sabato, settembre 29, 2012

Recensione di 'Donnie Darko'

(USA, 2001)



Regia: Richard Kelly
Cast:
Jake Gyllenhaal, Holmes Osborne, Mary McDonnell, Maggie Gyllenhaal, Daveigh Chase, Jena Malone, James Duval, Katharine Ross, Drew Barrymore, Noah Wyle, Patrick Swayze, Beth Grant

<--- Il DVD in italiano




Uscì nelle sale dopo gli attentati alle Twin Towers dell'11 settembre e sparì ben presto dalla circolazione, anche a causa della scena in cui è coinvolto un aereo che perde un reattore. Ma il passaparola ha fatto resuscitare questo film, che ormai conta stuoli di aficionados...
 



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Lo stato di cult di cui gode Donnie Darko è dovuto al fatto che molti giovani si sono riconosciuti nel personaggio principale. E' il medesimo flash autoterapeutico che ha reso immortali James Dean, Il giovane Holden e Arancia meccanica.
Per un adolescente, certo, non è difficile sentirsi vicino a Donnie; in fondo il ragazzo, per essere un matto, è abbastanza innocuo - oltre che quasi casto. La sua ribellione, a fronte di genitori simpatici nonostante il modus vivendi "borghese" e che dimostrano di amarlo (ciò nel film non viene mai messo in discussione), nasce dallo scombussolamento interiore e non da una riflessione metafisica e/o sul sociale.
Alcuni critici stranamente ritengono Donnie Darko un film che mostra la protesta giovanile contro il sistema scolastico e, più in generale, contro gli adulti, ma in realtà tale presunta rivolta si limita ai soliti gesti di bullismo in classe e nel cortile scolastico, oltre che alle atroci - e sterili - mascherate di Halloween. Insomma, il telaio portante è quello di un film di/sui teen-agers. Ovvio che viene tracciata anche una storia d'amore (del resto è quella l'età per amare!), e il rischio latente era quello di creare un'ennesima fiaba moderna, imperdonabilmente stupida per via di un romanticismo sciatto e rimasticato da ragazzini stelle-e-strisce; per fortuna però Richard Kelly ha voluto rendere omaggio a Philip K. Dick e il film, dopo essere scivolato sul paludoso sentiero dell'horror (tramite le allucinazioni del protagonista borderline), si risolve in un bel rebus fantascientifico.
E' proprio la struttura narrativa ad affascinarci maggiormente. Anche se è individuabile una storyline o trama che dir si voglia, Kelly mima le acrobazie fabulanti di un Kurt Vonnegut e la vicenda finisce per rivelarsi un serpente che si mangia la coda o, per usare un termine matematico, un nastro di Möbius. Non può essere altrimenti, d'altronde, quando viene affrontato il tema dei viaggi temporali, i quali, come si sa, comportano uno o più paradossi, costringendo perciò gli scrittori a inventarsi una logica alternativa. A questo proposito, abbiamo il sospetto che l'autore (e regista) di Donnie Darko abbia attinto da un altro maestro della fantascienza, ovvero da Murray Leinster (vedi soprattutto la "trovata" dell'Universo Tangente), che di viaggi e paradossi temporali fu uno dei primi specialisti, tanto da fondare su di essi la propria carriera scribatoria.
 
 
La recitazione di Jake Gyllenhaal è indimenticabile. Come già successe per Anthony Perkins in Psycho, Jake "è" Donnie Darko. Impossibile ormai immaginarsi qualcun altro nello stesso ruolo. La sua addirittura non è nemmeno più un'interpretazione nel senso di "abile prestazione istrionica", bensì una vera e propria incarnazione.
A Donnie/Jake appare un inquietante coniglio che è il capovolgimento orrifico di Harvey, la creatura che accompagna il docile matto James Stewart in una commedia del 1950.
 
