Lorca, lasciando in eredità un lavoro di canzoni originali cantate in spagnolo che saranno pubblicate in Rosa de papel, un album postumo (curato graficamente dalla stessa cantante), che costituirà il suo testamento artistico e che ha anche avuto un'anteprima la scorsa estate al Malborghetto Roma Festival


Vai al sito di Marisa Sannia

2 commenti:

giulia ha detto...

Grazie per questo bel ricordo di Marisa a cui ho anchio dedicato due post. Era una mia carissima amica, ed era anche una bellissima persona, Giulia

Anonimo ha detto...

BELLISSIMO POST PER RICORDARE UN'ARTISTA PROFONDAMENTE SENSIBILE, ELEGANTE, INTENSA E RAFFINATA.
MARISA SANNIA NON RINCORREVA IL SUCCESSO E I CLAMORI CHE ESSO COMPORTA, VOLEVA SEMPLICEMENTE ESPRIMERSI, DAR VOCE AI PROPRI SENTIMENTI.
E LO HA FATTO CON ELEGANZA ESPRESSIVA E GRANDE SENSIBILTA'. GRAZIE MILLE!