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sabato, aprile 20, 2013

Germania - Il caso Mollath

Mantenere la "democrazia" in Germania costa troppe vite, troppi destini umani. Ecco il punto della situazione




- L'utopia di una Nazione libera distrutta dalla sete di potere delle lobby bancarie, burocratiche e politiche.
- L'"Agenda 2010" e il cammino verso gli inferi di larghi strati della popolazione: fin dallo smantellamento dello Stato sociale, in Germania cresce il baratro tra ricchi e poveri. C'è tanto lavoro ma il lavoro non basta per campare e - curiosamente - c'è anche fin troppa manodopera in cerca di sistemazione. Ma la sistemazione vera, definitiva, non arriva mai. E' il trionfo delle famigerate agenzie interinali...




- Quanto, o quanto poco è cambiato dai tempi della Repubblica di Weimar?
- Spicca la mentalità piccolo-borghese, bacchettona, largamente diffusa - una particolarità comunque non di oggi ma di sempre, "typisch Deutsch" (tipicamente tedesca).
- Invidia e cattiveria: i motori della Germania "moderna"...



La Germania ha appena ricevuto la "Triple A" (AAA) da un'importante agenzia di rating americana: segno di ricchezza, di stabilità politica ed economica.
Ma... anche segno di democrazia?
No di certo. Le agenzie di rating si occupano primariamente dei fattori economici, e il corso attuale della Germania è pienamente compatibile con gli standard di "globalizzazione" voluta dall'alto, dai Potenti della Terra. Dunque: ricchezza sì, ma ricchezza dello Stato, delle banche tedesche; ricchezza dei ricchi, e non certo della cittadinanza!


Democrazia? Solo un pezzo di carta straccia. "Siamo alle solite": così si dovrebbe dire ricordando i tempi della Repubblica di Weimar. Da Berlino a Monaco di Baviera, da Amburgo a Stoccarda, nelle lande tedesche chi esce fuori dal coro, chi dimostra un quantum di coraggio civile, viene isolato, ucciso o - forse peggio - recluso in una prigione o casa di cura. I casi "sospetti" sono tanti; i deceduti in ospedale, in cella, nei manicomi... non si contano più. A parte gli "ordinari" casi di razzismo (che avvengono quotidianamente, per strada, nelle caserme del lavoro...), e di povertà più o meno indotta (vedi il famigerato Hartz IV, la legge massimamente responsabile della perdita della dignità del lavoro e dell'impoverimento dei lavoratori), e di indubbie ingiustizie politiche e ideologiche (in Germania il comunismo è vietato mentre non lo sono i partiti nazisti!), e di rincretinimento popolare tramite i soliti mass media (RTL, SAT 1 e via televisionando; la Bild Zeitung e via giornalando)... si registrano episodi semplicemente sconcertanti che troverebbero benissimo posto in un'edizione rinnovata dell'orwelliano 1984.



Gustl Mollath ha 56 anni e dal 2006 è rinchiuso in un manicomio. A torto, come dice lui - e come ormai è accertato. L'ex marito metalmeccanico di una funzionaria di banca, sette anni fa venne giudicato "pazzo" dopo che denunciò casi di riciclaggio di denaro sporco da parte dell'Hypo-Vereinsbank di Norimberga, datrice di lavoro della sua dolce metà.

Della sua "ex" dolce metà occorre dire. Infatti, è stata lei ad accusarlo. Dapprima di violenza nei suoi confronti, poi anche di pazzia... Ma ci sono le prove che questa donna (non troppo stabile di carattere) abbia una volta affermato: "Se Gustl denuncia me e la mia banca, io lo distruggo!"

C'è riuscita, sembra.