Ricordate? Il titolo di quella pellicola in bianco-e-nero è proprio Harvey. Là il protagonista, Elwood, alias James Stewart, è quasi uno stinco di santo e, sebbene gli manchi qualche rotella, non è privo di una certa saggezza filosofica. Ecco uno dei suoi monologhi:
  • "Harvey e io sediamo nei bar... prendiamo un bicchierino o due, facciamo suonare il juke box. E subito tutte le facce si girano verso di me, e sorridono, e dicono 'non sappiamo come ti chiami amico, ma sembri un tipo simpatico'. Harvey e io ci accendiamo in quei momenti d’oro. Siamo entrati come estranei... e subito abbiamo degli amici! E loro si avvicinano, e siedono con noi, e parlano con noi. Parlano delle grandi cose terribili che hanno commesso, e delle grandi cose meravigliose che faranno. Delle loro speranze, dei loro rimpianti, dei loro amori, dei loro rancori. E tutto in larga scala, perché nessuno porta mai nulla di piccolo dentro un bar. E poi io presento loro Harvey... e lui è più grande e più straordinario di qualsiasi cosa loro possano mai mostrare a me. E quando se ne vanno, se ne vanno impressionati. Le stesse persone raramente ritornano; ma questa è invidia, caro mio. C’è una piccola dose d’invidia in ciascuno di noi."
Invece Frank, la creatura dalle fattezze di coniglio in Donnie Darko, è cattivo. E'  l'antagonista dell'eroe/antieroe del film, non il suo compagno buono e comprensibile. Per Donnie, alle prese con la pazzia intus et foris, non c'è spazio per i discorsi o i gesti buonisti. Il motore di jet è precipitato sul suo letto quando lui era assente e dunque si è potuto salvare. Almeno questo è quello che vede o crede di vedere lo spettatore...
 
 
Sinossi di Donnie Darko
Il personaggio che dà il titolo al film, un adolescente americano con problemi psichici, durante un attacco di sonnambulismo che lo porta fuori di casa si imbatte in Frank, un coniglio gigante che gli predice la fine del mondo. E' la notte del 2 ottobre 1988. In tivù viene trasmesso il duello elettorale dei due candidati alla Casa Bianca: il repubblicano George Bush senior e il democratico Michael Dukakis. "Il mondo finirà tra 28 giorni, 6 ore, 42 minuti e 12 secondi" lo avverte il coniglio. Quando Donnie si risveglia e fa per rincasare, scopre che la sua camera è stata devastata da un motore di aereo caduto dal cielo! Da qui in poi, accadono altri strani fenomeni che minacciano la vita delle persone a lui care. Intanto, la sua schizofrenia dilaga: i suoi occhi riescono a vedere "lombrichi" trasparenti che escono dal plesso solare delle persone (i famigerati wormholes), proprio come aveva predetto Mother Death (il cui nome è stato tradotto in italiano con "Nonna Morte"), un'eccentrica scrittrice ora vecchissima e semidemente, autrice di The Philosophy of Time Travel. La vecchia conosce bene tali prodigi. Anzi, a quanto pare, solo la pazzia consente di poter viaggiare nel tempo...
"28 giorni" è l'informazione fornita da Frank. Difatti, tappa dopo tappa, il film ci porta fino al 30 ottobre, alla vigilia di Halloween. L'iperbole si fa sempre più vertiginosa finché non ci si vede costretti a sfogliare il calendario all'incontrario.
 

"Alcuni nascono con la tragedia nel sangue" dice a un certo punto Gretchen, la ragazza di Donnie...
Donnie Darko fa a lungo la spaccata tra horror e science fiction. Come detto, non si può non pensare a Philip K. Dick, il romanziere americano che così bene ha saputo descrivere la schizofrenia. Similmente a Dick, Richard Kelly rende "reali" le allucinazioni per poi coniugarle alla teoria della relatività (che, fino a prova contraria, è scaturita dalla mente di uno scienziato, non da quella di un appassionato di fenomeni paranormali). L'autore del film ci suggerisce che c'è un Universo Primario e ce n'è uno Tangente. Quando da quest'ultimo fuoriesce un artefatto (in questo caso, la turbina di un grosso velivolo), è come se si scoperchiasse il vaso di Pandora: la linea di confine spaziotemporale si spezza, le dimensioni a noi note non combaciano più... in pratica, la follia si fa normalità.
Il protagonista compie degli atti vandalici ma è, in fondo, una vittima innocente: non si può imputare a lui, difatti, la circostanza dello squilibrio chimico che avviene nel suo cervello. E, forse, il tunnel dentro cui lo ha spinto la malattia, dove il tempo si ripete uguale all'infinito e ogni cosa è già predestinata e ritorna, è l'unico luogo in cui si può arrivare veramente a comprendere la quintessenza delle cose del mondo.
 
