giovedì, agosto 16, 2007

Trent'anni fa moriva Groucho Marx

 Julius Henry Marks


"Naturalmente nella vita ci sono un sacco di cose ben più importanti del denaro. Ma costano un sacco di soldi!" Non è una battuta di Woody Allen, ma di Groucho, uno dei quattro Fratelli Marx, i comici surreal-demenziali che, tra i tanti meriti, ebbero quello di essere tra i primi a saper cavalcare il cinema sonoro. Julius Henry Marks (questo il suo vero nome) nacque il 2 ottobre del 1890 in quella che diventerà ben presto la famiglia più famosa - nonché più numerosa - della storia del cinema. Il clan dei Marks, in arte Marx, era composto, oltre che da lui, da Leonard detto Chico (1887-1961), Arthur detto Harpo (1893-1964), Milton detto Gummo (1894-1977) e Herbert detto Zeppo (1901-1979). 



Minnie Schönberg, la loro efficiente madre oriunda tedesca, li fece esibire tutti insieme negli anni Dieci, ma rimasero in quattro negli anni Venti dopo il ritiro di Gummo. Il quartetto comico subito impose a Broadway la sua comicità anarcoide, specie in commedie musicali come The Cocoanuts (Il ladro di gioielli; 1925) e Animal Crackers (1928), che diventarono altrettanti film rispettivamente nel 1929 e nel 1930. Harpo si munì di un'arpa, Chico di un piano, Groucho di una chitarra e Zeppo di un sassofono, e i Marx Brothers fecero del 'nonsense' e della rivolta contro tutto e tutti il loro stile scatenato e fracassone. Esempi: Monkey Business (Quattro folli in alto mare; 1931), Horse Feathers (I Fratelli Marx al college; 1932) e Duck Soup (1933), efficace satira contro il potere che la nostra RAI trasmise negli anni Settanta con il titolo La guerra lampo dei Fratelli Marx.



Dopo il forfait di Zeppo, i fratelli caratterizzarono ancor più i loro ruoli: Harpo, muto, si dava solo a melodie ma sempre con le enormi tasche piene di sorprese, Groucho era invece l'affabulatore e il dissacratore per eccellenza e Chico (che in originale parla con un accento italianeggiante) il mediatore delle situazioni surreali generate dai tre. Arrivarono poi altri film pieni di fulminanti gag come Una notte all'Opera (1935), Un giorno alle corse (1937) e I cowboys del deserto (1940). Ma, dopo l'inaspettato fallimento de Il bazar delle follie (1941), i Marx decidono di dividersi. Chico e Harpo si esibiranno, spesso in coppia, in diversi spettacoli teatrali e nei night club, mentre Groucho si darà da fare con qualche partecipazione radiofonica. Ingombranti baffi dipinti, occhialetti da intellettuali e sigaro di ordinanza (una maschera che Woody Allen amava, tanto da riprenderla in Prendi i soldi e scappa e in Tutti dicono 'I love you'), Groucho fu in realtà il vero leader dei Fratelli Marx. I calembours, i giochi di parole, le barzellette triviali e non raramente scurrili erano quasi tutti farina del suo sacco. "Questi sono i miei fermi principi, se non vi piacciono... beh, ne ho altri!"



Autore teatrale in proprio, prese parte dopo la scissione del gruppo a diversi film, tra cui La bionda esplosiva (1957) di Frank Tashlin, e si riciclò divenendo presentatore del riuscitissimo quiz televisivo You Bet Your Life, nel quale riversò sugli ospiti di turno le sue battute velenose. You Bet Your Life è ancora oggi un 'cult'. Il suo grande amore per la musica (i Marx Brothers cominciarono come musicisti prima di darsi al vaudeville) lo rese anche estemporaneo cantante: celebre la sua versione della canzone "Lydia the Tattooed Lady". Anche se soleva scherzare sul suo rapporto con la musica: "Io suono al conservatorio. Sì, ma non mi aprono mai".


Nel 1974 ricevette un premio Oscar alla carriera.


Morì a Los Angeles il 19 Agosto 1977. "Per favore accettate le mie dimissioni: non voglio far parte di un club che persiste a volermi accettare come membro."



Sulla sua tomba si legge questo epitaffio: "Scusate se non mi alzo".

domenica, agosto 05, 2007

Marilina - dietro il mito



 Esattamente 45 anni fa moriva, nella sua villa di in California, la star più famosa e più pagata del mondo: Norma Jeane Baker, in arte Marilyn Monroe ma per tutti semplicemente Marilyn. La versione ufficiale parlò di "suicidio", ma sulle vere cause del decesso dell'appena trentaseienne diva persistevano - e persistono tutt'oggi - seri dubbi.

Al termine dell'ultima intervista rilasciata il giorno prima della scomparsa, lei dichiarò candidamente al giornalista Richard Maryman: "But please, don't make me look like a joke..." ("Però la prego, non mi faccia sembrare ridicola").

Questa era Marilyn: dolce, sensuale e fragile. E altamente insicura. Il matrimonio con Arthur Miller (il celebre drammaturgo in odore di comunismo) fu un tentativo per dimostrare di non essere poi quella "scioccherella" che tutti consideravano.