Presto ci sarà l'annuale udienza per decidere della pazzia o meno del "paziente" Gustl Mollath. Ma non è un esame di routine: nel frattempo le accuse di Mollath contro l'Hypo-Vereinsbank si sono rivelate veritiere, e da più parti si sollevano voci di protesta contro il Ministero della Giustizia bavarese. Il giudice Otto Brixner, in particolare, è nel mirino degli accusatori. Brixner è colui che ha giudicato Mollath un folle e che ha più volte respinto la sua richiesta di revisione del processo. Si sa oggi che Brixner è un "buon conoscente" del nuovo coniuge dell'ex Frau Mollath... Già: l'individuo che ha risposato la
consulente finanziaria dell'Hypo-Vereinsbank era, attorno al 1980, un giocatore della squadra di pallamano FC Norimberga; di cui il giudice Otto Brixner era allenatore...



Settarismo, nepotismo, attaccamento al clan, cinismo reazionario, bacchettonismo e... pallamano. Willkommen in Deutschland!

L'accusa di Mollath e dei suoi avvocati è che nel 2006, quando vi fu il processo per decidere del suo destino, il giudice in questione non lo lasciò neppure parlare. Anzi: lo minacciò di farlo allontanare dall'aula se non avesse smesso di accusare l'ex moglie di stipulare affari dubbi.

Mollath aveva tentato di spiegare il motivo per cui lei lo accusava: si trattava di soldi "a nero", soldi fatti passare attraverso le maglie del controllo fiscale e probabilmente anche di quello della giustizia penale... ma inutilmente. Il giudice affermò in seguito di aver trattato l'imputato in maniera corretta... Certo è che oggidì la procura di Regensburg ritiene alquanto sospetto il comportamento del cadì, e inconcludenti le accuse dell'ex Frau Mollath nei confronti di Gustl. 





Gustl Mollath e sua moglie si conobbero nel 1978; lui aveva 22 anni, lei 18. I due andarono a convivere, lui intraprese gli studi  tecnici per iniziare poi a lavorare presso la MAN... finché non si rese autosufficiente in qualità di "Oldtimer-Restaurator" (meccanico di automobili d'epoca). Sua moglie intanto era entrata nell'Hypo-Vereinsbank. Una coppia che sembrava andare d'amore e d'accordo...
Il dramma inizia nell'agosto 2001. Secondo lei, nel loro nido d'amore scoppia una forte lite. Una lite durante cui Gustl avrebbe addirittura cercato di strangolarla. L'uomo giura che non è vero; e del resto non ci sono testimoni. Lui dice, al contrario, che le loro liti - sempre più frequenti - erano meramente verbali e causate dal fatto che lui la criticava. La criticava perché lei, la consorte, gestiva affari con denaro sporco, e li gestiva usando spesso, come base operativa, il loro appartamento. 


Maggio 2002: la moglie lo abbandona e va ad abitare per conto proprio. Apparentemente, un mese più tardi Gustl Mollath l'avrebbe rinchiusa per circa 90 minuti, contro il suo volere, in quella che era stata la loro comune abitazione. Segregazione di persona: un reato non da poco in qualsiasi nazione che si reputa civile; anche se questa segregazione sarebbe durata solo per un'ora e mezzo.
In quel periodo Gustl Mollath si impegna nei movimenti pacifisti, è spesso nei cortei, e parla nelle chiese, ai fedeli presenti per la messa, circa l'importanza di mostrare coraggio civile, impegno, umanità, amore per il prossimo.
Contemporaneamente, la "guerra delle rose" tra i due raggiunge l'apice. Un ambulatorio medico rilascia un attestato secondo cui Frau Mollath presenterebbe evidenti segni di percosse. E' un documento dubbio: l'attestato è del 2002, ma Mollath ha (avrebbe) picchiato la moglie ben nove mesi prima, nel 2001...
(Nella fatidica udienza del 2006 al tribunale regionale, è presente la dottoressa che è titolare dell'ambulatorio in questione; ma l'attestato reca la firma dal figlio di costei, allora suo assistente...)




