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domenica, agosto 11, 2013

Da un momento all'altro

Werner Herzog: From One Second to the Next.
Un toccante documentario sui pericoli di scrivere un SMS mentre si è alla guida.



Il leggendario regista tedesco prende sul serio questo nuovo aspetto della cultura moderna informandoci che "oltre 100.000 incidenti automobilistici all'anno avvengono perché qualcuno ha deciso di scrivere un messaggio nell'attimo sbagliato".
Il film, breve ma eloquente, verrà mostrato in oltre 40.000 istituti superiori e in un centinaio di sedi di organizzazioni governative e per la sicurezza.

Su Werner Herzog leggi inoltre questi articoli pubblicati su Zerovirgolaniente:

Werner Herzog - Un mostro chiamato Klaus Kinski Popol Vuh - Klaus Kinski


Leggi anche (in inglese):
"Herzog on tackling texting and driving" e visita il sito  Texting & Driving - It Can Wait

lunedì, giugno 10, 2013

Finalmente pubblicato! 'Villa Sunshine'


"The future is unwritten" sosteneva Joe Strummer: "Il futuro non è stato ancora scritto"... Eppure gli Anni Ottanta - il decennio di Ronald Reagan - sono stati una sorta di pietra angolare per quello che è il nostro presente. E' come se qualcuno, o un gruppo di persone, avesse allora deciso di "spezzare le gambe" ai movimenti libertari, alla coscienza di classe, e allo Stato sociale, seminando panico, terrore e inaugurando - istituzionalizzandolo! - il concetto di "vita precaria".
Dopo almeno trent'anni di creatività ad alti livelli (e perciò spesso "sovversiva"), ecco che con il sopraggiungere degli Anni Ottanta si ha il declino della musica, della letteratura e del cinema.
E anche per quanto riguarda la moda trattasi di un decennio a dir poco strano (!)...

Il romanzo Villa Sunshine (ora su Amazon per Kindle), che narra di quel periodo, ha un'ambientazione rigorosamente italiana, e più precisamente nord-italiana: si svolge infatti tra il Lago di Como e Milano, e a raccontare è Hermann Schmidt.
Ermanno, come lo chiamano gli amici, lavora in un istituto di ricerca genetica. Una sera, mentre fa la vivisezione di alcune cavie, viene sopraffatto dalla stanchezza e la mente gli gioca uno strano scherzo: nell'atmosfera tetra del suo laboratorio, egli si ritrova a rievocare il fantasma di Mara, la sua ragazza di una volta, "perduta" a un capriccio giovanile di lei o al carisma indecifrabile di un tale letteralmente piovuto dal cielo e che risponde al nome di Venceslao Pilleschi
 

All'apoteosi del suo solipsismo, il dottore si augura fortemente di rivedere l'antica fiamma, che nel frattempo dev'essere una donna matura. Non solo: Hermann auspica persino di rincontrare l'individuo che gliel'ha soffiata... Perché quell'individuo, quel Vence, era anche suo amico, e l'amicizia ha un ruolo fondamentale nella sua vita (così come è fondamentale per tutti i personaggi che conosceremo in seguito).

Quello di Ermanno Schmidt non è solo un nostalgico desiderio, ma vera e propria precognizione. Per quanto lo riguarda, Hermann dà per scontato che rivedrà presto entrambi (Mara e Venceslao), che li ritroverà... Semplicemente perché loro gli stanno mandando segnali telepatici, comunicandogli che vogliono farsi ritrovare.



A cavallo delle memorie di Hermann o Ermanno Schmidt, ci vediamo ricapultati a diversi anni prima, e più precisamente alla data dell'incontro della coppia Hermann-Mara con il misterioso Vence(slao) Pilleschi. L'atmosfera è quasi onirica; come nel ricordo di una mente stanca e confusa (quale in effetti è la mente del ricercatore genetico). L'incontro (quasi scontro) si svolge in circostanze surreali, ed è arricchito da elementi e fenomeni improbabili, simboleggianti i segni di una stravolgente svolta (geofisica, più che sociale) della Terra.



"Mi chiamo Venceslao Pilleschi", si presenta lo sconosciuto - l'alieno - a lui e a Mara. 
 


Fin da subito, Venceslao/Vence si rivela essere un bambinone, completamente inadatto alla vita degli uomini; o, almeno, alla vita come essa è concepita nel paesino di provincia in cui vive la coppietta, che lo ha "adottato". Ben presto, il biondo, irrequieto Vence si dice annoiato e decide di trasferirsi a Milano, dove - sorprendentemente - riesce a riscuotere successo in vari campi, imparando ad adattarsi in tanti ruoli; la sua specialità è di cambiare a piacimento maschere e costumi, parimenti a un attore mestierante. Ma anche nella metropoli la vita è dura, e Vence (che tra l'altro è mancino e inadeguato a svolgere la maggior parte dei lavori manuali) si vedrà costretto ad ammettere la debacle personale, per tornare infine al piccolo paese - presso i suoi tutori -, dove poter leccare le proprie ferite in santa pace. E lì, nella sperduta provincia dall'aura vagamente celtica, troverà consolazione nell'abbraccio della benevolente Mara... La ragazza è talmente innamorata di lui da abbandonare l'esterrefatto Hermann e sparire insieme all'"angelo biondo" risanato. Con il suo nuovo compagno, si inoltrerà nei meandri della grande città, mostruoso macchinario costruito apposta per inghiottire tante umane esistenze.



Da questo punto in poi, il romanzo diventa più realistico, più concreto. I contorni non sono più sfumati, e gli elementi architettonici (in Villa Sunshine l'architettura occupa una posizione predominante) sono costituiti da oggetti ben tangibili, da spazi e corpi riconoscibili. Siamo nell'oggi: 1982, 1983. Mara, ormai una donna non più giovanissima, sta di continuo in attesa che qualcuno le riporti indietro il "suo uomo": Vence. In tutti questi anni, Vence è rimasto infatti - almeno in spirito - il bambinone di una volta, e, irresponsabile com'è, latita: anche perché schiavo delle droghe sintetiche (dunque, continuamente "in ruota").

Attorno a Villa Sunshine (la casa in cui la coppia Mara-Vence si era illusa di poter fondare un nido d'amore) ruotano diversi personaggi, tutta gente che va verso la quarantina o l'ha già superata: lo sgangherato El Cato (un musicista rock dall'aspetto spagnoleggiante), un disastrato - e disonesto, bisogna aggiungere - uomo politico del Sud Italia, la sorella di Mara (un tempo reginetta di bellezza, oggi divenuta un'insopportabile matrona) e il marito di costei, che ha la passione dell'architettura. Proprio dall'architetto wannabé Mara deve sorbirsi valanghe di consigli sui cambiamenti che si potrebbero effettuare per migliorare esteticamente la villa... Ma lei è distratta, lei è interessata soltanto a un celere - quanto improbabile - ritorno del compagno. Si accorge di invecchiare, sente di star sciupando la propria vita, e a più riprese (a volte con tono lievemente isterico) esorta i frequentatori della sua dimora a riportargli indietro il suo "uomo-bambino"...