 Il regista inglese Nicolas Roeg riuscì a sviluppare tale aspetto della personalità di Marilyn nel suo film-capolavoro La signora in bianco (Insignificance), del 1985. Nel corso della storia, la star (magnificamente interpretata da Therese Russell, moglie dello stesso regista) incontra Albert Einstein a New York City. E' il 1954 e lei si è appena fatta fotografare con il vestito bianco che le scopre le cosce mentre sta a gambe larghe su un condotto d'aereazione. Entrambi, l'attrice e lo scienziato, si ritrovano nella stessa camera d'albergo. Sia pure tra le tante interruzioni dovute sia al geloso Joe DiMaggio, eroe del baseball e marito-bambinone di Marilyn, sia ai ficcanasi dell'F.B.I. (nei panni dell'agente più odioso si è calato Tony Curtis), lei riesce a spiegare ad Einstein, con l'aiuto di un palloncino e di due lampadine tascabili, la Teoria della Relatività.


 Ma al grande pubblico piaceva come sexbomb senza cervello. E i gusti maschili sono in fondo rimasti immutati fino ad oggi. In effetti è così: quando uno di questi "begli oggetti" si mette a esprimere il proprio mondo interiore, le proprie opinioni, spesso finisce per  svilire il maschio, i maschi in generale. Tu scopri che queste bellone hanno idee, opinioni, e ti ritrovi castrato; e, in un eventuale prossimo incontro con una di loro, ti ritrovi bloccato da mille sensi di colpa. (Il complesso di Abelardo!) Da qui l'attrazione sempreverde per la bionda formosa e "stupida". Un ideale che nessuno, meglio di M.M., si ritrovò a incarnare - spesso suo malgrado, come abbiamo visto.


 Norma Jeane/Marilyn Monroe era nata a Los Angeles il 1 giugno 1926. Dopo l'infanzia durissima si ritrova a fare la pin-up girl. Posa per calendari erotici che vengono esposti in quasi tutti i bar d'America. Il passaggio al cinema "che conta" non avviene in maniera indolore: Marilyn deve saltare da un letto all'altro, subendo tante umiliazioni. E, anche quando sarà famosa, non smetterà di dispensare favori a uomini, quasi fosse questo il suo ruolo primario nel mondo. Nell'autobiografia di Zsa-Zsa Gabor compare una Marilyn Monroe che fa entrare nella sua camera d'albergo quattro tecnici di scena in una sola notte (ma quando va a letto con George Sanders, il grande attore e uno dei mariti della Gabor, non gli fa il "servizio con l'olio d'oliva caldo" tanto famoso negli studi della MGM...).


La stessa Monroe ebbe ad affermare: "A letto gli uomini danno il meglio di sé soprattutto quando sono sposati e tradiscono le loro mogli".


Il 1962 fu un anno ricco di avvenimenti-clou: la crisi di Cuba aveva causato il rischio di un conflitto armato tra gli Stati Uniti d'America e l'U.R.S.S.; in Germania con l'"Affare Spiegel" si scatenarono animate discussioni sulla libertà di stampa; e, sempre in Germania, ad Amburgo, si segnalò l'apertura dello "Star Club", in cui avrebbero esordito i Beatles (i cartelloni pubblicitari affissi sui muri del quartiere St. Pauli recitavano: "I tempi di carestia sono passati! Basta con la musica di paese! Venite tutti alla Rock'n'Twist Parade!"). Fu anche l'anno in cui l'umanità perse, purtroppo, l'icona del sesso Marilyn Monroe.


 Il New York Time, in occasione della morte della grande star, scriveva: "Le dure esperienze della giovinezza l'avevano resa vulnerabile. E' una storia umana e triste, molto triste. Al di là del volgare sfruttamento che, per ragioni commerciali aveva dato di Marilyn un ritratto del tutto falso, vi era un attrice bella, sensibile e piena di spirito. Con la sua morte il mondo perde un po' di bellezza."


Non si smise mai di parlare di lei, nel bene e nel male. Nel 2000 risultò addirittura che il suo petto, così florido e perciò tanto ammirato, era falso. Si scoprì infatti che la leggenda del grande schermo indossava un paio di imbottitire color carne sul seno, esclusivamente e appositamente fatte per lei affinchè il suo fisico risultasse più provocante. La scoperta fu rivelata dapprima dal tabloid inglese The Sun e poi riportata da tutti i media del mondo. Le imbottiture avevano persino i capezzoli modellati sopra, e Marilyn le indossava sotto bolerini ben attillati, in modo che ogni cosa apparisse come se fosse naturale. Solo una cerchia ristretta di amici conosceva il "segreto" della Monroe, questo stratagemma per rendere più sexy e provocante la sua figura. A rendere noto l'inganno fu l'impresario delle pompe funebri che aveva preparato il suo corpo per la sepoltura, sostituendo l'imbottitura con del cotone e tenendo gelosamente nascoste le imbottiture originali fino a quando, 38 anni dopo, decise di metterle all'asta: per 3.450 dollari.


 Tutto nella vita di Marilyn era finzione, confusione. Il senso di irrealtà doveva essere centuplicato dalla dipendenza da psicofarmaci e dai problemi psichici, che la portarono a consultare a più riprese noti e meno noti "dottori dell'anima". Esiste un'immagine in bianco-e-nero che ritrae la star mentre è seduta a guardare l'acqua di un lago, pensosa, stanca, durante una pausa delle riprese di Misfits. C'è tanta umanità, e dunque tanto dolore dietro alla leggenda di Marilyn. Questa stella di Hollywood fu (e rimane) la proiezione moderna di miti sorti dalla fantasia maschile.