Tra la fine del 2002 e l'inizio del 2003 Mollath scrive diverse lettere di protesta al datore di lavoro della moglie, l'Hypo-Vereinsbank appunto, lamentandosi in esse del riciclaggio di denaro sporco. La sua è, a un tempo, l'indignazione di un cittadino onesto e la preoccupazione di chi vede la propria consorte traviarsi... o venire traviata. La banca non ignora quelle lettere: mette in azione i revisori interni, i quali nello stesso anno 2003 rilasciano un documento tramite cui confermano la veridicità delle accuse di Mollath.

Maggio 2003: Frau Mollath denuncia Gustl per violenza e percosse. Lui l'avrebbe colpita almeno venti volte con i pugni e avrebbe tentato di strangolarla fino a renderla incosciente.

Settembre 2003: processo al tribunale civile di Norimberga. Poco dopo, Mollath spedisce alcune lettere a vari rappresentanti della Giustizia di Norimberga dicendo che gli vogliono chiudere la bocca per via delle sue rivelazioni sugli affari illegali condotti dall'Hypo-Vereinsbank.
(Otto anni più tardi, un conoscente di entrambi i coniugi rafforzerà questo teorema. Durante una conversazione, la signora Mollath gli avrebbe detto: "Se Gustl denuncia me e la mia banca, io lo distruggo!" Questo testimone - dentista di professione -, mai convocato in aula, farà le sue dichiarazioni per via epistolare, indirizzandole alla procura di Norimberga e al ministro della Giustizia di Baviera, signora Beate Merk.)

25 settembre 2003: Gustl Mollath consegna al tribunale civile di Norimberga un bizzarro faldone. Sono carte alla rinfusa, una sorta di diario - anzi: zibaldone - che reca il titolo "Ciò che ha influenzato le mie scelte". Il materiale viene attentamente esaminato, ma non sempre si capisce che cosa voglia esprimere il soggetto. Su quei fogli Mollath racconta della morte per cancro del proprio genitore, del massacro di My Lai (durante la guerra in Vietnam, dove numerosi civili inermi persero la vita ad opera di soldati americani), l'uccisione di Martin Luther King, il momento in cui il primo uomo posò piede sulla Luna, il putsch di Idi Amin, la manifestazione di protesta di 200 indiani Sioux... fino alla misera fine del proprio matrimonio.  Ma racconta anche degli affari più che dubbi che la moglie concludeva per conto dell'istituto bancario; e queste sono informazioni importanti (corredate da fotocopie di lettere, e con tanto di date e di nomi), che tuttavia vengono ritenute "insufficienti" per aprire un fascicolo contro l'Hypo-Vereinsbank. 

Settembre 2004: Mollath viene mandato in un ospedale psichiatrico. "Ma solo per cinque mesi", in modo tale da farlo esaminare da esperti scrutatori della psiche umana. Insomma: occorre decidere se sia pazzo o meno.




Gennaio 2005: apparentemente, Gustl Mollath si è messo a "tagliare pneumatici" come un qualsiasi ragazzaccio di strada, come un qualsiasi teppista. Pneumatici di automobili appartenenti a persone coinvolte col suo caso. Non ci sono prove, ma lui è il sospettato numero uno. Chi altri dovrebbe fare una cosa del genere, sennò? L'uomo nega, ma gli inquirenti ignorano tutti i minimi indizi che potrebbero discolparlo...

Agosto 2006: Mollath viene scagionato dall'accusa di danneggiamento di proprietà altrui, però un'"expertise" (preparata senza nemmeno avere esaminato il soggetto direttamente!) attesta che "l'accusato soffre di manie di persecuzioni paranoidi" incentrate su un "complesso di denaro sporco". Così, viene internato.

A giudicarlo paranoico è stato il primario del reparto forensico dell'ospedale di Bayreuth (lo stesso in cui il malcapitato viene rinchiuso); e due esaminatori esterni lo giudicheranno altresì pazzo: nel 2008 (senza però esaminarlo di persona! E c'è da aggiungere che appena un anno prima, nel 2007, un altro esperto, dopo ore di colloquio, aveva affermato che il paziente era perfettamente sano...) e nel 2011, dopo che Mollath aveva insistito ad accusare l'Hypo-Vereinsbank di ricavare profitto con soldi di provenienza illegale.



