venerdì, aprile 06, 2012

Isola dei Famosi 9 - responso finale

Abbiamo assistito a una bella Isola - forse, la migliore in assoluto - con una finale "nobilitata" dai tamburi caraibici degli Stomp.


La stagione "isolana" 2012 è stata popolata da personaggi indimenticabili (il presunto mago Divino Otelma, il football coach e re dei simpaticoni ingenui Max Bertolani, la diva da strapazzo Valeria Marini...) e punteggiata da numerosi episodi-clou.


...."Rispetto per tutti, paura di nessuno!"

... e alla fine ha vinto Antonella Elia.



Purtroppo, dunque, ha trionfato l'instabilità, l'imperfezione spinta fino al trash, anziché la bontà e la razionalità. La vittoria della Elia (persona che, pure, ha molti lati positivi: vedi il suo attaccamento "zen" alla natura) sottolinea quella che è la situazione in Italia e, per extenso, sull'intero pianeta: la gente ha perso la bussola!

Il fatto che, al momento della proclamazione, la Moric e Guendalina Fracassi siano accorse a congratularsi, esultanti, con la vincitrice, la dice lunga sul vero senso della competizione: quella che si è svolta è stata la classica lotta tra le Forze delle Tenebre e le Forze della Luce!
Hanno vinto le prime, sotto l'egida della Stupidità...
Niente contro Antonella Elia, lo sottolineo; ma, pur senza volerlo, questa simpatica e burlesca soubrette si è fatta portavoce di tutto quanto c'è di negativo nel mondo e in particolare nell'ex Belpaese.




....L'ex boyfriend di Amanda Lear

Checché ne dicano i più, tra i più sinceri naufaghi - e meno strateghi in assoluto - sono stati Manuel Casella, Andrea Lehoska e Coach Max. Come ha detto Manuel (citazione non testuale): "Certa gente non crede che qualcuno possa essere buono per natura. Pensano che stia fingendo, che stia mettendo in atto una strategia..."

lunedì, marzo 26, 2012

Da 'Il Prato Nero', 21-12-2004

I blog in T.V.


Eh!eh!eh!eh! Su Rai Uno hanno appena trasmesso un programma molto lungo e accurato sui blog: che cosa sono, chi li usa e perché. Mi è toccato ridere tristemente nell'udire frasi quali "io sono un'appassionata della trasformazione della scrittura" e "a me, in qualità di giornalista, il blog serve per aggirare la censura". Sentenze interessanti, vere e sacrosante. Ma, per la maggior parte dei blogghisti, il motore principale di questa passione è... l'invalicabile solitudine.
Inutile girarci intorno. Internet accomuna (virtualmente, certo) anime straziate e insoddisfatte, e il blog si offre come strumento principe per farci sentire un po' narcisi - protagonisti da due o tre soldi! - mentre il vacuum esistenziale non accinge a riempirsi: tutt'altro. Ogni giorno che passa, il canyon si allarga un po' di più, e noi sempre qui davanti al monitor a vergare pagine su pagine di questo nostro "diario pubblico".  Pur tuttavia, l'autentica tragedia, il dramma più profondo, consiste nella consapevolezza (mia, almeno) che solo pochi, pochissimi delle migliaia e migliaia di blog vengono veramente letti con regolarità...
Propongo un ritorno al dialogo téte à téte. Salviamoci!  

lunedì, gennaio 30, 2012

Italiano per esperti

Negozio di mangimi
TUTTO PER IL VOSTRO UCCELLO


In una palazzina in vendita con officina artigianale sul retro
SI VENDE SOLO IL DAVANTI, IL DIDIETRO SERVE A MIO MARITO


