domenica, novembre 03, 2013

La ruota più grande del mondo? A New York

A New York si costruirà la ruota panoramica più grande del mondo. Il consiglio comunale ha dato segnale verde per il megaprogetto che mira a stabilire un record, superando Londra e Singapore

Così sarà la New York Wheel

I lavori dovrebbero iniziare nella primavera del 2014 e l'apertura al pubblico è prevista per il maggio 2016.
36 le "gondole", che consentiranno a 1440 persone di godere contemporaneamente del paesaggio della Big Apple. Un giro dovrebbe durare 38 minuti e permettere di saziarsi la vista con la Statua della Libertà, il porto, lo skyline di Manhattan e Brooklyn.


Sono attesi 36.000 visitatori al giorno, circa 4.000.000 turisti all'anno. I costi finora calcolati: 320.000.000 dollari (236.000.000 euro).

Nelle due foto sottostanti: il Singapore Flyer (altezza: 165 metri) e il London Eye, noto anche come "Millennium Wheel" (160 metri).





 

Il progetto della Ruota di New York è della Starneth B.V., la stessa ditta che nel 1999 realizzò il London Eye. 
La New York Wheel, che sorgerà sulla parte nord-orientale della costa di Staten Island, sarà alta 192 metri.

Saputo del progetto americano, Dubai non si dà pace, e ha già mostrato al mondo il modellino del Dubai Eye, destinato a superare la ruota newyorkese in altezza (210 metri!) e magnificenza.


Rimane da chiedersi perché intanto non si intaprende qualcosa per gli esseri umani che muoiono di fame, di sete e di malattie.

sabato, novembre 02, 2013

Il batterista pazzo




Questo è il suo stile. Non condannatelo. Ha anche una homepage in cui si autorappresenta. Come si chiama l'homepage? "The Mad Drummer" (appunto!).



Steve Moore (questo il suo nome civile) da bambino aveva un sogno. E sembra averlo realizzato. E' diventato celebre anche in Russia, Svezia, Germania...


  
Sul suo sito, Steve scrive: "Se avete un sogno, non demordete!" Sottintendendo: "Probabilmente prima o poi si realizzerà".

La pubblicità svedese che si ispira a "The Mad Drummer":

 








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... E questo è l'unico vero "batterista pazzo" di tutti i tempi: Keith Moon (The Who):







giovedì, ottobre 24, 2013

venerdì, settembre 27, 2013

Scene horror in Cina. Calabroni giganti killer!

28, finora, i morti
 
Sale il numero delle vittime in seguito all'attacco di calabroni giganti nella provincia meridionale cinese dello Shaanxi. Le aree maggiormente colpite sono le località remote di Ankang, Anzhong e Shangluo. 

Ecco il famigerato "yak killer", il calabrone gigante asiatico, noto anche come calabrone giapponese. E' il più grande del mondo


I calabroni responsabili dell'attacco sono della grandezza di un pollice, appartengono alla varietà dei calabroni giganti asiatici o Vespa Mandarinia (questo il loro nome scientifico) e sono noti per la quantità di veleno presente nei loro pungiglioni, superiore a quella dei normali calabroni.

L'invasione dei vespidi aveva già prodotto ieri le prime diciotto vittime. Questo fenomeno si verifica con regolarità ogni autunno, nelle aree colpite; così hanno spiegato le autorità locali, che da luglio scorso hanno rimosso più di trecento nidi dalle aree residenziali.

Le autorità sanitarie hanno dichiarato di lavorare a un piano di pronto intervento specialistico per le persone colpite.
Secondo quanto riferito da un medico del luogo, i pazienti con almeno dieci punture dovranno sottoporsi a un trattamento specialistico, mentre chi è stato punto trenta volta necessita di un trattamento di emergenza...


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Approfondimenti:  "Vespa Cabras e Vespa Mandarina, vecchi e nuovi avversari dell'apicoltura" (.pdf)

e: "Vespe killer dalla Cina, mangiano api da miele..."
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Leggi anche questo nostro (vecchio) servizio sulle... api-killer! Titolo: "Il giallo delle api-killer"



Il giallo delle api-killer


29 ago. 1997 - Messico. Ventidue bambini e una donna sono stati feriti in seguito a un attacco di cosiddette api-killer; sette dei bambini versano in condizioni gravissime. La città di Mazatlan, che si affaccia sul Pacifico, non aveva mai conosciuto un fenomeno del genere. La donna, che ha voluto proteggere col proprio corpo alcuni dei bambini, è stata ripetutamente punta alla schiena dagli irriducibili insetti. Queste api sono molto più aggressive delle comuni api da miele: attaccano anche se non provocate e non concedono alla vittima nessuna tregua, arrivandola a inseguire anche per mezzo miglio. Il loro pungiglione però non è più carico di veleno di quanto non lo sia quello delle api normali. Le api-killer, originarie dell'Africa, erano "fuggite" nel 1957 da un laboratorio di ricerca del Brasile, e sembra che si vadano spostando verso il Nord America.


20 giu. 1998 - Le api-killer sono arrivate in California! Continua l'avanzata verso nord delle api-killer che, dopo aver attraversato il Messico, hanno raggiunto la California e sembrano voler puntare su Los Angeles. Già nel 1990 questi insetti erano stati avvistati nel Texas; tra le loro vittime si contano tre cittadini statunitensi. Negli ultimi quarant'anni, le api-killer hanno ucciso oltre 1000 persone. Si tratta di una razza originaria dell'Africa e "incrociata" con razze domestiche in un laboratorio brasiliano. Pur non essendo più velenose delle api normali, attaccano in sciame compatto anche quando non sono provocate, e nulla sembra poterle fermare.

15 dic. 1998: A San Bernardino, in California, la TV locale dà notizia di un attacco di api. Un giardiniere riceve novanta punture e una donna con i suoi due bambini alcune decine ciascuno. I pompieri, giunti sul luogo con una squadra specializzata in questo tipo di interventi, dopo aver chiuso temporaneamente al traffico la zona, provvedono a eliminare lo sciame. Dalle prime analisi effettuate dal San Bernardino Vector Control su campioni di questi insetti, si tratterebbe di api africanizzate.