Per tutto questo tempo dunque è dentro il manicomio e semi-impossibilitato a difendersi... questo, nonostante ci siano ormai dozzine di dichiarazioni di psichiatri, psicologi e medici di varie discipline che ritengono ingiusto il trattamento cui è sottoposto Gustl Mollath. Esiste peraltro il documento di un docente di Psichiatria di Bonn che critica l'operato degli esaminatori incaricati dalla Giustizia, degli esperti, dei periti: i loro metodi contraddirebbero i più elementari criteri scientifici...

Il 13 novembre 2012, la Süddeutsche Zeitung e la trasmissione televisiva "Report Mainz" rendono noti i risultati del lavoro di revisione interna (risalenti al 2003) della Hypo-Vereinsbank: le accuse di Mollath sono fondate! Solo che la banca aveva segregato quelle carte... Non vi si parla soltanto di riciclaggio di denaro sporco: l'esimio istituto bancario aveva operato anche compravendita illegale di azioni e si rendeva colpevole di aiutare certi suoi clienti straricchi ad aggirare le "trappole" fiscali... Il rapporto rivela che le filiali di Norimberga formavano una vera e propria rete per giri loschi di denaro: affari clandestini portati avanti da anni, anche a rischio di danneggiare lo stesso istituto bancario.

Tali rivelazioni giornalistiche risvegliarono l'interesse generale per la vicenda di Gustl Mollath. Si scopre che alcuni testimoni che potevano scagionarlo non sono nemmeno stati convocati in tribunale; si scopre che il giudice è "inciuciato" con l'ex moglie dell'imputato - tramite il suo di lei nuovo coniuge -; un impiegato del tribunale rivela che nel processo del 2006 il giudice (Otto Brixner il suo nome, non dimentichiamolo!), non permise all'imputato di difendersi veramente, né gli permise di fare accenni al denaro sporco... Si fece sentire anche un docente di Giurisprudenza - esperto di processi civili - che elencò i vari errori e le varie mancanze contenuti nei verbali di quell'udienza. Ad esempio, i presunti maltrattamenti a Frau Mollath vennero datati 2004 anziché 2001; e, nella sua presunta pazzia, Mollath avrebbe incluso anche "persone qualunque", "persone terze"... insomma, persone che non c'entravano nulla e che lui coinvolgeva nella sua mania di persecuzione... ma
il nome dei "terzi" indicato negli atti era uno solo: quello di un perito del tribunale che, interpellato a posteriori, disse che non era vero di essere mai stato tirato in ballo dall'imputato.
Vennero fuori anche le denunce fatte da Gustl Mollath nei confronti della banca e bellamente ignorate dai responsabili della Giustizia. Beate Merk, ministro della Giustizia, viene oggi confrontata con queste critiche, ma tenta ogni volta di svicolare, sentendosi le spalle abbastanza ben coperte dal suo partito (il CSU - i Cristiano-Sociali).

In tutto questo caos, sono "stranamente" andati persi i beni e gli oggetti personali di Gustl Mollath: le sue carte private, i ricordi di tutta una vita, e persino la sua casa (ereditata dai genitori e messa all'asta - senza il suo beneplacit - dall'ex moglie). La casa, che sorge in uno dei quartieri più eleganti di Norimberga, è stata venduta, insieme al terreno circostante, per 226.000 euro: somma decisamente ridicola per quel che è il valore reale della proprietà. Possibilmente, la fu Frau Mollath, in concomitanza con l'Hypo-Vereinsbank, ha concluso un ennesimo affare per fregare il Fisco e guadagnare soldi "a nero"...