Piccola officina meccanica
SI VENDONO BICICLETTE E SI AGGIUSTANO ANCHE


Ferramenta
SEGA A DUE MANI E A DENTI STRETTI: 50 EURO


Macelleria 
DA ROSALIA - TACCHINI E POLLI, A RICHIESTA SI APRONO LE COSCE


Abbigliamento 
NUOVI ARRIVI DI MUTANDE, SE LE PROVATE NON LE TOGLIETE PIÙ

NON ANDATE ALTROVE A FARVI RUBARE, PROVATE DA NOI

SI VENDONO IMPERMEABILI PER BAMBINI DI GOMMA


Ristorante 
IL CUOCO NON C'È - E' ANDATO A MANGIARE




sabato, gennaio 28, 2012

Da 'Il Prato Nero', 14-11-2002

Oggi sono rimasto a letto fino alle 11, a leggere i diari di Klaus Mann. In esilio dalla "peste bruna", dal nazismo cioè, Klaus Mann viveva e scriveva a un ritmo impressionante. Sì, scrivere necesse: ogni giorno, tutti i giorni dell'anno. Pur se immersi nella povertà, nello sfascio sociale, nella merda, MAI bisogna abbandonare i propri progetti. Dare voce al proprio 'io'. Produrre un'infinità di pagine inchiostrate, un diario di bordo... un PRATO NERO che esorcizzi il vuoto, la volgarità, la morte.


domenica, gennaio 22, 2012

Addio al grande Consolo



Viveva a Milano dal 1969, ma è sempre rimasto un siciliano doc, uno di quei siciliani profondamente dediti alla cultura e all'impegno civile e che non possono perciò non odiare la mafia. Nei suoi libri, raccontava la Sicilia che non si rassegna, ma, direi, soprattutto la Sicilia già rassegnata (leggasi ad esempio le splendide ma anche dure pagine su Palermo in 'Le pietre di Pantalica') e, fin dalla pubblicazione de 'Il sorriso dell’ignoto marinaio' (suo secondo romanzo: quello che lo consacrò nel Parnaso dei nostri maggiori scrittori), è stato amato e riverito anche dalla critica - almeno da quella non compromessa con l'imprenditoria qualunquista e fascista, anzi 'sfascista'. Eh già, perché Vincenzo Consolo, nato a Sant'Agata di Militello (Messina) nel 1933, era uno di quegli intellettuali "scomodi" che scelgono di stare dalla parte delle classi non privilegiate; non a caso, aveva iniziato la carriera lavorando nel quotidiano palermitano 'L'Ora', foglio che fu portavoce appunto di quelle classi e che più tardi, nel capoluogo cementificato a morte, sarebbe stato costretto a dichiarare fallimento.


"Palermo è una Beirut distrutta da una guerra che dura ormai da quarant'anni, la guerra del potere mafioso contro i poveri, i diseredati della città. La guerra contro la civiltà, la cultura, la decenza." ('Le pietre di Pantalica')

Consolo osservava i poveri, gli umili; indagava, li studiava... così come studiava la lingua italiana, di cui salvò le forme e i vocaboli più eleganti. Si dice - e ne ha accennato lui stesso - che prediligesse lavorare più sulla prosa che sull'invenzione narrativa; ma il suo italiano, magistralmente incastonato di sicilianismi e aulismi, evoca immagini di forza tale ('Retablo', 'La ferita dell'aprile', 'Di qua dal faro'...) da risultare esse stesse narrazione, tasselli di un mosaico che forse non sono proprio romanzo 'tout court', ma non corrispondono neppure all'antiromanzo. E' sempre il cronista, il giornalista, a trasparire dalle sue pagine. Del resto, Consolo amava attingere dalla realtà e, nei suoi libri, anche quelle che possono sembrare invenzioni fantastiche sono in verità fatti di cronaca, piccoli avvenimenti quotidiani, grandi momenti storici celati in polverosi diari che la sua intelligenza investigativa riusciva a scovare. Al contrario di Verga e dei veristi, lui credeva nella Storia e nel suo potere educativo; la Storia come paradigma morale e bussola per l'uomo moderno, non come arido assemblamento di vicende stantìe. In un'intervista rilasciata alla RAI, asserì: "Soltanto la letteratura può trattare, oltre che dell'aspetto storico, anche dei sentimenti dell'uomo, delle passioni..."
La letteratura: sua grande passione fin da bambino. Amava Pirandello e Sciascia, era un esperto di Verga, Tomasi di Lampedusa e Vittorini, ma conosceva anche i non-siciliani: Alberto Moravia (incontrato personalmente a Lipari) e, 'in primis', Italo Calvino. Mentre gli intellettuali del Gruppo ’63 proclamano la necessità di rompere i nessi semantici e quelli sintattici, Consolo accoglie il suggerimento etico e razionalistico di Calvino di “dare ordine al caos”; opta sì per una sperimentazione, ma per una sperimentazione che, appoggiandosi alle radici della lingua, riesca a impregnare di 'lirismo' anche le circostanze e gli eventi più squallidi.
A Milano si trovava per lavoro: faceva il giornalista alla RAI e poi - o durante - il consulente editoriale della casa editrice Einaudi; ma lui la metropoli lombarda l'aveva conosciuta in precedenza, avendo frequentato la facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica. Si può affermare che fosse uno dei tanti siciliani emigrati; con loro, condivideva il "destino d'ogni ulisside di oggi": quello di "tornare sovente nell'isola del distacco e della memoria e di fuggirne ogni volta, di restarne prigioniero..." Cercava in Sicilia, anno dopo anno, decennio dopo decennio, il segno di un cambiamento, di un miglioramento... ma invano. La regione natìa, per quanto bella, sembrava - e sembra - vittima dell'incantesimo di una malvagia Circe...