Gli uomini americani - come dice una vecchia gag - sono cresciuti nella convinzione che le donne possono essere piegate in tre parti e che abbiano un morsetto all’altezza dell'ombelico. Difatti, la rivista Playboy ha contribuito a una rivoluzione sessuale, come ha sempre dichiarato il suo fondatore Hugh Hefner. In prima linea le playmates, nel celebre “centerfold“ del magazine. Marilyn Monroe fu la playmate dell’anno 1953. Queste ragazze venivano introdotte nelle alte sfere e trattate come giocattoli. Spesso al sesso si  mischiava la politica: negli anni Sessanta le playmates andarono in Vietnam per regalare ai GIs abbonamenti a vita alla rivista. La playmate del novembre 1969, Paige Young, morì nel 1974 in seguito a una overdose di sonniferi. E anche molte altre, prima e dopo di lei, sparirono in circostanze a dir poco oscure.

Marilyn Monroe ebbe una relazione con l'allora Ministro della Giustizia Robert Kennedy e nel 1962, poco prima della sua morte, cantò lascivamente "Happy Birthday, Mr. President!" alla festa di compleanno di John F. Kennedy al Madison Square Garden di N.Y. Era stata introdotta al Presidente e al fratello di questi attraverso Peter Lawford, amico di Marilyn e cognato dei Kennedy.


 Il mistero della sua morte, in quella maledetta notte tra il 4 e il 5 agosto '62, non è ancora stato risolto. Suicidio o Omicidio? Forse non lo sapremo mai. Eppure, nel marzo di quest'anno sia spuntata un'altra ipotesi: apparentemente, Marilyn voleva soltanto fingere il suicidio. Uno scrittore e regista australiano, Philippe Mora, ha ritrovato un documento dell'F.B.I. che confermerebbe questa storia.


Secondo quanto riportato dal Sydney Morning Herald, il regista ha riferito di avere trovato un documento dell’F.B.I. in cui si parla di "suicidio assistito": la donna-mito avrebbe inscenato la morte volontaria per attrarre l'attenzione di Robert (Bob) Kennedy. I suoi "amici" sarebbero dovuto intervenire per salvarla, e invece l'avrebbero lasciata morire, nuda sul letto.

Maggiore implicato della vicenda Peter Lawford, attore e marito della sorella di Bob, Patricia Kennedy. Purtroppo la sceneggiata si concluse tragicamente. La star ingerì un’overdose di barbiturici massiccia per rendere la messa in scena credibile ma nessuno la salvò. Anzi. Nel documento, finora top secret, l’F.B.I. riporta la registrazione di una telefonata avvenuta in quella convulsa notte d’estate tra Lawford e "il bel Bob". Chiede Kennedy impaziente al cognato: "Allora, Marilyn è già morta o no?"

Secondo Philippe Mora, i motivi per volerla morta non erano pochi e tutti risiedono proprio nel fatto che Marilyn aveva osato troppo. L’attrice era diventata troppo pericolosa, e dunque scomoda per i Kennedy: aveva capito che Bob non avrebbe mai lasciato per lei la famiglia, e per vendicarsi aveva minacciato di raccontare tutto.


L’F.B.I. aveva ricevuto questo file nell’ottobre del 1964 contenente un rapporto secondo cui all’attrice erano stati forniti i mezzi per tentare un suicidio. A essere a conoscenza della messa in scena c’erano, oltre a Lawford, anche l'allora psichiatra della star Ralph Greenson, la governante Eunice Murray e il press agent Pat Newcomb. Lawford avrebbe approfittato del fatto che Marilyn aveva già tentato il suicidio per suscitare le simpatie dei suoi fans. Gli bastò allora solo accordarsi con Ralph Greenson che già la curava per problemi emotivi e per toglierle l’assuefazione ai barbiturici.


Nella sua ultima visita il dottore le avrebbe prescritto ben sessanta pastiglie di Seconal, che il rapporto definisce una dose di quantità "inusuale". A quel punto toccò alla governante chiamare lo psichiatra per avvertirlo che l’attrice aveva in effetti ingerito le pillole. Il dottore si presentò sul luogo del disastro solo a morte avvenuta.


Qualunque sia la verità, il mito della splendida star sopravvive nel cuore di tutti noi attraverso le sue foto, e i suoi film.

Ciao Norma Jeane.



"Hollywood's a place where they'll pay you a thousand dollars for a kiss, and fifty cents for your soul."

("Hollywood è quel posto dove ti pagano migliaia di dollari per un bacio, e cinquanta centesimi per l'anima.")


                               Marilyn Monroe

sabato, agosto 04, 2007

La 'Moggiopoli' finlandese


I soldi corrompono ogni cosa. Persino il calcio finlandese, che fino a qualche tempo fa era additato a pregevole esempio di dilettantismo. Che cosa è accaduto?
E' accaduto che d'un tratto si sono registrati risultati finali a dir poco sorprendenti, tipo l'Allianssi che perde 8-0 contro l'Haka. In quel caso (era il 2005) non fu avanzata nessuna ipotesi di frode e l'Alliansi fu multato di 10.000 euro per "preparazione insufficiente".
Poi il tabloid Ilta-Sanomat ha pubblicato un'intervista con un giocatore il quale non ha avuto difficoltà ad ammettere di aver accettato denaro per perdere alcune partite. Le squadre sotto inchiesta sono Jaro, FC Honka, Rakuunat e Warkaus JK, tutte militanti nella Veikkausliiga (la Serie A finlandese).