Gustl Mollath si lamenta che in clinica non ha neppure una foto-ricordo di sua madre per potersi consolare nei momenti di sconforto. E ormai non lo si può più accontentare: ogni cosa è andata "misteriosamente" perduta insieme alla casa: le foto, i diplomi, tutto ciò che lo legava col proprio passato e che aveva gelosemente custodito entro le proprie quattro mura.

Inoltre: il paziente si lamenta di non poter dormire in manicomio. Il personale lo sveglia, nottetempo, ogni due ore! Gli dicono che è "per la sua sicurezza"... Ma è davvero così? Questa non risulta essere una procedura normalmente consentita! Neppure in quell'unico, enorme manicomio chiamato Germania, dove di normale - ormai - c'è veramente ben poco. 

La clinica conferma la veridicità dei frequenti controlli notturni; "ma la regola è quella di disturbare il paziente il minimo possibile"...
Mmmm.
E che cosa dicono a proposito delle radicali restrizioni di usare il telefono?

"Fino a quattro volte al giorno è permesso", affermano candidamente.

Strano. Secondo Gustl Mollath, per lui telefonare era - e rimane - pressoché impossibile...





Il processo si rifarà

Anche a causa dell'immensa pressione mediatica, il ministro Beate Merk ha concesso una ripetizione del processo nei confronti di Gustl Mollath. Tra le tante cose saltate fuori nel frattempo, c'è quel nuovo, credibilissimo testimone del quale abbiamo già detto: Edward Braun, dentista. Il signor Braun riferisce di una telefonata ricevuta dalla già signora Mollath, durante la quale la donna (con tono quasi isterico) gli disse che avrebbe distrutto suo marito, grazie "alle mie conoscenze molto in alto", e gli avrebbe inoltre riferito che aveva promesso al coniuge 500.000 euro se avesse tenuto "chiuso il becco" sui rapporti che la banca intratteneva con i suoi ricchi clienti (clienti domiciliati perlopiù in Svizzera). 

Evidentemente però Gustl Mollath è troppo onesto, e/o troppo ingenuo, e aveva ugualmente insistito a spifferare il tutto... 

Probabile che ingenuità e onestà siano gli ingredienti principali di quel dono (raro, purtroppo) conosciuto come
coraggio civile.


venerdì, aprile 12, 2013

Ciao ciao Maggie - 'The bitch is dead'

Tra la gioia di tanti britannici (e non solo), se n'è andata quella strega di Margaret Thatcher, reazionaria cretinetti che, insieme a un altro notorio malato di mente - l'americano Ronald Reagan - negli Anni Ottanta contribuì a fare del nostro mondo quello che è oggi, promuovendo il liberismo sfrenato e smantellando lo Stato sociale.



La canzone "Ding dong! La strega è morta", inclusa nel film Il mago di Oz , diventata l'inno degli oppositori della Thatcher dopo la sua scomparsa, viene in questi giorni censurata dalla BBC...

Ding dong the witch is dead,
which old witch?
The wicked witch





Non mostrò mai un briciolo di simpatia per la gente comune; era amica solo dei ricchi. Definì Nelson Mandela un terrorista (perché combatteva l'apartheid!) mentre non fece che tessere elogi per quel macellaio di Pinochet. Era una psicopatica di ghiaccio. A ogni rave party, mandava i poliziotti a picchiare a sangue i partecipanti. Mandò i soldati di Sua Maestà a combattere sulle Isole Falkland... Sacrificò l'industria e le miniere per il settore finanziario (dove c'erano numerosi suoi "protetti"), rovinando la vita di numerose famiglie britanniche (disoccupazione e non solo).
E' morta all'Hotel Ritz. E i funerali di Stato devono pagarli i contribuenti britannici... 
Marcisci all'inferno, bitch!