17 febbr. 1999: Un attacco di cosiddette "api assassine" semina il panico in una scuola elementare messicana, nei dintorni di Acapulco. Lo sciame, apparso improvvisamente, punge una trentina tra bambini e maestri. Dieci alunni e due insegnanti vengono ricoverati in ospedale. Le loro condizioni di salute non destano preoccupazioni.

8 apr. 1999: La città di Los Angeles, in California, viene ufficialmente riconosciuta come colonizzata dalle cosiddette api assassine (killer bees). Le prove condotte mediante l'esame del DNA delle api catturate in zona, dimostrano inequivocabilmente che si tratta di api africanizzate. Le autorità diramano un appello alla popolazione in cui viene indicato di evitare assolutamente di tentare da soli di allontanare o eliminare gli sciami. Viene predisposto un numero telefonico di pronto intervento per segnalare la presenza di api e chiedere l'arrivo di squadre speciali.

1 apr. 2000: Torna l'incubo delle api assassine e l'allarme arriva ancora una volta dagli Stati Uniti. A Las Vegas una signora di 77 anni è stata ricoverata in condizioni gravissime dopo un vero e proprio attacco omicida da parte di uno sciame. La donna è stata punta più di 500 volte dalle api, probabilmente attratte da qualcosa che lei aveva dentro la sua borsa.
L'attacco è stato il secondo nella zona di Las Vegas dal gennaio scorso. Il primo sciame di "killer bees" arrivò negli Stati Uniti - in Texas - anni fa.

24 apr. 2001: Donna americana punta 500 volte da api assassine, ma è viva e sta bene. E' accaduto a una donna di 67 anni che si trovava in un frutteto nel Texas. Con calma, la signora ha chiesto aiuto mentre gli insetti le sciamavano sul corpo. La vittima è stata liberata dagli insetti e ricoverata in ospedale, dove i medici le hanno trovato addosso più di 500 pungiglioni. Secondo i "camici bianchi", la sua sopravvivenza è miracolosa: la donna aveva in corpo l'equivalente del veleno di due morsi di serpente a sonagli. Per allontanare le api, la polizia texana ha usato gli estintori.


25 ago. 2005 - Api-killer nell'Agrigentino: pensionata muore nella notte.
La 64enne Domenica M. è morta nella notte di ieri dopo 20 giorni di agonia nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Contrada Consolida di Agrigento. All'inizio di agosto, la donna era stata punta da un'ape e aveva subito un arresto cardiocircolatorio.
Un altro caso, meno grave, si è verificato sempre ieri. Una donna palermitana in vacanza ad Agrigento è stata punta intorno alle 11 a bordo piscina di un albergo della Città dei Templi. Ha avuto un malore, provocato dallo choc anafilattico, ed è stata subito soccorsa nel reparto di Rianimazione del nosocomio agrigentino. Le sue condizioni, fortunatamente, non sono gravi.

2007 - Oltre 1000 ormai le vittime di api-killer solo negli Stati Uniti...
Le api africanizzate (Apis mellifera) si sono via via diffuse dal sud del Brasile al nord dell’Argentina, in America Centrale (dove minacciano l'antica arte di allevare le locali api senza pungiglione), Trinidad, Messico, Texas, Arizona, New Mexico e California. La loro espansione si è fermata per qualche tempo nell’est del Texas, possibilmente a causa del gran numero di api europee presenti nell’area. Comunque, il ritrovamento di diversi sciami in Louisiana mostra che questa specie ha attraversato la barriera texana, forse a bordo di una nave. Nel giugno 2005 è stato scoperto che le api si erano largamente diffuse anche nell’Arkansas. Nella stessa estate del 2005, le api africanizzate furono scoperte in sei contee della Florida, dove apparentemente sono state presenti abbastanza a lungo per riprodursi senza essere notate.
Ci sono state molte opportunità per frenare la loro diffusione, ma i vari dipartimenti dell’agricoltura nazionali e internazionali - dal Panama agli U.S.A. - si sono dimostrati incapaci di agire.

26 aprile 2007 - "Guarda! Le api! E sono tantissime..."
Ieri pomeriggio a Milano e provincia sono giunte una quindicina di chiamate al 115 (il centralino dei Vigili del Fuoco) nelle quali si segnalava la presenza di veri e propri sciami di api.
"In realtà non siamo intervenuti in nessun caso perché si trattava sempre di sciami esterni alle abitazioni, all’aperto, e noi operiamo solo se gli insetti si trovano dentro le case" spiegano i pompieri. "La gente ci ha segnalato la presenza di grossi sciami d’api o di vespe dirette chissà dove. Segnalazioni che, con il passare delle ore e l’approssimarsi dell’oscurità, sono sensibilmente diminuite. Che dire? Questa è la stagione delle api e l’importante è che nessuno sia stato attaccato e punto. Certo: tutti questi sciami così, all’improvviso, sono inusuali. Ma, vista la stagione un po’ particolare, forse anche le api sono stranite...".
Intanto ieri pomeriggio un cittadino che invece è stato "pizzicato" da una singola ape agguerrita (gli sciami pare non c’entrino proprio) ha chiamato il 118 per sapere come comportarsi. "Accade regolarmente" assicurano al Pronto Intervento.

giovedì, settembre 26, 2013

A cosa porta essere troppo solitario?

Per la serie: Voi chiedete, io rispondo


Your question:


Sono una persona estremamente solitaria che, ad esempio, non esce con gli amici perché, appunto, non ne ha o che durante l'intervallo a scuola rimane al banco senza far nulla. 

Sono sempre stato solo nella mia vita, non ho mai avuto un amico d'infanzia, un migliore amico o qualcuno con cui stare assieme e condividere qualcosa. Tanto meno una ragazza. Certo, sì, non avrei mai rifiutato la proposta romantica di stare assieme ad una ragazza che mi attira ma nessuna l'ha mai fatto, nessuno s'è mai avvicinato forse per colpa mia principalmente perché do l'aria dello snob ma non lo sono affatto. Sembrerò strano forse. 
Non so capire se così sto bene oppure no, non riesco ad essere aperto e socievole, non è da me.
Comunque ora ho 16 anni ma tutto questo può ripercuotere il mio futuro gravemente, secondo voi?