 

Accenni e allusioni "colte"
Oltre al richiamo al coniglio Harvey (che è una reprise di quello di Alice in Wonderland), il film è pieno di citazioni, associazioni di idee e microeventi che legano l'ieri all'oggi, un'opera letteraria e/o cinematografica all'altra. Così, uno dei personaggi è rappresentato da una vecchia pazza che risponde al nome di Roberta Sparrow. Ne abbiamo già accennato nella "Sinossi": la Sparrow, detta "Mother Death", è la fittizia autrice di un libro sui viaggi nel tempo.
Nel corso della campagna di pubblicità per il rilancio di Donnie Darko, deciso a distanza di un paio di anni dall'esordio fallimentare, qualcuno della produzione ha addirittura scritto il libro della Sparrow, che io ho diligentemente scaricato sul mio computer e "parcheggiato" su uno dei miei server (scarica
The Philosophy of Time Travel in formato .pdf).
Un altro libro, stavolta reale, di cui si parla nel film e che qualcuno vocifera sia stato tra le massime fonti d'ispirazioni di Anthony Burgess per il suo Arancia a orologeria (Arancia meccanica), è The Destructors, di Graham Green. La storia di The Destructors si svolge a Londra durante la Seconda Guerra Mondiale e tratta dell'impatto socio-psicologico che il conflitto armato ha su un gruppo di adolescenti, che scaricano le loro frustrazioni trasformandosi in vandali...






Il sequel: S. Darko
 

2009: esce la "continuazione" di Donnie Darko. Il titolo è S. Darko.
Nathan Atkins ne è l'autore. Ed è bravo nel suo mestiere, bisogna dirlo. Il primo film mai realizzato nato dalla sua penna è stato uno short dal titolo Cultivation (del 2003) che, guarda caso, parla di un mondo magico parallelo. Dunque, è lo sceneggiatore più qualificato per un sequel di Donnie Darko.
In S. Darko, sono trascorsi sette anni dalla morte di Donnie (7: cifra carica di significati...).  Samantha, la sorellina del defunto, è intanto cresciuta. Ha 17 anni e, insieme al suo amico Corey, si mette in viaggio per una vacanza da trascorrere a Los Angeles. Durante il tragitto, entrambi vengono tormentati da strane visioni... Tornano qui gli wormholes o buchi di tempo.
S. Darko (la "S" sta per "Samantha") è stato scritto seguendo le direttive di Richard Kelly, ma questi si è dissociato dal film e la regia è stata affidata a Chris Fisher.
Impossibile dire se l'operazione-sequel sia riuscita. Diciamo semplicemente che si tratta di un  film diverso. Per onor del vero, sia la critica sia il pubblico lo hanno giudicato "perdibile".
 
 Daveigh Chase, classe 1990, interprete di S. Darko: anche le sorelline crescono...

domenica, settembre 16, 2012

Prova del nuovo design

Ci stanno rompendo le scatole con questa imposizione di un nuovo design, o "layout" che dir si voglia, per il blog.
Ma io li frego eliminando il "widget pubblicità"! Ahahahah!
 

sabato, settembre 15, 2012

Bologna di nuovo in lutto. Stavolta è toccato a Roberto Roversi

ll signore della guerra

Il signore della guerra è
padrone del mondo. Il signore
della guerra è padrone del mondo? È
padrone del mondo?
Appoggio l'orecchio sulla terra
mi brucia il suo respiro misterioso
alzo gli occhi e un cielo turbato
grida sulle mie spalle come
una spada che cala.
Fra sabbie mari di onde
fra sole luna tempesta nebbia
               di neve
I'avventura dell'uomo non ha tregua
inquieta luce
ape inesorabile impazzita.
Rintanato nella caverna
ma salvato dalla speranza
ritornerà sui grandi fiumi con vele
gonfiate dalla voce di un bimbo
              bambina che ride.


(Da: Se tutti i mari del mondo fossero inchiostro.
Edizioni Cooperativa Culturale Centoggi, 1996)


Oggi, 15 settembre 2012, scrive Lorenzo Jovanotti su Twitter:
se n'è andato il grande Roberto Roversi un innumerevole poeta . Scrisse anche "chiedi chi erano i beatles".


Già. Se ne stanno andando tutti i migliori. Anche se Roversi, grande uomo di lettere, era alquanto vetusto e certamente stanco di trascinarsi in questo presente che sempre meno sa guardare al futuro, un futuro di cui lui auspicava una "visione larga". Si è spento nella sua Bologna, dove era venuto al mondo il 28 gennaio 1923.

"Quello che serve è una visione larga del futuro, che riconosca passato, che ce lo faccia leggere, e che lo voglia cambiare."