Il musicista Billy Bragg ha spiegato in più di un'intervista che, se è diventato "socialist" (noi diremmo: di Sinistra), è stato grazie alla Thatcher. E i Pink Floyd le hanno dedicato la canzone "The Fletcher Memorial Home" (album The Final Cut). Ma loro e Bragg non sono stati gli unici a protestare contro la politica di Destra di Maggie Thatcher. A questo link sono elencati alcuni artisti e songs dedicati a tale triste icona del declino del mondo civile (ma i responsabili del sito hanno dimenticato i Genesis di "Land of Confusion", canzone+videoclip che criticano non solo Reagan ma gli Anni 80 in generale). Da vedere inoltre codesta website, ove, oltre a 5 canzoni dedicate alla "Iron Lady", sono riportate 5 citazioni letterarie che hanno lei come "protagonista".


Nel video sottostante, ecco come Brixton celebra la morte dell'ex premier britannico, conosciuta come "Lady di Ferro":






LINKS

Scomparsa Thatcher - a Brixton si brinda (Euronews.it)

Gioia nel quartiere londinese di Brixton (Giornalettismo)



The song "Ding dong!..." hits No. 1 of the UK Charts! (Reuters UK)



sabato, dicembre 08, 2012

Mezza Gran Bretagna già odia il bambino di Kate, che ancora deve nascere


...ma questo non lo rivela nessun media!

Una copertura giornalistica a dir poco esagerata; i troppi riguardi per la principessa Kate e la sua "nausea mattutina" da gravidanza... Poi, lo scherzo di due dee-jays radiofonici australiani, lo svelamento di un "mistero" a malapena protetto dalle mura di una clinica londinese... E a lasciarci la vita è un'innocente infermiera

 

Su un social network Jacintha Saldanha, l'infermiera beffata dallo scherzo telefonico partito dall'Australia, aveva scritto: "sono troppo nervosa". Ma nessuno avrebbe mai immaginato quel gesto. Jacintha, 46 anni, con due figli piccoli e un compagno, è stata trovata morta, probabilmente suicida, nel suo appartamento di Marylebone, vicino a Regent's Park: era stata lei a rispondere alla finta telefonata arrivata al King Edward VII Hospital sulle condizioni di salute di Kate Middleton. Autori dello scherzo di stampo cabarettistico: due speakers di 2Day FM. L'infermiera ha passato la chiamata a una collega (la caposala), che fornì alcune informazioni. (Rivelazioni fondamentalmente di poco peso: "Le condizioni della Duchessa di Cambridge sono stabili...".)


ASCOLTA LA FINTA TELEFONATA


L'autopsia. Le circostanze della morte dell'infermiera ingannata dai DJs australiani non sono ancora state chiarite e si attendono i risultati dell'autopsia entro domani. Lo sottolinea la polizia londinese, non confermando, ma neanche smentendo, l'ipotesi del suicidio.

Mel Greig e Michael Christian, i due giornalisti che hanno finto di essere i Reali, sono stati sospesi dalla 2Day FM: sono arrivate centinaia di mail di proteste alla radio: tutte invocano il licenziamento di Greig e Christian, ma l'emittente ha fatto sapere che nessuna legge è stata violata.



La posizione dei Reali. William e Kate hanno espresso profonda tristezza per l'accaduto. "Mai il Palazzo Reale ha protestato per l'accaduto presso l'ospedale" fa sapere St. James's Palace in una nota ufficiale. Ma la direzione della struttura sanitaria qualche pressione dall'alto deve averla ricevuta, giacché la sua reazione è stata energica: sia nei confronti della 2Day FM, sia nei confronti delle due o più infermiere colpevoli di essere state ingenue.


