martedì, marzo 31, 2020

I Sintonia Distorta, da Lodi.

Nati nel 1995, una manciata di bei dischi sul curriculum... e l'ultimo ha tutti i crismi per conquistare una vasta platea!




Sono riusciti a licenziare A piedi nudi sull'Arcobaleno (questo il titolo dell'album) poco prima della grande crisi (=%§*'#virus...).


Articoli e post sui Sintonia Distorta pubblicati sul blog musicale Topolàin:

    "Madre Luna"
              Novità Sintonia Distorta
                     A piedi nudi sull'arcobaleno
                             Da Lodi con tanto amore (e in culo al Coronavirus!)



domenica, marzo 22, 2020

La musica non si ferma!

Il blog Topolàin (topolain.blogspot.com) fa un po' di publicity all'eccezionale podcast (davvero bello! scaletta imbattibile!) della trasmissione 'Prog & Dintorni', che è momentaneamente sospesa dallo studio di Radiovertigo1, ma che continua ad esistere, appunto, sotto forma di podcast "made at home"!






domenica, marzo 15, 2020

Autoformazione e crescita individuale nei giorni di quarantena

Come cercare di sfruttare al meglio il tempo che ci dona (o ci ruba) questa maledetta #pandemia causata dal #Coronavirus, o #Covid19


"... occorre imparare ad allietarsi lavorando. Facendo lo shaping della propria esistenza.Energici costruttori di un nuovo presente. Ma rispettando i nostri propri tempi."

Quella qui sopra è una citazione da un libretto (in forma di eBook) scritto da me sotto lo pseudonimo Peter Parisius. Ne La vera piramide della felicità, Parisius (sì, io!) ci invita a iniziare una sorta di rivoluzione personale, di autoformazione, partendo dalle quattro pareti di una stanza...




La quarantena viene da molti vista come una disgrazia ma, per certi versi, può rappresentare la chance di un ritorno a se stessi e/o l'inizio di una crescita individuale. 
Non si deve per forza stare a mangiare per tutto il tempo, sapete? Si può approfittare del tempo libero e dello stare reclusi per intraprendere un percorso di crescita personale.
In questo eBook (scritto ben prima del #Coronavirus), tra le altre cose si invita a riprogrammare la propria vita... partendo proprio dai recessi della nostra abitazione.


Parole-chiave: #autoformazione, #formarsi, #autorealizzazione, #quarantena

 (autoformazione, formarsi, autorealizzazione, quarantena)





La vera piramide della felicità
ovvero: come rendere vincenti le nostre nevrosi


(l'inizio)


Su Internet mi sono imbattuto in svariate "piramidi della fortuna" e "della felicità". Trattasi di talismani che vengono offerti a prezzi variabili.
La nostra piramide non costa nulla. Non è un oggetto. Non viene né fabbricata né smerciata in alcun luogo. Come già illustrato in NO SMOKE – Le sigarette sono nazi, un piano determinato, una programmazione, necesse per il raggiungimento di uno scopo. Sì, di astrazioni, teorie, proposte ecc. ce ne hanno già inculcate tante, ma è bene (e va tutto a nostro vantaggio) intendere la vita come progetto.
Magari anche come opera d'arte; perché ciò che non può fare la vita, può farlo l'arte, ovvero: realizzare il sogno di un'esistenza piena.

È bene intendere la vita come una piramide a spicchi da riempire, come una serie di piani da realizzare.

Va tutto a nostro beneficio l'azione; agire. Agire non tanto d'impeto, scagliandoci a testa bassa contro un muro, quanto più usando il metodo "step by step".


 NOTA : In questo scritto appaiono, inserite in capitoli pertinenti, alcune questioni sollevatemi da persone di svariata età e condizione sociale, persone alle quali ho cercato di dare sostegno personalmente o via Internet. In tali inserti (che seguono lo schema della "Domanda" e "Risposta"), il tono è spesso colloquiale, confidenziale; per forza di cose: trattasi di documenti di vita vera.



Contenuti:

1. Ragioniamo sul senso della vita
2. La piramide
3. Realtà e apparenza
4. Un atto di credenza
5. Aprire e dischiudere il mondo
6. Troppa filosofia per un manuale "pratico"?
7. Felicità, infelicità 
8. Il bel gioco
9. Ultimi dubbi e ultime obiezioni
10. I punti principali (sunto)





1. RAGIONIAMO SUL SENSO DELLA VITA


"L'uomo diventa spesso ciò che crede di essere. Se io insisto a dire che non riesco a fare una certa cosa, è possibile che alla fine sia realmente incapace di farla. Al contrario, se ho fiducia di poterla fare, acquisterò sicuramente la capacità di farla, anche se, all'inizio, magari non ne sono in grado."