Per caso (o destino) sarà invece Hermann Schmidt, l'infelice dottorino di una volta, votatosi intanto al celibato, a "ripescare" Vence dai marciapiedi milanesi e a ricondurlo da Mara. Hermann Schmidt si vedrà pure messo nella situazione di dover indagare seriamente sulla vera provenienza di questo "idiota bello", in quanto la ragione gli suggerisce che Vence non può essere né un Messo Celeste, né tantomeno un... marziano sperdutosi nel corso di una missione spaziale.

Il romanzo sfuma in un'atmosfera di cupa malinconia, con la scomparsa definitiva di un umano-troppo-umano Vence(slao) Pilleschi e con la sempre più decrepita Villa Sunshine piena di persone ("amici" di Vence, ma anche amici l'un l'altro) che non fanno che vegetare sognando dei bei tempi andati. "Bei" perché vissuti all'insegna di una pseudomilitanza politica o quantomeno ideologica sotto la guida di un Venceslao Pilleschi allora brillante. Il sospetto che si insinua nel lettore, in queste ultime pagine del romanzo, è che Villa Sunshine sia in realtà una casa di riposo per esistenze derelitte, e che Mara sia una sorta di infermiera che deve prendersi cura di loro.



Attraverso immagini metaforiche trasposte senza alcuna retorica, il romanzo vuole essere l'anamorfosi di un'Italia che riesce a mantenere la sua bellezza, la sua unicità, nonostante ogni turpitudine etica e sociale. È anche un romanzo "d'arte", nel senso che, oltre che di architettura, vi si parla (attraverso le bocche dei vari personaggi) di musica, di pittura, e perfino di misteri archeologici.


sabato, maggio 04, 2013

I 10 Paesi del mondo dove si vive meglio

L'Italia non c'è, ma ciò non ci sorprende


Primo posto: Svezia 


Prima nel ranking per sicurezza personale, terza per aria, acqua e igiene, quarta per nutrizione, e cure mediche; seconda per opportunità; prima per libertà personali e di scelta e per diritti della persona; quinta nell’accesso all’istruzione secondaria, settima per equità e inclusione.

2. Regno Unito
Si vive ancora bene nel Regno Unito. Al primo posto per acqua, aria e igiene, e al primo posto anche per salute e benessere e diritti personali. Può migliorare sul fronte della libertà personale e di scelta, è nona, ma anche su quello dell’accesso all’istruzione secondaria dove figura solo come dodicesimo. 
Per essere tra i primi Paesi al mondo, non basta avere certo una gran crescita economica: lo prova il Social Progress Index, l’indice creato da un team dell’Harvard Business School guidato dall’accademico Michael Porter, che misura il benessere dei Paesi del mondo in base ai bisogni umani fondamentali (nutrizione e cure mediche di base, aria, acqua e igiene, protezione, sicurezza personale), alle infrastrutture sociali (accesso alle informazioni, alle conoscenze, alla salute, alla sostenibilità) e alle opportunità (accesso all’istruzione, inclusione sociale, diritti personali, libere scelte).



3. Svizzera
Il problema è passare i confini, ma una volta dentro la Svizzera vi mostrerà il suo volto illuminato e progressista: la terra della perpetua neutralità ha un primo posto di prestigio assoluto nell’accesso alle informazioni e alle comunicazioni, è terza per salute e benessere, prima per sicurezza personale. E’ solo dodicesima in inclusione sociale e sedicesima nell’accesso all’istruzione superiore.

4. Canada
Natura, bilinguismo e miti dell’hockey la immortalano nell’immaginario mondiale, ma il Canada è una terra eccellente anche per la sicurezza personale, da primissimo posto, per le cure mediche e la nutrizione (come ottava), è quarta assoluta per “opportunity” e nona per l’accesso all’istruzione secondaria. Se il bilinguismo fa per voi e non vi spaventa il freddo polare, potete farci un pensierino.

5. Germania
La Germania ha ottime performance nel campo dei diritti umani, è al primo posto per nutrizione e cure mediche di base, seconda per aria, acqua e igiene. Stranamente risulta solo 39sima per ecosostenibilità, malgrado abbia una natura splendida.

6. America
Altra grande terra, Paese dei sogni di molti, ancora oggi. Gli USA sono primi in assoluto per le opportunità connesse all’alto sistema educativo e accademico. In leggera discesa le libertà personali, resta di alto livello l’equità e l’inclusione sociale. Male l’apporto dato alla sostenibilità dell’ecosistema (quarantottesima) e i diritti umani: chiudere Guantanamo aiuterebbe certo la causa. Ed essere meno guerrafondai.

7. Australia
Veramente un altro mondo, quasi un altro pianeta. L’Australia, patria dei koala, dei canguri e degli aborigeni si piazza al primo posto nell’ambito dei diritti della persona, è terza nell’accesso all’istruzione superiore e nel segmento opportunity complessivamente. Non figurano male nemmeno aria, acqua e igiene, nutrizione e cure mediche di base, entrambe in top ten. 

8. Giappone
Nell’Impero del Crisantemo, il progresso sociale ha le sue ragioni: si va dal primo posto nell’accoglienza, al quarto nella sicurezza personale, al decimo nella salute e nel benessere, all’ottavo nei diritti alla persona. Più in basso equità e inclusione sociale e accesso all’istruzione superiore. Se non permanesse l’eterno rischio terremoto e tsunami, chi non amerebbe approdare almeno una volta nella terra degli shogun?
  
9. Francia
I francesi festeggiano il nono posto, freschi anche di legalizzazione delle unioni omosessuali, una battaglia che spinge in avanti i diritti nella Republique. Resta all’undicesimo posto per opportunità, all’ottavo per la libertà personale, al quattordicesimo per accesso all’istruzione superiore. Può far meglio anche nell’ambito della sostenibilità dell’ecosistema, dove è trentaseiesima ma in compenso è tra i primi dieci per aria, acqua e igiene.

10. Spagna
La disoccupazione ha raggiunto livelli stellari, eppure, nel paese della monarchia borbonica, non si sta così male se gli iberici figurano al decimo posto dell’index. La Spagna brilla ancora per opportunità, piazzandosi al sesto posto generale; è quarta nell’accesso all’educazione, terza per equità e inclusione. Peccato per i troppi giovani disoccupati.

L’index dimostra che "Paesi con livelli simili di PIL possono avere livelli molto diversi di progresso sociale" spiega Michael Green, direttore esecutivo del progetto The Social Progresse Imperative.

domenica, gennaio 13, 2013

Antologiaaaaaaaa... analisi logica...