Oltre a essere scrittore e poeta, fu libraio: dall'immediato dopoguerra, e fino al 2006, aveva gestito a Bologna la Libreria Palmaverde, in via de’ Poeti, autentico fulcro della poesia giovanile della città, un eremo frequentato da Gadda, Bertolucci, Volponi, Calvino, Ungaretti.
La libreria era specializzata in antiquariato: conteneva non solo volumi antichi (20.302 libri solo dell'Ottocento e del Novecento!), ma anche manifesti del periodo risorgimentale, 282 testate di riviste sia storico-culturali che di attualità degli anni 1960-1980, carte geografiche del XVIII e XIX secolo, migliaia di opuscoli della Poesia Visiva italiana del Novecento e diversi ritratti incisi e litografati.

"Nessuno è mai solo con un libro in mano": è il motto che questo straordinario intellettuale forgiò per definire lo spirito della maratona di lettura "Ad alta voce", di cui fu il principale ispiratore.
Firmò inoltre molti testi di canzoni (per Lucio Dalla ma non solo) e diresse il giornale di estrema sinistra Lotta Continua.

 "Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, la gente arriva in mucchio e si stende sui prati." (Leggi: "Roberto Roversi, Nuvolari e la poesia")

Nel 1943 - a vent'anni - Roversi si arruolò tra i partigiani combattendo la Resistenza sulle colline piemontesi.  Grande amico di Tonino Guerra (anche lui scomparso quest'anno; così come sono purtroppo scomparsi quest'anno Lucio Dalla e lo scrittore e autore teatrale Stefano Tassinari), nel 1955 aveva fondato con Pier Paolo Pasolini e con Francesco Leonetti la rivista Officina. Nel 1961 diede alla luce una nuova rivista, Rendiconti. Di entrambe fu anche editore. Attorno alla metà degli Anni Sessanta compì una scelta destinata a segnare profondamente la sua attività letteraria: smise di pubblicare con i grandi editori, limitandosi esclusivamente a fogli fotocopiati distribuiti autonomamente e a collaborazioni con piccole riviste autogestite.
Agli Anni Settanta risale l'incontro artistico con il concittadino Lucio Dalla: Roversi collaborò come paroliere agli album Il giorno aveva cinque teste (1973), Anidride solforosa (1975) e Automobili (1976), molto apprezzati dalla critica, firmando i testi di canzoni come "Coyote", "Un'auto targata TO", "Tu parlavi una lingua meravigliosa", "Ulisse coperto di sale", "Anidride solforosa", "Nuvolari", "Due ragazzi" e "Il motore del 2000". Successivamente collaborò anche con gli Stadio (suo, ad esempio, il testo di "Chiedi chi erano i Beatles", ma anche le parole delle canzoni "Maledettamericatiamo" e "Doma il mare, il mare doma" dedicata a Maradona).
Nel 2006 la Libreria Palmaverde ha chiuso i battenti. Dopo oltre 50 anni di attività, Roberto Roversi e l'inseparabile moglie Elena hanno deciso di ritirarsi a vita privata. Tutti i libri sono stati acquistati da Coop Adriatica. Parte di essi sono stati venduti. Quelli invece di maggiore interesse sono stati donati a biblioteche.
Appena un anno dopo (nel 2007, dunque), i Roversi hanno subìto la tragica scomparsa, causata da un tumore, del figlio, Antonio, Sociologo e Professore Ordinario all'Università di Bologna.
Nel 2010 il poeta ha dato alle stampe - in cinquanta esemplari fuori commercio - la versione integrale del poema "L'Italia sepolta sotto la neve".
Recentemente, le edizioni Pendragon hanno ristampato tre dei suoi testi teatrali (Unterdenlinden, Il Crack e La macchina da guerra più formidabile) sotto la cura del professor Arnaldo Picchi, e hanno pubblicato il fino ad allora l'inedito La macchia d'inchiostro.
La famiglia di Roberto Roversi ha fatto sapere che per volontà del defunto non si terrà alcuna cerimonia funebre, neppure in forma privata, e non verrà allestita una camera ardente. 