Jacintha Saldanha lavorava nel King Edward Hospital da quattro anni. Tutti i colleghi assicurano che la donna non ha subito conseguenze per aver preso quella telefonata. Altri dicono invece (ma lo fanno sussurrando) che sia stata redarguita in modo pesante.
Ve lo dico io come sono andate le cose (non è difficile indovinarlo): scoppia il caso della telefonata-burla; il capo della centralinista le fa una ramanzina con i fiocchi, quindi la 46enne viene convocata nell'ufficio del capo del capo, il quale a sua volta la sgrida e la minaccia di licenziamento. Presenti al "colloquio" sono anche due o tre ufficiali britannici della sicurezza, con molta probabilità esponenti dell'MI5. La signora Saldanha viene torchiata; le chiedono - urlando - se ha preso soldi dalla stazione radio in questione in cambio di informazioni "delicate"... Lei, in qualità di telefonista, avrebbe dovuto far da filtro, mentre invece è caduta nel tranello di una doppia imitazione neppure tanto professionale (figurarsi: due australiani che cercano di spacciarsi rispettivamente per la Queen e il principe Charles! Gli australiani hanno un accento bizzarro per le orecchie inglesi; Jacintha forse non ha fiutato il marcio?). La donna esce dal terzo grado completamente stordita e impaurita. Un gelo polare emana da tutti i colleghi nei suoi confronti; secondo la BBC, Jacintha Saldanha, dopo l'episodio che l'ha vista suo malgrado protagonista, si sentiva "sola e confusa"...

L'emittente radiofonica intanto perde uno sponsor importante: la catena di supermercati Coles, che ha annunciato di voler ritirare dalla programmazione tutti i propri spot a 2Day FM. L'amministratore delegato della radio australiana ha definito "una tragedia" la morte dell'infermiera. Il chief executive officer (o CEO che dir si voglia) ha tuttavia sottolineato che non ritiene che i due speakers autori dello scherzo abbiano infranto alcuna legge. "Siamo certi di non aver fatto nulla di illegale" ha detto in una conferenza stampa a Melbourne e ritrasmessa dalle televisioni britanniche. "Quanto accaduto è profondamente tragico e ne siamo estremamente rattristati."


Si dice che la duchessa, alias Kate Middleton, sia sotto shock per il (presunto) suicidio della Saldanha... Ovviamente, "sotto shock" è un eufemismo per descrivere il suo sentirsi disturbata dall'"incidente di percorso"; la morte dell'infermiera altro infatti non può essere che un incidente di percorso per una come la Middleton che, ingravidata come capita a tantissime altre donne nel mondo, può vantarsi di vedere universalmente trattato il proprio grembo come se fosse d'oro. 

Tante, troppe parole di gioia e aspettativa sono infatti state spese sulla possibile gravidanza della consorte del principe William; tanti servizi - in Gran Bretagna e non solo - sono stati realizzati e propagati come se noi, comuni mortali, fossimo i testimoni di un evento importantissimo... Ma è evidente che i cittadini inglesi, scozzesi, gallesi e irlandesi hanno ben altre gatte da pelare: devono pensare alla propria sopravvivenza (e alla gravidanza delle loro proprie figlie, che spesso tornano a casa incinte - da scuola o dalla discoteca - a soli 13, 14 anni; e nessun ospedale accoglie a braccia aperte queste giovanissime popolane incaute). Circa la fame e la disperazione che regnano sull'Isola di Albione (e circa il servizio sanitario, ormai svenduto e destinato soprattutto ai ricchi, come e peggio che in Italia) non ha parlato nessuna emittente, nessun quotidiano.

Continuiamo così: a osannare i parassiti, gli straricchi nullafacenti di questo mondo! Questa è gente che ha tutti i privilegi possibili e immaginabili e che, persino in tempi duri come quelli che stiamo attraversando, non rinunciano a un solo centesimo delle loro prebende per aiutare i bisognosi, esponendo anzi alla luce del sole un'ingordigia sempre più irrefrenabile. Queste sono pulci che si spacciano per dèi in Terra...



Il figlio o la figlia di William e di Kate (la cui nascita già si prospetta sotto un cattivo auspicio) sarà probabilmente una creatura dal volto equino e orecchie elefantine (dalla parte di lui) e un mento alquanto prospiciente (segno caratteristico della madre), per tacere di un cervello forse ancora più bollito di quello di nonno Carlo. Eppure, le masse devote allelujeranno "Viva il nostro re!" o "Viva la nostra regina!", ulteriormente indottrinate (rincretinite) dai sempre più "globalizzati" (venduti) mezzi di "informazione".