Due episodi emblematici dalla sua vita: nel 1993, fresco di Premio Strega (lo ha vinto con 'Nottetempo, casa per casa'), dichiarò di voler fare le valigie e abbandonare Milano se mai il leghista Marco Formentini ne fosse diventato sindaco. Altre polemiche suscitò il suo rifiuto, nel 2002, di recarsi al Salone del Libro di Parigi, dove l'Italia era Paese ospite, poiché non voleva "rappresentare un governo [quello Berlusconi] che non ha nulla a che spartire con la cultura". Insieme a lui, si rifiutarono Umberto Eco, Antonio Tabucchi e Andrea Camilleri.

Stanco di fare la spola tra Nord e Sud, Vincenzo Consolo aveva dichiarato recentemente che gli sarebbe piaciuto tornare per sempre sull'isola dov'era nato.
Desiderio rimasto incompiuto: lo scrittore si è spento ieri a Milano. Aveva 78 anni.

«Barone, ma a chi sorride quello là?», chiede il servitore Sasà al Barone Mandralisca, indicando la tavola riproducente il "Ritratto di ignoto" di Antonello da Messina.
«Ai pazzi allegri come voi e me, agli imbecilli!»

(Da 'Il sorriso dell'ignoto marinaio')

sabato, gennaio 14, 2012

Lontano, nei dimenticati spazi...

"Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche del limite estremo della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.
Questo pianeta ha, o meglio aveva, un fondamentale problema: la maggior parte dei suoi abitanti erano afflitti da una quasi costante infelicità. Contro l'infelicità furono avanzate varie proproste, ma esse concernevano per lo più lo scambio di pezzetti di carta verde; cosa assai strana, ne converrete... Così, quasi tutti gli abitanti del pianeta continuavano a sentirsi tristi e infelici; persino quelli che avevano orologi digitali."

Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti

... e grazie per tutto il pesce
La website di Douglas Adams in italiano

lunedì, gennaio 02, 2012

'Il popolo migratore' - recensione

Lo ritengo un capolavoro; perché è più che un documentario sugli uccelli: è un saggio di tecnica cinematografica! Ovvio: la pellicola risulta tanto straordinaria perché la natura stessa lo è. Ma bisogna riconoscere, a chi ha realizzato questo gioiello, una prospettiva esistenziale (ed umanistica) senza cui non ci sarebbe comprensione del mondo, e dunque civiltà.

Il popolo alato sta qui come metafora della vita, di tutta la vita, e l'odissea che compiono, anno dopo anno, i vari stormi (con perdite immani a causa dei cacciatori, dei predatori, di fanghi industriali ecc.), ci suggerisce che vivere necesse, malgrado tutto, e che alla fine la lotta ripaga; anche se, durante il percorso, abbiamo perso l'amico migliore, la compagna... o il pulcino.

sabato, dicembre 31, 2011

Dinner for One

ovvero: il 90simo compleanno di Miss Sophie



"The same procedure as last year, Ma'm?"
"The same procedure as every year, James!"

giovedì, dicembre 29, 2011

Stati Uniti, arma segreta per far venire il cancro?

