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giovedì, novembre 28, 2024

Eggers ci ha già raccontato dei pericoli dei "social": in 'The Circle' e 'The Every'

"Secrets are lies", "Sharing is caring", "Privacy is theft". Questi sono tre dei motti che escono fuori da quell'enorme think tank di The Circle, la nuova corporation che, viaggiando su Internet, sta per entrare nella vita di tutti - influenzando anche la politica. "I segreti sono bugie", "Condividere equivale a prendersi cura" e "La privacy è un furto".

Di The Circle, il romanzo di Dave Eggers pubblicato ormai oltre dieci anni fa, esiste un film interpretato da Tom Hanks con una giovane Emma Watson.

Ora, il rischio di produrre una pellicola su tecnologie attuali è quello di avere insita la possibilità (possibilissima!) che essa venga superata dalle sempre rotolanti innovazioni proprio durante la lavorazione dello stesso film o poco dopo la sua proiezione nelle sale cinematografiche (o la pubblicazione su DVD e nei canali streaming).

Quando The Circle - il film diretto da James Ponsoldt - uscì, nel 2017, era già quasi troppo tardi: Internet si era trasformato in Internet 2.0 e i social networks avevano aspirato, risucchiandoli, milioni di utenti, li avevano inglobati, offrendo loro piattaforme per esprimere opinioni su qualsiasi argomento, fosse pure un giudizio espresso in stelline (da 1 a 5, ma c'è anche il sistema a 10 stelline), sottoforma di un commento rappresentato da un semplice pollice in su o in giù, da una faccina che ride oppure da un "frown" (da un emoticon che vuol significare disappunto oppure lieve delusione o, ancora, rabbia feroce).

The Circle venne inserito nella categoria "Science Fiction" ma... ciò che narrava era già la realtà. Almeno, nelle sue premesse. Tutte le companies online condividevano già allora (e da ben prima!) lo stesso percorso, avendosi prefissata una meta ben precisa: rendersi indispensabili in ogni ambito della vita, venire considerate uno strumento essenziale della comunità tutta e, in definitiva, sostituirsi alla politica e allo Stato medesimo. Non tanto per altruismo, certo: si mira ai guadagni!

Nell'ambito de Il Cerchio / The Circle, nessun cittadino deve poter dire di non avere un account. Tutti - non solo i parlamentari - vengono costretti a una trasparenza assoluta tramite centinaia, migliaia di telecamere installate dovunque, atte a seguire ogni loro gesto, tutti i loro spostamenti. La "trasparenza assoluta" diviene comandamento numero uno.

 Dave Eggers

Il romanzo è del 2013 (il film uscì dunque solo quattro anni dopo la pubblicazione del libro, ma in ambito tecnologico quattro anni sono un'eternità), e nel 2013 ancora forse si poteva parlare di "futuro prossimo" per quel che riguarda il potere di chi controlla le connessioni globali nonché i pericoli che celano i progetti e gli esperimenti sociali delle società di high-tech e di social media. Lo sviluppo rapidissimo dei dispositivi telematici e, soprattutto, l'inchinarsi del potere al cospetto della cibernetica, con l'adozione da parte di Nazioni e singoli governi dei network internettiani allo scopo - vero o presunto - di una facilitazione per i cittadini dello svolgimento di pratiche varie (e per le campagne propagandistiche ed elettorali portate avanti dai diversi partiti, in maniera più feroce quanto più sono estremisti), hanno reso quanto narrato da Dave Eggers se non proprio obsoleto perlomeno didascalico, semplice specchio di una realtà già in corso.

Una cronaca in forma di narrazione fantasiosa, quindi. Ma, in effetti, Eggers è un romanziere della vita quotidiana, delle esperienze umane di qui e di ora: prima di The Circle aveva scritto opere come 


L'opera struggente di un formidabile genio (A Heartbreaking Work of Staggering Genius, 2000), Mondadori, 2001. 

 

Conoscerete la nostra velocità (You Shall Know Our Velocity, 2002), Mondadori, 2003.

Se non è vietato è obbligatorio, o Dell'ottimismo (The Unforbidden is Compulsory; or, Optimism, 2004), Minimum fax, 2004.

Erano solo ragazzi in cammino. Autobiografia di Valentino Achak Deng (What Is the What: The Autobiography of Valentino Achak Deng, 2006), Mondadori, 2007.

Le creature selvagge (The Wild Things, 2009), Mondadori, 2009.

Zeitoun (2009), Mondadori, 2009.

Libro interessantissimo, questo Zeitoun. Nella cornice dell'Uragano Katrina che nel 2005 si abbatté sulla costa sud-est degli USA, Eggers rivela quant'è sottile il legame che permette agli statunitensi di convivere. Quant'è facile che il filo si spezzi e che, al posto della coesione sociale e della solidarietà, si faccia largo la diffidenza. E poi vi si parla anche della corruzione di certi enti statali... della polizia stessa. Della Guardia Nazionale.