My answer:

Beh, hai 16 anni, non esageriamo adesso: per me puoi anche benissimo essere normale. Hai letto Il giovane Holden? O visto il film Donnie Darko? Ti faccio questi due esempi che vengono dal mondo dell'arte (e della vita) perché sono gli estremi di un'unica realtà. Chi tu vedi comportarsi "normalmente" è magari invece solo omologato, o troppo codardo per uscire dagli schemi. Chi insiste a stare in gruppo non è necessariamente più "sano" di chi sta solo. La solitudine in fondo può essere anche segno di timidezza; o anche di serietà. Lo "snobbismo" non c'entra per forza.
Le ragazze? Quelle vengono prima o poi, vedrai.

Alquanto strano trovo il fatto della mancanza di un amico d'infanzia. Forse non te ne ricordi bene, ma un amico devi averlo avuto! Comunque, se posso permettermi di citare il mio caso: io il mio migliore amico l'ho conosciuto a 19 anni; quelli che vennero prima erano sì delle buone lenze (come si suol dire), miei alleati (pur se non sempre!), ma più che altro fungevano da compagni di gioco; trattavasi il più delle volte di vicini di casa, figli di genitori "amicati" con i miei...
E la mia prima ragazza "vera" l'ho conosciuta quando avevo 17-18 anni (in precedenza c'erano state storie solo superficiali, anche se io mi sentivo alquanto scombussolato sentimentalmente...).

Tu comincia a relazionarti con gli altri (anche se ti sembra una cosa stupida, piena di gesti e di parole al limite della follia: e difatti lo è!) agendo "step by step".
Io inizierei a valicare questa sorta di muro sociale partendo proprio dalla scuola, e cioè non trascorrendo l'intervallo da solo in classe bensì andando vicino ai compagni, sorridendo rilassato, scambiando con loro qualche frase, ma senza voler essere "comunicativo" a tutti i costi.
(Parole d'ordine: "relax" e "coolness".)

Tu non sei strano: è la vita stessa a esserlo, e "normalità" - lo ribadisco - è un concetto assai astratto, certamente vago; e manipolabile.


domenica, agosto 25, 2013

Minchia, il Trapani ha vinto a Padova!

Padova-Trapani 0-2 

Reti: 19′ st Mancosu (T); 48′ st Mancosu (T)


Successo storico per il Trapani, alla prima vittoria assoluta in Serie B
Copertina tutta per Matteo Mancosu (classe '84), autore nella ripresa di una splendida doppietta: gran sombrero sullo sfortunato Cionek in occasione del primo gol, impeccabile finalizzazione a bruciare Colombi in uscita per il raddoppio. 



Padova troppo brutto per essere vero, ma il Mister della neopromossa compagine sicula, Boscaglia, aveva ben avvertito: "Giocheremo per vincere!" E infatti: Stadio Euganeo espugnato, apoteosi Trapani.

Gli uomini di Dario Marcolin cercheranno riscatto contro il Carpi (altra matricola), mentre i siciliani affronteranno in casa il Pescara.

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La "favola" di questo Trapani inizia nel 2005, quando al timone della società si insedia l'armatore Vittorio Morace, presidente dell'Ustica Lines (trasporti veloci su mare). "Il Comandante" infila la rotta giusta e nel giugno 2010  il Trapani Calcio diventa società di capitali, con la trasformazione in SRL. Morace punta tutto su un tecnico giovane e preparato come Boscaglia e ottiene un successo dopo l’altro, con investimenti e progettualità.
Nel campionato 2007-2008 il Trapani militava in Eccellenza. In quattro anni, una scalata inarrestabile: nel 2009-2010 concludeva al secondo posto in Serie D, salvo essere ripescata in Seconda Divisione. Due anni fa ancora un secondo posto, ma vittoria meritata ai playoff e storica promozione in Prima Divisione (ex Serie C; l'ultima presenza risaliva al 1997-98). Lo scorso anno, una beffa dopo aver dilapidato 11 punti di vantaggio ed essere sconfitti ai playoff dal Lanciano. Poi la magica promozione in Serie B e adesso questa partenza che nemmeno il tifoso più incallito poteva immaginare solo tre anni fa.
La prossima settimana, l'esordio in casa: al Provinciale, rinnovato a tempo di record grazie ai fondi della società. L'avversario, come detto: il Pescara, dove in attacco troviamo l'ex stella del Catania, Giuseppe Mascara. 



A proposito di siciliani: il Palermo di Gattuso ha pareggiato a Modena (1-1). Molti cronisti ritengono questo un risultato negativo per i Rosanero, considerati i grandi favoriti della serie cadetta, ma chi conosce la forza del club modenese (guidato da Walter Novellino) sa che, in fondo, per il Palermo si è trattato di un punto d'oro.

lunedì, agosto 12, 2013

Schrödinger e il paradosso del gatto

Interessantissimo il "doodle" di quest'oggi di Google: è dedicato al fisico Erwin Schrödinger e al suo paradosso del gatto


Schrödinger fu un matematico e fisico austriaco, vincitore del premio Nobel per la Fisica nel 1933. Era venuto al mondo il 12 agosto 1887, e dunque oggi ricorre il 126.mo anniversario della sua nascita: motivo sufficiente, per Google, per dedicargli uno di quei siparietti che loro chiamano "scarabocchi" ("doodle", appunto), che richiama soprattutto all'enunciato più celebre del fisico. 



Il cosiddetto "esperimento mentale del gatto di Schrödinger" intende dimostrare come l'interpretazione "ortodossa" della meccanica quantistica (interpretazione di Copenaghen; vedi anche Niels Bohr) risulti incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico (cioè: con la nostra  realtà).

Per la quantistica ortodossa, se non si osserva esplicitamente il comportamento dell’atomo radioattivo, quest’ultimo si trova in una sovrapposizione di stati, ovvero: è sia decaduto che non decaduto, e rimarrà in tale doppia condizione fino a quando lo scienziato non ne osserverà lo stato. L'osservazione causerà il cosiddetto “collasso della funzione d’onda”, ovvero sarà lo scienziato a stabilire (arbitrariamente!) quale sia lo stato in cui l’atomo versa.

