sabato, maggio 26, 2007

Fortuna da 'squatter'

A Londra un senzatetto si vede assegnato un lotto di terreno - e diviene milionario


Harry Hallowes, cittadino irlandese, conduce un'esistenza da straccione fin dal 1986, e da allora è accampato sul terreno di un'ex clinica londinese, al centro di un quartiere di nobili ville. E' riuscito a sopravvivere svolgendo piccoli lavoretti per le famose personalità sue "vicine di casa".
Dal 2005 molti imprenditori di beni edificabili hanno cercato di farlo sloggiare per costruire su quell'area un complesso di appartamenti di lusso, ma Hallowes non ha mollato, e ora... eredita il podere!
Secondo le leggi inglesi, infatti, chi ha vissuto per almeno 12 anni dentro un immobile o su un appezzamento di terreno, ha diritto a divenirne il possessore. E' quello che è successo al simpatico straccione. La proprietà è valutata quasi 3 milioni di euro.

giovedì, maggio 17, 2007

Il commercio con i feti

Erano le quattro di una notte d'autunno del 2002 quando Svetlana Pusikova partorì per la rima volta: in una clinica di Kiev. "Ogni cosa si è svolta in fretta, senza problemi. Non mi hanno dato il bimbo da tenere in braccio, però l'ho visto mentre lo lavavano e lo pesavano. 'Complimenti', ha detto un'infermiera. Ero felice e confusa, certo, ma ho osservato bene una donna in camice bianco che lo prendeva, lo avvolgeva in un panno e lo portava via. Da allora non ho più visto mio figlio."

Sulla cartella clinica è registrata tutt'altra storia: non un parto a termine, ma un aborto spontaneo al sesto mese. Non un bimbo vivo di oltre 3 chili, ma un feto nato morto di 800 grammi.

Molti italiani vanno in Ucraina a curarsi con le cellule staminali. Ma le notizie d'horror che arrivano dall'ex repubblica sovietica dovrebbe far riflettere. Si parla di bambini venduti come pezzi di ricambio, traffico d'organi, chirurghi clandestini e, ancora, di feti frullati per infondere vitalità a vecchi e malati.

Grazie alla denuncia di Svetlana si è riusciti a far dissotterrare la cassa dove avrebbe dovuto essere il suo bimbo, a sequestrare i registri del reparto di ostetricia, dell'obitorio e della società di pompe funebri. Ne è uscito un quadro pazzesco: niente era come avrebbe dovuto essere. Nella piccola bara erano ufficialmente sepolti 28 aborti, ma c'erano 30 cadaveri. L'unico ad avere il braccialettino di riconoscimento era un feto di 800 grammi e guarda caso era proprio il braccialettino di Svetlana. Ma non solo. Erano tutti sezionati e privati degli organi mentre dalle carte dell'obitorio non risulta alcuna asportazione. In quella cassa c'erano anche i resti di un bimbo nato a termine che non avrebbe dovuto essere lì. "Resti", sì: erano stati risparmiati gli arti e poco altro... Qualcuno l'aveva fatto a pezzi con un bisturi.

Chi ha seppellito quelle creature dopo averne prelevato gli organi? Un barbone che dormiva al cimitero li ha visti. Ma, poco dopo aver testimoniato, è morto nel rogo della sua baracca.

La dottoressa Irina Bogomolova, incaricata dalla Procura generale di Kiev di indagare sui casi di feti rubati, è stata improvvisamente prepensionata e quindi costretta a interrompere le indagini.

L'infermiera dell'Ospedale numero 6 che confessò di aver falsificato la cartella clinica di Svetlana ha avuto un attacco di cuore. Lo stesso è capitato al dipendente della ditta di pompe funebri che trasportava i "rifiuti biologici", gli aborti, al cimitero. In un incidente d'auto è morta un'amica di Svetlana che era con lei alla visita pre parto.

Sul sito dell'Istituto di Criobiologia di Kharkov si legge: "Siamo specializzati in trapianti cellulari, preparati biologici in grado di stimolare naturalmente la guarigione grazie soprattutto al tasso di crescita notevolmente più alto garantito da cellule e tessuti fetali".
C'è anche una sorta di catalogo dei prodotti disponibili nell'Istituto: "cellule nervose embrionali, tessuti fetali di timo, tiroide, ossa, midollo spinale e milza".

Tra i clienti della clinica c'è un Istituto di Medicina Rigenerativa sito sulle Isole Barbados. Un roboante nome per indicare un ospedale privato di cui si ignorano i meriti scientifici mentre sono ben noti i prezzi per discutibilissimi trattamenti di ringiovanimento basati proprio sull'iniezione di cellule staminali embrionali.

Due anni fa, il ministro della Sanità ucraino Nikolay Palichuk aveva detto: "Non permetterò che i nostri bambini siano venduti a pezzi all'estero". Poche settimane dopo, un rimpasto di governo lo allontanò dalla sua poltrona.

lunedì, maggio 14, 2007

Bestialità in Italia

(cernita notizie degli ultimi gg.)