L'accusa arriva dal leader del “Socialismo del XXI secolo”, il venezuelano Hugo Chavez

L'ipotesi del complotto fatta dopo l'annuncio della malattia del presidente argentino Cristina Kirchner (colpita da tumore alla tiroide), di quello brasiliano Dilma Roussef e del paraguayano Lugo. Secondo Chavez, dietro i casi di cancro, incluso il suo, che hanno colpito molti capi di governo sudamericani, ci sarebbe un complotto degli Stati Uniti. Tanto più che prima di Dilma Roussef (presidente della nazione carioca) si era ammalato anche il suo predecessore, Lula (nome completo: Luiz Inácio Lula da Silva). E non dimentichiamoci dello storico líder maximo cubano, Fidel Castro, colpito nel 2005 da una emorragia intestinale e da allora mai ripresosi!

Per lungo tempo, Chavez ha sospettato che il governo di Washington volesse liberarsi di lui, ma le sue ultime dichiarazioni vanno ben oltre le teorie precedenti. Per Chavez, "è possibile" che gli U.S.A. abbiano sviluppato una "tecnologia per affliggere il nemico con un tumore". Secondo il presidente venezuelano, "è molto strano che sia successo a Fernando Lugo, a Lula e alla pupilla di questi Dilma Roussef quando era candidata alla massima carica del Brasile. Poi sono stato colpito io proprio mentre sto per entrare in un anno elettorale... e ora Cristina! Una mera coincidenza?"

In effetti, la maggior parte degli eminenti politici di questa lista "di sfortunati" sembra essersi ammalata all'improvviso, senza aver mai prima accusato i sintomi tipici della malattia. L'argentina Cristina Kirchner, 58 anni, rieletta lo scorso 23 ottobre, ha un cancro alla tiroide e sarà operata il prossimo 4 gennaio. Anche Fernando Lugo, 60 anni, presidente paraguayano, è stato colpito da un tumore linfatico. E così lo stesso Chavez, 57 anni, da molti mesi in guerra con un tumore particolarmente aggressivo diagnosticatogli a Cuba. Identico destino per Lula da Silva (66 anni; cancro alla laringe) e per la sua sostituta sulla poltrona di leader del Brasile, Dilma Roussef. Una vera e propria epidemia.

I Maya, che avevano predetto che il 2012 sarebbe stato per il nostro pianeta l'anno della catastrofe (e/o dei "grandi cambiamenti"), di sicuro avevano focalizzato l'attenzione in primis sul continente da essi abitato...
Nello stato messicano del Chiapas, presso il sito archeologico di Izapa de Tapachula, è stato allestito un maxi-orologio digitale che segna le ore, i minuti e i secondi mancanti al 21 dicembre 2012, fatidica data che secondo alcune interpretazioni delle scritture Maya segnerà la fine del mondo, mentre per altre darà il via a una nuova èra.

Intanto, nelle acque del Golfo del Messico si segnala un fenomeno dal carattere horror, se non addirittura da Apocalisse biblica: una specie di "gamberi-tigre", grandi almeno 30 centimetri e portatori di virus, si sta rapidamente moltiplicando, alterando l'ecosistema. Un fenomeno preoccupante perché questi gamberi-tigre sono altamente competitivi, alimentandosi di ostriche e di altri crostacei, e per via del virus che diffondono. Viste le loro caratteristiche, possono diventare la specie dominante nel Golfo del Messico... e non solo lì.

domenica, dicembre 25, 2011

Tom Wolfe

Tom Wolfe (Richmond, 1931), da non confondersi con Thomas Wolfe (1900-1938), è una delle grandi firme della Letteratura Americana degli ultimi decenni. Può essere considerato un intellettuale conservatore, ma solo per ciò che riguarda i contenuti (e non sempre), non certo per la forma.
Cominciò con una prosa fatta di suoni onomatopeici, neologismi, frasi incastrate tra di loro... per passare a stilemi meno avventati, ma sempre ricorrendo, "naturalisticamente", all'uso di slang e dialetti.
Come giornalista, si proponeva di raccontare i fatti di cronaca in maniera letteraria, lasciando libera la fantasia, alla maniera di Hunter S. Thompson (Paura e disgusto a Las Vegas).
A proposito di Thompson, mi piace ricordare che la sua scrittura si ispirava a quella (automatica, o "prosodia bop") degli esponenti della beat generation, Jack Kerouac in particolare. E Kerouac aveva, tra le sue fonti ispiratrici, il quasi-omonimo di Tom, ovvero Thomas Wolfe...