L'indagine è concentrata su alcuni match. Emblematico il caso della partita del 6 giugno 2004 tra Warkaus JK e Jyvaskyla JJK: poco prima del fischio d'inizio, l'agenzia Veikkaus registra una scommessa contro il Warkaus per una cifra pari a 63.000 euro; e il risultato, alla fine, sarà 2-0 a favore dello Jyvaskyla...

lunedì, luglio 30, 2007

Morto Ingmar Bergman

Il celebre regista svedese si è spento nel suo "buon rifugio" sull'isola di Farö (Mar Baltico) a 89 anni. Negli ultimi tempi si sentiva solo e piangeva spesso, ma era molto lucido, tantoché non ha smesso mai di scrivere, fino alla fine. E' morto nelle stesse ore di Michel Serrault. I due probabilmente non si sono mai incontrati; ma si sarebbero piaciuti.


 Ingmar Bergman nacque a Uppsala il 14 luglio del 1918. Il padre Erik, un pastore luterano, avrebbe voluto che intraprendesse la carriera ecclesiastica, ma Ingmar fuggì da lui nel 1936 per andarsene a vivere a Stoccolma. Nella capitale svedese lavorò al Teatro dell'Opera come aiuto-regista e drammaturgo, ma non ottenne i riconoscimenti che si meritava. Uguale sorte, all'inizio, ebbe il suo impegno nell'ambito cinematografico. Poi, negli Anni Cinquanta, il trionfo: a Un'estate d'amore segue Donne in attesa e poi la pellicola-scandalo Monica e il desiderio. Nel 1955 realizza Sorrisi in una notte d'estate, suo primo successo europeo, che vince il Festival di Cannes. Non si ferma più, insoddisfatto e pignolo, al limite della nevrosi depressiva. Del 1956 è forse il capolavoro dei suoi capolavori: Il settimo sigillo ottiene vari riconoscimenti, oltre al premio speciale al Festival di Cannes. L'Orso d'Oro al Festival di Berlino e il premio della critica al Festival di Venezia giungono, invece, grazie a un altra grandissima opera d'arte: Il posto delle fragole.
Lavora quasi sempre con le stesse attrici (da lui amatissime) e con gli stessi attori. Le attrici sono Harriet Andersson (9 film), Bibi Andersson (11), Liv Ullman; e, inoltre, con il "gruppo storico" dello Stadsteater di Malmoe: Tunnel Lindblom, Max Von Sydow, Ingrid Thulin, la stessa Bibi Andersson.
Alle soglie della vita e Il volto ricevono il premio come miglior regia rispettivamente a Cannes e a Venezia, mentre nel 1960 La fontana della vergine gli fa conquistare il suo primo Oscar. Nel frattempo, dopo i matrimoni con Else Fischer, Ellen Lundstrom e Gun Hagberg, si sposa una quarta volta, diventa direttore del teatro centrale di Stoccolma, si avvicina alla neonata televisione (ne capisce immediatamente le potenzialità; ma più tardi le rimprovererà di interrompere i film con spot pubblicitari) e realizza Come in uno specchio, primo capitolo di una discussa trilogia religiosa: sarà Oscar come miglior film straniero. Seguono Luci d'inverno (1962), premiato a Berlino e a Vienna, e Il silenzio (1963), uno dei suoi film che suscitarono maggiore scandalo. Nel 1964, colpito da una grave depressione, scrive Persona e inizia una relazione con l'attrice norvegese Liv Ullman, dalla quale nasce Lynn (1966). Arriva un periodo quasi compulsivo: più di un film all'anno. Nel 1974 concluderà la storia con Liv Ullman (che per lui ritirerà il Premio Fellini a Roma nel 2005) e si sposa l'anno dopo, nel 1975, con Ingrid von Rosen. Nel 1978, lo splendido Sinfonia d'autunno lo vedrà dirigere l'ultimo film interpretato da Ingrid Bergman, grazie a lui nominata all'Oscar per la settima volta. Gli Anni Settanta sono anche quelli di Sussurri e grida (1972) e di Scene da un matrimonio (1973). L'Oscar alla carriera arriva nel 1970, ma dopo tale data firmerà una buona metà delle oltre 40 opere della sua filmografia. Fanny e Alexander (1982), Con le migliori intenzioni (1992) e Conversazioni private (1996) sono tre opere in cui - tra l'altro - esplicita il suo rapporto tormentoso con il padre. "In realtà io vivo continuamente nella mia infanzia" scrisse Bergman nell'autobiografia La lanterna magica, "giro negli appartamenti in penombra, passeggio per le vie silenziose di Uppsala e mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l'enorme betulla a due tronchi; mi sposto a gran velocità entro una manciata di secondi e abito sempre nel mio sogno. E, di tanto in tanto, faccio una visita alla realtà".

domenica, luglio 29, 2007

CAVALLETTE IN ARRIVO: GALLINE FARAONE PER COMBATTERLE

A giorni si prospetta un'invasione di cavallette dalle proporzioni "bibliche". La Coldiretti propone, per difendersi da questi voraci insetti, un metodo di lotta biologico e dal basso impatto ambientale: la distribuzione delle galline farone nelle campagne. Le faraone sono particolarmente ghiotte di insetti-locuste.