Per la serie: Voi chiedete, io rispondo


Your Question:
Dopo aver letto questo testo che è in questo sito: http://www.comprensivo-pieveanievole.it/PDF/materiali%20didattici/V3_U04_Il_romanzo_di_formazione.pdf

potete fare una specie di lavoro?? ora vi spiego....dovete fare 4 domande a risposta multipla seguendo 4 punti.....(a risposta multipla significa : a; b; c; d)

I 4 PUNTI:

1. Fare un’inferenza diretta, ricavando un’informazione implicita da una o più informazioni date nel testo e/o tratte dall’enciclopedia personale del lettore.

2. Cogliere le relazioni di coesione (organizzazione logica entro e oltre la frase) e coerenza testuale.

3. Ricostruire il significato di una parte più o meno estesa del testo, integrando più informazioni e concetti, anche formulando inferenze complesse.

4. Sviluppare un’interpretazione del testo, a partire dal suo contenuto e/o dalla sua forma, andando al di là di una comprensione letterale.

QUINDI OGNI DOMANDA DEVE ESSERE DI UNO DI QUESTI 4 PROCESSI GRAZIE MILLEEEEE


My Answer:


"inferenza"???

"organizzazione logica entro e oltre la frase"???

Guarda, il tuo prof o la tua prof dev'essere uno/una psicopatica. Ancora queste cose fate a scuola??? Rompicapi per futuri disoccupati internati in manicomio? Ma questi schiavetti del Bürokretinismus pensano forse che i grandi scrittori, quando prendono la penna in mano, muoiano dalla voglia di fare l'analisi logica (o, meglio, illogica) delle proprie frasi?

Povera Italia! Ecco perché siamo la Nazione più derelitta dell'emisfero occidentale! 


sabato, dicembre 15, 2012

U.S.A. - Massacro in una scuola elementare

28 morti dei quali 20 bambini

Strage di bambini alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, nel Connecticut. Obama piange in diretta tv



Almeno 28 morti, tra i quali 20 bambini, tra i 5 e i 10 anni: questo il bilancio della strage nel Connecticut ad opera di Adam Lanza, poco più che ventenne, armato fino ai denti. Il folle, dopo avere ucciso la madre, ha aperto il fuoco nella scuola elementare di Newtown, un paesino a un centinaio di chilometri da New York circondato da boschi. Adam Lanza era in possesso di tre armi. Sul posto, infatti, sono state trovate una semiautomatica 223 Bushmaster, che stava all'interno di un'auto nel parcheggio, oltre a una Glock e una Sig Sauer che il giovane aveva addosso.
Le armi erano state regolarmente acquistate dalla madre, Nancy Lanza (insegnante supplente della stessa scuola), uccisa dal figlio nella sua abitazione prima della strage.

Interrogato il fratello Ryan: "Adam soffriva di disturbi mentali"
Adam Lanza, il killer del Connecticut, soffriva di disturbi della personalita' "di tipo autistico". Lo ha detto alla polizia Ryan, il fratello maggiore del giovane autore della strage della scuola di Newtown.
Adam abitava con la madre Nancy in Connecticut, ha detto il 24enne Ryan alla polizia.
Nel 2006, Ryan Lanza si è diplomato e si è iscritto alla Quinnipiac University, nel Connecticut, lasciandolo Adam da solo con i genitori, Peter e Nancy Lanza, il cui matrimonio era in crisi. Nel 2008 la coppia divorzia dopo 17 anni di matrimonio. Il padre, responsabile finanziario della General Electric, si trasferisce a Stamford, e nel gennaio del 2011 si sposa con una bibliotecaria dell'Università del Connecticut.
La madre rimane invece nella casa di Newtown, a cinque miglia dalla scuola elementare dove insegnava. Adam abitava nella stessa casa. Dopo l'eccidio, i poliziotti hanno setacciato l'abitazione, bloccando le strade e facendo evacuare la zona. Per ore si pensava che l'autore della strage fosse Ryan Lanza, in quanto un suo documento era stato ritrovato sul corpo di Adam. Ma un vicino di casa di Ryan, a Hoboken, nel New Jersey, ha poi confermato di aver avuto uno scambio di messaggi con il giovane nel quale lui stesso diceva di aver appreso della morte della madre. "È stato mio fratello", ha scritto Ryan al vicino di casa.

Adam Lanza era affetto dalla sindrome di Asperger, considerata una grave forma di autismo che si lega alla fobia sociale e a una personalità schizoide. Era intelligente e aveva alti voti in matematica anche se, secondo le testimonianze raccolte dai suoi ex compagni, non aveva finito il liceo.
"Era pallido e magro, girava sempre con una valigetta..."
Intelligente e studioso, ma timido e talvolta vittima di prese in giro: questo il ritratto che gli ex compagni di liceo dipingono di Adam Lanza.
"Sedeva sempre accanto alla porta, come a tenersi pronto a scappare..."
Adam non appare neppure nella foto di classe di fine corso, nel 2010, con la motivazione che si imbarazzava davanti all’obiettivo. Tuttavia non era un totale emarginato; molti, ignari della sua malattia psichica, collegavano il suo riserbo al fatto che aveva un’intelligenza superiore alla media e che non comunicava con tutti.



14 dicembre 2012. L'incubo
L'incubo inizia poco dopo le 9:30, e le televisioni nazionali hanno subito interrotto altri programmi per seguire in diretta l'evoluzione delle notizie, con svariati inviati e troupes per le riprese in elicottero. Sono così rapidamente iniziate a filtrare le immagini di madri con il volto segnato dallo sgomento, dal terrore, dallo shock. E poi quelli di bimbi urlanti per la paura, mentre in fila indiana venivano evacuati tutti insieme dalla scuola.

I bambini si preparavano al Natale 

La Sandy Hook, che conta oltre 600 alunni, come tutte le scuole in America si preparava alle vacanze di Natale e all'arrivo di Santa Claus. Poco prima del massacro, la preside, Dawn Hochsprung di 47 anni, aveva pubblicato dei messaggi dal tono allegro su Twitter. Poi ha sentito gli spari e le urla e, invece di ripararsi, ha avuto la prontezza di accendere il megafono per dare l'allarme. Lei e la psicologa sono uscite nel corridoio e sono entrambe cadute sotto i colpi del killer.
Fatto paradossale: poco prima - secondo il New York Times - la stessa signora Hochsprung aveva aperto la porta d'ingresso ad Adam Lanza, perché lo aveva riconosciuto quale figlio di una delle insegnanti.