Firenze: Violentata in un pub giovane olandese
Radio Nostalgia Toscana Lazio - 12 mag 2007
La ragazza ha denunciato di essere stata violentata nel bagno di un pub nel centro di Firenze da uno uomo conosciuto poco prima, probabilmente straniero. ...
MINORENNE VIOLENTATA NEI BAGNI DI UN PUB A FIRENZE AGI - Agenzia Giornalistica Italia
Minorenne stuprata da un turco La Padania
Stuprata nel bagno di un pub Toscana TV
il Giornale
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Lecceprima.it - quotidiano online di Lecce e del Salento Violentata dall’edicolante “di fiducia”Il Meridiano - 12 mag 2007
Violentata dall’edicolante “di fiducia”. Vittima, una ragazzina di Racale, nel basso Salento, che ha avuto però la forza di raccontare tutto ai genitori ...
ARRESTATO EDICOLANTE: ABUSÒ DI UNA MINORENNE Lecceprima.it - quotidiano online di Lecce e del Salento
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Violentata da un branco senza scrupoli
Il Tempo - 11 mag 2007
Arrestati a Pescara tre romeni accusati di induzione alla prostituzione e violenza sessuale. L’odissea di una sedicenne ...

Stuprata da tre stranieri e abbandonata sull'A1
ANSA - 3 ore fa
(ANSA) - FROSINONE, 14 MAG - Trovata in stato di choc sull'A1 ha raccontato di essere stata sequestrata la sera prima da tre stranieri e violentata per ...


Yahoo! Italia Notizie «Sono stata violentata e derubata dei figli»Vivimilano - 10 mag 2007
1992: l'hanno rapita quando aveva 17 anni, narcotizzata, segregata, maltrattata, picchiata, violentata. Costretta a elemosinare, a rubare ea rinunciare ai ...
Rapita da clan nomade Dieci anni di schiavitù City
Milano, ragazza rapita e schiavizzata per 10 anni Padova News
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Capitanata.it Violentata e accoltellata dal “branco”
Il Meridiano - 9 mag 2007
Violentata a turno e accoltellata. Una ragazza di 17 anni, a Vico del Gargano, è stata vittima della vittima del “branco”, un gruppo di tre ragazzi poco più ...
Ragazza violentata, fiaccolata a Vico del Gargano Teleradioerre
Vico del Gargano, 2mila fiaccole squarciano il buio Il Meridiano
Mezz’ora di terrore, ora il branco è sotto torchio Il Meridiano
Capitanata.it
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Brindisi TG 24 Villa Castelli: ingiuriata, minacciata e violentata. Arrestato.Puglia TV - 9 mag 2007
Così, ingiuriata, minacciata di morte e violentata, la donna ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, raccontando tutta la sua storia. ...
VILLA CASTELLI. ARRESTO PER VIOLENZA SESSUALE Brindisi TG 24
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Scaricano dal web film con bimba violentata
Il Tempo - 10 mag 2007
CATANIA — Il filmato agghiacciante di abusi sessuali su una bambina di carnagione scura di 5-6 anni in meno di 14 ore è stato scaricato oltre 2.600 volte da ...

VIOLENTATA MINORENNE OSPITE CENTRO ACCOGLIENZA, 3 ARRESTI
La Repubblica - 10 mag 2007
Tre ragazzi romeni, di cui un minorenne, sono stati arrestati a Pescara, dalla squadra mobile e dalla squadra volante, a seguito delle violenze sessuali a ...


Capitanata.it 17 anni violentata da tre coetaneiCapitanata.it - 9 mag 2007
Una ragazzina di 17 anni brutalmente violentata e accoltellata da tre ventenni: ma cosa succede alla nostra società? Il disagio sociale che i giovani ...

domenica, maggio 13, 2007

Un festival ben più seguito di quello di Sanremo...

La serba Marija Serifovic ha vinto l'Eurovision Song Contest 2007, la cui finale si è svolta a Helsinki.
La ballata "Molitva" della 22enne Serifovic ha ottenuto il maggior numero di preferenze, espresse via telefono in 42 nazioni europee (comprese Israele e Turchia).
Tristemente, l'Italia è l'unico paese a non partecipare a questa manifestazione, un tempo nota come Grand Prix de l'Eurovision, che ogni anno entusiasma gli appassionati di musica leggera del Vecchio Continente. Oltre 100 milioni i telespettatori incollati davanti al video.


Dietro alla Serbia si è classificata l'Ucraina con "Dancing Lasha Tumbai", motivetto allegro dagli arrangiamenti heavy-pop eseguito dal comico-cantante Verka Serduchka e dal suo gruppo di trasvestiti; al terzo la Russia con "Song # 1" del trio di stupende ragazze Serebro ("Argento"), cloni alquanto sfacciate delle ben più celebri Spice Girls.


In classifica generale, i primi 15 posti sono stati tutti occupati da rappresentanti dell'Europa dell'Est. Soltanto 16sima la Finlandia (vincitrice della scorsa edizione e perciò organizzatrice di quella 2007). Al 17simo posto la band svedese The Ark, che con una rivisitazione/manipolazione di T-Rex, David Bowie, Abba e Europe (mischiati nel rockeggiante brano "The Worrying Kind"), ha fatto rivivere le atmosfere magiche degli Anni '70.
Per l'ennesima volta ha deluso la Gran Bretagna, patria del pop e del rock, che quest'anno ha toppato con la strampalata ensemble Scooch.