"Si possono anche costruire casi del tutto burleschi" scrive, polemizzando, Erwin Schrödinger. "Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme alla seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegrerà, ma anche, in modo parimenti probabile, nessuno; se l'evento si verifica, il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato, mentre la prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione \Psi dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono degli stati puri, ma miscelati con uguale peso."
(In: Die gegenwärtige Situation in der Quantenmechanik ['La situazione attuale della meccanica quantistica'], ne Die Naturwissenschaften 23 (1935), pagg. 807–812, 823–828, 844–849; la citazione è a pag. 812)



Fino a che la scatola rimarrà chiusa, il gatto è – per l’ambiente esterno – sia vivo che morto.
Con questa valutazione paradossale, Schrödinger voleva spiegare che c’era una contraddizione nell’interpretazione prevalente allora sulla convivenza di due stati nella fisica quantistica. La sua riflessione seguiva la pubblicazione di un famoso articolo scientifico e una corrispondenza con Albert Einstein.

E' una gran roba, se ci pensiamo bene: più filosofia che fisica. Finché la scatola è chiusa, noi non sappiamo se l'atomo si è disintegrato e se il gatto è vivo o morto... In pratica, il contatore Geiger è sia attivato che non attivato, la fialetta di cianuro è sia rotta che integra, e il gatto...

Mah, povero gatto! Noi preferiamo pensarlo - e vederlo - sano e pasciuto.


domenica, agosto 11, 2013

Da un momento all'altro

Werner Herzog: From One Second to the Next.
Un toccante documentario sui pericoli di scrivere un SMS mentre si è alla guida.



Il leggendario regista tedesco prende sul serio questo nuovo aspetto della cultura moderna informandoci che "oltre 100.000 incidenti automobilistici all'anno avvengono perché qualcuno ha deciso di scrivere un messaggio nell'attimo sbagliato".
Il film, breve ma eloquente, verrà mostrato in oltre 40.000 istituti superiori e in un centinaio di sedi di organizzazioni governative e per la sicurezza.

Su Werner Herzog leggi inoltre questi articoli pubblicati su Zerovirgolaniente:

Werner Herzog - Un mostro chiamato Klaus Kinski Popol Vuh - Klaus Kinski


Leggi anche (in inglese):
"Herzog on tackling texting and driving" e visita il sito  Texting & Driving - It Can Wait

domenica, luglio 14, 2013

Il testamento di Sidonie Fery


"Be excellent to yourself, dude" ("Comportati bene con te stesso, amico")

Sono passati più di dieci anni da quando una ragazzina scarabocchiò un messaggio per infilarlo dentro una bottiglia di ginger ale e, insieme a un'amica, lo affidò alla corrente della Great South Bay, davanti New York. Ebbene: l'Atlantico ha rimandato sulla terraferma quelle sue parole, ridando alla madre di Sidonie (†18) un po' di pace. 

Eh già, perché la ragazza non è più in vita. Tre anni fa, infatti, la giovane statunitense morì. Distante da casa: in Svizzera. E da allora la sua famiglia la piange. 
Sidonie era figlia unica...


Foto: foto di famiglia / AP      Aveva dieci anni Sidonie Fery quando infilò un messaggio in una bottiglia sulla costa newyorkese. Grazie all'uragano "Sandy", quel messaggio è ora nelle mani di sua madre

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Mimi Fery ha ricevuto notizie dalla sua unicogenita defunta

Tre anni fa, la diciottenne Sidonie Fery è precipitata in un burrone dello Waadtland, perdendo la vita. Mesi fa, alcuni operai che ripulivano una spiaggia di Long Island hanno trovato, tra i tanti residui lasciati dall'uragano "Sandy", una bottiglia di plastica vecchia di dodici anni con dentro un messaggio.

"E' stato come se un angelo fosse sceso a parlarmi" dice Mimi Fery. "Un segno divino." Gli operai hanno aperto la bottiglia: sotto il messaggio, era segnato un numero di telefono. Hanno chiamato ma ha risposto la segreteria telefonica. Loro hanno lasciato detto ciò che era avvenuto. Da notare che ovviamente non sapevano nulla della ragazza; non sapevano che Sidonie non c'era più. Tre ore dopo, vengono richiamati da una donna. La mamma di Sidonie: Mimi. Con la voce rotta per l'emozione.

"Quando appresi che avevano trovato la bottiglia, scoppiai a piangere. Hanno pianto tutti" racconta la donna ai giornalisti.

Message in a bottle

La piccola aveva affidato ai flutti il messaggio in bottiglia. Allora (a dieci anni) scrisse la sua citazione preferita da un film che amava tanto, Bill and Ted's Excellent Adventure (1988): "Be excellent to yourself, dude".

"Ad un tratto quelle parole acquisiscono un significato profondo" dice la genitrice. Parole che equivarrebbero al messaggio: "Sto bene. Non preoccupatevi per me. Badate a voi stessi".


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La tragedia avvenne nell'aprile 2010. Sidonie si trovava in Europa. Frequentava infatti la 'Leysin American School' in Svizzera e, dopo un party a base di alcoolici, si allontanò dall'edificio insieme a un altro liceale, Mehdi B. (†17) di Marrakesch.
Erano circa le 14 quando i due scavalcarono un reticolato sito in un bosco vicino.
Poco dopo precipitarono, andando a sfracellarsi sulle rocce a un centinaio di metri più in basso.
All'appello serale venne segnalata la loro assenza. La direttrice chiamò la polizia e iniziarono le ricerche. I cadaveri vennero ritrovati soltanto il giorno dopo.

Per la madre di Sidonie, il ritrovamento della scritta significa che la ragazza è finalmente approdata a uno stato di pace eterna.

Ieri Mimi Fery si è recata a Patchogue, il luogo dove è stata ritrovato il "message in the bottle". C'è stata una piccola cerimonia per inaugurare una lastra commemorativa. Mimi ha potuto così anche ringraziare personalmente i cortesi operai.
Sulla lastra sono state incise le parole:

"I learned that even though someone is very small they may have a big heart"
(Ho imparato che anche i piccoli possono avere un grande cuore).

