"Una melodia in minore"
Tre poesie
di
Anna Murabito
Musica di Edvard Grieg: “Air” dalla Holberg Suite
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"Una melodia in minore"
Tre poesie
di
Anna Murabito
Musica di Edvard Grieg: “Air” dalla Holberg Suite
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Il suo secondo album Bat Out of Hell (1977), prodotto da Todd Rundgren e contenente canzoni scritte da Jim Steinman, richiese quattro anni per essere realizzato. Bat Out of Hell è un disco di rock'n'roll con inserti da opera rock (Jim Steinman veniva dal mondo dei musical) che riscontrò un enorme successo commerciale: ha infatti venduto infatti più di 43.000.000 di copie, con una media di 200.000 esemplari all'anno.
R.I.P. Meat Loaf
"Bat Out of Hell"
Meat Loaf raggiunse presto una grandissima popolarità in Europa, soprattutto in Gran Bretagna - dove fu classificato 23º come artista più a lungo presente nelle classifiche settimanali... e il suo album non è mai uscito dalle classifiche! - e anche in Germania, dove raggiunse la massima popolarità dopo l'uscita di Bat Out of Hell II.
È apparso in almeno cinquanta tra film e spettacoli televisivi: oltre al Rocky Horror Picture Show, prese parte ai film Roadie - La via del rock (1980) di Alan Rudolph, Fight Club (1999) e Tenacious D e il destino del rock (2006, accanto a Jack Black).
"Paradise By The Dashboard Light"
Tra fallimenti economici, infortuni e malattie (venne operato al cuore per infarto, cadde dal palco durante un'esibizione...) e in più un divorzio, la sua vita fu come una corsa sull'otto volante: proprio come si addice al rocker "cattivo" che era solito interpretare sul palco.
Riposa In Pace, "Polpettone!"
01 Bolero
02 Bat Out Of Hell
03 You Took The Words Right Out Of My Mouth
04 All Revved Up With No Place To Go
05 Paradise By The Dashboard Light
06 Johnny B. Goode
07 River Deep Mountain High
08 REPRISE: Johnny B. Goode
09 2 Out Of 3 Ain't Bad
10 REPRISE: All Revved Up
Nel 1964, lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov (2 gennaio 1920 - 6 aprile 1992) fece dieci predizioni per l'anno 2014.
Eccole:
Le comunicazioni non saranno basate solamente sul suono, ma anche sulla vista. Si potranno vedere le persone che si chiamano al telefono. Sarà possibile sugli schermi anche leggere libri e stampare documenti. Ci saranno veicoli guidati da robot. I viaggi si potranno programmare verso destinazioni diverse. La guida non avrà le interferenze dei riflessi umani. I trasporti cercheranno di evitare la dispersione di energia nell'attrito col suolo e quindi gli aerei saranno il mezzo più usato, ma anche i treni viaggeranno sospesi. Tutti gli schermi saranno sostituiti. Ci sarà spazio per cubi trasparenti e effetti tridimensionali. Gli elettrodomestici allevieranno le attività degli uomini. Ci saranno macchine che faranno il caffè, che riscalderanno l'acqua, che faranno pane tostato. Cucine intelligenti che prepareranno la colazione: si potrà decidere la notte cosa mangiare la mattina seguente. Il cibo sarà principalmente pre-cucinato e pre-confezionato. L'uomo creerà ambienti che si adattano a se stesso. Entro il 2014 ci saranno pannelli luminosi che daranno vita a particolari giochi di luce. La forza lavoro saranno le macchine robotizzate e compito dell'uomo sarà svilupparle e farle funzionare. La parola lavoro sarà quella più importante del dizionario del nuovo secolo e del nuovo millennio. Scompariranno tanti lavori tradizionali che saranno sostituiti dalle macchine. L'istruzione superiore sarà basata su linguaggi informatici e tecnologici. L'umanità dovrà fare i conti con la noia, un malessere che si diffonderà con velocità allarmante.
