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martedì, agosto 11, 2020

Camilleri, il congedo

Giuseppe Alù recensisce Riccardino, ultimo libro del celebre scrittore siciliano

"Distinzione, sicurezza di gusto. Dialoghi di straordinaria acutezza..."


 Camilleri - il congedo

di Giuseppe Alù


Peccato. Peccato che Camilleri se ne sia andato. Non ne abbiamo altri come lui. Si è congedato alla grande. Riccardino è forse il migliore scritto di Camilleri. Non è un giallo, non è un romanzo, è un divertimento tracciato in punta di penna da un grande maestro che sorride mentre scrive. Dalla risata iniziale fino alla diafana pagina finale, seguono momenti di squisita fattura, indimenticabile la scherma del commissario con il vescovo e la relativa intervista, poi cestinata, autentico pezzo di bravura di un Camilleri sottile e sagace. Grande scrittura, classica, nessuna concessione al dilagante volgare cosmopolitismo linguistico, più inglese che si può, nulla. Distinzione, sicurezza di gusto. Dialoghi di straordinaria acutezza, situazioni tutte di livello, una gioia per gli occhi che leggono. Centrata la scelta della copertina col “Giocoliere”di Peppe Rizzo del 1921, perché questo libro è proprio un disegno funambolico di un maestro del pensiero e della scrittura. Qui Camilleri si è liberato di tutte le logiche romanzesche e si è lanciato gioiosamente nel mare della sua inesauribile fantasia. Pirandello gli è fratello e le sorprese dei contatti piccosi di Montalbano col suo Autore sono di una qualità ed un effetto entusiasmanti. Godibilissime invenzioni. Come aquila vola Camilleri su tutti i nostri romanzieri più o meno giallisti che arrancano sul suolo del nostro paese. Qui i personaggi del suo universo hanno perso la loro corporeità e sono figure archetipe. E su tutto domina la figura del grande maestro che come non mai si rivela indiscutibilmente geniale. Come non ricordare le due ore di esibizione teatrale nel testo di Tiresia! Qui finge di perdersi nell’intreccio più stretto, per venirne fuori con uno sberleffo . E poi la conclusione, vero colpo di teatro, unica, inimitabile, elevata fino all’astrazione. Che tu sia bene accolto dove ti trovi, maestro Camilleri.


Riporto una recensione negativa su Amazon:

 

Un addio mediocre

(Recensito in Italia il 17 luglio 2020)

 

Un libro talmente malriuscito da lasciare, piu' che delusi, preplessi... che Camilleri fosse giunto a detestare la sua creatura, da fargli fare questa uscita di scena cosi' goffa?

La trama comincia in modo molto promettente, ma poi tutto si sfoca e sbiadisce. Sia Montalbano che gli altri personaggi (a cui il lettore, dopo tanti anni, si e' sinceramente affezionato) spariscono nel nulla senza una parola, un'immagine che si stagli nella memoria del lettore, soffocati nell'insignificanza di elucubrazioni che lasciano il tempo che trovano. Montalbano meritava di piu', e i suoi lettori pure. A rileggere adesso “La forma dell'acqua” viene il magone... ma siccome de mortuis nihil nisi bonum, la finisco qui.


 Nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925, Andrea Camilleri vive a Roma per gran parte della sua esistenza, ed è nella caput mundi che muore, il 17 luglio 2019. Lo scrittore riposa al Cimitero Acattolico.

Inizia facendo il regista, l'autore teatrale, televisivo e radiofonico, ed è autore di saggi sullo spettacolo.

Il grande successo arriva con la sua figura del Commissario Montalbano, che esordisce in La forma dell'acqua, del 1994. (Dal 1999 anche sceneggiato televisivo.)
I romanzi e racconti che vedono come protagonista il sarcastico funzionario di polizia non abbandonano quasi mai le ambientazioni e le atmosfere siciliane. Camilleri fa uso, nella narrativa, di un linguaggio italo-siculo che ha affascinato decine di migliaia di lettori... e milioni di telespettatori. 