Italia Italia Italia.
 Dice: il Che mi è caro e non è morto mai.
 Dice: in tanti lo fischiano io continuo a cantarlo.
 È il mio eroe di Alamo
 e la vita è battaglia all’ultimo sangue
 alle volte capita di dover fare
 di potere rischiare e di dover cadere.
 Hanno memorie rapide e leggere
 i mandarini di casa nostra.
[...]
Le miserie d’Italia maledizione d’Italia numero otto
 una volta gli aranci oggi una nuvola nera
 dove il mare ora l’onda si ferma nel rosso del fuoco tramonto
 dove la speranza intera e uomini pescatori di spade
 oggi pervade la landa un’idea di miseria dolore
 ho visto molte ombre nel corso di questa giornata
 ho potuto contare le orme
 ricordo in Italia minuetti sui piedi danzanti
 ariette napoletane in un cielo di Giove
 oggi crateri a Palermo vulcani a Milano
 con voli improvvisi di morte
 inesorabile fato questa antichissima Esperia
 nel fango non ha destino il futuro.
 Ammanettati con piccole catene d’oro
 simulacri di uomini tomba ridono liberi a Roma.
 Sono difesi da pietre porte di una città devastata.
 Solo il fucile d’oro è arbitro di queste contese
 se canta da usignolo
 sarà un nuovo mattino.

Da: Roberto Roversi,  Trenta miserie d’Italia
[Quarta parte de “L’ Italia sepolta sotto la neve”],
Sigismundus, Ascoli Piceno, 2011





Lettere d'amore a Diotima (sull'11 settembre 2001)

"20 settembre
Venti settembre partono/ i bombardieri di Bush per la giustizia infinita/
Dan Rather piange/ piange Dan Rather nello show in tivù/
Militari americani danno/ via libera alla partenza dei caccia/
per l'operazione giustizia/ giustizia finita infinita - Dan Rather/
piange/ È cominciata la giustizia infinita.

19 settembre
I Taliban: no a Bush/ Bush:prepariamoci a soffrire/ questa guerra non sarà breve/
Voglio Bin Laden vivo o morto

17 settembre
Cia: torna la licenza di uccidere/ Cheney: la guerra potrebbe durare anni/
L'incubo della guerra pesa sui mercati

16 settembre
Soldati d'America pronti a colpire

15 settembre
Bush prepara l'attacco/ Poteri di guerra al Presidente/ sapremo essere implacabili/
Blair: con quei nemici rischio atomico

14 settembre
Guideremo il mondo alla vittoria/ sugli aerei diciotto dirottatori

13 settembre
LA Nato dice siamo in guerra

12settembre
Attacco all'America/ L'Europa brucia 810mila miliardi
Adieu mon amour".


Roberto Roversi sull'infanzia:
"L'infanzia è come un'alba fresca e lucente, bagnata di guazza e toccata via via dal brivido del sole. Quanto straordinaria fantasia essa ci potrebbe offrire, e ci offre, per ripulire il nostro mondo; e noi, ripeto, la soffiamo via, con una frettolosa carezza, distratti e preoccupati".

E con ciò, torniamo a petardo al twitter di Jovanotti:
se n'è andato il grande Roberto Roversi un innumerevole poeta .
 

Del cantante, lo stesso Roversi aveva detto, in un'intervista all'agenzia stampa La Stefani:

"C'è un grande filosofo contemporaneo che ho già citato facendo ridere mezzo mondo. Ma l'ho citato con serietà in testi abbastanza seriosi: è Jovanotti che canta 'Penso positivo perché son vivo, perché son vivo': sembra Kant, Hegel, Leibniz, non oso dire Platone o Aristotele. Questa è la massima che i giovani dovrebbero portare con loro. Non con superficiale ottimismo, ma con generosa, drammatica volontà di superare le difficoltà".




Wasserburg leuchtet 2012

Wasserburg leuchtet 2012
(Wasserburg riluce)

Foto scattate con una camera digitale
Olympus FE-5040 (12 megapixel)



Wasserburg leuchtet: un evento di grande risonanza per la piccola città bavarese sull'Inn. Si svolge ogni anno a circa metà settembre. Gli effetti sono basati sui laser.









































domenica, settembre 02, 2012

Il più bel borgo d'Italia: Borghetto di Valeggio sul Mincio

Das schönste Dorf Italiens - The nicest village in Italy


Ci sono stato ieri per la prima volta, e... ragazzi, tenetevi forte! Ho scoperto davvero quello che è il posto più bello d'Italia. Chi vive qui, vive in paradiso...