Una curiosità: nonostante la sua assenza, l'Italia in qualche modo è stata rappresentata; e in ben due titoli! Il testo della canzone "Ljubi, Ljubi, I Love You" del gruppo romeno Todomundo (!) è composto infatti da frasi in diverse lingue, tra cui la nostra. E - cosa davvero rimarchevole - la Lettonia si è presentata con un sestetto canoro dal nome Bonaparti.lv che ha eseguito una canzone interamente nell'idioma di Dante. Il titolo: "Questa notte". Testo e melodia sono molto belli. "Questa notte" sarebbe un sicuro successo discografico anche da noi.


Bonaparti.lv (Lettonia), simpatici interpreti di "Questa notte"

martedì, maggio 01, 2007

"Pidofilo!"

Vera e propria crociata antipedofila allo Z.E.N. 2, il quartiere di Palermo (" 'u zenn") dove è venuta alla luce la triste storia di una bambina costretta dalla madre alla prostituzione. Dopo le scritte sulla saracinesca dell'officina dell'indagato Francesco Muscatello ("Pidofilo Franco muori!"), adesso la benzina e le fiamme: il rogo è stato spento dai Vigili del Fuoco.
Giorni fa erano apparse anche altre scritte contro Muscatello: "Porno star", "Pentito" e, di nuovo, "Muori".


Per precauzione, all´Ucciardone i tre clienti arrestati sono stati trasferiti dalla cella d´isolamento in cui erano stati rinchiusi venerdì scorso alla sezione "protetta", quella dei pedofili. Stesso provvedimento a Pagliarelli, per la madre che costringeva la figlia a prostituirsi.
Intanto i pm Marcello Viola e Alessia Sinatra stanno lavorando senza sosta per individuare gli altri uomini che hanno abusato della quattordicenne. Non è facile. In questa storia stanno cominciando ad affollarsi troppi gialli: chi ha sequestrato e picchiato uno dei clienti della ragazzina, Maurizio Modica, prima ancora che i carabinieri facessero scattare gli arresti? Fu proprio Modica a denunciare il giro di prostituzione, probabilmente per paura di altre ritorsioni, facendo scattare le prime indagini. Chi si accanisce ancora contro Muscatello? E perché? Chi controlla il quartiere vuole punire i "pidofili" oppure qualcuno sta facendo solo rumore sugli arrestati per coprire gli altri clienti coinvolti nel giro?


La madre nel frattempo continua a tacere. Rinchiusa in cella, non ha neanche nominato un avvocato di fiducia. Il marito, il padre della ragazzina abusata, è tornato alla sua occupazione di sempre: raccoglie oggetti in ferro. "Lo vediamo vagare con gli occhi persi nel vuoto" racconta una commerciante dello Z.E.N. "Non è più l´uomo di un tempo. Chissà se il tribunale gli darà fiducia e gli riporterà in casa la figlia."

domenica, aprile 29, 2007

Racconti online

Due sillogi di stories online di "franc'O'brain", gratuitamente scaricabili:

Copia a nero(file .doc)

et

Sangue, macerie & vanità (.pdf).

Sono dedicate a tutti gli amici de "Zerovirgolaniente".

mercoledì, aprile 25, 2007

Malasanità - Morte gemellino a Messina, 4 medici indagati

Era il 20 dicembre 2005. Il luogo: il Policlinico di Messina. Due giorni dopo la sua nascita, il piccolo Edoardo morì per una grave insufficienza respiratoria. In sede di conclusione delle indagini preliminari e dopo la perizia di tre consulenti, il sostituto procuratore, Angelo Cavallo, che in un primo tempo aveva indagato sedici medici, ha ristretto il numero dei destinatari del provvedimento ai quattro sanitari che seguirono effettivamente il caso nei due giorni successivi alla nascita, mentre erano in servizio all'Unità di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva del Policlinico. Per loro l'accusa è di omicidio colposo. Secondo il pm, i medici non avrebbero individuato in tempo l'anomalia che affliggeva il bimbo: insufficienza respiratoria del neonato pre-termine, malattia di cui soffriva anche il fratellino gemello Cristiano, sebbene in forma meno grave. Una serie di omissioni e negligenze fatali per il piccolo: nonostante i problemi si fossero presentati subito, Edoardo non sarebbe stato assistito adeguatamente.

domenica, aprile 22, 2007

Ennesimo dramma allo Z.E.N.

Da più di due anni una madre costringeva la figlia, oggi quattordicenne, a prostituirsi. La donna, 39 anni, è finita in carcere, assieme a tre uomini. E' accaduto nel quartiere Z.E.N. di Palermo: i carabinieri del reparto operativo hanno arrestato, oltre alla donna, Francesco Muscatello, pregiudicato 57enne di Castellana Sicula (Palermo), e i palermitani Maurizio Modica, 40 anni, e Giuseppe Librera, 65 anni.
Era la madre a gestire gli "incontri" della figlia: il compenso in denaro variava dai 15 ai 30 euro, a seconda della durata e della natura della prestazione.
La sciagurata donna e i tre "clienti" devono rispondere dei reati di prostituzione minorile, riduzione in schiavitù e atti sessuali con minore. La ragazzina, sentita dai sostituti procuratori alla presenza di una psicologa, ha confermato tutto e, insieme ai suoi quattro fratelli, è stata condotta in una casa-famiglia fuori provincia.