  (Mahatma Gandhi)


La vita nasce come casualità e tocca a noi darle l'importanza di un dono prezioso.
L'esistenza deve essere interpretata come una missione e, se pur è vero che soffriamo (e non occorre essere buddhisti per sapere che esistere è "anche" soffrire), è altresì vero che il nostro compito principale è di dare, e dimostrare, amore.
Perché questo nostro essere al mondo, questo stare al mondo, un giorno finirà, e in complesso di una persona si ricordano soprattutto le gesta, gli atti compiuti durante la sua permanenza terrena. Tra le due parentesi che segnano la nascita e la morte, dobbiamo scrivere il romanzo – o film – nostro personale. Autorealizzazione: questa la meta. In tale fase formativa, che in sostanza non finisce mai, occorre che trasciniamo con noi, sul nostro sentiero, un discreto numero di nostri contemporanei, per "contagiarli" con il germe della gioia e dell'Amore.

Questo, secondo me, è il Senso dell'esserci.

Ora, noi tutti siamo pazzoidi, nevrotici, e quale potrebbe essere la migliore "posizione lavorativa", la migliore occupazione per un nevrotico? Ve lo dico io: la catena di montaggio! Certo, oggidì è arduo trovare un impiego qualsiasi, figurarsi dunque finire dentro una fabbrica e ottenere addirittura il compito di assemblare pezzi a una catena di montaggio (da tanti demonizzata, da me curiosamente decantata)! Ma occorre interpretare le mie parole anche in senso figurativo: così come "ci inventiamo" un'ideale piramide, dobbiamo inventarci un'ideale attività. Ciò ha a che fare con lo "step by step" cui accennavo in apertura, con la voglia di gesti reiterati, la brama di riempire fruttuosamente i giorni e le notti; con la passione per il dettaglio, con il plasmare noi stessi, il modellarci. Giacché vogliamo muoverci, renderci utili, essere produttivi. O al limite (oppure come estrema conseguenza) riuscire utili a noi stessi.

La vera piramide della felicità si basa sul concetto che, se siamo in forma e felici noi, possiamo aiutare anche gli altri. Il nostro successo può trascinare in alto anche altre esistenze.
Intanto però siamo scontenti, fremiamo, non intravediamo una via d'azione... siamo, chi più chi meno, squilibrati, appunto. E perciò disperati.
La nostra disperazione nasce dall'ozio. E occorre stare attenti a non sboccare nell'isteria, nella psicosi, a non unirci al coro di gesti inutili e teatrali, di voci ossessive, di azioni vane e controproducenti. La nostra è una missione: ricordiamocelo! Abbiamo qualcosa di vero e importante da fare, perché la vita val la pena di essere vissuta. Un interesse creativo, imprescindibilmente sano, dovrebbere risiedere in ciascuna nostra azione, addirittura in ciascuna parola. Ergo, il primo passo è: reagire, uscire dall'apatia.
Quel che non facciamo adesso, non lo faremo mai.

Non bisogna prendere però questo proponimento come un dovere, e dunque come un'ennesima spada di Damocle. Nella vita, l'unico imperativo vero è: "divertirsi". Non intendo con ciò "far baldoria". Intendo che occorre imparare ad allietarsi lavorando. Facendo lo shaping della propria esistenza.
Energici costruttori di un nuovo presente. Ma rispettando i nostri propri tempi.


Odo qualcuno obiettare: "Sì, ma non tutti possono. Ci sono certe condizioni, certe situazioni che ci tengono inchiodati alla vuota quotidianità..."
Qual è il problema? Noi dobbiamo essere più forti, e migliori, dei fattori contingenti. Dobbiamo sfruttarli o, se non possiamo sfruttarli, dobbiamo saltarli a piè pari. Il presente deve appartenere a noi!
O è forse il passato a essere una pietra al piede? Ebbene, noi viviamo nell'oggi, non nell'ieri! Non mi stancherò mai di sottolineare l'importanza di resettare tutti i dati, di fare tabula rasa e cominciare a riscrivere la propria vita. Beh, se non la propria vita (l'hardware e le impostazioni di base non si possono mutare radicalmente!), quantomeno il programma. Con un piano d'azione, precisamente.