A cavallo del Mincio: Borghetto
 
 

Sullo sfondo fanno buona guardia le torri di Valeggio. Ci troviamo a una decina di chilometri a sud del Lago di Garda. Questa zona vanta, tra le altre cose, degli eccellenti tortellini. Bisognerebbe venire qui già solo per questo... Mantova dista 20 km., Verona 30










La Diga Viscontea, detta "Il Ponte Rotto"


Altra suggestiva veduta di Borghetto, frazione di Valeggio sul Mincio (provincia di Verona)

www.borghetto.it

venerdì, agosto 24, 2012

Roma. Lei è morta cadendo giù, lui tenta di ammazzarsi buttandosi dallo stesso posto

I tragici Romeo e Giulietta della scena "drop out" di Roma

Senza la sua Peggy, non poteva vivere più
Ha tentato il suicidio il ragazzo della tedesca caduta giù da Ponte Garibaldi. E' in gravissime condizioni... Una storia di vite alternative nella Città Eterna

Si è lanciato da Ponte Garibaldi, nello stesso punto dove è morta la ragazza, la tedesca 27enne Peggy Minx, caduta di sotto dopo aver perso l'equilibrio.

Una storia tragica, storia di "punkabbestia" (punk che vivono insieme a cani) svoltasi vicino alle tendopoli di desperados spuntate accanto alle manifestazioni dell'Estate Romana.
Ubriaco e disperato, il punkabbestia Pedro, originario della Repubblica Ceca, è volato giù quando erano da poco passate le 21: lo stesso orario in cui si è spento il suo amore. Il trentenne è stato ripescato nel fiume dai carabinieri della Compagnia Trastevere e ora è ricoverato al San Camillo, in gravissime condizioni.



I FATTI COME LI HANNO RIPORTATI ALCUNE TESTATE:

"La sera prima, il giovane accampato assieme ai tanti drop out stranieri che vivono sotto le arcate del ponte, all'altezza di Largo Arenula, era stato protagonista di una lite piuttosto accesa con la fidanzata. Peggy, forse stordita dall'alcol, si era poi allontanata per sdraiarsi sul muraglione. Il diverbio sembrava essersi placato, quando Pedro ha ricominciato a inveire a distanza contro la ragazza: attimi di tensione, con l'aggravante degli eccessi etilici, e Peggy è precipitata sulla banchina, di fronte agli stand dell'Estate Romana sul Tevere."



GLI AMICI PERÒ DICONO ALTRO:

Gli amici della vittima: "No, Peggy non aveva bevuto molto. Si è addormentata: ecco perché è precipitata."

Lui, Pedro (un giramondo con lunghi dreadlocks rasta, piercing sul naso e sul capezzolo sinistro, due "divaricatori" ai lobi degli orecchi), ieri pomeriggio piangeva ancora. "Era una bambina" diceva. "Ci dovevamo sposare..."
Precisa una ragazza: "Sposare sì, ma senza prete: una cerimonia simbolica. Due-tre di noi avrebbero fatto i testimoni e un cane avrebbe svolto il ruolo del sacerdote...".
Pedro aveva saputo che i giornali riportavano che la sua Peggy era caduta perché stava litigando con lui. E non ci stava: "Non è vero. Si stava addormentando, per questo è venuta giù. E non si sarebbe mai buttata di sotto spontaneamente. Stavamo insieme da un anno, era una settimana che dormivamo qui. Saremmo rimasti a Roma un mese e poi volevamo andare in Sicilia..."

Fatto sta che lei è morta. Il suo viaggio si è fermato a Roma caput mundi; anzi: kaputt mundi. Lui, Pedro, forse la seguirà presto.


Leggi l'articolo su Il Tempo

sabato, agosto 18, 2012

Io esisto ancora

Rieccomi! E' sabato mattina, il sole splende che pare una pioggia di fuoco e mi (ri)scopro vivo e attivo più che mai.

Eppure, non sempre è stato così negli ultimi tempi. Fino ad ieri, ad esempio... io non esistevo più! Stavo sparendo...
Certo: in un mondo di zombi e di mostri succhia-anima, ciò non è un caso insolito. Tutti quanti 'loro' stanno in mandria, ruminando l'erba dell'ansia e dell'ipocondria; per poi sputare bile sui "diversi", su coloro che non amano unirsi al branco.



Il conformismo (di cui esistono anche tinte ultraradicali) cerca di privare della loro autonomia tutte le persone originali. E', effettivamente, una società di m... Si viene sballottati in una schiavitù bestiale e vergognosa. L'imbracatura è quella solita: per mantenerti un tetto sulla testa e tre pasti al giorno, devi avere uno straccio di lavoro, e il lavoro (che dovrebbe essere una forma di attività libera e creativa, nonché dignitosa) è stato ormai interamente rinchiuso nelle prigioni di Buio, Rancore & Stupidità.