***

Giuseppe Alù (Caltanissetta 1936) è stato Magistrato Consigliere di Cassazione. Ha pubblicato La contessa Marianna, Mondadori 1989 (Premio San Vidal – Venezia – 1989); Storia e storie del Risorgimento a Treviso, Edizioni Galleria 1987; Lo scritto e il sigillo, Raccolta di poesie 1971-1981. E: Tedeschi. Quadretti di una esposizione, Asterios 2018 (disponibile qui).


sabato, agosto 24, 2019

Roma!

(Da una mia eMail allo scrittore Giuseppe Alù)


Roma! Il mio rapporto con Roma  (dove hai vissuto fino ai 40 anni, e immagino che per te risulti, quella, una serie di delizie ma anche di esasperazione) è di affetto.
Grande affetto.



Eh sì, la caput mundi non mi è del tutto sconosciuta: mi vide infatti, come visitatore, più volte durante l'adolescenza. Esiste una fotografia in bianco-e-nero che mostra mio padre con noi quattro figli sullo sfondo del Foro Traiano: quel mio a modo suo unico pur se contraddittorio papà (RIP), pur nella sua quasi cronica mancanza di tempo (era ferroviere, guidava le locomotive... era spesso in trasferta...), non si stancava mai di riempire gli scaffali della sua libreria, di parlarci di questa o quella meraviglia della tecnica, di farci immaginare come sarebbe stato il nostro futuro ("Arriverà l'anno 2000 e ci saranno le automobili volanti!"...), leggerci qualche pagina di Storia magari direttamente dalla mitica Enciclopedia Rizzoli-Laroussi e, spesso di domenica, e quasi puntualmente quando aveva le ferie, mostrarci tesori artistici di Sicilia e del resto d'Italia. 




Potendo noi vantare parenti locati in quel di Santa Marinella, un paio di volte ci imbarcammo su un treno e li andammo a trovare. A Roma mio papà ci faceva prendere gli autobus e i treni del metro, e ce li faceva cambiare con agilità, come se nella grande città fosse di casa. Sembrava avesse stampata nel cervello la mappa della nostra indiscussa capitale.
Poi, diciannovenne, proprio nei pressi di Roma (alla Cecchignola) andai a prestare il servizio militare; o meglio nove mesi di quell'anno in divisa, anno che, per vari motivi, rimane per me indimenticabile.
E ancora qualche annetto dopo, da scrittore e curioso delle realtà sociali, girai i quartieri periferici di Roma, imbattendomi purtroppo anche in tante persone disagiate (quasi come nei quartieri delle nostre città più meridionali), sempre comunque legato a doppia mandata con l'elastico che mi rifiondava verso le ricchezze della Roma dei fasti artistici, degli splendori. "Ombelico del mondo": senza alcun dubbio.



E poi con Mary ovviamente ci sono tornato due-tre volte, più tardi. Godendocela grazie ai soldi in tasca (da difendere dai borseggiatori; ti sto parlando di un'era pre-bancomat), spesso infastiditi dal traffico e poi di nuovo in stato paradisiaco seduti a uno dei tavoli di un'osteria di Piazza Giordano Bruno o similia...






venerdì, agosto 24, 2012

Roma. Lei è morta cadendo giù, lui tenta di ammazzarsi buttandosi dallo stesso posto

I tragici Romeo e Giulietta della scena "drop out" di Roma

Senza la sua Peggy, non poteva vivere più
Ha tentato il suicidio il ragazzo della tedesca caduta giù da Ponte Garibaldi. E' in gravissime condizioni... Una storia di vite alternative nella Città Eterna

Si è lanciato da Ponte Garibaldi, nello stesso punto dove è morta la ragazza, la tedesca 27enne Peggy Minx, caduta di sotto dopo aver perso l'equilibrio.