Ologramma per il re (A Hologram for the King, 2012), Mondadori, 2013.

È in Ologramma che l'autore si cala per la prima volta in una narrazione fantastica, dove centrale è la tecnologia della "realtà aumentata". C'è un uomo, Alan Clay. È americano, divorziato, con una figlia da mantenere. L'ex moglie, che vive in California, non intende contribuire in alcun modo alle spese e non fa che ripetergli di comportarsi da uomo. Ma che uomo è Alan Clay? Ha 54 anni ed è disoccupato. Per l'America delle aziende dinamiche, lui è un soggetto inutilizzabile, bizzarro e fuori posto: l'immagine simbolica usata è quella di "un aereoplano costruito con il fango". La crisi dei mercati e quella sua privata lo hanno stremato. È tendenzialmente un alcolizzato, con il conto in banca costantemente in rosso. Non ha dunque scelta: se vuole riuscire a pagare le tasse del college di sua figlia, deve trovarsi un'occupazione; ma non una qualsiasi, bensì una ben retribuita. L'unica chance che gli si presenta è impersonata da re Abdullah, il miliardario che detiene la corona di sovrano di Economic City, immensa oasi in mezzo al nulla destinata a diventare la città del futuro. Il compito di Alan, in qualità di rappresentante di una ditta di tecnologie avanzate, è di convincere il re arabo ad acquistare una mirabolante invenzione, ossia un ologramma in grado di far apparire chiunque in 3D, come dal nulla. Dunque ecco che lo stressato Alan Clay si trova ad Economic City- Peccato che del re non ci sia traccia alcuna! Nell'attesa, Clay sbatte di qua e di là nell'ostico Paese straniero; e arriva a conoscerne la bellezza, insieme alle contraddizioni.


Altri suoi libri in ambito narrativo e non solo:

Il Cerchio (The Circle, 2013), Mondadori, 2014.

I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre? (Your Fathers, Where Are They? And the Prophets, Do They Live Forever?, 2014), Mondadori, 2015.

Eroi della frontiera (Heroes of the Frontier, 2016), Mondadori, 2017.

Il Monaco di Mokha, Mondadori, 2018.

La Parata (The Parade, 2019), Feltrinelli, 2019.

The Every, 2021 (Il sequel de Il Cerchio, un mix di assurdità e terrore, satira e suspense).




   Chi è David Eggers. Fatti fondamentali:

Eggers è sposato con la scrittrice statunitense Vendela Vida. È il fondatore della rivista letteraria McSweeney's (divenuta poi anche casa editrice) e della scuola di scrittura non-profit di San Francisco denominata 826 Valencia (Link: https://www.826valencia.org/).

È stato il principale curatore ed editore del Futuro dizionario d'America.

Con Vendela, ha scritto la sceneggiatura del film di Sam Mendes American Life.


 Qui con Vendela Vida


   Curriculum letterario:

Eggers è nato a Boston, città-simbolo dell'America bianca, quella Boston giustamente considerata il fulcro del Newengland, la vasta zona ad Est degli USA che si vanta del proprio passato coloniale. 

Si è laureato in giornalismo alla University of Illinois, dunque nel Midwest. Infine si è trasferito a San Francisco. La California è più congeniale alla sua inventiva e alle sue prerogative liberalist... quelle del Modern liberalism, il liberalismo di sinistra, per intenderci. Inutile dire che lo scrittore è un fervente anti-trumpiano e ha scritto diversi articoli e anche un volume o due contro l'antico e nuovo Presidente degli Stati Uniti.

 The Captain and the Glory, una satira. In italiano il libro è stato pubblicato da Feltrinelli nel 2020

Da Erano solo ragazzi in cammino, che parla di Valentino Achak Deng, sopravvissuto alla guerra civile nel Sudan meridionale, è nata la "Valentino Achak Deng Foundation", che si dedica a costruire scuole medie nel Sudan meridionale. 

McSweeney's è la casa editrice indipendente di San Francisco fondata da Eggers e che fin dagli inizi è stata in odore di 'cult'. La McSweeney's pubblica un'omonima rivista trimestrale (per la quale hanno scritto David Foster Wallace, Rick Moody, Jonathan Lethem, Zadie Smith, William Vollmann...) oltre al mensile The Believer e a Wholphin (DVD trimestrale di film brevi e documentari). 

             Link alla McSweeney's: https://www.mcsweeneys.net/


826 Valencia è stato fondato da Dave Eggers insieme all'insegnante Nínive Calegari. Questo centro non-profit di scrittura e tutoring per ragazzi è sito nel Mission District, uno dei quartieri più storici di San Francisco, zona vivace con radici latine e uno dei centri della scena "alternative". 

  

   Perché è un autore particolare e amato?