"Noi non volevamo fare una carriera mediatica o nell'editoria. Volevamo scrivere. E diventare famosi scrivendo." Così Tom Wolfe descrive i suoi inizi.
Nel 1963, venne inviato dalla rivista Esquire nel Sud California per lavorare a un articolo sulla nuova cultura anticonformista. Wolfe spedì al suo editore Byron Dobell una lettera con il risultato delle sue ricerche. Questi rimosse semplicemente le prime due parole ("Dear Byron") e pubblicò la missiva così com'era, con il titolo "There Goes (Varoom! Varoom!) That Kandy-Kolored Tangerine-Flake Streamline Baby." A molti il pezzo piacque e ciò segnò la nascita del "New Journalism". "The Kandy-Kolored Tangerine-Flake Streamline Baby" fu poi pubblicato insieme ad altri simili resoconti nel volume The Electric Kool-Aid Acid Test (L’acid test al rinfresko elettriko, un resoconto delle avventure "all'LSD" dell'autore Ken Kesey e dei suoi Merry Pranksters, una crudele e riuscitissima parodia dei radical chic statunitensi).

 


 

Wolfe è l'intellettuale disorganico che meglio fotografa i mutamenti, le stupidità, i trend, le manie di una società in perenne ribollio. Mentre in America era già un'istituzione, da noi lo conoscevano in pochissimi, finché non pubblicò Il falò delle vanità, un romanzo che riassume cupidigia, disperata povertà, sfarzo, tensioni razziali e corruzione della New York Anni Ottanta. (Alcuni di voi avranno visto l'omonimo film, interpretato da Tom Hanks, da Bruce Willis e da Melanie Griffith).

Ormai ha alle spalle, oltre agli acclamatissimi saggi e alle raccolte di reportages, diversi romanzi che sono tutti bestsellers (anzi: long sellers), e il suo nome viene affiancato a quelli dei più grandi scrittori americani, soprattutto i "realisti": Norman Mailer, Saul Bellow, John Updike, Philip Roth...
Per chi vuole leggere un buon prodotto narrativo di Tom Wolfe, consiglio, oltre a Il falò delle vanità, gli altrettanto formidabili (perché caustici, molto ben documentati, iperrealistici) Un uomo vero e Io sono Charlotte Simmons.

 Personalmente, considero Un uomo vero il suo capolavoro assoluto.


                           Homepage dell'autore (E)



.....

 

 


 

venerdì, dicembre 23, 2011

"Merry Crisis" a tutti

Video di Tony Troja (YouTube Channel: http://www.youtube.com/user/tonytroja)


Titolo del brano: "Santa Claus is coming to Town".

 

Questa canzone natalizia venne scritta da J. Fred Coots (musica) e Haven Gillespie (parole), e fu presentata per la prima volta nello show radiofonico di Eddie Cantor nel novembre 1934. Divenne immediatamente un successone. Le parole "You better watch out" ("E' meglio che stai attento") gettano un'ombra di inquietitudine sull'atmosfera apparentemente gaia... L'avvertimento vuole essere: "Babbo Natale non ti dà nessun regalo se non fai il bravo!"