Domanda:Tu hai parlato di passato, hai parlato di presente... Ma... il futuro? È quello alla fin fine che ci interessa.
Beh, sì e no. Che cos'è il futuro? Il futuro è l'oggi. Se adesso non fai nulla, poi non ottieni niente. Il tempo è un fattore primario e la maledizione del tempus fugit la si scongiura impiegando le ore utilmente.
Mentre i politici dibattono con animosità sul "decreto del fare" per poi magari non fare nulla, noi ci muoviamo in avanti, e in alto, eleganti e silenziosi come iguana. Non abbiamo bisogno di emettere decreti o emendamenti vari: dobbiamo solo scrivere su un foglio quali sono i valori ai quali crediamo e quali gli scopi che vogliamo raggiungere. Spesso, valori e scopi combaciano. A farci da guida è un astratto modello di piramide, un monumento teorico, immateriale. Un tempio non sepolcrale ma dedicato alla vita.
Possiamo benissimo prendere a esempio i cosiddetti "persuasori occulti", gli inventori di slogan pubblicitari, e forgiare il nostro proprio motto, da incidere a fuoco su un muro della nostra piramide.
Questo ad esempio:


'The world in my pocket!'


Qualsiasi detto, qualsiasi massima va bene, purché serva a motivarci.




(Continua qui: LINK ad Amazon)

domenica, marzo 08, 2020

McCoy Tyner

Un Coltrane dei tasti bianchi e neri: McCoy Tyner (1938-2020)




Insieme a Bill Evans fu uno dei pianisti jazz più influenti degli ultimi 60 anni. Crebbe a Filadelfia, a due passi dai fratelli Bud e Richie Powell. Ancora teenager, iniziò a esibirsi per i locali della città e si imbatté in John Coltrane. Debuttò discograficamente a 19 anni con l'Art Farmer-Benny Golson Jazztet, che lasciò dopo appena sei mesi per entrare a far parte del quartetto di Coltrane, con Jim Garrison al contrabasso ed Elvin Jones alla batteria. Sì, il celebre quartetto "classico" di John Coltrane, attivo dal 1960 al 1965. 
Poco prima Tyner aveva partecipato a una sessione della Blue Note da cui sarebbe derivato lo straordinario album di debutto del trombettista Freddie Hubard: Open Sesame (album uscito però solo alla fine del decennio).




Dopo i cinque anni o poco meno con Coltrane, McCoy Tyner - nonostante anche qualche registrazione per l'etichetta Impulse! -  conobbe un periodo duro. Eppure il pianista di Filadelfia arrivò a suonare un diversi dischi della Blue Note Records: ancora con Hubbard in  Ready for Freddie, e poi in Page One, In ‘n Out e Inner Urge di Joe Henderson, in Night Dreamer e JuJu di Wayne Shorter e in Easy Walker di Stanley Turrentine. Fece pure il sideman per Ike e Tina Turner...


Il suo LP di debutto come leader, per la Blue Note, fu The Real McCoy, la pietra miliare di tutta una carriera: capolavoro post-bop con composizioni immortali, quali "Passion Dance" e "Search for Peace". Altri album da leader per la stessa label: Tender Moments, Time for Tyner, Expansions ed Extensions.





Ma iniziò a essere riconosciuto per davvero solo dopo aver firmato un contratto con la Milestone, nel 1972. Da allora, a parte poche eccezioni (un tour del 1978 con il quartetto stellare di Sonny Rollins e due registrazioni per Stephane Grappelli), Tyner diresse sempre una formazione propria: dal quartetto dove c'era anche Azar Lawrence a una vera e propria big band fino al Mc Coy Tyner Trio. 
Negli Anni 80 e 90 cambiò diverse volte etichetta (tornò alla Blue Note e anche a Impulse! per poi passare a Verve, Enja e, di nuovo, a Milestone) prima di trovare "casa" a fine Anni 90 presso la Telarc, con la quale realizzò album del rango di Jazz Roots: McCoy Tyner Honors Jazz Piano Legends of the 20th Century (2000) e Illuminations (2004). Nel 2007 fu la volta di un album in studio del McCoy Tyner Quartet, intitolato Quartet, con Joe Lovane al sax soprano, Christian McBride al contrabasso e il batterista Jeff “Tain” Watts.






“I like to go on an adventure when I play” dichiarò Tyner nel 2000 al sito musicale Innerviews, a proposito dell'improvvisare. “I also like to have the freedom to do that for more than just the sake of doing something ‘out there’ or different. I like to experiment and take people along the way and bring them back. It’s like a voyage.”

Appunto per queste qualità, fu il pianista ideale per Coltrane, un collaboratore preziosissimo. Lo stesso sassofonista dichiarò, nel 1961: “He’s sort of the one who gives me wings and lets me take off from the ground from time to time”.







Come cambiò con gli anni il suo modo di suonare? Stilisticamente, la leggerezza e l'eleganza degli inizi vennero sostituite da uno stile più heavy. Qua e là, echeggiano sfumature R&B (suo amore di gioventù). La grazia comunque rimase sempre, e la parola d'ordine sarebbe sempre rimasta la stessa: "freedom". 