C'è anche una foto della ragazza, sorridente, insieme alla data del ritrovamento del messaggio:  

"Dec. 6, 2012".




sabato, luglio 13, 2013

Il Christopher Street Day a Monaco di Baviera

Ormai è diventata una tradizione annuale. Un evento pacifico, coloratissimo e (quasi sempre) soleggiato


Si tiene ormai da decenni sotto l'insegna dell'armonia e della pace. Anche quest'oggi il quartiere di Schwabing, nel capoluogo bavarese, si è riempito di Lesben, Schwulen ma anche di eterosessuali che hanno approfittato della bella giornata per godersi da vicino la variegata parata del Christopher Street Day 2013. Il corteo ha sfilato un po' per tutto il centro di Monaco.


 
Il Duomo di Monaco di Baviera, a Marienplatz. Monaco, città vivibilissima, viene definita "un grande villaggio"

Il nome dell'evento si riferisce ai tragici fatti avvenuti in un locale newyorkese per gay il 28 giugno 1969, sulla Christopher Street appunto, una strada del Greenwich Village. Scoppiò una violenta rissa tra ospiti del locale e agenti di polizia, con la conseguenza che per giorni si assistette a una vera e propria guerriglia urbana. 
Dal 1970, a New York si festeggia un Christopher Street Day a ogni ultimo sabato di giugno. Dalla fine degli Anni Settanta, il Christopher Street Day si svolge anche in Germania. 


Una festa di colori, in nome dell'uguaglianza dei diritti


sabato, giugno 29, 2013

Antologia Sborror vol. 2

 Eccolo !   La Skuro Connection procede abbastanza velocemente con la pubblicazione di eBook (per Kindle) dei racconti di franc'O'brain



Il contenuto di
Antologia sborror vol. 2
(V.M. 18) :
Fausta
I corvi bianchi
Hotel Biancaneve
La grande ora di Amok
Arachnolove
Le Gioconde di Gesù
Il colpo mancante
Fulvia
Ogni volta che la pubblicità
Steroid Killer
L'ultimo consulto
Spooky
Pholcus Phalangioides

                           Pag. 666  (Note)




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In tutto sono in programma tre raccolte "sborror" ((C) franc'O'brain). Questa è la seconda, come sempre piena di elementi mortiferi che però non esaltano una presunta tanatofilia dell'autore, quanto il suo attaccamento alla vita. Suo e... dei suoi personaggi.

Come il primo, anche quello attuale è un tomo abbastanza corposo (135 pagg.), pieno di "storie" raccapriccianti, sanguinose... ma anche di casi umani - stravaganti, bizzarri, splatter, tutti all'ombra dell'Orrido, dello Spaventevole.


Di seguito, una recensione dal web:

                                                     

... La verità è che in Italia, dagli Anni Settanta, non è cambiato proprio nulla. Se un tizio di allora tornasse a sfogliare i giornali e a seguire la televisione solo oggi, dopo trentacinque-quarant'anni, troverebbe nomi nuovi ma, essenzialmente, gli stessi problemi: disoccupazione inarrestabile, lentezza esasperante del mostro burocratico, ricchi ladri e tantissimi poveracci che si fanno la guerra tra di loro.

Meglio dunque prendersi una pausa dai quesiti attuali (verrà Berlusconi finalmente interdetto? il governo Letta si inchinerà al diktat dell'Europa o cercherà di risolvere i veri bisogni del Paese?...), che del resto servono soltanto ad avvelenarci maggiormente la vita; meglio spegnere la TV, chiudere  per un po' le infide finestre d'informazione e leggere qualche buon libro. Anzi: qualche buon e-book.

La Skuro Connection ha realizzato per Kindle un'Antologia Sborror (per ora due volumi; ma in programma ce n'è un altro) che, in nuce, contiene tutti i vizi (delitti efferati ed eros; thanatos e follia quotidiana...) che sorprende per qualità di scrittura e per grado di entertainment. La parola "sborror" (TM) (marchio registrato!) è un'invenzione dell'autore di queste storie, franc'O'brain,  che con tale termine designa lo stile delle sue narrazioni.

Divertitevi! Divertiamoci! Rilassiamoci!







Violeta Parra e Victor Jara





Per chi era giovane negli Anni Sessanta-Settanta, i nomi di Violeta Parra e Victor Jara dicono molto: sono, infatti, i due artisti-eroi cileni che hanno cantato contro le ingiustizie sociali. Le loro poesie in musica hanno una forte eco ancora oggi.



Il Cile: grande terra, per molti versi simile all'Italia, anche se si trova al di là dell'Atlantico. Violeta Parra si suicidò nel 1967 in seguito a una crisi depressiva; la canzone "Gracias a la vida" è considerata il suo testamento spirituale. Victor Jara venne ucciso dai golpisti di Pinochet appena tre giorni dopo il colpo di stato - voluto anche dalla CIA - dell'11 settembre 1973.



Chi trovò il cadavere massacrato di Jara, disse che "le mani pendevano con una strana angolatura e distorte".





Tra qualche giorno, precisamente il 4 luglio, uscirà nei cinema italiani Violeta Parra Went to Heaven, incentrato sulla vita della cantante cilena Violeta Parra. Andrés Wood, il regista, si è basato sul libro biografico di Ángel Parra, figlio di Violeta (Violeta se fue a los cielos).
Violeta Parra Went to Heaven ha vinto al Sundance Film Festival e ha ricevuto la nomination come miglior film straniero al Premio Oscar del 2012. Il New York Times ha scritto: "Affascinante, egoista, passionale e sprezzante, Parra (splendidamente interpretata da Francisca Gavilán) riversò nelle sue canzoni le più forti emozioni sotto forma di lamenti rivolti all’amore e all’ingiustizia sociale”. 

sabato, giugno 15, 2013

Marco Travaglio nel suo articolo di oggi sul 'Fatto Quotidiano'