Riesplode la polemica per le armi facili
Obama tornerà a rilanciare la necessità di un maggiore controllo sulle armi, in particolare sulle armi d'assalto. Forse questa volta, davanti a una delle più gravi tragedie del genere mai nella storia degli Stati Uniti e avendo già vinto le elezioni per un secondo mandato, prenderà una posizione più decisa rispetto al passato. A 24 ore dalla stage, la Casa Bianca viene subissata di richieste firmate per l'abolizione delle "armi facili".

Le lacrime di Obama
"Ci sono state troppe stragi così negli ultimi anni", ha affermato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama poche ore dopo la tragedia, senza trattenere le lacrime in diretta tv. "Dobbiamo agire per impedire che drammi come questo si ripetano, al di là della politica", ha aggiunto, parlando alla nazione lentamente "come genitore" ancor prima che presidente, mentre da più parti tornava a levarsi il dibattito sulle 'armi facili' in America. 



Il discorso del sabato del Presidente statunitense
"Dobbiamo unirci e intraprendere azioni significative per prevenire altre tragedie come questa": ribadisce il presidente americano, Barack Obama, rivolgendosi agli americani nel tradizionale messaggio del fine settimana e ricordando la strage della scuola di Newtown e tutte le altre recenti simili tragedie.
"Come nazione abbiamo patito troppo per questo tipo di tragedie negli ultimi anni", ricorda Obama: "una scuola elementare in Newtown, un centro commerciale in Oregon, un tempio in Wisconsin, un cinema in Colorado. E Innumerevoli angoli di strada in posti come Chicago e Filadelfia".
"Questo fine settimana io e Michelle facciamo quello che ogni genitore sta facendo, stare il piu' possibile vicini ai nostri figli e ricordare loro quanto li amiamo."

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11 giugno 1964 - Germania: A Volkhoven (presso Colonia) un veterano della Wehrmacht, invalido, aziona un lanciafiamme da una finestra di una scuola elementare e poi con una lancia uccide due maestre. Otto dei ventotto bambini gravemente feriti moriranno. Il folle si toglierà la vita con un veleno erbicida.

1 agosto 1966 - U.S.A.: Nell'università del Texas un cecchino spara ai passanti, arroccato per svariate ore su una torre del campus. Quattordici i morti, prima che la polizia lo uccida.

3 giugno 1983 - Germania: In una scuola di Eppstein-Vockenhausen (Assia) un immigrato cecoslovacco di 34 anni stermina a colpi di arma da fuoco due ragazze di dodici anni, un ragazzo di undici, un insegnante e un poliziotto. Poi si suicida. Un altro insegnante sopravvive nonostante le gravi ferite riportate. 

18 luglio 1984 - U.S.A.: In un McDonald's di San Ysidro (San Diego, California) un guardiano disoccupato di 41 anni compie una strage uccidendo ventun persone. Verrà poi freddato dalla polizia. 

6 dicembre 1989 - Canada: Al Politecnico di Montréal un certo Marc Lepine, di 25 anni, uccide quattordici donne e ne ferisce altre tredici prima di togliersi la vita. In una lettera, Lepine spiega di odiare le donne, soprattutto le femministe: "Mi hanno rovinato la vita".

16 ottobre 1991 - U.S.A.: A Killeen (Texas) un uomo entra con tutta la sua macchina (un pick-up) attraverso la vetrata di una caffetteria e poi si mette a sparare. In tutto ucciderà ventidue clienti. Quando la polizia circonda il locale e lo ferisce, lui si suiciderà. Il suo nome era George Jo Hennard e pochi giorni prima aveva compiuto il suo 35simo compleanno. Probabile movente: misoginia. 

23 e 24 settembre 1995 - Francia: Presso Tolone, uno scolaro di 16 anni uccide tredici persone e poi se stesso. Le sue prime vittime (nella sera del 23 settembre) sono il padrigno, il fratellastro e la madre. Il mattino dopo completa l'eccidio in un villaggio a pochi chilometri di distanza. All'istituto professionale dove il folle omicida era iscritto da un anno, professori e allievi dicono: "Eric era un ragazzo molto taciturno ma in apparenza normale..." Nella sua camera c'erano videocassette con film violenti,  letteratura neonazista e un ritratto di Hitler.

13 marzo 1996 - Scozia: Nella palestra di una scuola di Dunblane, Thomas Hamilton, di 43 anni, uccide sedici bambini della prima elementare e la loro maestra, prima di commettere suicidio. Era sospettato di essere un pedofilo.

29 aprile 1996 - Australia: Nell'ex colonia penale di Port Arthur, in Tasmania, trentacinque persone - tra le quali molti bambini - cadono vittima di un folle. Si chiama Martin Bryant, ha 29 anni e un Q.I. bassissimo. Armato di un fucile a ripetizione, l'uomo dapprima fa una carneficina tra i clienti di un caffé e poi prosegue la sua opera all'esterno.

22 maggio 1997 - Brasile: Nel Nord-Est del Brasile, un ex soldato uccide moglie e suocera e continua la strage sterminando quindici passanti. Il motivo: dicerie sulla sua presunta omosessualità.

24 marzo 1998 - U.S.A.: A Jonesboro (Arkansas), due scolari - 11 e 13 anni - azionano l'allarme antincendio e, appostati a una certa distanza, sparano sui fuggitivi. Nella gragnuola di proiettili periscono quattro ragazze e un'insegnante. Dieci i feriti. Il nonno dell'11enne teneva in casa una vera e propria armeria ed è là che i due ragazzini hanno sottratto quattro pistole, tre fucili da caccia e le munizioni. Poiché minorenni, hanno scontato solo pochi anni di carcere (uno fino al 2005, l'altro fino al 2007).

20 aprile  1999 - U.S.A.: Due giovani armati di pistole e bombe fatte in casa aprono il fuoco nella loro ex scuola, il liceo di Columbine a Littleton in Colorado. Muoiono dodici studenti e un professore; ventiquattro i feriti. I due (Eric Harris e Dylan Klebold) si suicidano.

29 luglio 1999 - Ad Atlanta (Georgia, U.S.A.), un 44enne speculante di Borsa uccide la propria moglie e i due figli, quindi fa irruzione in due agenzie di Borsa e uccide nove persone prima di autoeliminarsi.

9 novembre 1999 - Germania: A Meissen (Sassonia) un liceale 15enne entra mascherato in una classe e accoltella la sua insegnante. Aveva già preannunciato la sua bravata e viene prontamente arrestato.

16 marzo 2000 - Germania:  In un collegio di Brannenburg (Baviera) un 16enne,  espulso dall'istituto il giorno precedente, spara al direttore e ferisce gravemente se stesso. Il direttore morirà sei giorni dopo per le ferite alla testa.

8 giugno 2001 - Giappone: Uno squilibrato uccide otto bambini a coltellate in una scuola elementare di Osaka. Altri venti scolari vengono feriti, alcuni di loro gravemente.