Una storia tragica, storia di "punkabbestia" (punk che vivono insieme a cani) svoltasi vicino alle tendopoli di desperados spuntate accanto alle manifestazioni dell'Estate Romana.
Ubriaco e disperato, il punkabbestia Pedro, originario della Repubblica Ceca, è volato giù quando erano da poco passate le 21: lo stesso orario in cui si è spento il suo amore. Il trentenne è stato ripescato nel fiume dai carabinieri della Compagnia Trastevere e ora è ricoverato al San Camillo, in gravissime condizioni.



I FATTI COME LI HANNO RIPORTATI ALCUNE TESTATE:

"La sera prima, il giovane accampato assieme ai tanti drop out stranieri che vivono sotto le arcate del ponte, all'altezza di Largo Arenula, era stato protagonista di una lite piuttosto accesa con la fidanzata. Peggy, forse stordita dall'alcol, si era poi allontanata per sdraiarsi sul muraglione. Il diverbio sembrava essersi placato, quando Pedro ha ricominciato a inveire a distanza contro la ragazza: attimi di tensione, con l'aggravante degli eccessi etilici, e Peggy è precipitata sulla banchina, di fronte agli stand dell'Estate Romana sul Tevere."



GLI AMICI PERÒ DICONO ALTRO:

Gli amici della vittima: "No, Peggy non aveva bevuto molto. Si è addormentata: ecco perché è precipitata."

Lui, Pedro (un giramondo con lunghi dreadlocks rasta, piercing sul naso e sul capezzolo sinistro, due "divaricatori" ai lobi degli orecchi), ieri pomeriggio piangeva ancora. "Era una bambina" diceva. "Ci dovevamo sposare..."
Precisa una ragazza: "Sposare sì, ma senza prete: una cerimonia simbolica. Due-tre di noi avrebbero fatto i testimoni e un cane avrebbe svolto il ruolo del sacerdote...".
Pedro aveva saputo che i giornali riportavano che la sua Peggy era caduta perché stava litigando con lui. E non ci stava: "Non è vero. Si stava addormentando, per questo è venuta giù. E non si sarebbe mai buttata di sotto spontaneamente. Stavamo insieme da un anno, era una settimana che dormivamo qui. Saremmo rimasti a Roma un mese e poi volevamo andare in Sicilia..."

Fatto sta che lei è morta. Il suo viaggio si è fermato a Roma caput mundi; anzi: kaputt mundi. Lui, Pedro, forse la seguirà presto.


Leggi l'articolo su Il Tempo

domenica, ottobre 16, 2011

Occupy the World - scacciare i mercanti dal tempio

Notizia dell'ultima ora: l'Unione Europea ha "rimodellato" la sua strategia per coprire il debito pubblico dei Paesi membri e i capi della finanza globale lo hanno approvato, en passant raccomandando ai politici del Vecchio Continente di affrontare i crescenti disordini "in maniera energica"...

A questo punto, davvero, c'è da chiedersi in che mani abbiamo messo il nostro mondo. La gente si mobilita in quasi mille città di entrambi gli emisferi e banchieri e politici fanno orecchie da mercante
...


Amsterdam

Bruxelles

Danimarca (I & II)


Francoforte

Hong Kong

Roma I
Roma I
Roma II
Roma II
Roma II

Seul

Stoccolma

New York City


domenica, ottobre 19, 2008

Inter-poker!

L'uragano Inter si abbatte sulla Roma ed innesca la svolta (forse decisiva) del campionato. 

 Ibrahimovic, autore di una doppietta

Straordinaria prova di forza dei Nerazzurri. Totti, che gioca due terzi di gara, fornisce una prestazione generosa però da solo non basta. Bene anche il gigante biondo Riise, ma per Spalletti le difficoltà consistono nella mancata sincronizzazione di difesa e centrocampo.


ROMA - INTER 0 - 4
ROMA: Doni, Cicinho, Loria, Juan, Riise, De Rossi, Aquilani, Taddei (30' st Okaka), Perrotta (32' st Brighi), Vucinic, Totti (24' st Menez). In panchina: Artur, Pizarro, Tonetto, Montella. Allenatore: Spalletti.