Sappiamo bene che i neoeletti [del M5S] stanno imparando il mestiere di parlamentari; hanno presentato una ventina di disegni di legge e altri ne stanno preparando; le loro presenze in aula e in commissione superano largamente quelle degli altri gruppi; hanno rinunciato (unici nella storia) al finanziamento pubblico di 42 milioni di euro; hanno avviato (unici nella storia) le pratiche per dichiarare ineleggibile B.; han fatto approvare una mozione per consentire a chi avanza crediti dallo Stato di scalarli dalle caselle esattoriali; hanno appoggiato la proposta del Pd Giachetti per tornare al Mattarellum, ovviamente sabotata dal partito unico Pd-Pdl-Monti; hanno contestato assieme a Sel il golpetto del governo in Senato per aggirare l’articolo 138 della Costituzione. Ma tutto questo i milioni di italiani che s’informano (si fa per dire) dai camerieri del potere non lo sanno.
Da quando gli usurpatori hanno osato metter piede nel Palazzo, le guardie del corpo dei partiti e dei loro padroni dipingono M5S come un covo d’incompetenti sfaccendati e teleguidati che passano il tempo a litigare, epurare, espellere, o a parlare di scontrini, mentre Grillo e Casaleggio fanno soldi a palate. Contro il giornalismo servo si posson fare due cose: seguitare a imprecare al destino cinico e baro, o bypassarlo parlando direttamente ai cittadini e portando fuori dal Parlamento ciò che avviene dentro. Ma, per farlo, bisogna conoscere il sistema e usarlo, anziché farsene usare.


Il programma del M5S

• Abolizione delle province
• Abolizione dei rimborsi elettorali
• Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
• Abolizione del Lodo Alfano [RISOLTO!!]
• Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
• Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
• Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
• Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
• Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
• Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
• Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
• Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web,
come già avviene per Camera e Senato
• Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
• Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
• Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
• Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
• Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini.


lunedì, giugno 10, 2013

Finalmente pubblicato! 'Villa Sunshine'


"The future is unwritten" sosteneva Joe Strummer: "Il futuro non è stato ancora scritto"... Eppure gli Anni Ottanta - il decennio di Ronald Reagan - sono stati una sorta di pietra angolare per quello che è il nostro presente. E' come se qualcuno, o un gruppo di persone, avesse allora deciso di "spezzare le gambe" ai movimenti libertari, alla coscienza di classe, e allo Stato sociale, seminando panico, terrore e inaugurando - istituzionalizzandolo! - il concetto di "vita precaria".
Dopo almeno trent'anni di creatività ad alti livelli (e perciò spesso "sovversiva"), ecco che con il sopraggiungere degli Anni Ottanta si ha il declino della musica, della letteratura e del cinema.
E anche per quanto riguarda la moda trattasi di un decennio a dir poco strano (!)...

Il romanzo Villa Sunshine (ora su Amazon per Kindle), che narra di quel periodo, ha un'ambientazione rigorosamente italiana, e più precisamente nord-italiana: si svolge infatti tra il Lago di Como e Milano, e a raccontare è Hermann Schmidt.
Ermanno, come lo chiamano gli amici, lavora in un istituto di ricerca genetica. Una sera, mentre fa la vivisezione di alcune cavie, viene sopraffatto dalla stanchezza e la mente gli gioca uno strano scherzo: nell'atmosfera tetra del suo laboratorio, egli si ritrova a rievocare il fantasma di Mara, la sua ragazza di una volta, "perduta" a un capriccio giovanile di lei o al carisma indecifrabile di un tale letteralmente piovuto dal cielo e che risponde al nome di Venceslao Pilleschi
 

All'apoteosi del suo solipsismo, il dottore si augura fortemente di rivedere l'antica fiamma, che nel frattempo dev'essere una donna matura. Non solo: Hermann auspica persino di rincontrare l'individuo che gliel'ha soffiata... Perché quell'individuo, quel Vence, era anche suo amico, e l'amicizia ha un ruolo fondamentale nella sua vita (così come è fondamentale per tutti i personaggi che conosceremo in seguito).

Quello di Ermanno Schmidt non è solo un nostalgico desiderio, ma vera e propria precognizione. Per quanto lo riguarda, Hermann dà per scontato che rivedrà presto entrambi (Mara e Venceslao), che li ritroverà... Semplicemente perché loro gli stanno mandando segnali telepatici, comunicandogli che vogliono farsi ritrovare.



A cavallo delle memorie di Hermann o Ermanno Schmidt, ci vediamo ricapultati a diversi anni prima, e più precisamente alla data dell'incontro della coppia Hermann-Mara con il misterioso Vence(slao) Pilleschi. L'atmosfera è quasi onirica; come nel ricordo di una mente stanca e confusa (quale in effetti è la mente del ricercatore genetico). L'incontro (quasi scontro) si svolge in circostanze surreali, ed è arricchito da elementi e fenomeni improbabili, simboleggianti i segni di una stravolgente svolta (geofisica, più che sociale) della Terra.



"Mi chiamo Venceslao Pilleschi", si presenta lo sconosciuto - l'alieno - a lui e a Mara. 
 


Fin da subito, Venceslao/Vence si rivela essere un bambinone, completamente inadatto alla vita degli uomini; o, almeno, alla vita come essa è concepita nel paesino di provincia in cui vive la coppietta, che lo ha "adottato". Ben presto, il biondo, irrequieto Vence si dice annoiato e decide di trasferirsi a Milano, dove - sorprendentemente - riesce a riscuotere successo in vari campi, imparando ad adattarsi in tanti ruoli; la sua specialità è di cambiare a piacimento maschere e costumi, parimenti a un attore mestierante. Ma anche nella metropoli la vita è dura, e Vence (che tra l'altro è mancino e inadeguato a svolgere la maggior parte dei lavori manuali) si vedrà costretto ad ammettere la debacle personale, per tornare infine al piccolo paese - presso i suoi tutori -, dove poter leccare le proprie ferite in santa pace. E lì, nella sperduta provincia dall'aura vagamente celtica, troverà consolazione nell'abbraccio della benevolente Mara... La ragazza è talmente innamorata di lui da abbandonare l'esterrefatto Hermann e sparire insieme all'"angelo biondo" risanato. Con il suo nuovo compagno, si inoltrerà nei meandri della grande città, mostruoso macchinario costruito apposta per inghiottire tante umane esistenze.