Tutto ha inizio con A Heartbreaking Work of Staggering Genius (2001; L'opera struggente di un formidabile genio). Un romanzo sulla... fratellanza, che sprizza di esuberanza giovanile ma in cui nel contempo viene usato un linguaggio abbastanza "pulito" e dai toni classicheggianti. Il senso, come quello delle riviste McSweeney's e The Believer, era soprattutto dare voce all'America giovane che era anche l'America alia, anticonformista, che prendeva a farsi largo negli ultimi decenni del XX secolo sui modelli di scrittori ribelli e di correnti letterarie precedenti (la Beat Generation su tutte). Giochi serissimi; non sovversivi, non rivoluzionari, ma capaci ugualmente di lasciare il segno. 

   Eggers è prolisso?

Ebbene sì. È un anti-Carver. Ma prolisso lo era anche uno degli eroi e dei "fari" di molti grandi romanzieri americani moderni, ossia Thomas Wolfe (1900-1938). La classicità in fondo "è" prolissa e, in tal senso, David Eggers è uno scrittore classico. Uno di quelli che però tentano di ancorarsi all'attualità, producendo appunto romanzi come The Circle.

I protagonisti dei suoi libri? Antieroi della piccola borghesia o del proletariato, ma che si fanno rispettare perché sono dotati del dono della resilienza. A volte è una megacorp che li costringe a provare quanto siano resistenti e se hanno la ferma volontà di stare con la testa fuori dell'acqua (e così sopravvivere); ma più spesso ci si mette il destino. Ne L'opera struggente, due fratelli vedono morire, a cinque settimane di distanza l'uno dall'altro, i propri genitori, divorati dal cancro. La reazione a tale tragedia è poco americana: il ventenne Dave si ribella in prospettiva del futuro certo che con ogni probabilità aspetta l'amato fratellino Cristopher ("Toph"), 8 anni. Futuro che si prospetta così: parole e gesti di indulgenza da parte di tutti, domande strane (e inutili, se non addirittura dannose) di assistenti sociali, una commiserazione che tira giù anziché essere di aiuto, la diffidenza di padroni di casa e agenti immobiliari, proposte terapeutiche che sicuramente nientificano un individuo invece di dargli una vita nuova... Il mondo degli adulti non ama gli orfani e ne ingigantisce la catastrofe. E cerca di uniformare tutto ciò che è un po' bizzarro e colorato, cerca di piallare e possibilmente inglobare ciò che inizialmente appariva inservibile al sistema. 

 Col tempo, Toph Eggers (foto) si è distaccato da quel gran fenomeno letterario del fratello Dave

L'infanzia e l'adolescenza non sono affatto facili (il tema ritorna ricorrente dei romanzi di Eggers) e a salvare gli "outsiders" è soprattutto la fantasia; il raccontare e farsi raccontare storie. 

   Il Cerchio + The Every: trama in breve dei due romanzi, qui sintetizzati in uno solo

The Circle, il più grande motore di ricerca/società di social media del mondo (paragonabile a Google), si fonde con "La giungla", il sito di e-commerce che domina il pianeta (e a noi viene da pensare ad Amazon). Viene creato così un nuovo ricchissimo monopolio: The Every. 

Delaney Wells è stata assunta da poco a The Every. Ex guardia forestale e parecchio scettica riguardo ai trionfi della tecnologia, ha un unico obiettivo in mente: sconfiggere l'azienda dall'interno. Perché The Every, con varie apps e anche con i suoi dispositivi, sta entrando in pratica nella vita di ciascuno e, con i "like" ed emoji che offre, semplifica un po' troppo la realtà degli uomini. 

Con il sodale Wes (figlio di una madre "alternativa" e fuori dagli schemi lui medesimo), Delaney cerca i punti deboli di The Every, sperando di liberare l'umanità dalla sorveglianza onnicomprensiva e dall'infantilizzazione della specie umana. 

Ma... l'umanità vuole davvero essere libera? 

Un libro non eccezionale, The Every, ma che, oggi che così tanto si parla di IA (in inglese: AI; in tedesco: KI, Künstliche Intelligenz), proietta sulla nostra coscienza alcuni questiti fondamentali. Dobbiamo riflettere fin da ora su come potremmo ben utilizzare l'Intelligenza Artificiale. Forse è meglio lasciare a lei il compito di guidare il Pianeta Terra? Se sì, occorre innanzitutto farla girare intorno a un algorimo basato su "Love & Peace" (e in più giustizia sociale e in più principi ecologici)!

venerdì, gennaio 06, 2023

'Cronache del dopobomba', di Philip K. Dick

 Forse il romanzo più bello di Dick, anche se è arduo stilare una vera e propria classifica delle sue opere. È comunque sicuramente il romanzo che più di tutti è stato saccheggiato dal cinema (The Day After è solo un esempio).

Titolo originale: Dr. Bloodmoney, or How We Got Along After the Bomb. Data di pubblicazione: 1965.