26 settembre 2001 - Svizzera: A Zug, un folle entra nel parlamento cantonale e uccide quattordici persone prima di togliersi la vita. 

19 febbraio 2002 - Germania: A Eching, vicino Monaco di Baviera, un simpatizzante neonazista di 22 anni irrompe nei locali della ditta per la quale aveva lavorato e uccide due persone, poi va a Freising, nell'istituto professionale che aveva frequentato per qualche anno, uccide il direttore e ferisce altre due persone. Quindi si suicida. Era armato con due pistole, una bomba a mano e tre altri ordigni esplosivi. 

27 marzo 2002 - Francia: A Nanterre, presso Parigi, sono otto le vittime del raptus di follia di un uomo che dopo si getterà da una finestra al quarto piano della centrale di polizia. Richard Durn, 33 anni e laureato in Storia, voleva diventare insegnante ma non si sentiva aiutato da nessuno e perciò, alla fine di un'assemblea comunale , ha iniziato a sparare all'impazzata.

26 aprile 2002 - Germania: In un liceo di Erfurt un ex allievo di 19 anni espulso dalla scuola, armato di pistola e pumpgun, spara contro tutti gli insegnanti che incontra sul suo cammino, uccidendone dodici e in più una segretaria, due studentesse e un agente di polizia. Quindi si suicida.

2 luglio 2003 - Germania: Uno studente di 16 anni di Coburg (Franconia) apre il fuoco durante una lezione. Manca la sua insegnante 41enne ma riesce a ferire la psicologa della scuola. Poi si toglie la vita.

26 novembre 2004 - Cina: Otto adolescenti restano uccisi e quattro feriti nel dormitorio di un liceo a Ruzhou.

21 marzo 2005 - U.S.A.: Cinque studenti e quattro adulti muoiono sotto i colpi di un 16enne che attacca una scuola a Red Lake (Minnesota) e poi si suicida. Prima, il 16enne aveva ucciso anche il nonno e la compagna del nonno.

2 ottobre 2006 - U.S.A.: La follia omicida si scatena in una scuola amish di Nickel Mines in Pennsylvania: un maniaco molestatore di 32 anni si barrica nell'edificio, uccide cinque bambine, ne ferisce gravemente sei e poi si toglie la vita.

14 settembre 2006 - Canada: Al Dawson College di Montréal un 25enne (lungo mantello nero e taglio di capelli alla irochese) spara alla cieca uccidendo una ragazza 18enne e ferendo altre venti persone, sei delle quali in maniera grave. Poi viene freddato dalla polizia.

20 novembre 2006 - Germania: A Emsdetten (Vestfalia) un 18enne entra nella sua ex scuola e inizia a sparare, ferendo trentasette persone. Poi punta uno dei suoi fucili su di sé e preme il grilletto.  Oltre ai fucili, il suo armamentario comprendeva bombe fumogene e trappole esplosive.

12 febbraio 2007 - Salt Lake City e Philadelphia, U.S.A.: 10 vittime; questo il risultato di due raptus di follia. Cinque persone muoiono in un centro commerciale della capitale dello Utah sotto gli spari di un pazzo, che viene infine ucciso dalla polizia. A Philadelphia un altro uomo armato, in preda a rabbia cieca, uccide tre partecipanti di una conferenza finanziaria, prima di suicidarsi.

16 aprile 2007 - U.S.A.: Lo studente coreano Cho Seung-Hui dapprima uccide due compagni in dormitorio, quindi registra su CD-ROM un "testamento" che invia alla NBC. Infine compie una strage nel campus della Virginia Tech (a Blacksburg). In totale le vittime sono trantatré (lui compreso), quattordici i feriti.

7 novembre 2007 - Finlandia: In un liceo di Jokela, un ragazzo di 18 anni estrae una pistola durante la lezione e uccide otto persone. Poi si suicida sparandosi in testa.

14 febbraio 2008 - U.S.A.: Un giovane apre il fuoco nel campus di un'università dell'Illinois. Il bilancio: cinque morti e una quindicina di feriti. Il sesto morto è lui stesso (suicidio).

23 settembre 2008 - Finlandia: In un istituto professionale di Kauhajoki, uno studente di 22 anni, con passamontagna e vestito di nero, irrompe in classe lanciando una bottiglia incendiaria e sparando ai compagni. Perdono la vita nove studenti e un professore. Il giorno prima aveva pubblicato su YouTube un video che lo ritraeva mentre si esercitava a sparare in un posto isolato.

24 dicembre 2008 - U.S.A.: Un folle in costume di Santa Claus durante un party natalizio a Covina (periferia di Los Angeles) uccide nove presenti e si toglie la vita.

23 gennaio 2009 - Belgio: Un ventenne di nazionalità belga uccide, in un asilo infantile di Dendermonde, due bambini e una maestra giardiniera. Due altre maestre e dieci piccoli vengono feriti in parte gravemente.

10 marzo 2009 - U.S.A.: A Samson (al confine tra l'Alabama e la Florida) Michael McLandon, 27 anni, uccide la madre bruciandole la casa e poi inizia la carneficina vera e propria sparando alle persone che incontra sulla sua strada. Tra le vittime ci sono - oltre alla madre - i nonni, uno zio e una zia. La sua folle corsa si arresta nella Reliable Metal Products (fabbrica da cui è stato licenziato), alle porte di Geneva, dove ferisce il capo della polizia locale prima di entrare nello stabilimento e riservare per sé l'ultimo colpo.

11 marzo 2009 - Germania: E' di sedici morti il bilancio finale dell'assalto a un istituto scolastico di Winnenden (Baden-Württemberg / Svevia) compiuto da un ex studente di 17 anni, ivi diplomatosi nel 2008. Tim K. viene descritto dai conoscenti come "un ragazzo senza particolari difetti né qualità".

3 aprile 2009 - U.S.A.: A Binghamton, nello Stato Federale di New York, un vietnamese uccide 13 persone in un centro di accoglienza per rifugiati.

17 settembre 2009 - Germania: Ansbach, nei pressi di Norimberga: Il 19enne Georg R. (da tutti definito "un ragazzo tranquillo") entra al liceo Carolinum, dove avrebbe dovuto diplomarsi, e, armato di ascia, coltello e diverse bombe molotov, inizia la sua "spedizione punitiva". Pensava di essere ucciso dalla polizia, ma non è stato così ("solo" cinque proiettili nel petto, ma è sopravvissuto) e oggi trascorre i suoi giorni in un  manicomio criminale. Nessuna vittima sul suo conto, ma 16 feriti di cui due (sue compagne di scuola) in maniera grave, ma salvate dai medici.

5 novembre 2009 - U.S.A.: Uno psichiatra militare di origini palestinesi apre il fuoco in una base militare del Texas e uccide 13 persone ferendone altre 42, prima di poter essere fermato.