Da questo punto in poi, il romanzo diventa più realistico, più concreto. I contorni non sono più sfumati, e gli elementi architettonici (in Villa Sunshine l'architettura occupa una posizione predominante) sono costituiti da oggetti ben tangibili, da spazi e corpi riconoscibili. Siamo nell'oggi: 1982, 1983. Mara, ormai una donna non più giovanissima, sta di continuo in attesa che qualcuno le riporti indietro il "suo uomo": Vence. In tutti questi anni, Vence è rimasto infatti - almeno in spirito - il bambinone di una volta, e, irresponsabile com'è, latita: anche perché schiavo delle droghe sintetiche (dunque, continuamente "in ruota").

Attorno a Villa Sunshine (la casa in cui la coppia Mara-Vence si era illusa di poter fondare un nido d'amore) ruotano diversi personaggi, tutta gente che va verso la quarantina o l'ha già superata: lo sgangherato El Cato (un musicista rock dall'aspetto spagnoleggiante), un disastrato - e disonesto, bisogna aggiungere - uomo politico del Sud Italia, la sorella di Mara (un tempo reginetta di bellezza, oggi divenuta un'insopportabile matrona) e il marito di costei, che ha la passione dell'architettura. Proprio dall'architetto wannabé Mara deve sorbirsi valanghe di consigli sui cambiamenti che si potrebbero effettuare per migliorare esteticamente la villa... Ma lei è distratta, lei è interessata soltanto a un celere - quanto improbabile - ritorno del compagno. Si accorge di invecchiare, sente di star sciupando la propria vita, e a più riprese (a volte con tono lievemente isterico) esorta i frequentatori della sua dimora a riportargli indietro il suo "uomo-bambino"...

Per caso (o destino) sarà invece Hermann Schmidt, l'infelice dottorino di una volta, votatosi intanto al celibato, a "ripescare" Vence dai marciapiedi milanesi e a ricondurlo da Mara. Hermann Schmidt si vedrà pure messo nella situazione di dover indagare seriamente sulla vera provenienza di questo "idiota bello", in quanto la ragione gli suggerisce che Vence non può essere né un Messo Celeste, né tantomeno un... marziano sperdutosi nel corso di una missione spaziale.

Il romanzo sfuma in un'atmosfera di cupa malinconia, con la scomparsa definitiva di un umano-troppo-umano Vence(slao) Pilleschi e con la sempre più decrepita Villa Sunshine piena di persone ("amici" di Vence, ma anche amici l'un l'altro) che non fanno che vegetare sognando dei bei tempi andati. "Bei" perché vissuti all'insegna di una pseudomilitanza politica o quantomeno ideologica sotto la guida di un Venceslao Pilleschi allora brillante. Il sospetto che si insinua nel lettore, in queste ultime pagine del romanzo, è che Villa Sunshine sia in realtà una casa di riposo per esistenze derelitte, e che Mara sia una sorta di infermiera che deve prendersi cura di loro.



Attraverso immagini metaforiche trasposte senza alcuna retorica, il romanzo vuole essere l'anamorfosi di un'Italia che riesce a mantenere la sua bellezza, la sua unicità, nonostante ogni turpitudine etica e sociale. È anche un romanzo "d'arte", nel senso che, oltre che di architettura, vi si parla (attraverso le bocche dei vari personaggi) di musica, di pittura, e perfino di misteri archeologici.


sabato, giugno 08, 2013

Ecco tre mie novelle...

... (o romanzi brevi; o racconti lunghi...) che val la pena leggere: Dossier Qonk, Hotel Biancaneve, Pac Man.


Durante la Riunificazione delle due Germanie e il Crollo dell'Impero Rosso, un cittadino della DDR ne passa di brutte.



Veniamo al mondo senza sapere dove né come. Poi, sta al mondo doverci accettare...



Conoscete il fenomeno della morte apparente? E' un evento shockante; soprattutto per i redivivi. Pochi lo sanno, ma esistono istituzioni nate appunto per rieducare questi disgraziati "zombi" alla vita sociale. L'Hotel Biancaneve è uno di questi particolari ostelli.

domenica, maggio 12, 2013

Cecilia Bartoli: "La crisi in Italia? Colpa di Berlusconi"

Intervistata a Salzburg da Die Zeit, Cecilia Bartoli, direttrice dei Pfingstfestspiele 2013 nella città austriaca, dove andrà in scena la Norma , ha tra l'altro detto:

"A me Wagner ha dato molto, ho imparato parecchio da lui... Che cosa possono imparare i tedeschi oggi dall'Italia? Non molto, temo! La lirica in Italia non fa più testo, almeno a credere ai nostri politici e a vedere come vengono tagliati i fondi per la cultura. Ma ciò non significa che non esiste più un pubblico, che la gente non vogliaa più andare ad assistere a un'opera! Il fatto è - ed è questa la cosa tragica - che solo pochi grandi teatri rimangono attivi, e che lì vengono inscenate quasi sempre La Traviata, La Bohème, Madame Butterfly e la Turandot. Verismo, verismo, verismo: una vera e propria dittatura! E' un impoverimento. Che fine hanno fatto Monteverdi, Pergolesi, Vivaldi, Rossini, Caldara? Un tempo eravamo la nazione della musica lirica..."



Giornalista: "La politica non potrebbe imparare da certe opere? Se si mandasse l'intero parlamento italiano a gurdare la Norma qui a Salisburgo..."

Cecilia Bartoli: "...allora forse alcuni di loro capirebbero che dobbiamo cambiare il modo di vivere! Non possiamo continuare come abbiamo fatto finora. E' irresponsabile che in una famiglia ci siano cinque automobili e cinque computer, solo perché quella famiglia consta di cinque elementi. Dobbiamo imparare a rinunciare. Ed ecco che siamo al tema della 'rinuncia', dei 'sacrifici', o Opfer come si dice in tedesco. [E' il tema di questa parte "pentecostale" del Festival di Salisburgo.] Dobbiamo fare sacrifici per superare la crisi, crisi in cui siamo scivolati anche per via di questi vent'anni sotto Silvio Berlusconi. E' una crisi non solo economica: è soprattutto spirituale, una crisi della cultura. [In italiano:] L'Italia appartiene agli italiani, capisce? [E le salgono lacrime agli occhi.] Non appartiene ai politici: appartiene a noi. Dobbiamo capire che noi stessi dobbiamo iniziare a occuparci della nostra aiuola. Solo così un giorno potremo essere utili all'Europa."