 

domenica, dicembre 18, 2011

'The peter patti Daily' - il nuovo numero è qui

E' uscito The peter patti Daily






---> http://paper.li/peterpatti/1319984875


domenica, dicembre 04, 2011

La verità sulle pensioni e il partito delle Pantere Grigie

Se i nostri vecchietti vogliono, a Roma, davanti ai palazzi del potere, scoppia il finimondo. Gli "over -anta", infatti, sanno essere ben agguerriti, quando occorre

I tagli alle pensioni dei lavoratori sono frutto di un clamoroso malinteso: si basano su semplici calcoli matematici. Ma in questo caso non è vero che 1 + 1 = 2. Difatti, se i lavoratori lo avessero saputo per tempo - ovvero all'inizio della loro vita lavorativa - che un giorno sarebbero stati decurtati delle loro pensioni, avrebbero di certo intrapreso ben altre strade; o avrebbero chiesto allo Stato di NON pagare i contributi nelle casse dell'INPS mese dopo mese, preferendo piuttosto tenere per sé quei soldi (ovvio: una legge in questo senso non è mai nemmeno esistita...); più probabilmente, avrebbero cercato di diventare loro stessi - nel loro piccolo - imprenditori.

Tutti ora gli vengono a dire che 40 anni di contributi non bastano più, che uno deve essere vecchio decrepito e dunque già con un piede nella tomba prima di poter incassare la sua sudatissima pensione... Eh no, troppo comodo! 1 + 1 non fa 2, bensì 3! La pensione è sempre stata vista, da operai e impiegati, come il giusto premio dopo una vita di sacrifici, umiliazioni e rinunce assortite; una vera e propria ricompensa per l'accettazione della schiavitù, senza quale schiavitù le ruote del sistema non potevano girare.
E oggi li vogliono privare persino di questa misera indennità di sopravvivenza?!?
Nisba!

Attenti, Monti e consorti: se non prendete provvedimenti giusti ed equi, presto davanti a Montecitorio vi troverete l'esercito delle Pantere Grigie!




sabato, novembre 12, 2011

Si è dimesso



Nell'apprendere la notizia, la folla ha applaudito. La Repubblica parla anche di lancio di monetine insieme al grido "Buffone! Buffone!"

Fine di un'era che molti definiscono "del Bunga-Bunga". Forse c'è ancora speranza per una ripresa economica e culturale dell'Italia. Bisognerebbe però investire nelle scuole, nell'intelletto; puntare sul lavoro vero abrogando quello interinale (la Legge Biagi ha messo in ginocchio oltre metà della popolazione); occorrerebbe pensionare i lavoratori a 50-55 anni per dare impiego ai giovani, diminuire drasticamente le tasse ad artigiani e piccoli imprenditori, premiare quelle ditte che creano nuovi posti di lavoro; bisogna inoltre tornare a un'agricoltura di tipo tradizionale e promuovere il 'Made in Italy'...
Mi sa tanto però che loro vogliono andare nella direzione esattamente opposta.

martedì, novembre 01, 2011

domenica, ottobre 16, 2011

Occupy the World - scacciare i mercanti dal tempio

Notizia dell'ultima ora: l'Unione Europea ha "rimodellato" la sua strategia per coprire il debito pubblico dei Paesi membri e i capi della finanza globale lo hanno approvato, en passant raccomandando ai politici del Vecchio Continente di affrontare i crescenti disordini "in maniera energica"...

A questo punto, davvero, c'è da chiedersi in che mani abbiamo messo il nostro mondo. La gente si mobilita in quasi mille città di entrambi gli emisferi e banchieri e politici fanno orecchie da mercante
...


Amsterdam

Bruxelles

Danimarca (I & II)


Francoforte

Hong Kong

Roma I
Roma I
Roma II
Roma II
Roma II

Seul

Stoccolma

New York City


sabato, ottobre 08, 2011

Domani, compleanno di John Lennon. GIVE PEACE A CHANCE

 





Cinque spari al cuore della musica



"Sono stato colpito": ecco le ultime parole di John Lennon in quella fatidica sera dell'8 dicembre 1980. A ucciderlo, un suo fan sfegatato: Mark David Chapman. Chapman aveva con sé un revolver calibro 38, alcune cassette dei Beatles e una copia de Il giovane Holden.

Lennon stava rincasando insieme a Yoko al 'Dakota Suite' (così si chiama il palazzo sul Central Park in cui era situato il suo appartamento), di ritorno da una seduta di registrazione. Il folle premette cinque volte il grilletto. "E' stato il demonio" dirà più tardi alla polizia.


(Vedi anche: http://topolain.splinder.com/post/25643136 )

domenica, ottobre 02, 2011

Wall Street occupata. 700 arresti...