"Essendo polifaghe, se numerose, le cavallette" ricorda la Coldiretti "possono danneggiare non solo le piante spontanee, ma anche l’erba medica e i pascoli per l’alimentazione del bestiame, il mais e la vite, nonché i prodotti dell’orto. Le specie più abbondanti e pericolose sono la cosiddetta cavalletta ‘dalle ali rosa’ (Calliptamus italicus), e la specie Dociostaurus maroccanus."


Saranno le zone del Sud (Puglia, Sicilia, Sardegna) ad essere - ancora una volta - le più colpite. "Il punto" continua Manfredini, agronomo della Coldiretti, "è che l’invasione delle cavallette non dipende dal caldo record registrato in questi giorni, ma dall’inverno che c’è stato. Infatti gli insetti sotto inchiesta hanno avuto la possibilità di deporre le loro uova durante l’inverno in tutta tranquillità. Le temperature miti hanno fatto sì che si moltiplicassero."


In Italia, circa un terzo del territorio nazionale è sensibile al rischio desertificazione anche per effetto dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con sfasamenti stagionali e la più elevata frequenza di eventi estremi che rappresentano una sfida epocale per la salvaguardia dell’ambiente. Per formare un gruppo efficace per sconfiggere l’attacco delle cavallette devono essere presenti tra le 20 e le 100 galline faraone per azienda agricola. Tre o quattro volatili - sostiene la Coldiretti - sono sufficienti per un ettaro di terreno. L’utilizzo del pollame ha dimostrato risultati soddisfacenti, tenendo anche conto delle numerose aziende che nei territori collinari usano tecniche di coltivazione biologiche che non prevedono l’impiego di prodotti chimici di sintesi. Anche se la settimana prossima si preannuncia meno calda di questa, non basterà un po’ di fresco a tenere lontani i temuti insetti. "Sarà indispensabile" conclude Manfredini "l’intervento dell’uomo, supportato dalle galline faraone. E per la gente infastidita dalla loro presenza su terrazzi e balconi, l’unico rimedio è quello di allonatanarle senza l’uso di pesticidi."


 Curiosità: in Egitto, i tecnici di governo propongono - come da noi - l'eliminazione delle locuste, mentre singolari fatwe (avvisi religiosi) di esponenti religiosi sostengono che uccidere le cavallette sia haram, cioè illecito, e propongono... di mangiarle. Cibarsi, infatti, di locuste "arrostite, bollite o alla griglia è halal, è permesso".
 

mercoledì, luglio 25, 2007

domenica, luglio 22, 2007

Australia: una giovane insegnante promette notte calda allo scolaro migliore

Una professoressa di matematica di un liceo australiano ha promesso alla sua classe, formata da maschietti in parte ancora minorenni, di lasciare trascorrere una notte sul suo letto a chi di loro alla fine dell'anno si sarebbe dimostrato il migliore.
Alcuni genitori hanno protestato per il "metodo d'insegnamento poco ortodosso" dell'avvenente insegnante, la quale si è difesa dichiarando di non aver in realtà mai promesso del sesso, ma di aver voluto solo dare una motivazione, un incentivo in più ai ragazzi. La sua spiegazione non è stata però accettata dalle autorità, che l'hanno sospesa dall'incarico. In conclusione, dunque, ha trionfato ancora una volta la dittatura di una morale da strapazzo.
Il migliore del corso è rivelato essere lo studente Guillermo H., il quale ora, dopo aver tanto sudato sui libri, giustamente reclama il suo diritto a "incassare" il premio.




Vedi anche: Prof di matematica colta 'in fallo'

venerdì, luglio 20, 2007

Anestetista "retroattivo"

Verrebbe da ridere se non fosse per il dramma personale delle vittime.
"Devo compiere alcune manovre dolorose, le faccio l'anestesia...". Era questa la scusa utilizzata da un sedicente fisioterapista di Busto Arsizio (Varese), che narcotizzava i suoi pazienti maschi, ne abusava sessualmente e li fotografava mentre li sottoponeva alle violenze. A chi al risveglio lamentava dei dolori, spiegava che si trattava dell'effetto delle sue manipolazioni. Sono decine le vittime di Roberto Benatti, 53enne con diploma di perito tecnico che si spacciava per esperto terapeuta e che è stato arrrestato dai carabinieri di Gallarate.

Gli è andata male quando, il 14 giugno scorso, un paziente dal sonno meno pesante si è accorto di tutto. Resosi conto di quanto stava subendo, aveva gridato chiedendo aiuto ai familiari che lo aspettavano fuori dallo studio. Immaginarsi la faccia dei parenti quando, entrati nel locale, avevano trovato Benatti con i pantaloni ancora abbassati e in atteggiamento inequivocabile.

giovedì, luglio 19, 2007

Single...?

Per la serie: Voi chiedete, io rispondo


Your question:



io da quando sono single vivo da dio...
faccio quello che ho voglia...
se ho fame mangio, se ho sete bevo,se ho sonno dormo...
se ho voglia di fare l'amore... faccio la doccia...

secondo Te, la vita da single ha solo vantaggi...?



My answer:

La vita da single ha i suoi vantaggi... se sei un praticante della meditazione yoga oppure se sei uno scrittore. Per queste due categorie, la solitudine (perché di altro non si tratta) ha i suoi innegabili vantaggi. Per tutti gli altri, non c'è niente di più bello e soddisfacente che vivere con l'"anima gemella".