Chiudiamo questo richiamo al grande pianista con un ricordo di Wynton Marsalis:

McCoy Tyner è stato uno dei nostri grandi originals americani. Il sound del suo pianoforte e il suo stile erano unici. Virtuosismo e purezza, anima (= soul) e raffinatezza, dolcezza e fragore: il tutto eseguito con accuratezza e precisione, e con intensa concentrazione. È stato un compositore, leader ed esecutore autorevole, al di là di ogni dubbio, dotato com'era di competenza e moralità. Tutti i grandi pianisti di oggi tentano di inserire un certo che di "McCoy" nel loro suono, quando necessario. Con la sua morte, abbiamo smarrito tutto un mondo di conoscenza ed esperienza... "But with the passage of time, that universe will certainly enrich and redefine the foundation of our jazz DNA." Già adesso ci manca. 








Cofanetto di 4 CD (Impulse!)





Fotografia di Michael Sherer (2017)



sabato, marzo 07, 2020

Tra poco ci sarà l'Eurovision...

... Song Contest. Ovvero l' #ESC.

 Di poco fa la notizia che San Marino manderà a Rotterdam Senhit. All'anagrafe Senhit Zadik, bolognese di 40 anni che già rappresentò San Marino nel 2011.

 Qui tutti i partecipanti e le canzoni di quest'anno!


Diodato, che rappresenterà l'Italia a Rotterdam, viene considerato da molti fan stranieri dell'ESC uno dei favoriti alla vittoria!
La competizione avrà luogo dal 12 al 16 maggio ma il nostro cantante, in quanto facente parte di una delle "Big 5" tra le nazioni partecipanti, si dovrà esibire solo nella finale, e dunque il 16 maggio.


Tuttavia non mancano i concorrenti temibili: la Francia e il Belgio quest'anno in gran spolvero (con due canzoni molto romantiche), e l'Islanda e la Lituania con canzoni assai divertenti.


Gli Hooverphonic rappresentano il Belgio


  Ecco la canzone vincitrice del 70. Festival di Sanremo e su cui sono riposte le speranze dell'Italia




Alquanto comici... e critici. Daði Freyr e i suoi amici, Islanda


  Tom Leeb, da Parigi, rappresenterà la Francia con "The Best In Me"


  Il trio The Roop (Lituania) ci riporta agli Anni 80. O sono i 90?



Secondo votazioni fatte su YouTube da vari fan e amanti dell'ESC, le chances maggiori di trionfare dovrebbero comunque averle la Germania con Ben Dolic (una sorta di Justin Biber immaturo; ma la sua canzone sembra piacere davvero) e la Norvegia con una cantante alquanto brava (ma non sono brave tutte?), Ulrikke, la quale richiede maggiore "Attention".


Germany

Norway


 --- #ESC Eurovision Song Contest 2020, Rotterdam (Paesi Bassi), 12-16 maggio ---

 Informazioni dettagliate sull'evento: presso il sito dell'OGAE, "the largest Eurovision fan network in the world".

domenica, marzo 01, 2020

Una poesia da 'Templi Moderni'





Un miraggio tremola all'orizzonte:
il miraggio di due amici.
Vagolano tra questi canyon
come animali del pleistocene.


Chi sono? Siamo noi.
E A regge la clava
e B già sa di essere
vittima designata. Ma ride.





Ride e piange e guarda l'amico
e guarda la clava
e gioca con l'eco: "Hey there!"
Gli risponde un supersonico.


Il carnefice assesta l'arma.
Chi è? È B. Sei tu, 
e hai il fiato caldo
come un abbraccio,


come la scia del jet
che passa sul cranio,
subsannando vent'anni
di giochi sorridenti.



     (Peter Patti, da Templi moderni)





v
v
v
templi-moderni




venerdì, febbraio 28, 2020

Un 'divertissement' in forma di biografia

Einsteiniana


Skuro Connection - collana unQuartino. Formato Kindle



            Here. Qui. Ici.

 



Einstein: scienziato di fama insuperabile ma anche personaggio della cultura pop, dal regista Nicolas Roeg celebrato nella tragicommedia Insignificance (La signora in bianco, 1985), dove la splendida Theresa Russell appare nelle vesti di Marilyn Monroe mentre Tony Curtis è un senatore maccartista.









Il volume di cui sopra raccoglie tre scritti: due in forma letteraria e il terzo che consiste in una dettagliata biografia. Le fonti della ricerca: seri manuali per comprendere il genio di Einstein e in più film, documentari televisivi e prodotti dell'arte popolare.



Albert Einstein: nell'immaginario collettivo, un antidivo dall'altissimo QI.






L'immagine più significativa che ci rimane di lui è quella in cui mostra la lingua...