Un chiaro richiamo al film di Stanley Kubrick Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb, uscito nel 1964, con Peter Sellers mattatore assoluto.

        


Vita sul Pianeta Terra dopo il lancio dell'ordigno che ha cancellato la civiltà


Siamo nella Contea di West Marin, in cui lo scrittore abitò all'epoca in cui scrisse questo libro; un'"isola nel tempo" perché in qualche modo diversa dal resto delle cittadine californiane, con la sua piccola comunità che sembrava ancorata agli Anni Cinquanta.

Hoppy non ha né braccia né gambe; è una vittima del Contergan, farmaco tedesco a base di talidomide responsabile della nascita di feti con gravi malformazioni degli arti (focomelia; dal greco phoke = pinna e melos = arto). Trova tuttavia un impiego nel negozio di elettrodomestici Modern TV, dove riesce a eseguire riparazioni che hanno dell'incredibile. Non c'è da sorprendersi: Hoppy è uno psi...
Un altro carettere centrale del romanzo è Stuart McConchie, un giovanotto di colore che lavora come commesso al Modern TV e che sviluppa nei confronti di Hoppy un senso di ripugnanza. Hoppy e Stuart: l'uno un "mostro", l'altro un nero...
Facciamo la conoscenza di altri personaggi che fanno parte del microcosmo di West Marin... Poi, con il Quarto Capitolo, si apre uno scenario completamente differente. Qualcosa di grave è accaduto nel mondo. Una tragedia. Causata dalla "bomba".




Negli Anni '60 gli americani erano veramente convinti che una guerra atomica fosse prossima, e con essa la fine del mondo civile. Dick li avverte che il vero pericolo non arriva dalla Cina o dalla Russia, ma dagli stessi U.S.A. Le bombe che stravolgono la vita dei protagonisti di Dr. Bloodmoney: or, how we got along after the bomb sono bombe americane... Un difetto nello scudo difensivo ha scatenato l'inferno - o Terza Guerra Mondiale che dir si voglia.
Qualcuno indica il colpevole della catastrofe in Bruno Bluthgeld (= "Bloodmoney"), fisico atomico di origine ungherese che nel 1972 fu già responsabile di un "incidente" atomico a seguito del quale smarrì completamente il bene della ragione.

 Una scena da Dr. Strangelove


Ma... forse non dovremmo parlare di catastrofe. Dick descrive infatti il "dopobomba" come una sorta di palingenesi. Il futuro non è nero, il futuro è bello... almeno per i sopravvissuti. Finalmente gli esseri umani trovano una propria dimensione. Ognuno di loro deve rendersi utile nella situazione d'emergenza permanente.
Raccolta in piccole comunità che ricordano le città-stato degli Elleni, l'umanità si riorganizza. Come lettori partecipiamo a una sorta di corso di sopravvivenza. Stuart McConchie è nel frattempo maturato ed è diventato un abile agente di rappresentanza per trappole elettroniche. Le trappole servono a catturare topi, cani e gatti. In seguito alla mutazione, gli animali si sono evoluti, hanno sviluppato un proprio linguaggio e hanno capacità mai immaginate prima. (Mentre il cavallo è tornato a riacquistare la sua funzione di bestia da trasporto.)
Un astronauta che doveva raggiungere Marte insieme alla moglie si ritrova a gravitare dentro la sua navicella intorno all'orbita terrestre. La sua consorte si è suicidata, e l'uomo trasmette verso il nostro pianeta un programma radiofonico che è di fatto l'unico svago per i superstiti. Questo solitario DJ spaziale è un rivoluzionario, nel senso che odia i militari, ma è anche un esteta: le sue trasmissioni sono un miscuglio di diario personale, musica colta e riproposte di celebri romanzi.
Belve intelligenti, cani che parlano... la mutazione ha prodotto risultati davvero curiosi. Una bambina di Marin County, nata nel "giorno della bomba", reca nel proprio grembo il fratellino gemello, una creatura senziente e - come si scoprirà - con l'anima capace di trasmigrare in altri corpi.
In quanto a Hoppy, lui ora è un freak tra tanti. E' riuscito a sviluppare prodigiosamente le sue facoltà psichiche e tecnologiche. Tra le altre cose, si è costruito una carrozzella con un'autonomia giornaliera di 50 chilometri. E' rispettato da tutti, anche se ancora incute un po' di paura. Ufficialmente, è il tecnico di Marin County. Purtroppo, però, sviluppa anche una pericolosa mania di grandezza...



