Rovistando in un piccolo negozio di Second-Hand, lo statunitense Michael Sparks, di mestiere tecnico del suono, si è imbattuto in un documento storico che, a un primo esame, dovrebbe datare a 184 anni fa. Si tratterebbe di una copia originale della Dichiarazione d'Indipendenza.
Ora Sparks intende mettere all'asta il suo ritrovamento. Prezzo di partenza: 125.000 dollari.
venerdì, febbraio 23, 2007
Prezioso ritrovamento in un negozietto americano
mercoledì, novembre 15, 2006
God Bless America!
di Harold Pinter
Rieccoli,
gli Yankees nella loro parata armata
a cantare le loro ballate di gioia
galoppando attraverso il vasto mondo
e lodando il Dio d'America.
I rigagnoli sono intasati di morti
quelli che non potevano esserci
quegli altri che si rifiutavano di cantare
quelli che stanno perdendo la loro voce
quelli che hanno dimenticato il motivo.
I cavalieri hanno fruste taglienti
la tua testa rotola sulla sabbia
la tua testa è uno stagno nella sporcizia
la tua testa è una macchia nella polvere
i tuoi occhi sono fuorusciti e il tuo naso
sente solo la puzza della morte
e tutta quest'aria morta è ricca
dell'odore del Dio d'America.
(traduzione di franc'O'brain)
Poesia pubblicata il 22 gennaio 2003 sulla rivista americana CounterPunch (www.counterpunch.org). Riprodotta in originale nel volume Harold Pinter - God Bless America. Scritti e interviste contro la guerra (Edizioni datanews).
sabato, luglio 29, 2006
JACK HIRSCHMAN: 'Dobbiamo'
DOBBIAMO (WE MUST)
Trovai lui sotto un tetto di cartone lurido,
trovai lei in posizione fetale dentro un portone,
e Terrell in piedi sotto un albero
al Centro Civico, aggrappato con forza
alla concretezza del suo carrello della spesa.
Ora, il fatto è che erano tutti stecchiti.
Nessun respiro sotto quel cartone,
nulla nel ventre desolato del portone,
e in quanto a Terrell in piedi sotto l'albero,
avrebbe potuto benissimo essere una pietra
che ricorda la crudeltà di un sistema
che tutti i senzatetto conoscono
quando ogni giorno vedono la bandiera che dice:
"Non c'è posto in albergo per voi idioti".
Così mi unii all'Esercito dei Poveri,
iniziando le esercitazioni per lottare contro...
La bandiera della proprietà-über-alles
dietro a quella Stelle-e-Strisce tanto venerata
noi la facciamo a pezzi, per rendere
l'umanità di nuovo umana, e giusta.
Non è questione di scegliere.
Dobbiamo.
Hanno rafforzato le leggi dello stato di Polizia.
Ci sono più persone scomparse in questi tempi,
hanno fatto della Bugia una priorità,
ti hanno ricoperto di calce come i tuoi graffiti
e sprso la loro merda del Crimine di qua, Crimine di là,
insultando i poveri, insultando i giovani
e tutto questo perché il Crimine è la menzogna che hanno
per evitare di fare le cose che vanno fatte,
mettere un tetto sopra ogni testa,
diritto alla sanità per tutti,
ecco perché queste proteste,
ecco perché questi espropri
e perché i nostri coraggiosi compagni
sfidano il rischio della prigione.
"Io accuso la proprietà privata di privarci di ogni cosa."
Non è questione di scegliere.
Dobbiamo.
Jack Hirschman
POB 26517
San Francisco CA 94126
USA
[Traduzione di franc'O'brain]
venerdì, luglio 21, 2006
Henry Miller
Henry Val Miller: una delle persone più gentili e più pronte ad aiutare, come hanno testimoniato i suoi amici Lawrence Durrell e Alfred Perlés. Di contro, la sua prosa è tumultuosa, barocca, contiene elementi demoniaci e "faustiani".
"Ogni parola che metto giù ora dev'essere una freccia che va dritta al bersaglio. Una freccia avvelenata. Voglio ammazzare libri, scrittori, editori, lettori. Scrivere per il pubblico, per me non significa niente. Quel che mi piacerebbe, sarebbe scrivere per i pazzi... o per gli angeli."
Quella dei critici, dei "generali della letteratura", è una "trincea" che "deve essere espugnata". "Se è con la mannaia che dobbiamo lottare, usiamola a tutta forza." (Nexus)
Miller ha letto Santa Teresa e Bergson, Elie Faure e Dostoevskij, Rabelais e (horribile dictu!) Voltaire. "La mia fame e la mia curiosità mi spingono in tutte le direzioni contemporaneamente." (Plexus)
Durante l'atto creativo, Henry deve sempre ricordare a se stesso di essere disciplinato. Ecco alcune delle sue regole autoimposte:
- Lavora a una sola cosa per volta, fino a portarla completamente a termine.
- Non inquietarti...
- Pensa unicamente al libro che 'stai' scrivendo.
- Prima di tutto e sempre, scrivi. Pittura, musica, amici, cinema, tutto questo viene dopo.
Più che erotico e pornografico, Henry Val Miller è sensuale in maniera rabelaisiana. I suoi romanzi sono rivoluzionari... non nel senso politico del termine, ovviamente (quella auspicata da Miller è una "rivoluzione dell'anima"), ma in quanto ci mostrano la via per vivere come uomini felici.
Nel suo celebre Diario, Anais Nin scrive dell'autore di Tropico del Cancro: "Mi è piaciuto subito, non appena l'ho visto scendere dalla macchina e mi è venuto incontro sulla porta dove lo stavo aspettando. La sua scrittura è ardita, virile, animale, magnifica. È un uomo la cui vita inebria, pensai. È come me."
Tra i suoi amici c'era anche l'attrice tedesca Hildegard Knef. ("Neff", pronunciavano gli americani.) Una volta, sentendosi osservato da lei, Henry le disse:
-Beh? Che guardi?
-Sei così bello! - esclamò la Knef, con voce rapita.
E lo scrittore: - Ah, chiudi la bocca! Mi rendi molto triste...
Fino al 1961, Sexus (prima edizione francese: 1949, distribuita privatamente), Tropico del Cancro e tutte le altre sue opere erano vietate negli Stati Uniti. In seguito a una celebre serie di processi, il divieto fu sospeso, anche se l'organizzazione Citizens for Decent Literature bollò i libri di Henry Miller come "osceni".
Ha raccontato Inge Feltrinelli: "Tra i più capricciosi [autori] che incontrai, mi viene subito in mente Henry Miller: pretendeva un tavolo da ping pong in ogni casa che l'ospitasse qui in Italia..."
_____________
Dal saggio online Henry Miller [1891-1980]- La vita ha sempre l'ultima parola