...........
La Bartoli è non solo uno dei più grandi mezzosoprani di oggi, ma anche un'apprezzata musicologa. Dopo essersi avvicinata al repertorio barocco, rese di nuovo popolari compositori quali Antonio Salieri e Agostino Steffani. Ha inoltre ricercato tracce biografiche della leggendaria Maria Malibran (stella della lirica del XIX secolo, morta in Inghilterra a soli 28 anni). La Bartoli ultimamente si dedica anima e corpo al "Belcanto" e in particolare a Bellini: dopo La Sonnambula, ha iniziato lo studio della Norma. Il prossimo venerdì, 17 maggio, debutterà ai Festspiele di Salisburgo nel ruolo principale, sotto la direzione di Giovanni Antonini e con l'accompagnamento dell'Orchestra La Scintilla (specializzata in strumenti musicali storici).

sabato, maggio 04, 2013

I 10 Paesi del mondo dove si vive meglio

L'Italia non c'è, ma ciò non ci sorprende


Primo posto: Svezia 


Prima nel ranking per sicurezza personale, terza per aria, acqua e igiene, quarta per nutrizione, e cure mediche; seconda per opportunità; prima per libertà personali e di scelta e per diritti della persona; quinta nell’accesso all’istruzione secondaria, settima per equità e inclusione.

2. Regno Unito
Si vive ancora bene nel Regno Unito. Al primo posto per acqua, aria e igiene, e al primo posto anche per salute e benessere e diritti personali. Può migliorare sul fronte della libertà personale e di scelta, è nona, ma anche su quello dell’accesso all’istruzione secondaria dove figura solo come dodicesimo. 
Per essere tra i primi Paesi al mondo, non basta avere certo una gran crescita economica: lo prova il Social Progress Index, l’indice creato da un team dell’Harvard Business School guidato dall’accademico Michael Porter, che misura il benessere dei Paesi del mondo in base ai bisogni umani fondamentali (nutrizione e cure mediche di base, aria, acqua e igiene, protezione, sicurezza personale), alle infrastrutture sociali (accesso alle informazioni, alle conoscenze, alla salute, alla sostenibilità) e alle opportunità (accesso all’istruzione, inclusione sociale, diritti personali, libere scelte).



3. Svizzera
Il problema è passare i confini, ma una volta dentro la Svizzera vi mostrerà il suo volto illuminato e progressista: la terra della perpetua neutralità ha un primo posto di prestigio assoluto nell’accesso alle informazioni e alle comunicazioni, è terza per salute e benessere, prima per sicurezza personale. E’ solo dodicesima in inclusione sociale e sedicesima nell’accesso all’istruzione superiore.

4. Canada
Natura, bilinguismo e miti dell’hockey la immortalano nell’immaginario mondiale, ma il Canada è una terra eccellente anche per la sicurezza personale, da primissimo posto, per le cure mediche e la nutrizione (come ottava), è quarta assoluta per “opportunity” e nona per l’accesso all’istruzione secondaria. Se il bilinguismo fa per voi e non vi spaventa il freddo polare, potete farci un pensierino.

5. Germania
La Germania ha ottime performance nel campo dei diritti umani, è al primo posto per nutrizione e cure mediche di base, seconda per aria, acqua e igiene. Stranamente risulta solo 39sima per ecosostenibilità, malgrado abbia una natura splendida.

6. America
Altra grande terra, Paese dei sogni di molti, ancora oggi. Gli USA sono primi in assoluto per le opportunità connesse all’alto sistema educativo e accademico. In leggera discesa le libertà personali, resta di alto livello l’equità e l’inclusione sociale. Male l’apporto dato alla sostenibilità dell’ecosistema (quarantottesima) e i diritti umani: chiudere Guantanamo aiuterebbe certo la causa. Ed essere meno guerrafondai.

7. Australia
Veramente un altro mondo, quasi un altro pianeta. L’Australia, patria dei koala, dei canguri e degli aborigeni si piazza al primo posto nell’ambito dei diritti della persona, è terza nell’accesso all’istruzione superiore e nel segmento opportunity complessivamente. Non figurano male nemmeno aria, acqua e igiene, nutrizione e cure mediche di base, entrambe in top ten. 

8. Giappone
Nell’Impero del Crisantemo, il progresso sociale ha le sue ragioni: si va dal primo posto nell’accoglienza, al quarto nella sicurezza personale, al decimo nella salute e nel benessere, all’ottavo nei diritti alla persona. Più in basso equità e inclusione sociale e accesso all’istruzione superiore. Se non permanesse l’eterno rischio terremoto e tsunami, chi non amerebbe approdare almeno una volta nella terra degli shogun?
  
9. Francia
I francesi festeggiano il nono posto, freschi anche di legalizzazione delle unioni omosessuali, una battaglia che spinge in avanti i diritti nella Republique. Resta all’undicesimo posto per opportunità, all’ottavo per la libertà personale, al quattordicesimo per accesso all’istruzione superiore. Può far meglio anche nell’ambito della sostenibilità dell’ecosistema, dove è trentaseiesima ma in compenso è tra i primi dieci per aria, acqua e igiene.

10. Spagna
La disoccupazione ha raggiunto livelli stellari, eppure, nel paese della monarchia borbonica, non si sta così male se gli iberici figurano al decimo posto dell’index. La Spagna brilla ancora per opportunità, piazzandosi al sesto posto generale; è quarta nell’accesso all’educazione, terza per equità e inclusione. Peccato per i troppi giovani disoccupati.

L’index dimostra che "Paesi con livelli simili di PIL possono avere livelli molto diversi di progresso sociale" spiega Michael Green, direttore esecutivo del progetto The Social Progresse Imperative.