Nei suoi romanzi, Philip K. Dick cita compositori di musica classica, filosofi, moderne teorie psichiatriche... Il colto astronauta di Dr. Bloodmoney, prigioniero nell'orbita terrestre, è un po' l'alter ego dello scrittore.
Vittima della tossicodipendenza e di violenti attacchi di panico, Dick era dotato di una possente visionarietà. Indimenticabili i suoi personaggi sospesi in stato di "semi-vita" (Ubik), gli androidi "dal volto umano" (Cacciatore di androidi, ovvero Do Androids Dream of Electric Sheep?), e i suoi paesaggi apocalittici che gli amanti del cinema di fantascienza ritroveranno in Blade Runner.
"Le sue armi preferite non sono la logica dimostrativa, la speculazione erudita e sottile" scrive Fabrizio Chiappetti in Visioni dal futuro, "ma l'aneddoto oscuro e fulminante, la visione che scardina l'immagine consueta del mondo e che si imbatte nella verità."


La religione, le droghe e la cibernetica applicata fino all'estremo: questi tra i temi più ricorrenti in Philip K. Dick. Ne Le tre stimmate di Palmer Eldritch (quasi un paradigma degli Anni Sessanta a San Francisco), incontriamo i "contaminati", ossia coloro che hanno assunto la sostanza Chew-Z. Immersi in una realtà totalmente virtuale, dov'è impresa disperata poter stabilire cosa sia reale e cosa no, i "contaminati" scoprono di avere occhi a telecamera panoramica, bocca di metallo e braccia meccaniche, a immagine e somiglianza di Eldritch, spacciatore della droga in questione. In un'altra sua opera, lo scrittore immagina uno strumento collegabile alla corteccia cerebrale: l'"organo Penfield", in grado di programmare l'umore desiderato per il tempo che si vuole; basta digitare il codice corrispondente e si può essere, a comando, "depresso", "apatico", "professionale nel lavoro", ecc. E in Scorrete lacrime ci presenta edifici che galleggiano a qualche metro da terra grazie a un sistema di aria compressa.
Accanto a queste geniali trovate "futuristiche", riscontriamo nelle sue opere i chiari segni del tempo. La memoria del computer, ad esempio, è contenuta non in circuiti stampati ma su nastri magnetici. Tali "incongruenze" non rendono tuttavia meno originali e interessanti i suoi romanzi; anzi... Questo sovrapporsi di vecchio-nuovo è perfettamente in sintonia con il time-slipping di tante sue storie.
Cronache del dopobomba fa ancora parte del periodo in cui lo scrittore affidava le speranze per un futuro migliore a un'esistenza da trascorrere in piccole comunità (abbozzata tra l'altro in Noi marziani). All'inizio degli Anni Settanta però cambia rotta e dichiara l'esistenza di un'entità superiore. La divinità che gli si è rivelata viene da lui celebrata nella trilogia di Valis, vera e propria opera di "fantagnosi".
Il paradosso, da lui celebrato nei lavori letterari, lo accompagnò fin nell'ora della morte: Dick si spense in un complesso residenziale situato a poca distanza dal luogo di nascita di Richard Nixon, il suo nemico per la pelle.

 Alcuni dei film tratti dai romanzi e dai racconti di PKD o a essi ispirati      


 Un oscuro scrutare







Philip K. Dick, temponauta. Indice:

COVER

   Noi marziani

   Ubik

   Scorrete lacrime

   Un oscuro scrutare

   Guaritore galattico

   Illusione di potere

   Testi vari e links

    Bibliografia ITA-ENG



 

domenica, gennaio 27, 2019

J.D. Salinger

Il giovane Holden è un romanzo che ha perso molto del suo fascino da quando è diventato una lettura semi-obbligatoria nelle scuole. Un po' come il film (e relativo romanzo) Arancia meccanica; e un po' come On the Road. Mitici - infatti - possono essere solo quei prodotti che scopro io insieme a pochi amici e/o anime gemelle sparse per il mondo, non quelli che mi vengono propinati dal mercato di massa, dal sistema educativo e che magari ritrovo nell'abitazione del mio banalissimo vicino di casa! 


Lessi Il giovane Holden in un'era "non sospetta" e il mio approccio non fu affatto sociologico, né avevo in mente di scriverci sopra un tema o che so io; lo consumai per puro divertissement, per intrattenermi (come facevo e ancora faccio per qualsiasi opera letteraria che mi capita a tiro), e ancora ringrazio Iddio, o Budda, che quel libro non mi fu imposto da nessun insegnante. Risultato: capii di non essere affatto un disadattato, bensì un ribelle - un dolce ribelle, e, forse in primis, uno spirito critico verso la società dei consumi: come Holden, appunto! Il disagio, in realtà, non era dentro di me, bensì nel mondo circostante. Il sospetto lo avevo sempre avuto, ma fu quel pazzo d'uno scrittore americano, quel Salinger, a darmene conferma.