20 settembre 2010: Tragedia di Lörrach (Germania). Una donna (aspetto avvenente, professione avvocato) fa saltare in aria un appartamento, poi attraversa la strada impugnando un'arma automatica e, nel reparto di Ginecologia dell'ospedale dirimpetto, uccide un infermiere e ferisce diverse altre persone. Viene freddata dalla polizia. Nell'abitazione incendiata, i pompieri fanno una macabra scoperta: là giacciono, assassinati, un uomo e un bambino. Più tardi si scoprirà che trattasi del 46enne ex compagno della donna e del loro figlio di cinque anni.

22 luglio 2011: Attentati in Norvegia, 76 morti. Per la duplice strage di Oslo e di Utoya la polizia arresta il 32enne Anders Behring Breivik. L'uomo è un cattolico radicale (e dunque anti-Islam) simpatizzante dell'estrema destra. Iscritto a diversi social networks, i suoi messaggi e scritti online testimoniano di una visione nazionalista e forte ostilità alla società multiculturale norvegese.
Dopo Timothy James McVeigh - il bombarolo americano che nel 1995 uccise 168 persone a Oklahoma City ferendone 600 -, quella compiuta da Anders Behring Breivik è la peggiore strage nel mondo occidentale mai perpetrata e messa in atto da un unico individuo (o comunque da singoli criminali).

12 ottobre 2011 - U.S.A.: A Seal Beach, posto balneare californiano, un uomo entra in un salone di parrucchiera, litiga con la sua ex moglie sull'affidamento dei figli e sugli alimenti da pagare e si mette improvvisamente a sparare, uccidendo nove persone inclusa la madre dei suoi figli.

2 aprile 2012: Un coreano di 43 anni uccide nell'università religiosa di Oikos (California) sette persone e ne ferisce tre. Quindi si consegna alla polizia. Le sue vittme hanno dovuto mettersi in riga e lasciarsi "esecutare".

20 luglio 2012: Massacro in un cinema di Aurora (Colorado). Il 24enne James Holmes irrompe durante la 'prima' del nuovo film su Batman e uccide 12 spettatori, ferendone almeno 58 dei quali parecchi in maniera grave. Infine viene arrestato.

14 dicembre 2012: Un ventenne uccide a Newtown (Connecticut) sua madre e poi fa fuori ben 20 bambini e 8 adulti nella Sandy Hook Elementary School, l'istituto dove la sua genitrice insegnava. Infine si spara.

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sabato, ottobre 27, 2012

I 10 Paesi più felici del mondo (classifica aggiornata)

Pubblicati i risultati del "Better Life Index 2012"



Si può misurare la felicità di un Paese? L’OCSE (Organizzazione Mondiale per la Cooperazione e lo Sviluppo) ci ha provato per il secondo anno consecutivo. Prosperità economica e salute, insieme a una rete di sostegno sociale, contribuiscono a rendere un popolo più felice. Questa la classifica mondiale dei primi dieci:

1. Danimarca
2. Norvegia
3. Olanda
4. Svizzera
5. Austria
6. Israele
7. Finlandia
8. Australia
9. Canada
10.
Svezia





Sono stati presi in considerazione - tra gli altri fattori -: abitazione, reddito, lavoro, educazione, ambiente, impegno civile, salute, soddisfazione di vita, sicurezza e aspettativa di vita. La Danimarca, pur non occupando in ogni punto il primo posto (anzi: in quasi tutti è quarta, o quinta), è prima nel "Better Life Index" perché i danesi sono soddisfattissimi con la loro situazione lavorativa: hanno un indice di occupazione del 73% e soltanto meno del 2% dei lavoratori è costretto a fare gli straordinari. Il tempo libero dunque, insieme a uno stipendio sicuro, rimangono fattori importantissimi per provare joie de vivre.

In un Paese veramente felice, certe situazioni dovrebbero essere inconcepibili


USA e Italia esclusi dai primi posti... (insieme a Germania e Francia, sia detto per inciso). Ma il risultato dell'inchiesta dell'OCSE non è affatto sorprendente. Trattasi di Paesi in cui la miseria è all'ordine del giorno (sì, anche negli Stati Uniti: là sono ritornate di moda addirittura idee comuniste, come durante la Crisi del '29...).

Studiando la classifica si nota però anche la "caduta" della Svezia, che occupa "appena" il decimo posto. Negli ultimi trent'anni circa, la Svezia si è "liberata" della socialdemocrazia che l'aveva resa una delle Nazioni più tranquille e sicure del mondo e, con la liberalizzazione spinta un po' troppo all'eccesso, si è per così dire dileguato anche lo Stato sociale. Logica conseguenza: precarietà a gogo ed accrescimento della disparità tra ricchi e poveri. Larghi strati della popolazione svedese vivono oggi in maniera disagiata. Non come da noi, ma certo materialmente molto più poveri di prima. Se continua così, la Svezia raggiungerà presto livelli non dico italiani, ma tedeschi (in Germania, un cittadino su cinque vive della carità dello Stato...).


Germania: 1.5 milioni di pasti gratuiti al giorno



Eppure, anche in Danimarca, c'è chi sostiene: "Non è vero che siamo felici!"...




sabato, agosto 18, 2012

Io esisto ancora

Rieccomi! E' sabato mattina, il sole splende che pare una pioggia di fuoco e mi (ri)scopro vivo e attivo più che mai.

Eppure, non sempre è stato così negli ultimi tempi. Fino ad ieri, ad esempio... io non esistevo più! Stavo sparendo...
Certo: in un mondo di zombi e di mostri succhia-anima, ciò non è un caso insolito. Tutti quanti 'loro' stanno in mandria, ruminando l'erba dell'ansia e dell'ipocondria; per poi sputare bile sui "diversi", su coloro che non amano unirsi al branco.



Il conformismo (di cui esistono anche tinte ultraradicali) cerca di privare della loro autonomia tutte le persone originali. E', effettivamente, una società di m... Si viene sballottati in una schiavitù bestiale e vergognosa. L'imbracatura è quella solita: per mantenerti un tetto sulla testa e tre pasti al giorno, devi avere uno straccio di lavoro, e il lavoro (che dovrebbe essere una forma di attività libera e creativa, nonché dignitosa) è stato ormai interamente rinchiuso nelle prigioni di Buio, Rancore & Stupidità.



Se ti uccidono la mente, muore anche il corpo. Ed è facilissimo uccidere qualcuno: basta iniettargli una buona dose di stress, di panico, e sottrargli quello scampolo di autostima che ancora ha di sé. L'ansia, la cui etimologia latina richiama concetti quali il sentirsi soffocare, stretti, è connotata da varie sensazioni per lo più spiacevoli, fra cui il timore, la paura, l'apprensione, la preoccupazione, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata e - nel caso di esposizione prolungata - la frustrazione e la disperazione.