C'è una strana reticenza da parte dei media nostrani a raccontare ciò che sta avvenendo nel cuore di New York, in quella parte meridionale dell'Isola di Manhattan dove ha sede il più importante centro degli affari internazionali: Wall Street, a due passi da Ground Zero. Come mai non si racconta agli italiani che tantissimi uomini e donne stelle-e-strisce hanno acquisito coscienza, rivoltandosi contro i burattinai e i ricchi banchieri e business men che, per ingordigia, hanno cambiato in peggio il destino della cittadinanza americana, influenzando anche quello delle generazioni a venire?



A ritmo quotidiano si svolgono a New York marce di protesta e svariate altre manifestazioni (sono qui rappresentate diverse idee liberals, compresa quella che richiedeva la non-esecuzione di Troy Davis). Il malcontento è sfociato ieri nei "tumulti" sul Brooklyn Bridge...


Era in realtà un'ennesima protesta civile, una dimostrazione in chiave di pacifismo; evidentemente però anche l'America di Obama, per difendere i propri ricconi, non trova altri metodi che quello della repressione... La protesta di sabato sul Ponte di Brooklyn ha visto la polizia impegnata in una retata che ha "fruttato" 700 arresti.
Ma i partecipanti a Occupy Wall Street reagiscono con la rabbia placida di chi ormai ha poco da perdere e hanno già annunciato un "presidio fisso" del quartiere della Borsa. 200-300 persone sono accampate da un paio di settimane allo Zuccotti Park, dov'è stata organizzata una cucina d'emergenza insieme ad altri servizi di fortuna.

Queste sono notizie che dovrebbero stare in primissima pagina su tutti i quotidiani, e invece da noi le nascondono... probabilmente per paura che anche i cittadini italiani più "neutri" decidano di accodarsi al popolo viola, rosso, blu o a strisce iridate.


domenica, settembre 25, 2011

The Last Waltz (lettera a un fratello lontano)

Frate',
è ora di propagare la buona musica. Vedi se ti piace questo Richie Auriemma: disgustato dalle case discografiche, ha deciso di "regalarsi", mettendo online ben 60 canzoni (tra originals e cover) all'URL

http://www.reverbnation.com/auriemma

e dà spesso concerti nella sua zona (è americano ma di evidenti origini italiane - almeno così suggerisce il suo cognome partenopeo). Se ne hai la possibilità, ti prego di fare pubblicità per lui dove puoi.
Io ho scommesso con Richie che entro la fine dell'anno gli farò raddoppiare la vendita (finora deludente) delle sue songs. Molto bene si presta, per tale scopo, il formato .mp3 al posto del supporto materiale (CD).

C'è tantissima gente che fa ottima musica e non sfonderà mai, p. es. la band Martiria (italiana, col cantante americano ex Warlord), ma i Martiria non trovano ormai neppure più manifestazioni / locali / festival dove potersi esibire dal vivo. Il CD che hanno pubblicato mesi fa (ancora una volta stupendo, se vuoi ti mando gli .mp3) non si vende quasi e quello prossimo, già registrato (e autoprodotto, a quanto ho capito) sarà forse il loro ultimo, perché hanno detto che se continua così si scioglieranno... Peccato!




A propos di scioglimento: oggi dopo il pranzo consumato nel retrobottega della gelateria di Antonio & Ingrid sono uscito (sazio e barcollante) e ho fatto un giro per il mercatino, anzi mercatone domenicale che si snoda quest'oggi per tutte le vie e piazzette di Old Waterbourgh. Ho esitato a lungo davanti a 5 paia di calzini "adatti alle scarpe di sicurezza", ho sorvolato sulle varie spezie, candele e statuette con sopra incisi dei motti più o meno spiritosi, sui vari speck tirolesi e sui mazzi di fiori di plastica... per rimanere impigliato (come al solito) a una bancarella di musica.
Dopo aver preso in mano 4 Music-DVD (la storia di Syd Barrett, ma la conosco a memoria e credo di avere a casa libri, articoli e CD in proposito), Il concerto dei Pink Floyd a Pompei (prodotto che ho già comprato 2 volte e due volte regalato per rendere partecipi anche altri di tanta magia e tanto genio), Sound & Vision di David Bowie e The Last Waltz (è stata questa la scelta ristrettissima tra tutti i DVD da me selezionati dopo rapida visione dell'intero materiale in vendita), ho deciso di comprare il film di Martin Scorsese, The Last Waltz appunto: concerto d'addio di The Band. Rientrato a casa in mezzo alla folla (che bello! Da quando ho traslocato qui, mi basta voltare l'angolo e c'è un qualche "event" proprio sotto il mio naso... prima invece se volevo stare in mezzo alla gente dovevo scendere dalla montagnola di Burgerfeld, come i vaccari che riportano il bestiame - in questo caso: la mia anima - a valle...), ho immediatamente messo in azione il vecchio ma mai impolverato DVD-player e... ecco che parte