INTER: Julio Cesar, Maicon, Cordoba, Chivu, Zanetti, Stankovic (33' st Dacourt), Cambiasso, Muntari, Obinna, Ibrahimovic (38' st Cruz), Quaresma (24' st Mancini). In panchina: Toldo, Adriano, Samuel, Balotelli. Allenatore: Mourinho.

ARBITRO: Rizzoli di Bologna.

RETI: 5' pt Ibrahimovic, 2' st Ibrahimovic, 9' st Stankovic, 11' st Obinna.

NOTE: ammoniti: Vucinic, Chivu. Angoli 10-7 per l'Inter. Recuperi: 1' pt e 3' st.

Classifica: Inter 16, Napoli Udinese e Catania 14, Lazio Milan Fiorentina e Atalanta 13, Genoa e Palermo 12, Juventus e Lecce 9, Siena 8, Roma 7, Bologna e Chievo 6, Torino 5, Sampdoria e Cagliari 4, Reggina 2.

 

mercoledì, settembre 24, 2008

'Sono l'Anticristo' e accoltella quattro persone

[Ma la notizia è riportata in almeno cinque diverse versioni]


Il sangue, la chiesa, l'esoterismo... A certuni, le invenzioni dei romanzieri horror danno davvero alla testa.


Luca C. (però alcune fonti lo chiamano Andrea L., altre Marco Luzi...), romano di 25 anni (secondo alcune fonti di 20), ha fatto quasi una strage nel quartiere capitolino di San Saba. Entrato in un locale adiacente alla chiesa di Santa Marcella (a 200 metri dall'abitazione in cui vive con la madre), ha ferito il prete e un parrocchiano. Sfortunatamente per lui, nel locale era presente anche un poliziotto... Questo almeno è quanto ha comunicato un'agenzia stampa. Secondo un paio di quotidiani, invece, il poliziotto entrerebbe in scena solo più tardi... Ma procediamo. 


L'agenzia stampa dice che sarebbe stato proprio il poliziotto a udire per primo la voce dello squilibrato che nel suo delirio diceva di essere l'Anticristo. Uno dei quotidiani scrive invece che a udire queste parole sarebbe stato "il sacrestano" (in realtà, un semplice frequentatore della parrocchia).  


Di sicuro esiste una testimone della "mattanza"; tale Ludmilla, giovane straniera che lavora nella stessa chiesa. "È entrato nel corridoio che si trova di fronte all'ufficio parrocchiale gridando 'datemi le chiavi della macchina', poi li ha aggrediti con un coltello" ha raccontato Ludmilla.


Bene. Allora, Luca C. (Andrea L.? Marco Luzi?) si è scagliato contro Don Canio, 68 anni, assalendolo con numerosi fendenti al volto e alla gola, e poi contro il 77enne parrocchiano (e non sacrestano!), ex prefetto (su ciò sono tutti concordi), che ha tentato di fermare l'aggressore. Ma la folle azione di Luca/Andrea/Marco è proseguita anche fuori, nei giardini di fronte alla chiesa, dove a essere ferita è stata una babysitter peruviana di 37 anni, a passeggio con una bambina. Quando ha visto il giovane con la maglia insanguinata dirigersi verso di lei, la babysitter ha dapprima tentato di scappare, poi si è accovacciata sulla piccola per difenderla, e Luca (o come altro si chiama) l'ha colpita alle scapole.


Il poliziotto (che secondo l'agenzia stampa è stato testimone del fattaccio perché presente negli uffici della parrocchia, secondo diversi quotidiani è invece entrato in azione dopo che la Mobile è stata allertata), insieme a un collega  ha trovato il C. (o il L.) in stato confusionale in via San Teodoro. E anche lui, il poliziotto, è stato accoltellato - all'addome - mentre disarmava lo squilibrato.