Lo Z.E.N. (Zona Espansione Nord) è da qualche anno sede di importanti impianti sportivi quali il Velodromo Borsellino e il nuovo stadio di baseball, ma rimane anche il quartiere popolar-popolarissimo che fu fin dal suo nascere (1969). A nulla è valso cambiarne la denominazione in "San Filippo Neri": per i palermitani, rimane "'u zzenn", sinonimo di girone dell'Inferno. Non a caso, su uno dei suoi muri si legge la scritta: "Lasciate ogni speranza, voi che entrate".
E' un focolaio di forti disagi con altissimi tassi di dispersione scolastica e microcriminalità. Un luogo di disperazione in cui regna il degrado, chiuso come una fortezza ed evitato come un lazzaretto pieno di appestati. In gran parte mancano ancora le fogne e altre infrastrutture basilari. Le sue insulae di cemento "ospitano" circa 20.000 persone, anche se le cifre ufficiali parlano di 16.000.


Nonostante le reiterate denuncie dei media e l'impegno delle istituzioni scolastiche, religiose e del volontariato, la situazione del quartiere rimane allarmante, tanto che il celebre architetto Massimiliano Fuksas si è spinto a proporne la demolizione, assieme agli altri agglomerati periferici degradati d'Italia (come il Corviale a Roma).

giovedì, aprile 19, 2007

Immobilismo o dinamismo?

Nel suo libro The Future and its Enemies, Virginia Postrel afferma che la vecchia differenziazione tra Destra e Sinistra è ormai superata. Oggi si deve parlare di "stasism" e "dynamism". Uno stasist è chi crede che il mondo sia - o debba essere - un luogo controllabile, governabile; un dynamist al contrario vede la vita sul nostro pianeta come una serie di processi dinamici.


E fin qui ci siamo. E' un'analisi interessante che definisce quella che è probabilmente l'attuale dicotomia della realtà umana, e possiamo pure assumerla come assioma su cui basare i nostri discorsi a venire.


Senonché, la Postrel - che si rivela dinamista - propone un liberalismo sfrenato, basato sulla fiducia nella "creatività dei singoli". Peccato che non tutti gli individui siano dei santi, e che la loro "creatività" - quando c'è - può venire sfruttata da corporazioni la cui unica morale è quella di arricchirsi a costo di passare sopra ai cadaveri! L'autrice crede nel futuro delle tecnologie, che secondo lei possono svilupparsi soltanto se i governi smettono di imporre regolamentazioni e soltanto se non le si incanala in pochi standard-base. Ovviamente, nel libro non manca l'accusa di snobbismo ad alcuni preminenti "luddisti" quali Leon Kass, Bill McKibben e Jeremy Rifkin, i quali affermano più o meno che "si stava meglio prima". Questi signori, secondo noi, non hanno tutti i torti. Le vere invenzioni utili e importanti, le grandi creazioni dell'ingegno umano, risalgono tutte a epoche trascorse e non sarebbero state possibili senza l'interferenza diretta dei governanti di turno: ciò vale sia per l'affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina sia per il vaccino antipolio e per le radio a transistor.


Virginia Postrel non è altro che la portavoce del capitalismo più volgare. E' americana, e parla nell'interesse degli americani (quelli ricchi), senza curarsi dell'etica. A chi dovrebbero servire queste tecnologie ultramoderne? E chi potrebbe permettersele? Forse ignora, o non ha mai considerato, il fatto che quasi metà della popolazione mondiale non ha mai fatto una telefonata in tutta la vita. O che in Nord Corea i telefonini sono proibiti per legge. O non conosce i pericoli scaturiti dall'energia atomica e dalla biogenetica. Non tutti i miglioramenti che già oggi (anzi, ieri) potrebbero essere fatti, vengono fatti; vuoi per volere di governi corrotti, vuoi perché la scienza è nelle mani dei grossi consorzi o multinazionali. Il vero conflitto, nell'ambito del cosiddetto "progresso dell'umanità", rimane l'antica lotta tra Bene e Male. Bisogna combattere la politica che favorisce le classi egemoni, bisogna opporsi alle mire imperialiste di certi paesi e all'avidità a tutti i livelli. Per raggiungere questo scopo, ovvero quello di un mondo più pulito e più giusto, non resta che affidarsi a regole precise.
In questo senso, sì, noi siamo stasisti e non dinamisti.