UN CAPOLAVORO ASSOLUTO.



In un flash sbadato mi son ricordato di aver visto il film la prima volta in un cinema della nostra città al tempo in cui stavo con Fiore Sapi o Sapì: mi ero recato a quella proiezione straordinaria insieme a Fiore e ai suoi amici, i quali si guardavano queste opere d'arte (Hair, Woodstock, Jesus Christ Superstar...) solo perché "faceva figo" (tipici giovanii dell'alta borghesia - e di destra! - che bazzicano i raduni "alternativi" per mostrarsi), ma il ricordo non mi ha causato nessuna emozione. Anzi: l'ho allontanato quasi infastidito, come si fa con una zanzara semistordita, e mi son messo comodo nel mio ashram a guardare a bocca aperta (similmente a Woody Allen all'inizio di Provaci ancora Sam) le prime sequenze e i titoli di apertura di quello che più di un critico ha giustamente giudicato "The Best Rock Film Ever": insieme a The Band ci sono Joni Mitchell, Neil Young, Bob Dylan (il "mio" Dylan, quello degli Anni Settanta), Muddy Waters, Paul Butterfield, Van Morrison...
Che dirti? Ho quasi pianto.
Perché la vita è così buona con me? Perché tutti mi accettano e mi vogliono bene, come fossi un povero bambino nero che necessita di protezione? Perché la musica è il Cielo e se poi fai lo switch sul telegiornale vedi invece solo Blood & Destruction?...

Vabbe' va', il vino che mi ha dato Antonio (uno spumante addirittura! ma si è ben accordato con i delicati spaghetti, la mortadella modenese e la scaloppa di maiale) mi ha mandato in tilt: tra ieri e oggi ho vissuto troppo; troppa musica, troppi incontri umani (ti ho già detto della visita di Adebe, il mio collega del Togo?), troppe emozioni (che sia benedetto colui che ha inventato il week end!!!), e poi, oggi verso mezzogiorno, c'è pure stata la chiamata di Mary dalla terra svizzera: ha attraversato il Lago di Costanza in vaporetto, e le bellezze da lei descrittemi mi hanno convinto a visitare un giorno quei luoghi (io oltre all'Algarvia - fantastica! - non mi sono mai spinto; ancora 30-40 chilometri più a ovest e sarei arrivato dov'è ora mia moglie: Kempten, Lindau, Meersburg ecc.)

Spero che nel frattempo tu ti sia sintonizzato sulla musica il cui link ti ho copiato in cima a questa mail... E' assolutamente adatta a un pomeriggio di domenica, momento in cui l'animo è sospeso tra l'allegria della libertà assoluta e la malinconia a causa della consapevolezza che questa libertà sta per tramontare.
(Domani, lunedì, saranno hatz amari in fab... come tutti i lunedì del resto...)

Ciao, un abbraccio!

p.

sabato, settembre 10, 2011

Martiria, annuncio nuovo tour (metal, epic, doom)





>> The band is planning Winter 2011- Spring 2012 live tour, yet we're in an early stage of planning and preparations and we'll be grateful to everyone who will suggest us Metal/Rock Festivals or live music scheduled around this period in their area.

We're also looking for interesting webzines, paper magazines and blog abour rock/metal to increase our database.

Please send any info to: mrc@martiria.com

Thanks!
The Martiria Staff <<




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