Se ti uccidono la mente, muore anche il corpo. Ed è facilissimo uccidere qualcuno: basta iniettargli una buona dose di stress, di panico, e sottrargli quello scampolo di autostima che ancora ha di sé. L'ansia, la cui etimologia latina richiama concetti quali il sentirsi soffocare, stretti, è connotata da varie sensazioni per lo più spiacevoli, fra cui il timore, la paura, l'apprensione, la preoccupazione, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata e - nel caso di esposizione prolungata - la frustrazione e la disperazione.

Questo - lo sottolineo - fino a ieri.

Da oggi sono tornato a essere io, e posso guardare con una certa serenità al passato e al futuro. Peter Patti è Peter Patti, e non il burattino in cui 'loro' avrebbero voluto trasformarmi! Esperienze, avventure, situazioni, ogni cosa a modo mio, ovviamente nel rispetto degli altri e di ciò che mi circonda. Nessun pentimento e...fiero di essere!




State male? Stiamo male?
La migliore terapia (forse l'unica!) è l'Amore.





Sul sito "Niente Ansia" ci sono dei test psicologici e sociologici davvero interessanti. Ecco il link principale: http://www.nienteansia.it/test/

Un esempio: "Siete conformisti o anticonformisti? Rispondete a questo test: http://www.nienteansia.it/test/test-conformismo-anticonformismo.html "

A questo, come ad altri test, ho partecipato anch'io. La mia percentuale di conformismo è risultata essere bassina: il 27%. Questo il commento (automatizzato) del sito:

>> Fuori dal coro. Se hai risposto sinceramente alle domande del test, allora possiamo concludere che sei una persona che ama distinguersi dagli altri, arrivando anche a cercare l'originalità e la diversità. Sarà un bene o un male? Questo non possiamo saperlo, tuttavia possiamo dirti che uniformarsi agli altri può fare comodo, ma difficilmente appaga; essere diversi a tutti i costi aiuta probabilmente a sentirsi speciali, forse anche migliori degli altri, ma con tutta probabilità nasconde sotto sotto un notevole bisogno di affetto insoddisfatto. L'importante non è tanto essere conformi alla massa o alternativi, quanto sentirsi in pace con se stessi. Scrivici se hai apprezzato questo test! <<

E io ho scritto:

>> Veramente utile! Ho svolto questo test in un momento un po' "nein" della mia esistenza (per via del lavoro) e mi è servito a rifocalizzare i pensieri su me stesso, sul mio essere (e sul mio esserci) e sui miei scopi esistenziali. Spesso questa nostra società cerca di confonderci, di uniformarci, di votarci all'ipocrisia... Le domande del vostro test toccano i punti-clou dell'esistenza, ed essenza, umana. Grazie. <<

sabato, agosto 11, 2012

Ci vuole un uomo forte - parola di Benetazzo

L'economo Eugenio Benetazzo sul suo sito www.eugeniobenetazzo.com indica (titolo dell'articolo: "Viviamo di rendita") che cosa occorre, secondo lui, per rompere il circulus vitiosus che attanaglia l'Italia.

 
Lorenzo il Magnifico

"Il futuro pertanto che attende il paese è presto che segnato" afferma Benetazzo. "Chi ha risorse, competenze e denaro in qualche modo sopravviverà, gli altri saranno condannati, chi a lavori mal pagati gestititi dalle nuove mafie (from China e Russia) che stanno lentamente invadendo la nazione, chi invece..." Leggi tutto l'articolo qui.

sabato, luglio 07, 2012

Wonder Boys

U.S.A., Gran Bretagna, Germania, anno 2000
Regia: Curtis Hanson (L.A. Confidential, Il crollo dei giganti, ecc.)

Dal romanzo di Michael Chabon
Interpreti: Michael Douglas, Tobey Maguire, Katie Holmes, Frances McDormand, Robert Downey Jr. , Rip Torn

Wonder Boys (ragazzi-prodigio) è un simpatico film sull'estistenza contorta e confusa dello scrittore Grady Tripp (Michael Douglas in uno dei suoi ruoli più riusciti) il quale, dopo il successo della sua opera prima dal titolo La figlia del piromane, non riesce a concludere il tanto atteso romanzo successivo, il cui manoscritto vanta ormai oltre 2.600 pagine.
La storia di Wonder Boys consente anche a chi non è del mestiere di gettare uno sguardo dietro alla quotidianità fatta di pettegolezzi e vanagloria del mondo della cultura a latere, dietro le quinte dell'editoria e delle literae con le loro contraffazioni e i loro falsi miti.