      


La lettura risultò fondamentale per me.
In pratica Salinger si specializzò in storie che hanno come protagonisti adolescenti. Franny e Zooey, Seymour, Alzate l'architrave, carpentieri e Nove racconti sono gli altri suoi libri. Li ho letti tutti; in originale. Ma ovviamente Il giovane Holden è il suo migliore. Bello, tenero e veritiero il rapporto del protagonista con la sorellina Phoebe... ma non è l'unico aspetto rilevante. Sì, un libro stupendo; e molto importante.
Partendo da qui, un lettore di oggi (io divorai il romanzo in questione quando avevo l'età di Holden, e da allora ho riletto più volte) può forse passare alla Beat Generation, che dà ai lettori uno spaccato dell'America "altra" (che non è però "l'altra America", né necessariamente l'America "alternativa").

Non so comunque quanto Il giovane Holden possa incidere sulla vita dei ragazzi di oggi, dato che, soprattutto dagli Anni Novanta in poi, ci sono state un sacco di "imitazioni" (iniziando con Jack Frusciante è uscito dal gruppo, il fortunato esordio di Enrico Brizzi, saggio alchimista che ha mescolato Holden con Arancia meccanica di A. Burgess), ma d'altronde bisogna interrogarsi sul livello di percezione degli odierni adolescenti anche per quanto riguarda la conoscenza di altre opere-spartiacqua del periodo a cavallo tra Dopoguerra ed Estate dei Fiori / Summer of Love: penso soprattutto a Plexus di H. Miller e - per la Beat Generation - On the Road di J. Kerouac e la raccolta di poesie di A. Ginsberg Juke-box all'idrogeno.

The Catcher in the Rye: questo il titolo in originale del romanzo di J.D. Salinger, molto più bello e incisivo certamente de Il giovane Holden, ma praticamente intraducibile per gli italiani. D'altro canto, la fortuna del libro, da noi in Italia, si deve proprio alla traduzione: Adriana Motti fece un lavoro geniale, un po' inventando lo slang dal nulla, un po' rendendo il linguaggio della gioventù di allora ("e compagnia bella", "eccetera eccetera", "Cristo santo!", "e via discorrendo", "una cosa da lasciarti secco"...). Alla Motti, generazioni di italiani non smetteranno mai di essere grati: è grazie all'acume creativo di questa traduttrice che loro si sono divertiti - e si divertono - a ripetere le espressioni del ragazzo ebreo-americano, un po' illudendosi di vivere a Manhattan, anziché a... Regalbuto o Cantù-Cermenate.

***

Nel cinema? Mai! - Hanno voluto provarci in tanti a fare il film del Giovane Holden, da Billy Wilder a Steven Spielberg; ma nessuno in sessant’anni ci è mai riuscito. Il vecchio Salinger non ha mai voluto vendere al cinema i diritti del suo capolavoro, perché secondo lui era unactable: "Non può essere legittimamente separato dalla tecnica della prima persona che gli è propria", scriveva in una lettera del 19 luglio 1957 al produttore cinematografico Herbert.

Del resto lo scrittore si era già scottato le dita con Hollywood: nel 1949, il suo racconto "Uncle Wiggly in Connecticut" fu trasposto in una soap opera, e da quel momento Salinger, deluso dal risultato, decise di non volerne più sapere della "Mecca del cinema" e dintorni.


domenica, marzo 08, 2009

Philip J Farmer

 (1918-2009)



Orazione funebre


"C'era una volta un demiurgo.

Un creatore di universi.

Questo dio forgiava persone e non-persone collegate non soltanto tra di loro, laggiù su mondi distanti, ma anche con noi, meri mortali di un pianeta periferico.

Tale connessione rappresentava per noi il veicolo, la motivazione e il coraggio per raggiungere diversi gradi di illuminazione, oltre a quegli scopi che sarebbero rimasti utopici senza l'aiuto del demiurgo.

Il 25 febbraio 2009 (tempo terrestre), il demiurgo se ne è andato, e a noi rimane un vacuum cosmico. Naturalmente sapevamo bene che anche lui non era eterno, ma la notizia della sua scomparsa ci ha lasciati ugualmente atterriti. Senza la sua fantasia e la sua abilità nel fabbricare nuovi cosmi, la nostra vita è più povera. 

Ma forse possiamo diventare tutti come lui. E' questo l'ultimo, meraviglioso regalo che ci ha fatto Philip José Farmer."


 Nato a North Terre Haute, Indiana, da famiglia benestante, Farmer aveva sangue spagnolo e cherokee. Da bambino, oppresso dal puritanesimo dei genitori, si rifugiò nelle letture avventurose e fantastiche, che in seguito avrebbe rielaborato in molti suoi romanzi (fortunate rivisitazioni di Jules Verne ed Edgar R. Burroughs, del personaggio Sherlock Holmes e del mito di Dracula).

Non furono facili i suoi inizi di scrittore, ma quando finalmente gli venne pubblicato il racconto lungo The Lovers (storia d'amore tra un terrestre e una creatura aliena), iniziò per lui una lunga e felice carriera, anche se non ebbe mai il successo di cui godettero invece molti colleghi meno dotati. Le caratteristiche delle sue storie? "Astounding situations", ovvero situazioni sorprendenti (Astounding stories era il nome di una celebre rivista di SF), con una punta di sano umorismo e generosi sprazzi di erotismo.