La nostra è una posizione obbligata. A fronte della disoccupazione globale, della disperazione di individui intrappolati in una "underclass" permanente, della distruzione della natura, per tacere di un sistema di informazione centralizzato che "monitorizza" la vita di ciascuno di noi, ci tocca lottare nella speranza di un rallentamento dei processi di (pseudo)modernizzazione. Il mondo era più moderno, più evoluto, prima. Sarebbe paradossale e inumano chiudere gli occhi di fronte ai problemi attuali, ignorando ad esempio la stretta correlazione tra divario di ricchezza e criminalità crescente.
Anche noi abbiamo creduto che l'Èra dell'Informazione fosse la terza grande Rivoluzione Industriale; e continuiamo a crederlo, insieme a Kass, McKibben e Rifkin. Solo, bisogna vedere in che mani e per quali scopi vanno a finire i dati che corrono via cavo o via etere. In particolare Rifkin, in The End of Work, si chiede se la tecnologia rappresenti per la classe lavoratrice maggiore libertà o la sua (definitiva) destituzione. I posti di lavoro sono stati automizzati e dunque in teoria il lavoro è stato reso più agevole; ognuno gode della possibilità di comunicare "liberamente", di interagire tramite Internet e i telefonini. Ma la nostra vita è per questo più felice, e più sicura?
La verità è che oggi siamo tutti precari (quando abbiamo la "fortuna" di lavorare), e le innovazioni tecnologiche sembrerebbero servire primariamente ad "intrattenerci", distogliendo i nostri pensieri da quello che sarà il futuro. E il futuro - come sanno i dinamisti - comincia già domani, o tra un'ora. Rifkin non ha difficoltà a prevedere una società di disoccupati cronici e di lavoratori sottopagati. Il suo suggerimento è quello di "lavorare meno, lavorare tutti" e consiglia ai governi di investire massicciamente nel settore del volontariato e dei servizi sociali. Due proposte che rimarranno inascoltate. La tendenza va semmai in direzione opposta. Ci sono sempre meno lavoratori che sono costretti a lavorare più a lungo, spesso malpagati e costretti a marcare la presenza anche in caso di malattia; e i governi assomigliano sempre più a grosse ditte, e dunque interessati maggiormente ad amministrare il denaro (facendo arricchire i loro "manager") a discapito dei "sottoposti" (del popolo) che non a occuparsi del destino dei non-agiati.

La voce di Virginia Postrel è quella dei wasp, mentre Jeremy Rifkin parla anche in nome degli Afroamericani (che negli Stati Uniti sono stati i più colpiti dall'avvento delle nuove tecnologie).

Gli altri due immobilisti (?) di cui abbiamo accennato sopra sono Leon Kass e Bill McKibben.


Kass è un professore di bioetica dalle vedute conservative: si oppone strenuamente alla biogenetica delle facili clonazioni e all'eutanasia, ma pure all'aborto.
McKibben è un ecologista che si occupa anche di questioni sociali e di biogenetica. In The End of Nature (scritto nel 1983) già McKibben lanciava un gido di allarme sul riscaldamento globale della Terra, e in The Age of Missing Information scrive: "Noi crediamo di vivere nell'èra dell'informazione', crediamo che ci sia stata un''esplosione' di informazioni, una 'rivoluzione' dell'informazione. In un certo qual senso è proprio così, ma in un senso più stretto è vero esattamente l'opposto. Stiamo attraversando un momento di profonda ignoranza, in cui la conoscenza vitale che gli esseri umani prima possedevano - chi siamo? dove viviamo? - sembra essere andata persa. Un oscurantismo. L'èra dell'informazione smarrita."


Entrambi questi studiosi sono meno "americani", più "mondialisti" di Postrel e Rifkin, e quindi in potenza di maggiore interesse per noi europei, per noi africani, per noi asiatici. Tuttavia, per comprendere fino a che punto la degradazione ha intaccato il nostro mondo ci sono sicuramente ancora più utili i trafiletti dei giornali. Prendiamo la Germania. Generalmente, fino a qualche tempo fa i tedeschi erano considerati fortunati di vivere in un Paese benestante, evoluto, con un'assistenza sociale e sociosanitaria davvero esemplare. Le cose però sono radicalmente mutate anche lì (qui, per chi scrive). Due sole notizie recenti. La prima ci dice che a Spira (Speyer), tranquilla cittadina della Renania-Palatinato, un ventenne è morto di fame e sua madre è stata ricoverata in ospedale con evidenti segni di malnutrizione; i due, disoccupati, non potevano nemmeno comprarsi da mangiare... La seconda riferisce di un uomo che, alla stazione ferroviaria di Amburgo, vede morire sotto i suoi occhi uno sconosciuto e, prima ancora di tentare di soccorrerlo, gli ruba il portafoglio. Storie di fame e disperazione. Come tante altre se ne segnalano in Germania, ex Paese benestante ed evoluto dove oggi non si contano più i senzatetto e i senzalavoro.


Siamo al cospetto del "Medioevo prossimo venturo" che Roberto Vacca aveva preannunciato nel 1970. Le profezie di Vacca si sono tutte avverate: l’ingovernabilità dei grandi sistemi, congestione urbana e paralisi dei trasporti, scarsezza d’acqua ed eccesso di immondizie, guerre, inutilità della contestazione (quando la contestazione c'è), speranze mal riposte nei calcolatori elettronici... Un tempo la chiamavano "futurologia", "fantascienza apocalittica"... Ora dobbiamo purtroppo dire: "Benvenuti nella realtà!"