   


Einsteiniana. Su Amazon. eBook





martedì, febbraio 11, 2020

Rimonte storiche nel calcio

È molto importante crederci


L'Inter ha vinto il derby (per 4-2, lo ricordiamo) con un capovolgimento insperato, dopo un primo tempo indegno e un secondo tempo esattamente opposto. E l'impresa è riuscita senza che Conte, l'allenatore nerazzurro, avesse effettuato una sola sostituzione (almeno fino al 72°, sul risultato di 3-2). Dunque: gli stessi giocatori che nella prima frazione di gara avevano fatto disperare i propri tifosi, evidentemente sgridati dal loro coach durante la pausa, hanno letteralmente cambiato volto. Cambiandolo anche alla partita.

Ciò per rammentarci che nel calcio, così come nella vita, il tenere duro, il resistere, la resilienza... accompagnata dalla voglia di rivalsa... è fondamentale.



Quello dell'Inter è stato sicuramente uno dei come-backs più belli nella storia di questo sport, tanto più che è arrivato in un Derby della Madonnina - occasione sempre speciale. Però non si può inserire tra le rimonte più pazze del calcio, che sono ben altre e sono state già scritte a caratteri di fuoco nell'almanacco universale del gioco del pallone.




Rimonta Numero 1.

Marzo 2017. Barcellona- PSG 6-1. I Blaugrana si impongono al Camp Nou sui francesi (segnando tre goal negli ultimi sette minuti!) dopo che all'andata, a Parigi, erano stati travolti per 4-0.
Qualificazione per i Mondiali 2014. È il 2012 e siamo in Germania. Germania-Svezia 4-4, dopo che i tedeschi si erano portati sul 4-0! Merito della "remuntada" (ma come si dice "remuntada" in svedese?) è in gran parte di Zlatan Ibrahimovic che, con un colpo di testa, apre la strada per l'incredibile ritorno dei Gialloblu scandinavi, che si concretizza con le reti di Lustig, Elmander e, al 92°, di Elm.





La Juventus doma l’Atletico Madrid.
Battuta 2-0 a Madrid dall’Atletico negli ottavi di finale della Champions League 2018/19, il 12 marzo la Juventus trova la prima tripletta di Cristiano Ronaldo e si qualifica ai quarti in uno Stadium in delirio. (Articolo qui.)






2006, finale di Supercoppa italiana. A fronteggiarsi sono Inter e Roma. L'Inter di Roberto Mancini si ritrova sotto per 3-0 dopo le reti di Aquilani e Mancini. Ci pensano Vieira (doppietta) e Crespo a realizzare la rimonta degli interisti. Si è dunque sul tre pari. Si va ai supplementari, dove, con una rete di Luis Figo su punizione, l'Inter si aggiudica il trofeo, con il risultato definitivo di 4-3.






2004. Débâcle del Milan in Champions League. L'avversario è ritenuto abbastanza modesto. Si tratta infatti del Deportivo La Coruña, e all'andata, in casa, i Rossoneri (campioni in carica) hanno risolto il compito con un agevole 4-1. La semifinale è a portata di mano! Ma in Spagna subiscono un secco 4-0, e a qualificarsi è il Deportivo La Coruña!








2004. L'Inter di Mancini è sotto di due reti con la Sampdoria. A San Siro. Ma nei 5 minuti rimanenti la squadra si scatena e ribalta lo score con reti di Martins, Vieri e Recoba. Inter-Samp 3-2... (0-2 ancora all’86°, 3-2 al 93°!)





E un'altra vittoria in rimonta dell'Inter è quella di un memorabile Inter-Siena 4-3, nell'era di Mourinho. (Vai alla cronaca giornalistica di Schirru, con allegato tabellino.)


... C'è poi un'Inter-Juventus 2-1 della stagione 2016/17. (Video qui.)





2004. Tottenham-Manchester City 3-4 (FA Cup). Dopo i primi 45 minuti il Tottenham è avanti 3-0 con i goal di King, Keane e Ziege. La gara sembra chiusa, anche in virtù dell'esplulsione di Barton che lascia il City in dieci. Poi, la magia: Distin, Bosvelt e Wright-Phillips fanno un insperato 3-3 e nel recupero ci pensa Macken a fissare il risultato su uno sbalorditivo 4-3 per gli ospiti.