Vastissima la sua bibliografia. Oltre ai numerosi racconti (le short stories furono la sua specialità), di Farmer vanno segnalati i romanzi del ciclo dei Fabbricanti di Universi e del ciclo del Mondo del Fiume. Uno dei suoi libri più significativi, formidabile riscrittura del Giro del mondo in 80 giorni, è The Other Log of Phileas Fogg (Il diario segreto di Phileas Fogg, Urania 1990).


 


Un collezionista di premi


Philip José Farmer vinse il suo primo Hugo nel 1953 nella categoria "Best New Writer" con The Lovers;  altri due gli vennero assegnati per il miglior romanzo breve ("Best Novella": Riders of the Purple Wage, 1968) e per il miglior romanzo ("Best Novel": To Your Scattered Bodies Go, 1972). Nel 2001, l'Associazione Americana degli Scrittori di Fantascienza e di Fantasy - SFWA - lo nominò Gran Maestro. Tra le altre sue onorificenze spiccano il First Fandom Award e il Forry Award (ambedue nel 2003). Poco prima della sua morte, il suo nome è stato incluso nella Top 15 Sci-Fi Authors of All-Time.


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      The Official Philip José Farmer Home Page


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Alcuni dei libri più noti di Philip J. Farmer:


Strange Relations, 1960 (Relazioni aliene; racconti)

The Maker of Universes, 1965 (Il fabbricante di universi)

A Feast Unknown, 1969 (Festa di morte)

To Your Scattered Bodies Go, 1971 (Il fiume della vita)

The Other Log of Phileas Fogg, 1973 (Il diario segreto di Phileas Fogg) 

Venus on the Half-Shell, 1974 (con lo pseudonimo "vonnegutiano" di Kilgore Trout) (Venere sulla conchiglia)

Jesus on Mars, 1978 (Cristo marziano)

Two Hawk from Earth, 1979 (Roger Two Hawk)

The Lovers, 1979 (Gli amanti di Siddo [la celebre novellatrasformata in romanzo])

Dark Is the Sun, 1979 (Il sole nero)

The Unreasoning Mask, 1984 (Il distruttore)

The Grand Adventure, 1984 (La grande avventura)

The Gods of Riverworld, 1984 (Gli dei del Fiume)       

Dayworld, 1985 (Il sistema Dayworld)



venerdì, gennaio 02, 2009

Thomas Wolfe

ThomasClayton Wolfe nacque ad Asheville (Carolina del Nord) il 3 ottobre 1900, ultimo di otto figli di William Oliver Wolfe, scalpellino funerario e ubriacone idealista, e di Julia Elizabeth Westall, tirchia e litigiosa proprietaria di una pensione. A 15 anni si iscrisse alla University of North Carolina, dove curò il giornale e la rivista del college. Era un ragazzo parecchio sensibile, che soffriva per l'atmosfera piccolo-borghese che regnava in famiglia. In seguito alla frequentazione di un corso di scrittura teatrale, produsse il dramma in un atto The Return of Buck Gavin: The Tragedy of a Mountain Outlaw, che venne rappresentato dai Carolina Playmakers con lo stesso autore nei panni del protagonista.
Nel 1920 si iscrisse a Harvard, dove prese il Master (1922: lo stesso anno in cui il padre morì dopo una lunga lotta contro il cancro). Nel 1924 divenne professore di Letteratura Inglese al Washington Square College, Università di New York. Nei successivi sei anni fece la spola tra l'Europa e gli Stati Uniti d'America, cercando di realizzare la sua ambizione di scrittore. Soggiornò in Inghilterra, Francia,
Italia, Svizzera ma soprattutto in Germania, Paese da lui molto amato e purtroppo già in procinto di essere inondato dall'orda nazista.


Nel 1925 incontrò a New York Aline Bernstein (1882-1955), costumista e scenografa del Theatre Guild. La Bernstein era più anziana di lui di diciotto anni ed era sposata con un agente di borsa con il quale aveva due figli. Thomas e Aline iniziarono un legame turbolento, fatto di scintille, litigi e riappacificazioni. Nell'estate del 1926 lui tornò in Europa e scrisse la prima stesura di Look Homeward, Angel (Angelo, guarda il passato), romanzo con forti connotati autobiografici in cui rielaborò i ricordi di gioventù. Spunta qui il primo alter ego dello scrittore: Eugene Gant, di "Altamont>" in "Old Catawba" (rispettivamente Asheville e Carolina del Nord; la
storia di Eugene continuerà poi in Of Time and the River, in italiano Il fiume e il tempo).