"There are no nations! There is only humanity. And if you don't understand that soon, there will be no nations, because there will be no humanity.""Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l'ignoranza che possiamo risolverli.""L'aspetto più triste della vita in questo momento è che la scienza raccoglie conoscenza più velocemente di quanto la società raccolga saggezza.""La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci."
Mi chiamo Joe. O per lo meno, così mi chiama il mio collega, Milton Davidson. Lui è il programmatore, io sono il programma. Faccio parte del complesso Multivac e sono collegato con altre parti in tutto il mondo. So tutto. Quasi tutto.
Sono il programma privato di Milton. Il suo Joe. Lui di computer ne sa più di chiunque altro al mondo, e io sono il suo modello sperimentale. È riuscito a farmi parlare meglio di qualsiasi altro computer.
«Si tratta unicamente di accoppiare perfettamente i suoni ai simboli», Joe mi ha detto. «È così che funziona il cervello umano, anche se non sappiamo ancora esattamente quali simboli ci siano nel cervello. Ma i tuoi simboli li conosco molto bene, e così li posso accoppiare alle parole, uno per uno.» E così, io parlo. A me non sembra di parlare con la stessa precisione con cui penso, ma Milton sostiene che parlo benissimo.
Milton non si è mai sposato, nonostante che abbia già quasi quarant’anni. Mi ha detto di non avere mai trovato la donna giusta. Un giorno mi ha detto: «La troverò, alla fine, Joe. Ho intenzione di trovare la migliore che esista. Troverò il mio grande amore, e tu mi aiuterai. Sono stufo di continuare a potenziarti solo per risolvere i problemi del mondo. Risolvi il mio problema. Trovami il vero amore».
Lui mi disse: «Elimina tutte quelle che hanno meno di venticinque anni e più di quaranta. Elimina poi tutte quelle che hanno un quoziente di intelligenza inferiore a centoventi, tutte quelle alte meno di un metro e mezzo e più di uno e settantacinque».
Mi dava istruzioni esatte. Mi chiese poi di eliminare tutte le donne che avessero figli viventi. E passò a eliminare tutte quelle con particolari caratteristiche genetiche. «Non ho ancora deciso per il colore degli occhi» mi disse, «ma per il momento lasciamo perdere. Basta che non abbiano i capelli rossi. Non mi piacciono.»
Quella era proprio una delle cose che non avrei dovuto essere programmato a fare. Spostare la gente da un lavoro all’altro, per motivi personali, era considerata manipolazione. Potevo farlo perché Milton mi aveva riprogrammato. Però potevo farlo unicamente per lui, sia chiaro.
Fu lo stesso con tutt’e otto. Erano troppo simili. Avevano tutte sorrisi meravigliosi e voci gradevolissime, ma ogni volta Milton scopriva che mancava qualcosa. «Non riesco a capire, Joe» mi disse. «Tu e io abbiamo scelto le uniche otto donne al mondo che corrispondono al mio ideale. E sono perfette. Perché non mi piacciono?»
Per settimane intere Milton parlò con me. Mi parlò dei suoi genitori e della sua infanzia. Mi raccontò la sua adolescenza e la sua vita scolastica. Mi disse delle ragazze che aveva ammirato da lontano. Il corredo dei suoi dati aumentò, e lui fece in modo da aumentare e approfondire la mia dotazione di simboli.
Quando vennero a prenderlo per arrestarlo sotto l’accusa di aver commesso illeciti nell’esercizio delle sue funzioni, fortunatamente fu per qualcosa che lui aveva fatto una decina d’anni prima. Lui mi aveva parlato di quella vecchia storia, naturalmente, e così mi era stato facile combinare tutto. Sicuramente Milton non parlerà di me per non aggravare ulteriormente la sua posizione.
Un commento a ‘Il Velo Rimosso’,
Viene da Sud,
il fiato torbido del mare.
Un bendaggio malsano
avvolge di sudore le membra
ma insieme corteggia
da vicino.
È questo vento oscuro
denso
che porta umori dalla Siria
a sfinire i ricordi.
(Da: “Scirocco”.)