Il tutto si svolge a Pittsburgh in un fine settimana d'inverno. Tripp, che è docente universitario, non si decide a terminare il seguito de La figlia del piromane, né si decide a trasformare finalmente la sua amante Dean Sara Gaskell (Frances McDormand) nella propria consorte.
Da New York è arrivato il suo editor e agente (Robert Downey Jr.) per prelevare il fantomatico secondo romanzo, ed è venuto non da solo bensì in compagnia di un trasvestito. Presto, la casa di Grady Tripp si trasforma nella sede di una festa a base di alcool. Grady stesso preferisce altre droghe: la marijuana in primis... Egli viene marcato da vicino dalla sua studentessa, nonché fervida ammiratrice, Hannah Green (la splendida Katie Holmes, più giovane di Douglas/Tripp di circa trent'anni...), ma il cuore del prof è già definitivamente riservato alla più matura Dean Sara.
A terremotare ulteriormente la vita dell'intellettuale di mezz'età ci pensa il suo studente James Leer (Maguire), il più promettente tra gli allievi del corso di letteratura. Il giovane arriva al party armato di una pistola e di una stravaganza perniciosa (tipica di molti folli non privi di genio)...
Proprio il personaggio interpretato da Tobey Maguire cosparge sulla commedia (tragicommedia? ma va'!) quel "pepe" che la sceneggiatura altrimenti non riesce a dare (su questo punto, vedi poco più giù). Maguire qui è una sorta di novello Giovane Holden, una figura anticipatrice di quelle poi tanto bene rese da Jake Gyllenhaal (Donnie Darko su tutte). Occorre dire di più: con l'eterno adolescente Gyllenhaal, il Maguire di Wonder Boys ha davvero tanti tratti in comune... si direbbe addirittura che ne sia la matrice!
Un'altra particolarità del film è la splendida colonna sonora: Neil Young, Leonard Cohen, Bob Dylan (quest'ultimo ha vinto per "Things Have Changed" l'Oscar per la miglior canzone originale)...
La sceneggiatura di Steve Kloves è poco spettacolare; ma è chiaro che Kloves, dovendo rifarsi al romanzo di Michael Chabon, non ha troppe possibilità di variare. (Pur tuttavia, Kloves ha vinto un Oscar nella categoria "Migliore sceneggiatura non originale".) Chabon ha scelto di non forzare la mano, di non esagerare con gli eventi, e così anche lo spettatore deve "accontentarsi" della via morbida, che ovviamente è anche la più realista. La storia procede tra l'ironico e il profondamente esistenziale anziché imboccare la strada della commedia-thriller o addirittura del pulp, come sarebbe stato possibile (e in parte auspicabile).


Il professor Grady è, malgrado tutti i suoi difetti, un uomo onesto: non va a letto con la bella studentessa Hannah, non ruba il manoscritto del geniale-pazzo James Leer (sarebbe stato facile, per lui, consegnare quelle pagine all'editor bisex come fossero farina del proprio sacco; l'editor invece riceve il manoscritto per ciò che è, ovvero opera del giovane James, ed entrambi - editor e studente - andranno allegramente a letto, e non solo: come nelle migliori favole, James otterrà un contratto editoriale)... Parlando sempre del giovane (che, come abbiamo visto, è armato di pistola): James non diverrà un assassino (sarebbe potuto benissimo succedere, dato il suo carattere instabile) bensì ucciderà "solo" il cane cieco di Dean Sara, cane che sembra odiare a morte Grady Tripp.

Chiunque in questo film ha un qualche problema - professionale, sentimentale e via dicendo - ed è ciò che ci rende Wonder Boys prezioso: "è come nella vita vera!". Sempre se si vuole credere al fatto che nella vita vera le persone abbiano tutte un impiego relativamente bello e comodo anziché essere disoccupate o lavorare in qualche schifosa fabbrica. Ma è così anche nei film di Woody Allen, se ci pensate bene: tutti intellettuali e nessuno che si sporca mai le mani...

Da segnalare la presenza, nel cast di Wonder Boys, del grande Rip Torn nei panni di collega-antagonista del professor Tripp. C'è una regola mia personale riguardo a questo attore: quando c'è di mezzo Rip Torn, posso stare tranquillo, poiché trattasi quasi ineluttabilmente di pellicola di qualità!