Look Homeward, Angel è una denuncia del provincialismo e nel contempo una dichiarazione d'amore ai vecchi e semplici valori della vita che solo nei piccoli centri abitati possono essere preservati. Ma è in primis un romanzo sul divenire di un artista e sulla sua identità, oltre che sullo scorrere del tempo e sulla - mai veramente soddisfatta - ricerca del padre. L'infanzia di Eugene Gant è infelice. E' grazie al bieco materialismo della madre che la famiglia può tirare avanti e sarà solo grazie all'appoggio economico di lei che Eugene potrà studiare, ma tutto il suo affetto va al padre, un romantico sognatore.


Il successo del romanzo fu sensazionale. Tuttavia, gli abitanti di Asheville andarono su tutte le furie per come Wolfe aveva descritto la loro realtà e per sette anni lo scrittore non fece più ritorno nel luogo natìo.


Nel 1930 poté ritirarsi dall'insegnamento grazie ai proventi del libro e nel maggio dello stesso anno il Guggenheim Fellowship Award gli permise di ripartire per l'Europa, dove rimase per un anno intero. Stabilitosi infine a South Brooklyn, trascorse l'ultimo periodo della sua vita (morì di tubercolosi il 15 settembre 1938) producendo, uno dopo l'altro, A Portrait of Bascon Hawke(1932), Of Time and the River (1935), The Web of Earth e A Thing to Tell You (1932), quest'ultimo più tardi incorporato nel postumo You Can't Go Home Again.


Altre pubblicazioni post mortem furono la silloge di brani poetici The Face of a Nation e l'antologia di racconti The Hills Beyond.

You Can't Go Home Again (Non puoi tornare a casa) racconta di George "Monk" Webber (il secondo alter ego di Wolfe), insegnante e aspirante scrittore, e del suo rientro in patria dopo un prolungato soggiorno in Europa. Webber si rimette insieme a Esther Jack, l'amante di un tempo che invano lui ha cercato di dimenticare. (Esther Jack è una donna di Park Avenue, sposata e due volte madre; dietro a questo personaggio, già apparso in Of Time and the River, non è difficile riconoscere Aline Bernstein.)
Wolfe fa il ritratto di un giovanotto che cerca di "cantare l'America" tra la fine degli Anni Venti e l'inizio dei Trenta, dunque in uno dei periodi più bui della storia americana, notoriamente contrassegnato da una profonda crisi economica. Qui Asheville diventa “Lybia Hill”, ma la Carolina del Nord è ancora “Old Catawba” e il tema centrale in sostanza rimane lo stesso: la solitudine delle giovani generazioni.
"In America siamo nudi e solitari e abbandonati... e privi di una patria."  


Il rapporto di George Webber con Esther, brillante artista dalle idee socialiste, si abbina al suo amore per la vita variegata che caratterizza la metropoli sull'Hudson. Ma a Webber non manca il senso critico: rifiuta la vacuità dei ricchi e registra con sgomento la povertà che regna a Brooklyn, quartiere
dove lui alloggia e dove è in corso una selvaggia speculazione edilizia.
Similmente al suo creatore, la figura centrale del romanzo è di statura superiore alla media (Wolfe era alto due metri), con gli arti sproporzionatamente lunghi e alquanto impacciato nei movimenti. Nel suo animo arde una fiamma che riesce a trovare espressione solo sulla carta. La pubblicazione della sua opera prima, seguita dal suo primo viaggio a Londra e dal ritorno nella Big Apple, ne addolciscono un po' il carattere ma non riescono a placare l'inquietitudine
di fondo. Quel che maggiormente colpisce di George Webber è la sua purezza, la sua onestà, il suo volersi mettere a nudo. E' pieno di vitalità e forza interiore, ma queste doti non gli consentono di brillare nel mondo ed egli stesso è cosciente che le verità poetiche e filosofiche non sconfiggeranno mai il male che serpeggia per le
strade. Webber è troppo integro, troppo idealista per poter fare carriera nel mondo accademico; e del resto non è la carriera che gli interessa, quanto la possibilità di scrivere, scrivere, scrivere. Mentre la vita procede con i suoi drammi quotidiani, con le sue piccole storie apparentemente di nessun conto e con le sue inestricabili ingiustizie sociali, il giovane rimane a osservare ogni cosa dalla finestra del suo appartamento brooklyniano: un intellettuale fatalista ma pieno di
speranza, come tutti gli artisti che anni prima incontrò nel Greenwich Village e molti dei quali nel frattempo si sono persi per via.    



Thomas Wolfe fu molto popolare fino alla metà del XX secolo; poi,
a causa del suo stile altamente letterario e pregno di sentimentalità, passò di moda e il suo nome forse sarebbe stato dimenticato se non la critica letteraria non lo avesse mantenuto vivo e se alcuni futuri pilastri della Beat Generation (Jack Kerouac in The Town and the City, Ferlinghetti in Cat's Cradle) non si fossero lasciati ispirare da lui.
Negli Anni Cinquanta, molti adolescenti decisero di diventare scrittori proprio immergendosi nella prosa intensa e introspettiva di Wolfe.