2001. Juventus-Torino 3-3, partita valevole per il campionato di Serie A. Uno dei Derby della Mole più epici degli ultimi decenni. La Juventus chiude il primo tempo sul 3-0 (doppietta di Del Piero e goal di Tudor). Ma, al rientro in campo, qualcosa cambia: Lucarelli, Ferrante e Maspero "bucano" Buffon facendo impazzire i tifosi del Toro. Che, però, dovranno soffrire ancora un po'. Rigore per la Juve: ma Salas lo calcia alle stelle ed è festa granata.
1999. Manchester Utd-Bayern Monaco 2-1. (0-1 al 90°, 2-1 al 93°!!)
I tedeschi, macchina da gioco tenuta bene insieme dall'esperto mister Ottmar Hitzfeld, vanno in vantaggio con Basler al 5° minuto, con una punizione che beffa Peter Schmeichel sul proprio palo. Risultato che i tedeschi difenderanno fino al novantesimo... Intanto Ferguson ha deciso di buttare nella mischia Teddy Sheringham e Ole Gunnar Solskjær... Che sono i protagonisti del miracolo operato dai Red Devils. Con due deviazioni da calcio d'angolo, infatti, proprio Teddy Sheringham e Solskjær - nei tre minuti di recupero concessi da Collina - ribaltano il risultato!
La coppa dalle grandi orecchie torna a Manchester dopo 31 anni. Hitzfeld e il Bayern si rifaranno due anni dopo.






1998. Marsiglia-Montpellier 5-4 (campionato francese). Un Montpellier scatenato mette sotto i padroni di casa 0-4 dopo mezz'ora di gioco (15° Bakayoko, 19° Robert, 23° Sauzée e ancora Bakayoko 34°). Ma dopo il goal di Maurice che accorcia le distanze, Dugarry entra in campo al 60esimo e segna una doppietta, che sarà seguita dal goal del pareggio di Roy. A tempo scaduto, il rigore per l'Olympique Marseille e Blanc dal dischetto non perdona. È sorpasso.







Martedì 7 maggio 2019. Liverpool-Barcellona. Al Liverpool serve un miracolo contro i quotatissimi Blaugrana. La squadra di Klopp infatti dovrà vincere con 4 goal di scarto per ribaltare il 3-0 incassato al Camp Nou. "Qual è la quota per il poker servito dalla squadra di Klopp a quella di Valverde? Altissima… è pagata 61 volte la posta: puntando 5 euro, se ne possono vincere 305. A rendere ulteriormente difficile l’impresa dei Reds, sarà l’assenza di Salah e Firmino." Così scrive un giornale sportivo. E: "Chissà che il manager tedesco non abbia fatto vedere ai suoi giocatori i video delle precedenti rimonte del Liverpool in Champions, e in particolare quanto accaduto nella finale di Istanbul del 2004/2005 contro il Milan!" (Articolo a firma di Marco Beltrami.)  


Nell'incandescente Anfield (la "casa" del Liverpool), succede l'impensabile! 

LIVERPOOL-BARCELLONA 4-0!! La Gazzetta intitola: Doppiette di Origi e Wijnaldum, ribaltato il 3-0 subito all’andata per volare a Madrid. Catalani eliminati come l’anno scorso contro la Roma.




Liverpool, è una rimonta clamorosa: 4-0 ad Anfield e Reds in finale, il Barça è fuori Di Simone Pace, 07/05/2019
Impresa della squadra di Klopp che ribalta lo 0-3 del Camp Nou e si qualifica per il secondo anno consecutivo alla finale dove l'1 giugno a Madrid affronterà una tra Ajax e Tottenham. Origi sblocca il risultato al 7°, poi una doppietta di Winaldum tra il 54° e il 56° manda in tilt i Blaugrana. Ci pensa ancora Origi al 79° a siglare il poker.





Per il Barcellona, il post-gara è un dramma: L'allenatore Valverde sotto shock, Sergio Busquets Burgos - per i fan solo "Busquets" (giocatore del Barcellona e della Nazionale spagnola) - in lacrime...



Klopp: “Questi ragazzi hanno una mentalità da giganti. Questa notte è più speciale di altre” Di Stefano Dolci
Le dichiarazioni dei protagonisti dell'impresa di Anfield. Klopp e i giocatori del Liverpool, al settimo cielo dopo il 4-0 al Barça. Il Liverpool è abituato alle rimonte ma una nottata tanto perfetta, forse nemmeno nelle fiabe i tifosi dei Reds potevano immaginarla. Per il secondo anno consecutivo la compagine inglese arriva all’ultimo atto, eliminando il Barcellona: straforito con un 4-0 che non ammette repliche. Pur senza i due attaccanti titolari, Momo Salah (26 centri in stagione) e Roberto Firmino (16 reti), i ragazzi di Klopp sono riusciti a ribaltare i Blaugrana, rinnovando il mito del “This is Anfield”, lo stadio in cui tutto è possibile. E stasera se n’è avuta l’ennesima dimostrazione...