News e articoli correlati:

Pentagono: Scenari apocalittici dei prossimi 20 anni

The Future and its Enemies

Jeremy Rifkin: Economia all'idrogeno (recensione)

Leon Kass (intervista sulla clonazione)

Bill McKibben (file .rtf)

Sito con articoli di Roberto Vacca

domenica, aprile 15, 2007

Non si uccidono così anche i cavalli?

They Shoot Horses, Don't They?

USA, 1969
120 min.

Regia: Sydney Pollack

Cast:
Jane Fonda ... Gloria Beatty
Michael Sarrazin ... Robert Syverton
Susannah York ... Alice
Gig Young ... Rocky
Red Buttons ... Sailor
Bonnie Bedelia ... Ruby
Michael Conrad ... Rollo
Bruce Dern ... James
Al Lewis ... Turkey

et alia.



Lacrime, sangue e sudore: è questo il materiale di cui è fatta la vita, e i film più grandi, più indimenticabili, sono proprio quelli che riescono a rendere alla lettera questa cruda verità. In tale capolavoro di Sydney Pollack la metafora si mescola con la cronaca "storica". La Grande Depressione ha messo in ginocchio larga parte della popolazione degli Stati Uniti e tutti i mezzi sono buoni per far soldi; accade così che numerosi locali, gestiti da impresari senza scrupoli, organizzino maratone di ballo (con tanto di pubblico pagante che scommette sui partecipanti) a cui si iscrivono desperados di ogni ceto e di ogni età nella speranza di vincere il premio in palio. Non si uccidono così anche i cavalli? racconta di una di queste folli competizioni; e lo fa in maniera talmente realistica che lo spettatore soffre insieme ai protagonisti, e come loro arriva a sentirsi mancare il fiato. Tra i partecipanti sono un'aspirante attrice in cerca di un contratto cinematografico ma che finisce per diventare pazza (Susannah York); un marinaio di una certa età che danza sino allo sfinimento fisico (sino alla morte per infarto, per la precisione - Red Buttons); una giovane donna incinta, accompagnata dal marito (Gig Young); Gloria, una ragazza disperata, fortemente motivata ad accaparrarsi i 1.500 dollari di premio (Jane Fonda); e infine Robert, un ragazzo trasognato (Michael Sarrazin) attraverso i cui occhi sgranati, da fanciullo in perenne stato di stupor, viene osservata l'intera vicenda.


Il nostro è un periodo in cui sul piccolo schermo imperversano i Ballando sotto (e con) le stelle, dove le piccole "bue" dei concorrenti vengono ingigantite allo scopo di moltiplicare gli indici di ascolto. Dopo aver visto questo film, sicuramente molti spettatori considereranno le gare di ballo con occhi diversi.


Uscito in piena èra di rivolta giovanile e di forti impennate culturali, il film di Pollack non poteva non lasciare il suo segno (e che segno! davvero sconvolgente). Nel bel mezzo dell'utopia del flower power, il regista ci propone... un'antiutopia. Il messaggio è: "il mondo è marcio e non c'è speranza di cambiarlo". They Shoot Horses, Don't They? è un classico ingiustamente semiobliato. Tratto da un romanzo di Horace McCoy, ha un finale inevitabile - presagito fin dal principio dallo sguardo ormai vuoto e privo di speranza di Jane Fonda (bravissima) -: Gloria induce il suo compagno di ballo, Robert, a ucciderla con un colpo di pistola. Proprio come si fa per i cavalli giunti al capolinea.


Ma la scena più toccante è quella in cui l'altrettanto stupenda Susannah York (Alice) va sotto la doccia completamente vestita. I suoi occhi spalancati, segno della pazzia, fanno venire i brividi. Quegli occhi ipnotizzano letteralmente lo spettatore, ricordandogli quanto è sottile il filo che separa la realtà apparentemente concreta delle nostre azioni quotidiane da quella della perdizione totale, dello smarrimento senza alcuna speranza di ritorno. La York si sarebbe meritata l'Oscar. Purtroppo, l'Academy Awards fu parecchio avara nei riguardi di questa pellicola; soltanto Gig Young si aggiudicò una delle statuette: quella di attore non protagonista, riuscendo comunque a battere colleghi del rango di Jack Nicholson (Easy Rider) e di Elliott Gould (Bob & Carol & Ted & Alice).

venerdì, aprile 13, 2007

Così va la vita



E' morto il migliore autore americano del XX secolo. Anzi il secondo migliore, dopo Kilgore Trout.

Partendo dalla fantascienza, Vonnegut ha compiuto vertiginose virate esplorando il senso della vita. Inizialmente eroe della controcultura, si ritrovò presto a essere un pellegrino delle alte sfere accademiche.

Nonostante il successo commerciale dei suoi romanzi (14 in tutto), era malato di depressione. Nonostante fosse un fumatore accanito, è riuscito a vivere ben 84 anni.

So it goes.

Così va la vita.