Questo - lo sottolineo - fino a ieri.

Da oggi sono tornato a essere io, e posso guardare con una certa serenità al passato e al futuro. Peter Patti è Peter Patti, e non il burattino in cui 'loro' avrebbero voluto trasformarmi! Esperienze, avventure, situazioni, ogni cosa a modo mio, ovviamente nel rispetto degli altri e di ciò che mi circonda. Nessun pentimento e...fiero di essere!




State male? Stiamo male?
La migliore terapia (forse l'unica!) è l'Amore.





Sul sito "Niente Ansia" ci sono dei test psicologici e sociologici davvero interessanti. Ecco il link principale: http://www.nienteansia.it/test/

Un esempio: "Siete conformisti o anticonformisti? Rispondete a questo test: http://www.nienteansia.it/test/test-conformismo-anticonformismo.html "

A questo, come ad altri test, ho partecipato anch'io. La mia percentuale di conformismo è risultata essere bassina: il 27%. Questo il commento (automatizzato) del sito:

>> Fuori dal coro. Se hai risposto sinceramente alle domande del test, allora possiamo concludere che sei una persona che ama distinguersi dagli altri, arrivando anche a cercare l'originalità e la diversità. Sarà un bene o un male? Questo non possiamo saperlo, tuttavia possiamo dirti che uniformarsi agli altri può fare comodo, ma difficilmente appaga; essere diversi a tutti i costi aiuta probabilmente a sentirsi speciali, forse anche migliori degli altri, ma con tutta probabilità nasconde sotto sotto un notevole bisogno di affetto insoddisfatto. L'importante non è tanto essere conformi alla massa o alternativi, quanto sentirsi in pace con se stessi. Scrivici se hai apprezzato questo test! <<

E io ho scritto:

>> Veramente utile! Ho svolto questo test in un momento un po' "nein" della mia esistenza (per via del lavoro) e mi è servito a rifocalizzare i pensieri su me stesso, sul mio essere (e sul mio esserci) e sui miei scopi esistenziali. Spesso questa nostra società cerca di confonderci, di uniformarci, di votarci all'ipocrisia... Le domande del vostro test toccano i punti-clou dell'esistenza, ed essenza, umana. Grazie. <<

giovedì, aprile 19, 2007

Immobilismo o dinamismo?

Nel suo libro The Future and its Enemies, Virginia Postrel afferma che la vecchia differenziazione tra Destra e Sinistra è ormai superata. Oggi si deve parlare di "stasism" e "dynamism". Uno stasist è chi crede che il mondo sia - o debba essere - un luogo controllabile, governabile; un dynamist al contrario vede la vita sul nostro pianeta come una serie di processi dinamici.


E fin qui ci siamo. E' un'analisi interessante che definisce quella che è probabilmente l'attuale dicotomia della realtà umana, e possiamo pure assumerla come assioma su cui basare i nostri discorsi a venire.


Senonché, la Postrel - che si rivela dinamista - propone un liberalismo sfrenato, basato sulla fiducia nella "creatività dei singoli". Peccato che non tutti gli individui siano dei santi, e che la loro "creatività" - quando c'è - può venire sfruttata da corporazioni la cui unica morale è quella di arricchirsi a costo di passare sopra ai cadaveri! L'autrice crede nel futuro delle tecnologie, che secondo lei possono svilupparsi soltanto se i governi smettono di imporre regolamentazioni e soltanto se non le si incanala in pochi standard-base. Ovviamente, nel libro non manca l'accusa di snobbismo ad alcuni preminenti "luddisti" quali Leon Kass, Bill McKibben e Jeremy Rifkin, i quali affermano più o meno che "si stava meglio prima". Questi signori, secondo noi, non hanno tutti i torti. Le vere invenzioni utili e importanti, le grandi creazioni dell'ingegno umano, risalgono tutte a epoche trascorse e non sarebbero state possibili senza l'interferenza diretta dei governanti di turno: ciò vale sia per l'affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina sia per il vaccino antipolio e per le radio a transistor.


Virginia Postrel non è altro che la portavoce del capitalismo più volgare. E' americana, e parla nell'interesse degli americani (quelli ricchi), senza curarsi dell'etica. A chi dovrebbero servire queste tecnologie ultramoderne? E chi potrebbe permettersele? Forse ignora, o non ha mai considerato, il fatto che quasi metà della popolazione mondiale non ha mai fatto una telefonata in tutta la vita. O che in Nord Corea i telefonini sono proibiti per legge. O non conosce i pericoli scaturiti dall'energia atomica e dalla biogenetica. Non tutti i miglioramenti che già oggi (anzi, ieri) potrebbero essere fatti, vengono fatti; vuoi per volere di governi corrotti, vuoi perché la scienza è nelle mani dei grossi consorzi o multinazionali. Il vero conflitto, nell'ambito del cosiddetto "progresso dell'umanità", rimane l'antica lotta tra Bene e Male. Bisogna combattere la politica che favorisce le classi egemoni, bisogna opporsi alle mire imperialiste di certi paesi e all'avidità a tutti i livelli. Per raggiungere questo scopo, ovvero quello di un mondo più pulito e più giusto, non resta che affidarsi a regole precise.
In questo senso, sì, noi siamo stasisti e non dinamisti.


La nostra è una posizione obbligata. A fronte della disoccupazione globale, della disperazione di individui intrappolati in una "underclass" permanente, della distruzione della natura, per tacere di un sistema di informazione centralizzato che "monitorizza" la vita di ciascuno di noi, ci tocca lottare nella speranza di un rallentamento dei processi di (pseudo)modernizzazione. Il mondo era più moderno, più evoluto, prima. Sarebbe paradossale e inumano chiudere gli occhi di fronte ai problemi attuali, ignorando ad esempio la stretta correlazione tra divario di ricchezza e criminalità crescente.
Anche noi abbiamo creduto che l'Èra dell'Informazione fosse la terza grande Rivoluzione Industriale; e continuiamo a crederlo, insieme a Kass, McKibben e Rifkin. Solo, bisogna vedere in che mani e per quali scopi vanno a finire i dati che corrono via cavo o via etere. In particolare Rifkin, in The End of Work, si chiede se la tecnologia rappresenti per la classe lavoratrice maggiore libertà o la sua (definitiva) destituzione. I posti di lavoro sono stati automizzati e dunque in teoria il lavoro è stato reso più agevole; ognuno gode della possibilità di comunicare "liberamente", di interagire tramite Internet e i telefonini. Ma la nostra vita è per questo più felice, e più sicura?
La verità è che oggi siamo tutti precari (quando abbiamo la "fortuna" di lavorare), e le innovazioni tecnologiche sembrerebbero servire primariamente ad "intrattenerci", distogliendo i nostri pensieri da quello che sarà il futuro. E il futuro - come sanno i dinamisti - comincia già domani, o tra un'ora. Rifkin non ha difficoltà a prevedere una società di disoccupati cronici e di lavoratori sottopagati. Il suo suggerimento è quello di "lavorare meno, lavorare tutti" e consiglia ai governi di investire massicciamente nel settore del volontariato e dei servizi sociali. Due proposte che rimarranno inascoltate. La tendenza va semmai in direzione opposta. Ci sono sempre meno lavoratori che sono costretti a lavorare più a lungo, spesso malpagati e costretti a marcare la presenza anche in caso di malattia; e i governi assomigliano sempre più a grosse ditte, e dunque interessati maggiormente ad amministrare il denaro (facendo arricchire i loro "manager") a discapito dei "sottoposti" (del popolo) che non a occuparsi del destino dei non-agiati.