Lo stadium alla Anfield Road


Jurgen Klopp (l'amatissimo allenatore tedesco del Liverpool):

"Non ho parole per descrivere la mentalità enorme che hanno questi ragazzi. È veramente speciale questa notte per noi. Ho vissuto già notti speciali nel calcio in vita mia ma questa sera è diverso. Se mi avessero chiesto prima della partita un’opinione avrei detto che ci sarebbero state ben poche possibilità. L’ho detto anche ai ragazzi che segnare quattro goal era complicato ma che solo perché erano loro ce l’avrebbero potuta fare. È quello che è successo. Hanno mostrato un grande carattere insieme a un calco spettacolare. È difficile da credere, strano e speciale. Guardavo negli occhi i ragazzi e loro non riuscivano neanche a sorridere perchè significava tanto per loro e per la gente qui allo stadio. Giocavamo senza Salah e Firmino al Barcellona e a loro bastava un goal. Giocare in questo modo è di altissimo livello".


Come si è realizzato il sogno


  Nell’intervallo, dopo un colpo rimediato in campo, resta negli spogliatoi Robertson, rimpiazzato da Wijnaldum. E la mossa si rivela azzeccata perché l’ex-Newcastle va a segno due volte nel giro di altrettanti minuti: al 54° sfrutta il cross di Alexander-Arnold e insacca con un rasoterra che sorprende Ter Stegen, al 56° riceve da Shaqiri e prende l’ascensore per fare centro di testa. Per gli ospiti, gli innesti di Arthur e Semedo servono a poco, e la dormita del Barcellona è colossale al 79° quando Alexander-Arnold batte velocemente un corner e trae in inganno tutta la difesa blaugrana, con Origi pronto a buttarla dentro nel cuore dell’area di rigore. L'epilogo è un mix di tensione ed emozioni, poi il triplice fischio rende il sogno una realtà. Ovviamente, per il Liverpool.




Ci sono state altre beffe sorprendenti da parte del Liverpool nelle coppe europee... 

Ad esempio nel 2016 contro il Borussia Dortmund. Quarti di finale di Europa League. Dopo il pareggio per 1-1 all'andata, al ritorno i Reds subiscono 2 goal nei primi nove minuti. Soltanto al 48° Origi può accorciare, ma il club tedesco torna a due goal di distanza con Marco Reus. 1-3 al 57°... Il Liverpool però non demorde e Coutinho al 66°, Mamadou Sakho al 77° e Lovren al 90°+1 fissano il risultato a 4-3 per i padroni di casa! Complessivo: 5-4. Senza il goal di Lovren nel recupero, a passare il turno sarebbe stato il Borussia Dortmund, per le reti segnate fuori casa.



Nel 2004 il Liverpool di Rafael Benítez può qualificarsi agli ottavi di finale della Champions League solo dopo aver sofferto, nella fase a gironi, contro l'Olympiacos. Gli ellenici resistono alla bell'e meglio agli attacchi "a colpo sicuro" dei Reds, "a colpo sicuro" ma non coronati dal successo. In attacco i greci schierano la coppia brasiliana Giovanni-Rivaldo, ma è il solo Rivaldo a saper seminare il panico nella retroguardia del Liverpool: poco prima della mezz'ora fa uno slalom irresistibile da metà campo, fermato da un fallo di Hyypiä. Lo stesso brasiliano calcia la punizione e, sfruttando l’errore della barriera che si apre colpevolmente, porta in vantaggio gli ospiti al 27°. Le notizie che giungono da La Coruña, con l’AS Monaco FC nettamente in vantaggio, costringono il Liverpool a segnare tre gol senza subirne altri. Il compito potrebbe essere più facile se, subito dopo, John Arne Riise, servito da Baroš, non fallisse il pareggio, ma il norvegese svirgola sul fondo. Benítez manda così in campo Sinama-Pongolle al posto di Djimi Traore a inizio ripresa, e la mossa si rivela indovinata. Al 1° della ripresa, Harry Kewell sprinta sul fondo e crossa per il giovane attaccante francese che pareggia da distanza ravvicinata. La gara si riapre improvvisamente e il pubblico di Anfield si fa sentire. Sale la tensione anche sul rettangolo di gioco: un’entrata scomposta di Gerrard costa al capitano del Liverpool, già diffidato, un’ammonizione pesante.
Per i padroni di casa la strada che sembra profilarsi è quella della Coppa UEFA, anche perché apparentemente è una serata negativa: al 62° Gerrard va in gol, ma l’arbitro annulla perché l’azione è viziata da un precedente fallo.
La spinta del Liverpool, come nel primo tempo, perde d’intensità, fino all’ingresso in campo di Mellor al posto di Baroš, quando mancano tredici minuti alla fine. Il cambio è ancora azzeccato, con l’attaccante, prodotto del vivaio, subito pericoloso, dopo un colpo di testa di Núñez ben parato.
Inizia il forcing conclusivo dei padroni di casa, che reclamano a gran voce un rigore per atterramento di Mellor e poi non sfruttano con Kewell un errore di Antonios Nikopolidis. Infine l’azione del terzo sospirato gol: un lancio di Jamie Carragher è messo a terra di testa da Mellor per Gerrard, che esplode un bolide che non lascia scampo a Nikopolidis.
Liverpool - Olympiacos 3-1
Il gran tiro di Steven Gerrard (una frecciata da 25 metri, a soli quattro minuti dal termine) ha consentito al Liverpool di  qualificarsi agli ottavi di finale a spese dell'Olympiacos CFP (grazie agli scontri diretti).