Ciao, Kurt, e grazie di tutto. Good-bye, Auf Wiedersehen.

lunedì, aprile 09, 2007

Donna si suicida in ospedale

Era andata a trovare la figlia ricoverata ma non grave

Tragedia a Portogruaro (Venezia). Una donna di 37 anni, residente a Bolzano, si è suicidata buttandosi dal sesto piano dell'ospedale della città, dove era ricoverata la figlia di un anno. Ignote le cause che hanno spinto la donna, che si trovava in vacanza a Caorle con il marito e la piccola, a compiere il gesto. La bambina era stata portata all'ospedale per uno stato febbrile accompagnato da convulsioni, ma le sue condizioni non erano ritenute preoccupanti.


Ancora inspiegabile l'estremo gesto della 37enne. Il cadavere è stato recuperato dai Vigili del Fuoco, intervenuti sul posto insieme ai Carabinieri, in un terrazzino che sporge dall'edificio a pochi metri dal suolo.

martedì, aprile 03, 2007

'Lo spirito del legno'

E' il metanolo, la droga dei poveri. Un vero e proprio veleno per il corpo umano. E' usanza degli immigrati soprattutto rumeni e polacchi aggiungerlo alle bevande alcoliche (anche al vino). Sembra che la miscela abbia effetti allucinogeni. Non sorprende perciò che il caso della donna rumena che sta morendo a Palermo dopo aver ingerito della grappa sia già il 15° in Sicilia. Solo nei primi tre mesi del 2007 all'Ospedale Civico del capoluogo siculo sono morte tre donne, due delle quali ventenni, per colpa di metanolo contenuto in bevande alcoliche.

L'ultimo episodio si era verificato il 24 marzo, quando un'altra rumena si era sentita male mentre lavorava in casa, nel Trapanese. La figlia ha riferito che poco prima aveva bevuto qualcosa. Ieri al Pronto Soccorso del Buccheri La Ferla di Palermo è arrivata una trentenne (rumena), badante, da tre mesi in Italia. Accusava un forte mal di pancia; ora è in coma. I militari dell'arma hanno sequestrato, in casa sua, bottiglie di alcolici per sottoporle agli esami di laboratorio.

domenica, aprile 01, 2007

Stanco dell'attesa al Pronto Soccorso aggredisce il medico...

... e gli spezza la mano.

E' accaduto a Como. Stanco di attendere al Pronto Soccorso dell'ospedale Sant'Anna di Como dopo che a una prima visita non gli era stato riscontrato nulla di grave, un marocchino di 25 anni ha fatto irruzione in una delle salette attrezzate per le emergenze e ha aggredito un medico in servizio, provocandogli la frattura della mano e la lesione dei tendini con una prognosi di 60 giorni.
Queste le accuse che gli sono costate l'arresto: lesioni aggravate, violenza, resistenza e interruzione di pubblico servizio. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Sabraoui Abdelghani, residenza a Cantù e regolare permesso di soggiorno in tasca, si è presentato al Pronto Soccorso lamentando un dolore a una gamba. È stato visitato dal personale medico, non gli è stato riscontrato nulla di evidente ed è stato invitato ad attendere perché c'erano da esaminare casi più urgenti. Pochi minuti più tardi, stanco di attendere, il giovane ha fatto irruzione nella saletta: gli si è parato davanti il medico che lo ha invitato a uscire, ma Sabraoui, esaperato, lo ha colpito allo stomaco con un pugno e poi alla mano destra, provocandogli una lesione a un dito con interessamento dei tendini.

lunedì, marzo 19, 2007

Arrestato in Brasile uno dei migliori giallisti del mondo

Cesare Battisti, 52enne autore di libri noir in lingua francese (Dernières cartouches; Habits d'ombre; Le cargo sentimentale...), è stato arrestato domenica a Rio de Janeiro mentre la giovane intermediaria di un'associazione nata allo scopo di sostenerlo gli stava consegnando 9.000 euro.
Battisti, che era un qualsiasi militante dei PAC, Proletari Armati per il Comunismo, e non un leader come sostengono molti media (tra l'altro, volle fuoruscire dal gruppuscolo all'annuncio della morte di Aldo Moro), era stato inizialmente arrestato con l'accusa di partecipazione a banda armata. Evaso dal carcere di Frosinone nel 1981, era ricercato dalla giustizia italiana. La condanna all'ergastolo nei suoi confronti fu emessa (in contumacia) nel 1993 dopo che il pentito Pietro Mutti, in cambio della clemenza, lo aveva accusato di ben quattro omicidi compiuti tra il 1978 e il 1979. Per quegli omicidi, a suo tempo rivendicati dai PAC, mancano le prove.
Nell'autobiografia del 2006 Ma cavale ("La mia fuga"), l'ex appartenente all'estrema sinistra scrive di non aver mai ucciso nessuno in vita sua, anche se ammette che girava armato.
Dopo una lunga permanenza in Messico, e più precisamente a Puerto Escondido (il personaggio interpretato da Claudio Bisio nel celebre film di Gabriele Salvatores è ispirato proprio a lui), Battisti aveva cercato e trovato rifugio in Francia, paese che, sotto Mitterand, accordava asilo e protezione agli ex attivisti italiani che avevano rotto con la violenza. Senonché, nel 2004 la giustizia transalpina (ora il Presidente era Chirac) decise di estradarlo, e Battisti tornò a darsi alla clandestinità.
Lo hanno acciuffato sulla spiaggia di Copacabana. A fare da esca involontaria è stata Lucie Genevieve Oles, una giovane arrivata sabato a Rio con il volo da Parigi. L'Interpol parigina e quella di Roma avevano fornito ai brasiliani l'informazione sulla ragazza da pedinare. Domenica, ovvero il giorno dopo il suo arrivo, Lucie si è fatta portare da un tassì fino all'Avenida Atlantica, che costeggia la famosa spiaggia. Dopo qualche minuto le è andato incontro un uomo: si trattava di Cesare Battisti. Tutto molto facile per i poliziotti carioca, che sono entrati in azione alla presenza di un paio di colleghi francesi.
Alcune versioni sostengono che l'arresto sia avvenuto dentro un albergo della stessa Copacabana.
In ogni caso, si sottolinea che "l'ex terrorista non ha opposto resistenza".