Questo è authentic Murabito. Un resoconto in versi liberi assai ricco, omogeneo, che punta però con sicurezza sui punti cardinali dell’esistenza. L’amore, il tempo, i viaggi, la natura. E, durante la lettura, veniamo accompagnati da Mahler (“Mahler 2”, pag. 37), Grieg, da Chagall con i suoi violinisti…
In autunno, ad esempio (“Autunno 2021”):
L’immagine del primo ramo
spezzato
si ferma nell’anima
come un’incrinatura
sul vetro
come un trasalimento
di dolore.
Mentre in primavera si alza (…)
il desiderio di navigare ancora
in alto mare
obbedendo al richiamo dell’albatro.
(“Un’altra primavera”.)
Il nostro è un mondo dove “Eros dilaga”; e a Sud lo fa insieme al glicine, alla zagara, al ligustro, al gelsomino, alla magnolia; alle buganvillee.
Luce e buio
depongono le armi
l’acqua attraversa il fuoco
e il Sole insegue l’Orsa.
A noi, i “Cercatori d’oro” (poesia a pag. 19), basta un nonnulla
(…) per conoscere il mondo:
(…) cerchiamo nella melma
una fortuna grande
come un chicco di riso.
Ci basta l’ombra di un’ala
per arrivare al cielo
una foglia
che scivola sull’acqua
per conoscere il mondo.
E, di conseguenza:
una carezza
per chiamarla amore.
Amore che noi, ovviamente, siamo atti a “snidare”
(…) dai suoi nascondigli.
E aggiunge, la poetessa:
ma ho visto la sua coda
dileguarsi
con uno strascico d’oro e di sangue
Abbiamo i crepuscoli e i ricordi. I crepuscoli che ci rammentano che “Tempus fugit”. E i ricordi, che sono
come quei venti acuminati
che strappano le vele ai marinai
e risalgono i colli.
Sono spettri
sono pipistrelli
(…)
I viaggi recitano un ruolo preminente anche a posteriori (“Tramonta il giorno a Istanbul”: poesia bellissima) e ci aiutano, nella rimembranza, mentre vige la restrizione globale, durante le fasi di un immobilismo non voluto da noi. La nostra solitudine è innegabile, ma è una solitudine ricca di parole, suoni, impressioni, che ci fanno compagnia e ci sostengono durante l’inverno; l’inverno con le sue notti maligne (“Novembre”), che si allarga in visioni di un settentrione dal paesaggio muschioso e svuotato. Unicamente le felci si stagliano nella nebbia. Ancora Grieg come “soundtrack”, e non solo.
Sonorità dell’anima
che tremano
tra il pianto e l’estasi.
(“Il violoncello”.)
È in “Sopravviversi”, ultima poesia della raccolta, che abbiamo un sunto dello stato delle cose:
Guardo la jacaranda
resistere all’inverno
covare un’ansia viola
una promessa
di bellezza inutile.
L’alba ha una veste scontenta
trema di freddo.
Le traiettorie della vita
non collimano (…)
La soluzione, ad ogni modo, è una soluzione “a due”, per quanto appaia assurdamente utopica. Sì: la chiave per la sopravvivenza, senza alcun dubbio, è posta nella seguente, convincente cartolina degli amanti – io e l’Altro, io e l’Altra:
Confusi dal silenzio
supini
ripassavamo l’infinito
stretto nelle nostre mani.
***
Da aggiungere resta solo questo: mentre tutti cercano di aumentare qualcosa, di trovare un posto, Anna Murabito, che un posto – nel mondo e nella letteratura – ce l’aveva già, ha dovuto o voluto imparare, in età adulta, a usufruire dei “social” e divenire anche “videomaker”: con l’unico scopo di moltiplicare il piacere (nonché la conoscenza, lo sottolineiamo) che infondono le sue parole.
Togliamoci il cappello.
Il suo è un genere di poesia che ci insegna qualcosa senza volerci precettare. E che ci suggerisce: la vita non è una carezza, ma val la pena viverla.