Io ho vissuto alcuni anni da single (ero un proficuo artista) e mi sentivo profondamente infelice, anche se "da fuori" non lo si notava. Per mangiare uscivo, in quanto la mia cucina era ormai inguardabile, mi vedevo spesso con presunti amici e quando avevo voglia di fare l'amore mi recavo nei locali notturni, dove agganciavo immancabilmente delle tizie assurde. Se avevo sonno non dormivo praticamente mai, in quanto l'inquietitudine interna, l'insoddisfazione, non me lo permetteva. La mia vita è cambiata radicalmente quando ho incontrato quella che sarebbe poi diventata la compagna della mia vita. Ho imparato, per così dire, la bellezza della "normale vita da coppia". Prova anche tu.

martedì, luglio 17, 2007

Mediocrità dei giornalisti di provincia

Il titolo di questo post si riferisce ai giornalisti tedeschi, ma ovviamente ce ne serviamo come paradigma di certa stampa in generale.
Che cosa è successo? La sera del 10 luglio arriva a Mühldorf am Inn, piccolo centro sperduto a cavallo tra Oberbayern (Baviera Alta) e Niederbayern (Baviera Bassa), la grande Gianna Nannini. Raramente si era vista da queste parti una star di tale calibro, a meno che non si voglia considerare un divo internazionale anche Papa Ratzinger (che è nato nei paraggi, in un villaggio sullo stesso fiume Inn).
La Nannini sta girando l'Europa nel quadro del suo "Grazie Tour 2007", che serve appunto a ringraziare i fans che l'hanno seguita nei suoi trent'anni di carriera. La cantante è giunta a Mühldorf in gran forma, appena reduce da un concerto allo stadio Wembley di Londra davanti a 60.000 spettatori. Qui, nel buco del culo del mondo, si esibisce davanti a 1.000 o 2.000 anime perse, ma lo fa con la passione che sempre la contraddistingue, accompagnata tra l'altro da una band (che comprende anche una sezione di archi) veramente formidabile. "La Gianna" dà un concerto con i fiocchi, rendendo felici i presenti. (Per la recensione leggi qui.)
Il giorno dopo però l'inviata del Mühldorfer Anzeiger (il quotidianuccio locale) intitola il suo articolo: "La diva italiana ci ha presi a calci". Noi ci stropicciamo gli occhi e torniamo a leggere: sì, il titolo dice proprio così. Ma perché? Scorrendo le righe sottostanti, scopriamo che la giornalista si riferisce a un episodio sfuggito a quasi tutti gli spettatori: Gianna Nannini, dopo aver pregato invano i fotografi di smetterla di tempestarla di flash, avrebbe fatto volare con la punta di un suo stivale la macchina fotografica di uno di loro, "frantumandola".
Nel resto dell'articolo si sottolinea la bravura e l'impegno della diva, ma lo scritto è costellato di altri richiami al "fattaccio" della sera prima. "Ha bevuto o ha preso droghe?" si chiede scandalizzata la giornalistucola. E non smette di fare l'imbronciata: "Che bisogno c'era di comportarsi come Marilyn Manson?" Ecc. ecc.
E' incredibile. A parte che sanno a malapena scrivere, a parte che ottengono il posto grazie a qualche favore da "Oval Office" reso a un caporedattore più asino di loro, a parte che il rock non è propriamente il circolo dell'Azione Cattolica, dovrebbero farsi un esame di coscienza e domandarsi se non hanno contravvenuto al contratto, dove chiaramente si diceva: "Niente filmati, niente foto, niente azioni disturbanti sotto il palcoscenico".
Inoltre, quasi nessuno dei presenti - lo ribadiamo - si è accorto di nulla: erano (eravamo) troppo impegnati a suggere con lo sguardo, con tutti i sensi, la musica e i movimenti, ora sensuali e ora arrabbiati, della diva (antidiva) senese. Nel cortile interno del centro culturale 'Haberkasten', Gianna Nannini ha regalato a un migliaio o poco più di poveri provinciali delle sensazioni fortissime e durature.
Ma l'episodio che ha scosso Andrea Sch., l'intrepida reporter del glorioso Mühldorfer Anzeiger, eccolo qui: ce l'ho sotto gli occhi, nero su bianco; una pagina assai importante di giornalismo mondiale.
Mi rimetto ora a leggerlo: una ridicolaggine tira l'altra. E del concerto vero e proprio si parla poco e con scarsa cognizione di causa.
"Uàaa-ah! Uàaa-ah!" piange Andrea Sch., in rappresentanza anche degli altri colleghi della stampa alta/bassa-bavarese. "La cattivona ci ha fatto la bua!"
Impettiti sono entrati nel luogo dello show, andando a occupare i posti migliori, e impettiti se ne sono usciti meno di due ore dopo. E in mezzo c'è stato il "fattaccio". L'aria di supponenza, l'espressione infastidita, ce l'avevano fin dall'inizio. Viene da chiedersi se non lo abbiano fatto apposta a provocare la star. In fondo, si sa, questi italiani sono tutti così, facili da infiammare... "E noi siamo noi. Dobbiamo difendere il nostro status di individui superiori..."



Leggi la recensione reale.

domenica, luglio 15, 2007

Pedofili in sottana nera: chiesa cattolica comincia a risarcire

L'arcidiocesi della chiesa cattolica di Los Angeles pagherà la cifra record di 660 milioni di dollari per risarcire 500 vittime di abusi sessuali dal 1940 agli anni Novanta, hanno riferito ieri i legali delle parti.