venerdì, marzo 16, 2007

Mostra virtuale del Buzzati pittore - II

La casa dei misteri (1965)

La giacca (1967)

Il vicario di Stinfeld (1967)

Santa ingenuità (1967)

La ragazza con la minigonna (1968)

Babau (1970)

Pettirosso gigante (1970)

Autoritratto nell'ultima estate

martedì, marzo 13, 2007

venerdì, marzo 09, 2007


In questo stesso giorno e mese di tredici anni fa (1994) si involava verso il paradiso degli ubriaconi Charles "Hank" Bukowski. Nell'arco della sua carriera, che abbraccia quasi mezzo secolo, lo scrittore di origini tedesche pubblicò oltre cinquanta volumi in prosa e poesia.
Infanzia e gioventù dolorosamente difficili. Ma, negli Anni Settanta, Bukowski era una leggenda vivente. Fece delle apparizioni insieme ad Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti, fu spesso intervistato da Rolling Stone e tenne delle acclamatissime letture in Europa (vi arrivava sempre non con le sue leggendarie due confezioni da sei birre, ma con non meno di quattro bottiglie di ottimo vino francese).
A quel punto della sua vita, anche il vecchio, mezzo fracassato Maggiolino della Volkswagen, noto dai suoi racconti, era solo un nostalgico ricordo: ormai "Hank" poteva permettersi una BMW decappottabile nuova di zecca. Era un uomo decrepito (ma fu mai giovane?), soffriva di cancro e di TBC, e poteva tuttavia gioire di un conto in banca niente male per un ex bum (fannullone vagabondo).


L'epitaffio sulla sua tomba recita:



"Don't Try."



Nessuno ne conosce il significato, ma si intuisce che, qualsiasi cosa voglia dire, è sicuramente giusto.

domenica, marzo 04, 2007

L'orecchione assoluto. Sanremo 2007

Paventavamo peggio. Alla fine di queste cinque serate possiamo affermare - in fondo e perché no - di esserci divertiti.


I soliti cotillons, le immancabili critiche (cosiddetta Giuria di Qualità composta da incompetenti, ecc.), ma l'appuntamento annuale con il Festival è diventato un evento imperdibile anche per noi. Tanto più che, più si va avanti nelle serate, e più il meccanismo risulta ben oleato; o almeno questa è l'impressione che ne ricaviamo. Ci si assuefa persino alla pubblicità... Molte canzoni ci entrano nel sangue dopo il secondo o terzo ascolto e prendiamo maggiore confidenza con i singoli personaggi.


La serata finale ha avuto tanto da offrire, grazie ai comici oggi in forma eccellente (Insinna e Chiambretti) e a una Hunziker il cui stile diventa sempre più simile a quello di Antonella Clerici.


Joss Stone, cantante soul-rock inglese

Al flirt tra la stupenda 19enne Josse Stone, imitatrice di classe di Aretha Franklin presentatasi scalza sul palco, e il Pippone nazionale, il quale, a fronte di tanta bellezza, ha ghignato: "Beh, quasi quasi, scherzando scherzando... [qui ci esce qualcosa]", ha fatto seguito un breve intermezzo in cui la co-presentatrice svizzera ha inanellato una serie di almeno tre gaffes: ha lodato Pippo di possedere l'orecchione assoluto (!), gli ha chiesto di farle "la Cavalcata turca" (anziché la Marcia turca di mozartiana memoria) e ha concluso con un: "L'unico che aveva l'orecchio[ne] assoluto era Bach... ed era pure sordo!" (sordo era semmai Beethoven).
Poi, a chusura dell'esibizione della mitica Momo - una scoperta di Chiambretti nel suo Dopofestival -, mentre andava incontro ai Facchinetti pater & filius, "Heidi", o "la regina dell'Emmenthal" come l'ha definita Chiambretti, è splendidamente scivolata.
"E' caduta la banca svizzera!" ha baudato Pippo mentre la Hunziker si rialzava con qualche doloretto.




I nostri artisti preferiti:

1) Amelia Grè 10+
2) Paolo Meneguzzi 7+
3) [a pari merito] Al Bano, Nada, Paolo Rossi, Cristicchi 7




And the winner is...