R.I.P. Jacintha Saldanha


domenica, settembre 30, 2007

L'ultimo libro di Naomi Klein...

è un pugno in faccia al neoliberismo. E in particolare a Milton Freeman (Premio Nobel spentosi nel 2006) e ai suoi seguaci, i cosiddetti "Chicago Boys". Gli ex studenti di Freeman in una delle facoltà di Economie più rinomate del mondo hanno incominciato, a partire dagli Anni Cinquanta, a occupare posti importanti nelle organizzazioni governative e commerciali degli USA e di altri Paesi, attuando conseguentemente la dottrina "shock" del loro maestro.

The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism è un volume di quasi settecento pagine in cui Naomi Klein, famosa attivista anti-globalizzazione (salita alla ribalta per il suo bestseller No Logo) dimostra le strategie dei neocapitalisti. Una di queste è quella di indebolire uno Stato o un'intera, vasta regione del mondo attraverso manovre d'urto sia politiche che ambientali. Il crollo del comunismo con la conseguente caduta della Cortina di Ferro, il conflitto iracheno e l'uragano "Katrina" sono solo tre dei numerosi esempi riportati nel tomo. Subito dopo lo "shock", l'elite politico-finanziaria approfitta del caos per favorire l'affermazione di leggi a discapito della volontà popolare.
The Shock Doctrine può considerarsi un vero e proprio di testo di Storia moderna. La Klein ha effettuato ricerche approfondite che ci mostrano il modo in cui Freeman e consorti hanno portato avanti la loro conquista del mondo. Dal golpe di Pinochet in Cile al massacro di Piazza Tienamen a Pechino, per passare inevitabilmente agli attacchi terroristici dell'11 settembre: ovunque i Chicago Boys hanno avuto un ruolo predominante. Molto dura la critica mossa dalla scrittrice sia alla CIA sia al sistema sanitario degli Stati Uniti (in apertura del libro viene descritto il trattamento a base di elettroshock e droghe di un cittadina americana caduta nelle grinfie di un psichiatra sadico; esempio che si offre come triste paradigna: come per abbassare le difese di un prigioniero si adottano tecniche di shock, così per abbassare quelle della comunità si possono sfruttare gli shock collettivi).
Contrariamente a quanto dichiarano i suoi sostenitori, il neoliberismo non ha affatto recato benessere a tutta l'umanità, bensì ha accentuato le disuguaglianze fra le differenti classi sociali all'interno di uno stesso Paese e le sperequazioni tra nazioni ricche e il "sud" del mondo. Ovvero, è aumentata la ricchezza di alcune regioni mondiali e delle multinazionali a discapito della maggioranza dei poveri. Gli esiti per le popolazioni locali sono disastrosi (a parte i pochi individui che ne traggono un dubbio vantaggio) e gli stessi Stati Uniti, insieme ai Paesi dell'EU, stanno a testimoniarlo: l'indice di povertà e la perdita della libertà (quest'ultima espressa tra l'altro sotto forma del capestro di "riforme fiscali") crescono a dismisura anche all'Ovest.
E, sottolineamolo ancora, uno degli effetti collaterali maggiori di questo capitalismo d'assalto sono le catastrofi naturali. Dunque, la resistenza contro questo strapotere del capitale, contro l'arricchimento selvaggio e lo sfruttamento delle risorse umane e naturali, è d'uopo; altrimenti che mondo erediteranno da noi i nostri figli?



In un breve film realizzato insieme ad Alfonso Cuaron (il regista di Children of Men), Naomi Klein ci illustra per linee generali i contenuti della sua nuova, esplosiva opera.






Fonti d'approfondimento:

Truthout.org
ZNet
Le giornate a modo mio...
bernyblog
Metropoliautonomiapossibile