                  Dudek (Liverpool) para il rigore di Shevchenko (Milan)
... E arriviamo all'inaudito Milan-Liverpool 3-3, finale di Champions League del 2005. Sei minuti di follia e addio Champions per i Rossoneri! A Istanbul, allo Stadio Atatürk, quel mercoledì 25 maggio 2005 il Liverpool si laurea campione d’Europa per la quinta volta nella sua storia. Non fa notizia il “cosa” ma il “come”. Raggiunge il Milan, in vantaggio 3-0 alla fine del primo tempo, con un uno-due-tre micidiale (nel giro di sei minuti, Gerrard, Smicer e Xabi Alonso riuscirono a pareggiare il goal di Maldini e la doppietta di Crespo), per poi alzare la Champions League dopo i calci di rigore. La storia è risaputa e... dolorosa per noi italiani. Soprattutto per i tifosi del Milan, chiaro, che dopo il primo tempo avevano già pronto lo spumante. Chi volesse rinfrescare la memoria, qui c'è un resoconto fedele di quella serata folle.



Dunque: Liverpool-Barcellona del 2019.
I tifosi Reds speravano di vivere una serata come quella di quattordici anni prima con il Rossoneri. E ci sono riusciti!
Eppure il Barcellona avrebbe dovuto ben saperlo che una partita dura fino al doppio fischio finale dell'arbitro! Gli stessi catalani, così malamente battuti all'Anfield nonostante la presenza del grande Messi, erano infatti stati protagonisti di "storiche remuntade". La prima è datata 16 aprile 1986, alla semifinale della Coppa dei Campioni: dopo un 3-0 subito all'andata dal Goteborg, il Barcellona riuscì a ribaltare il risultato nel match di ritorno, grazie soprattutto alla tripletta di Pichi Alonso. L'eroe dei rigori fu poi il portiere Urruti, capace di parare il rigore decisivo. Nel 1993/94 poi i Blaugrana si imposero al Camp Nou 4-1, ribaltando il 3-1 incassato sul campo della Dinamo Kiev. L'ultimo precedente è quello più incredibile (e che abbiamo già raccontato in breve più sopra): negli ottavi di finale del 2017, il Barça venne sconfitto 4-0 sul campo del Psg ma riuscì a vincere, davanti ai suoi tifosi, addirittura 6-1, strappando il pass per il turno successivo.



Alisson, portiere del Liverpool, ricorda bene che, il 10 aprile 2018, la sua Roma (Allison difendeva i pali dei Giallorossi allora) aveva battuto 3-0 il Barcellona (sì, ancora loro!), ribaltando l’1-4 immeritato, condizionato anche dall’arbitraggio al Camp Nou: quarti di finale superati dalla Roma, quando sembrava impossibile contro quel club ben più favorito di loro... Roma-Barcellona 3-0 con segnature di Dzeko, De Rossi e Manolas. Vai al video.


La Roma addirittura si permetterà una seconda "remuntada" contro il Barcellona: sempre nel 2018. Un bel 4-2. Stavolta comunque a Dallas, in agosto, durante un torneo certamente minore, pomposamente chiamato "International Champions League". (Articolo qui.) 


E per tornare a bomba sul Liverpool: da sottolineare che anche loro furono vittime di grandi rimonte. Una di queste risale al 12 maggio 1962. Semifinale di ritorno della Coppa dei Campioni tra gli inglesi e l'Internazionale FC di Milano, Italy. Alla vigilia, la sfida era considerata quasi impossibile per i milanesi. La pesante sconfitta per 3 a 1 subita all'andata sul campo inglese, infatti, costringeva i Nerazzurri a vincere con 3 reti di scarto. All'Inter bastarono invece dieci minuti per annullare lo svantaggio iniziale. E San Siro ribollì di gioia e speranze. Corso, all'8°, realizzava una delle sue storiche punizioni a "foglia morta" e un minuto dopo Peirò inventava una rete assolutamente originale, rubando il pallone al portiere Lawrence. La sfida, a quel punto, diventava equilibrata, con gli inglesi a tratti persino padroni del gioco. Al 17° del secondo tempo, però, era Facchetti, improvvisatosi centravanti, a siglare la rete decisiva, quella del 3 a 0, che dava all'Inter il biglietto di accesso alla finale con il Benfica. Finale nella quale, poi, vinsero la loro seconda Coppa dei Campioni, a San Siro, con un goal di Jair.









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