Leggi Il Velo Rimosso Vol. I
Leggi Il Velo Rimosso Vol. II
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Alcuni link consigliati:
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Il gruppo 'L i t e r a e' su Linkedin: https://www.linkedin.com/groups/8432933/
Il blog di Anna Murabito: https://expressioni.myblog.it/
"Literadur" (uno dei siti di Peter Patti): http://peterpatti.altervista.org/
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Biografia di Albert Einstein
Einstein: nell'immaginario collettivo, un antidivo dall'altissimo QI.Einstein: scienziato di fama insuperabile ma anche personaggio della cultura pop, dal regista Nicolas Roeg celebrato nella tragicommedia Insignificance (La signora in bianco, 1985), dove la splendida Theresa Russell appare nelle vesti di Marilyn Monroe mentre Tony Curtis è un senatore maccartista.Il volume in questione raccoglie tre scritti: due in forma letteraria e il terzo che consiste in una dettagliata biografia. Le fonti della ricerca: seri manuali per comprendere il genio di Einstein e in più film, documentari televisivi e prodotti dell'arte popolare.
6 novembre#OnThisDayOn This Day
«Dobbiamo ora far seguire due parole a proposito di un sorriso, e cioè un sorriso fornito per giunta d'un paio di baffi, fatti apposta per la prerogativa maschile di sorridere sotto i medesimi; si tratta del sorriso degli scienziati che erano accorsi all'invito di Diotima e che avevano sentito parlare i famosi letterati e artisti. Benché sorridessero, non bisogna credere, Dio guardi, che sorridessero ironicamente. Al contrario, era la loro espressione di rispetto e di incompetenza, di cui s'è già accennato. Ma neppure questo deve trarre in inganno. Nella loro coscienza era così, ma nel subcosciente, per adoperare questa parola d'uso corrente, o per dir meglio nel loro stato d'animo collettivo, erano uomini nei quali la tendenza al male rumoreggiava come il fuoco sotto una caldaia.Questo naturalmente sembra un paradosso e se lo si volesse esporre davanti ad un professore d'Università, quegli ribatterebbe probabilmente che lui è al servizio della verità e del progresso e d'altro non si cura; perché quella è la sua ideologia professionale. Ma tutte le ideologie professionali sono nobilissime, e i cacciatori, ad esempio, non si sognano certo di definirsi i macellai del bosco, bensì si proclamano amici degli animali e della natura esperti dell'arte venatoria, così come i commercianti professano il principio dell'utile onesto e i ladri hanno lo stesso Dio dei commercianti, l'elegante e internazionale Mercurio, congiungitore di popoli. [...] Se ci chiede [...] perché la scienza regna su di noi e neppure un analfabeta si salva dal suo dominio giacché impara a convivere con cose che son nate dotte - si ottiene un'immagine molto diversa. Secondo tradizioni attendibili s'è cominciato nel sedicesimo secolo, un periodo di fortissimo movimento spirituale, a non più sforzarsi di penetrare i segreti della natura, com'era successo fino allora in due millenni di speculazione religiosa e filosofica, bensì ad accontentarsi di esplorarne la superficie, in modo che non si può fare a meno di chiamare superficiale. Il grande Galileo Galilei ad esempio, il primo nome che sempre si cita a questo proposito, tolse di mezzo il problema: per quale causa intrinseca la natura abbia orrore degli spazi vuoti, così da obbligare un corpo che cade ad attraversare spazi su spazi, finché esso giunge su un terreno solido; e s'accontentò di una constatazione molto più volgare: stabilì semplicemente la velocità di quel corpo che cade, la via che percorre, il tempo che impiega, e l'accelerazione della caduta. La Chiesa cattolica ha commesso un grave errore minacciando di morte un tal uomo e costringendolo alla ritrattazione invece di ammazzarlo senza complimenti; perché il suo modo, e quello dei suoi simili, di considerare le cose, ha poi dato origine - in brevissimo tempo, se usiamo le misure della storia - agli orari ferroviari, alle macchine utensili, alla psicologia fisiologica e alla corruzione morale del tempo presente, e ormai non può più porvi rimedio.»