L'accordo, che porterà a ciascuna vittima più di un milione di dollari, è il più importante e oneroso mai firmato dalla chiesa cattolica, e arriva in seguito alle numerose richieste di risarcimento per gli abusi sessuali compiuti da sacerdoti.

sabato, luglio 07, 2007

Ecco la 500 del Terzo Millennio


E' arrivata la nuova Fiat 500.


Primi commenti negativi: "E' in plastica. E' costruita in Polonia. Costa troppo. Consuma troppo. Il motore è andato a finire davanti..."



Ah, ma quanto erano migliori i vecchi tempi!



Fiat 500 vecchia contro Fiat 500 nuova:


Restauriamo quella vecchia?


Il motore originale (cough cough, sputt sputt):


Italian for Fiat 500 Freaks:

mercoledì, luglio 04, 2007

eBook gratuito





(http://www.lulu.com/content/921476) formato .pdf

Racconti bizzarri e dell'orrore.
Featuring: la setta degli Adonaidi (Pholcus Phalangioides), l'ex compagno di scuola di una rockstar (Envy), un traffico di carne in Sud America (Sarabanda maraquena), la crudele Moana (Moana dentro il pozzo), il fratello della donna-pesce (Se la trota avesse gambe), un chirurgo distratto (Addio, compagno!), Nicu Jota (Fotofobia) e un macabro reality show (Il grande fardello).

Otto sborror-stories (TM) di franc'O'brain. Otto nuove fantasie picee dall'autore delle raccolte Copia a nero e Sangue, macerie & vanità.

lunedì, luglio 02, 2007

Laurea honoris causa in filologia moderna a Roberto Benigni


"Per la geniale attitudine a porre al servizio della letteratura italiana, e nell'interpretazione di Dante e della commedia in particolare, una vocazione scenica e attoriale degna della migliore tradizione dello spettacolo antico e moderno": con questa motivazione l´Università di Firenze ha laureato honoris causa in Filologia moderna Roberto Benigni.

Il titolo accademico è stato conferito all´attore e regista dal rettore Augusto Marinelli nel corso della cerimonia che si è svolta oggi nell´Aula Magna dell'ateneo.

Dopo i saluti del rettore Marinelli e della preside della facoltà di Lettere e filosofia Franca Pecchioli, Anna Nozzoli, ordinario di Letteratura italiana, ha pronunciato la "laudatio". Benigni è poi intervenuto con un'interpretazione e una lettura del XXXIII canto dell'Inferno, dedicato al Conte Ugolino.

mercoledì, giugno 27, 2007

E' morto Luigi Meneghello

Lo scrittore vicentino aveva 85 anni. Si è spento nella sua abitazione di Thiene (Vicenza) per un malore.
Meneghello fu l'autore di un classico della letteratura contemporanea, "Libera nos a Malo" (1963). Nato proprio a Malo (Vicenza) nel 1922, aveva tratto da un mondo destinato all'estinzione, quello contadino della campagna veneta, ispirazione per una singolare espressività in cui fondeva dialetto vicentino, italiano e citazioni in inglese, raccontando con toni umoristici e drammatici la trasformazione provocata dalla modernità in un mondo statico e tradizionalista.

Trasferitosi in Inghilterra, Luigi Meneghello nel 1948 si era sposato con Katia Bleier, sopravvissuta ad Auschwitz, e nello stesso anno era stato fondatore del Dipartimento di Studi Italiani all'Università di Reading. Lì aveva insegnato per 33 anni, prima di tornare definitivamente in Italia nel 2000 e stabilirsi a Thiene.

Da un suo libro, "I Piccoli Maestri" (1964), storia in chiave marcatamente antieroica di un gruppo di studenti antifascisti che diventano protagonisti della guerra partigiana, era stato tratto nel 1998 il film omonimo diretto da Daniele Luchetti.

giovedì, giugno 21, 2007

Ma il male si accetta o si combatte?

Per la serie: Voi chiedete, io rispondo


Your question:



Ma il male si accetta o si combatte?



My answer:

Il male si combatte. Combattendolo, devi però stare attento a non far del male, altrimenti ti schieri anche tu con le sue legioni. Quindi: devi cercare di combatterlo facendo del bene.


Ma bisogna considerare anche l'ipotesi di forme maligne di grosse dimensioni. Spesso contro di esse non esiste che un'unica possibilità: fuggire.


Cerco di spiegarmi meglio: il male è infido e viene a insinuarsi anche là dove c'è un ambiente "sterilizzato", ovvero là dove meno te lo aspetti. Se si presenta sotto l'aspetto di violenza che esplode ciecamente (p. es. per pianificazione politica o fanatismo settario e/o razziale), c'è ben poco da fare. Devi fuggire per non rimanerne vittima, cercando un altro vacuum-di-male, un altro luogo topografico "sterilizzato" dove sistemarti.


Se si presenta invece sotto forma di stupidità (commenti razziali, minacce personali, ecc., a scuola, sul lavoro o addirittura in famiglia), devi assumere il contegno giusto, seguendo la regola numero uno (dare il buon esempio, fare solo del bene) e sfoderare tutto lo stoicismo di cui sei capace. Finché è possibile. Altrimenti in questi casi bisogna... scappare.