In tasca il giovane aveva tre biglietti con la scritta "questo è solo l'inizio... 666" e nel suo appartamento la polizia ha trovato decine di scritti che accennano al romanzo Il Codice da Vinci e riferimenti all'omonimo film trasmesso in T.V. la sera prima, nonché due riproduzioni dell'Ultima cena di Leonardo e quattro documenti intitolati Le verità nascoste, Io l'Anticristo, Predizioni, L'Apocalisse.


Inoltre gli agenti hanno rinvenuto quattro pesi da un chilo che il ragazzo avrebbe rubato da una palestra "seguendo la guida della Madonna". Poi ancora i numeri di telefono di alcune emittenti nazionali e di alcuni giornali, una teca, alcuni lucchetti e le rispettive chiavi. Il ragazzo al momento dell'arresto aveva con sé due coltelli da cucina, un panno rosso e un rosario. "Sono state le voci a guidarmi" ha dichiarato.


Dovevano arrivare al Papa i messaggi che il 25enne (o ventenne? non si sa bene) aveva preparato e ordinato in casa in modo tale che gli inquirenti e la madre con la quale viveva potessero trovarli. Sulle riproduzioni dell'Ultima cena aveva disegnato una freccia a indicare una presunta mano di San Giovanni o della Madonna.


                          *************


Un puro gesto di raptus, assolutamente da condannare. Ma è da condannare anche il pressapochismo di molti giornalisti. E' incomprensibile come mai i dettagli di questa vicenda vengano riportati in maniera completamente differente da vari organi di stampa...

venerdì, ottobre 05, 2007

Calcio: una settimana di Coppe "Didastrosa"

In Champions vince solo l'Inter. In Coppa UEFA si salva solo la Fiorentina - ai rigori; ma meglio di niente - mentre vengono buttate fuori Empoli, Samp e Palermo (quest'ultima in maniera davvero ingenua). I riflettori però sono tutti puntati sul Milan, che ancora una volta ha deluso, e soprattutto sono puntati sul portiere rossonero Nelson Dida.

A causa della sua simulazione, il brasiliano è oggetto di riprovazioni e spottò da parte di tutti, e mi è persino capitato di leggere, in molti articoli, parole di elogio per la giustizia (sportiva e no) scozzese, che ha immediatamente provveduto a punire l'isolato invasore; in questi articoli si fanno paragoni con la nostra giustizia... E a me pare che siano solo un ennesimo pretesto per dir male dell'Italia.

Allora: tanto per cominciare, noi italiani siamo più civili degli scozzesi e dei britannici in generale, anche in fatto di legislazione.

Inoltre: il "caso Dida" è stato gonfiato a dismisura per semplice mania di sensazionalismo. In realtà non è accaduto nulla di grave. Il tifoso entrato in campo non ha fatto del male a nessuno: ha solo gioito - a modo suo - per il goal del Celtic. Adesso però, oltre a essere stato escluso da tutte le partite della squadra che ama, rischia persino la galera.
Grave semmai è la disattenzione del servizio d'ordine del Celtic Park. E' qui che deve intervenire la UEFA!

Ed è vero che il portiere del Milan ha inscenato una commedia a dir poco grottesca dopo essere stato leggermente toccato sul collo, ma neanche lui andrebbe severamente sanzionato per questo. (Io sono interista e ricordo benissimo la sceneggiata di "Bonimba" in un celebre Inter-Mönchengladbach che fu caratterizzato da una caterva di reti tedesche e dal lancio di una lattina di birra.) Per Dida, una piccola multa e via: bisogna capire la tensione dei giocatori durante un incontro tanto importante. A questo proposito, anzi, abolirei anche quella regola assurda che costringe gli arbitri a punire i calciatori che "esultano troppo a lungo" dopo aver segnato un goal e/o che si tolgono la maglia. Il calcio è fatto soprattutto di passioni.

Semmai il portiere milanista sarebbe da sanzionare - da parte del suo stesso club - per le mere prestazioni sportive, veramente "didastrose". Ma questa è una questione interna ai rossoneri, risolvibile dunque solo dal "summit" dirigenziale di Galliani & Co.



Il video della simulazione di Glasgow