La voce di Virginia Postrel è quella dei wasp, mentre Jeremy Rifkin parla anche in nome degli Afroamericani (che negli Stati Uniti sono stati i più colpiti dall'avvento delle nuove tecnologie).

Gli altri due immobilisti (?) di cui abbiamo accennato sopra sono Leon Kass e Bill McKibben.


Kass è un professore di bioetica dalle vedute conservative: si oppone strenuamente alla biogenetica delle facili clonazioni e all'eutanasia, ma pure all'aborto.
McKibben è un ecologista che si occupa anche di questioni sociali e di biogenetica. In The End of Nature (scritto nel 1983) già McKibben lanciava un gido di allarme sul riscaldamento globale della Terra, e in The Age of Missing Information scrive: "Noi crediamo di vivere nell'èra dell'informazione', crediamo che ci sia stata un''esplosione' di informazioni, una 'rivoluzione' dell'informazione. In un certo qual senso è proprio così, ma in un senso più stretto è vero esattamente l'opposto. Stiamo attraversando un momento di profonda ignoranza, in cui la conoscenza vitale che gli esseri umani prima possedevano - chi siamo? dove viviamo? - sembra essere andata persa. Un oscurantismo. L'èra dell'informazione smarrita."


Entrambi questi studiosi sono meno "americani", più "mondialisti" di Postrel e Rifkin, e quindi in potenza di maggiore interesse per noi europei, per noi africani, per noi asiatici. Tuttavia, per comprendere fino a che punto la degradazione ha intaccato il nostro mondo ci sono sicuramente ancora più utili i trafiletti dei giornali. Prendiamo la Germania. Generalmente, fino a qualche tempo fa i tedeschi erano considerati fortunati di vivere in un Paese benestante, evoluto, con un'assistenza sociale e sociosanitaria davvero esemplare. Le cose però sono radicalmente mutate anche lì (qui, per chi scrive). Due sole notizie recenti. La prima ci dice che a Spira (Speyer), tranquilla cittadina della Renania-Palatinato, un ventenne è morto di fame e sua madre è stata ricoverata in ospedale con evidenti segni di malnutrizione; i due, disoccupati, non potevano nemmeno comprarsi da mangiare... La seconda riferisce di un uomo che, alla stazione ferroviaria di Amburgo, vede morire sotto i suoi occhi uno sconosciuto e, prima ancora di tentare di soccorrerlo, gli ruba il portafoglio. Storie di fame e disperazione. Come tante altre se ne segnalano in Germania, ex Paese benestante ed evoluto dove oggi non si contano più i senzatetto e i senzalavoro.


Siamo al cospetto del "Medioevo prossimo venturo" che Roberto Vacca aveva preannunciato nel 1970. Le profezie di Vacca si sono tutte avverate: l’ingovernabilità dei grandi sistemi, congestione urbana e paralisi dei trasporti, scarsezza d’acqua ed eccesso di immondizie, guerre, inutilità della contestazione (quando la contestazione c'è), speranze mal riposte nei calcolatori elettronici... Un tempo la chiamavano "futurologia", "fantascienza apocalittica"... Ora dobbiamo purtroppo dire: "Benvenuti nella realtà!"




News e articoli correlati:

Pentagono: Scenari apocalittici dei prossimi 20 anni

The Future and its Enemies

Jeremy Rifkin: Economia all'idrogeno (recensione)

Leon Kass (intervista sulla clonazione)

Bill McKibben (file .rtf)

Sito con articoli di Roberto Vacca

martedì, ottobre 11, 2005

Sull'ansia del nuovo

L'ansia del nuovo non è nulla di... nuovo. La vita - in senso di attività umana - si è sempre prodotta, si è sempre sviluppata (anche in direzione regressiva) imitando o ripudiando se stessa. E mai come negli ultimi decenni quest'ansia (forse innata nel genere umano) ha dato frutti tangibili.
Il mondo è, sotto la spinta della voglia di fare a pezzi il vecchio, decisamente cambiato. Ma... è cambiato in meglio?
Da un secolo e mezzo a questa parte, la tecnica ha proceduto a grandi balzi: la ferrovia, l'automobile, l'aereoplano... la posta, il telegrafo, il telefono, il telegrafo senza fili, Internet. Ma qualcosa ci dice che la palingenesi - nostra e dell'umanità intera - non risiede nel cosiddetto progresso.

Quello che ancora ci attende in questo Terzo Millennio lo abbiamo già visto tutti, soprattutto grazie al media televisivo: la globalizzazione dell'economia con conseguente aumento vertiginoso della disoccupazione, la follia terroristica di cui il 9 settembre 2001 è stato solo uno dei tanti episodi, le catastrofi (in)naturali quali il tsunami e l'uragano Katrina. L'Africa, parte dell'Asia e parte del Sudamerica sono perdute per sempre, schiavizzate da potenze senza scrupoli. Non c'è nessuna isola, nessun deserto, nessun villaggio remoto dove rifugiarsi: tutto è contaminato, lordato, rovinato per l'eternità. Ciascuno di noi è incatenato ai banali inferni di casa nostra.

Stabilito ciò, io non vedo altra speranza per l'individuo (per l'individuo, almeno, che ha la ventura di risiedere nel "dorato" Occidente) se non nella sua autoliberazione attraverso strategie alternative. Una di queste - alquanto utopistica - potrebbe essere rappresentata da una vincita al lotto o al totocalcio. L'altra è meno comoda e ugualmente difficile da realizzare: cercarsi una nicchia ai margini della società e combattere - o semplicemente sopravvivere - insieme a chi la pensa come lui. In una siffatta realtà, soprattutto l'artista deve imparare a farsi homo technologicus: in modo che almeno il suo messaggio circoli nella rete dei dati. Ma la questione principale, ovvero il procacciarsi a breve termine un tetto e cibo a sufficienza, rimane sempre irrisolta. Il pessimismo è d'uopo.

Accettasi proposte e suggerimenti su valide alternative di sopravvivenza.