Non sono del tutto d'accordo sul "porgere l'altra guancia": spesso ottieni solo di beccarti un altro ceffone (o anche peggio). Capisco invece, e bene, chi fugge e va a rifugiarsi da tutt'altra parte. Non parliamo adesso dei poveri clandestini arrivati da altri continenti (e che sbarcano sulle nostre "dorate spiagge" segnati non solo dalla fame, ma anche dalla violenza piu nera). Parliamo piuttosto dei tanti adolescenti che abbandonano il tetto familiare: voi pensate che, se fossero in grado di contrapporsi al male (spesso personificato dai loro genitori), non lo farebbero? Evidentemente nel loro caso il male è destinato a non lasciarsi sconfiggere: ecco perché questi giovani sfortunati arrivano a scegliere il rimedio estremo della fuga.

mercoledì, giugno 20, 2007

Facevo zapping e....?

Per la serie: Voi chiedete, io rispondo


Your question:



Facevo zapping e....?
....su rai uno c'era un certo Di Pietro che proponeva un gioco in cui il concorrente sceglie un uovo e se l'uovo è vuoto si vince altrimenti no.
Per verificare se l'uovo fosse vuoto o meno ovviamente il suddetto conduttore lo spiaccicava sulla fronte di un malcapitato.
Cambio canale: rai due.Stesso gioco solo che questa volta a rompere l'uovo in testa al malcapitato era una ragazza travestita da gallina.....


PERCHE'?????
onestamente tu che ne pensi? lo trovi divertente?



My answer:

Nessuno che sia sano di testa può trovare divertente qualcosa del genere; soprattutto se trasmessa a un'ora della giornata in cui anche i bambini si mettono davanti alla tele.
Secondo me "il gioco dell'uovo" è semplicemente perverso. Non capisco nemmeno come mai ci siano concorrenti che si lasciano fare cose così... E' denigrante per la personalità di un essere umano.

martedì, giugno 12, 2007

Il vostro sito è oscurato in Cina?

Per saperlo verificate qui:

http://greatfirewallofchina.org/test/


La Cina si è sconciamente aperta al dollaro americano, ma altrettanto sconciamente frena i fermenti internazionalisti del suo miliardo e passa di cittadini esercitando una censura su Internet senza precedenti nella storia di questo media.

Il più grande Firewall del mondo.

Con l'eccezione di pochi url-base appartenenti a importanti partner commerciali, è praticamente impossibile per un cinese informarsi su quello che realmente pensano della vita e del mondo gli individui "comuni" che commentano, sui loro blog e siti personali, le notizie emanate dalle agenzie di stampa ufficiali.



"The Great Chinese Wall", la Muraglia Cinese, è ora diventata "The Great Chinese Firewall"...

Avvertenza: su questa pagina-test, alcuni siti importanti risultano bloccati "a singhiozzo". Non è detto però che lo siano. La loro periodica "unavailability" spesso è dovuta alla difficoltà del collegamento.

sabato, giugno 09, 2007

"Sono deficente"

E' accaduto a Palermo. L'insegnante, per punirlo del suo bullismo, gli impone di scrivere per 100 volte sul suo quaderno: "Sono un deficiente". Per questo verrà addirittura denunciata dal genitore dello scolaro. Suddetto scolaro, un 12enne che frequenta la seconda media di un istituto presso la Stazione Centrale (in un quartiere popolare), aveva impedito a un compagno di accedere al bagno dei maschi.

"Vai in quell'altro!" gli aveva detto. "Tu qui non puoi entrare perché sei un gay, una femminuccia."

Scatta dunque la decisione della 56enne prof di Lettere di punirlo. Apriti cielo! E' quasi scoppiato uno scandalo e la povera donna (trent'anni di esperienza didattica alle spalle) si è pure beccata una denuncia.

Il quaderno del 12enne è stato sequestrato, costituendo prova indiziaria. Aprendolo, ci si accorge che il bulletto ha scritto per 100 volte:

"Sono un deficente", senza la 'i'.

giovedì, giugno 07, 2007

Calcio e politica - Il Milan e i comunisti

Domanda: "Qnt milanisti sn comunisti???
Nn credete sia un controsenso votare x la squadra del leader ke voi nn sopportate????"



Risposta:

Se io fossi milanista mi impiccherei o cambierei squadra, a prescindere dall'ideologia politica.

Anche uno che è di destra non può non odiare il Berluska. Il quale non è di destra né di centrodestra né altro, ma solo un furbacchiotto che fa fesso l'italico gregge. Io comunque non sono comunista: solo trotzkista (faccio di mestiere il pasticciere), e lo sono diventato (trotzkista, intendo; prima ero di destra) da quando sulla scena politica nostrana si è affacciato questo pagliaccio che ha trasformato l'Italia in un unico circo pieno di clowns simili a lui.
Purtroppo ho un'altra pecca: sono nato interista; da qui il motivo vero della mia idiosincrasia contro il Milan. La politica in realtà c'entra ben poco. Fossi stato un vero comunista, avrei potuto magari soprassedere sulla figura del presidente e tifare per i Rossoneri (si sa: i comunisti sono buonisti...). Purtroppo, come già detto, io nasco interista e di destra, e, con tutto il fascismo che ho nel sangue, non posso non odiare. Ecco perché (in quanto interista e - non dimentichiamocelo - pure pasticciere) sono passato dalla parte dei trotzkisti. D'accordo, d'accordo: in Italia non esiste un partito trotzkista. Ebbene, lo fonderò io, e avrà sull'emblema non il colore rosso ma le strisce nere e azzurre.