sabato, maggio 22, 2010

Dopo Santoro, "è stata dimessa" dalla RAI anche Maria Luisa Busi

Con un discorso corretto ed equilibrato, l'annunciatrice più nota d'Italia ha sgombrato la propria scrivania. La sua accusa a Minzolini: "Oggi l'informazione del TG1 è un'informazione parziale e di parte. Dov'è il paese reale?"


"Caro direttore,


ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.


Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: 'la più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura, ha visto trasformare, insieme con la sua identità, parte dell'ascolto tradizionale'.


Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. È stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l'informazione del TG1 è un'informazione parziale e di parte. Dov'è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c'è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del Nord Est che si tolgono la vita perché falliti?
Dov'è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il TG1 l'ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.


L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale.


Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell'affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.


I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di 'vergogna!' e 'scodinzolini!', ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica."




Nella lettera a Minzolini, Busi tiene a fare un'ultima annotazione "più personale":

"Ho fatto dell'onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente. Pertanto:


1) respingo l'accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c'è più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.


2) Respingo l'accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.


3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l'intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all'azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di 'danneggiare il giornale per cui lavoro', con le mie dichiarazioni sui dati d'ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: 'il TG1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche'. Posso dirti che l'unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita 'tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editorialì' e via di questo passo. Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale.


Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard, in Antichi Maestri, scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno.


Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere."

domenica, maggio 16, 2010

Inter Campione d'Italia

E' il 18° scudetto: uno in più del Milan


Miglior attacco, migliore difesa, minor numero di sconfitte... I numeri parlano per i Neroazzurri di Mourinho, a dispetto di un calo nell'ultima parte di campionato che ci lascia tutti apprensivi per la finale madrilena di Champions League. Speriamo che contro il Bayern, il 22 maggio, l'Inter ritrovi il massimo delle forze: la conquista del più importante trofeo europeo sarebbe un bel regalo per tutti i tifosi italiani.


Ricordiamo che, come l'Inter, anche il Bayern München ha fatto il "double" (campionato e coppa nazionale). I tedeschi sono in formissima e cercheranno di coronare la stagione con il trionfo in Champions. Per l'Inter, la tripletta (nel caso di una vittoria a Madrid) rappresenterebbe "la prima volta" per una squadra italiana: nessuno dei nostri club infatti si è mai imposto in tutt'e tre le competizioni in uno stesso anno. E in Europa l'impresa è riuscita finora solo al Barcellona.



L'1-0 di Siena (goal di Milito) consente ai Neroazzurri di vincere il loro quinto scudetto consecutivo, eguagliando il record stabilito dalla Juve negli Anni Trenta e dal Torino negli Anni Quaranta.


Il club bianconero (con la vecchia-nuova gestione degli Agnelli) forse si sta rendendo conto solo adesso di cosa è stato Calciopoli, dei danni che si è autoprovocati. Il verdetto della giustizia sportiva ha inferto un grave colpo a questa società già grandissima. Ma gli stessi juventini devono ammettere di aver avuto molta, moltissima fortuna; in altri Paesi, infatti, un club che è accusato di corruzione (nonché di aver drogato i propri giocatori) viene prontamente radiato. Chissà quanti anni serviranno alle Zebre per tornare a lottare per lo scudetto!


Bene la Roma, che grazie a Ranieri si è ripresa dallo strano blocco psicofisico di inizio campionato. Vertiginosa la rincorsa operata dai capitolini. Ma al club giallorosso (e ai suoi tifosi) manca quella certa coolness che contraddistingue tutte le grandi squadre. Un po' più di aplomb, di savoir fair, non guasterebbe loro (tristemente indimenticabile il fallaccio di Totti ai danni di Balotelli). Il monito vale anche per la presidentessa Rossella Sensi, autrice di una stupida quanto isterica polemica contro la Lazio e contro i diretti avversari milanesi.


La Samp torna a giocare in Champions League dopo 16 anni. Correva il 20 maggio 1992 quando i blucerchiati affrontarono in finale (udite! udite!) il Barcellona. Allora il torneo si chiamava Coppa dei Campioni. Rete di Koeman e sogni infranti per noi. Quella sera, Roberto Mancini - alias "il Mancio" - si accasciò sul campo, scoppiando in lacrime...


Auguri anche al Palermo per lo splendido campionato. La squadra di Delio Rossi non ha mancato di vincere anche nell'ultimo appuntamento stagionale, in quel di Bergamo (doppietta di Cavani; goal del momentaneo pareggio atalantino firmato da Ceravolo). Non sarà Champions League ma l'Europa ha comunque aperto le sue porte ai simpatici Rosanero.


Serie A


Classifica finale 2009-10



























































































































































































































    P.ti  G V N S +/-
    1 Inter 82 38   24   10 4 41
    2 Roma 80 38 24 8     6     27
    3 Milan 70 38 20 10 8 21
    4 Sampdoria 67 38 19 10 9 8
    5 Palermo 65 38 18 11 9 12
    6 Napoli 59 38 15 14 9 7
    7 Juventus 55 38 16 7 15 -1
    8 Parma 52 38 14 10 14 -5
    9 Genoa 51 38 14 9 15 -4
    10 Bari 50 38 13 11 14 0
    11 Fiorentina 47 38 13 8 17 1
    12 Lazio 46 38 11 13 14 -4
    13 Catania 45 38 10 15 13 -1
    14 Chievo 44 38 12 8 18 -5
    15 Udinese 44 38 11 11 16 -5
    16 Cagliari 44 38 11 11 16 -2
    17 Bologna 42 38 10 12 16 -13
    18 Atalanta 35 38 9 8 21 -16
    19 Siena 31 38 7 10 21 -27
    20 Livorno 29 38 7 8 23 -34



 

martedì, maggio 04, 2010

USA: almeno 22 le vittime dell'inondazione - Nashville sott'acqua


Un nubifragio di portate spaventose ha flagellato lo scorso fine settimana il sud degli Stati Uniti e in particolare le regioni di Mississippi, Kentucky e Tennessee.
Il livello del Cumberland River, che attraversa Nashville, continua a innalzarsi. Non soltanto il centro storico della "capitale della musica", ma anche un'attrazione come The Grand Ole Opry (celebre sala di concerti, con annessi hotel e sale di conferenze), sono stati invasi da svariati metri di acqua fangosa (vedi foto sotto; le immagini sono cortesia di MSN).
Karl Dean, sindaco di Nashville, parla di un'alluvione quasi senza precedenti.



Migliaia di sfollati hanno trascorso la notte in vari rifugi; almeno 1.500 persone che si trovavano nel Gaylord Opryland Resort and Convention Center sono sfuggiti all'inondazione trascorrendo la notte tra domenica e lunedì all'interno di una scuola.



Purtroppo anche per i prossimi giorni sono previste piogge torrenziali e si attendono addirittura tornadi.

sabato, maggio 01, 2010

Ckaudio Lolli: "Primo Maggio di festa"

(dall'album Ho visto anche zingari felici)


Primo maggio di festa oggi nel Viet-Nam
e forse in tutto il mondo,
primo maggio di morte oggi a casa mia
ma forse mi confondo.
E che titolo rosso oggi sul Viet-Nam
e che sangue negli occhi della mia gente,
e che cosa da niente oggi essere lì
e morire senza il sole del Viet-Nam.
Che sapore di morte oggi dal Viet-Nam
ma forse è mio padre, mi confondo.

Che sapore di sole oggi dal Viet-Nam
ma forse è proprio il sole, qui, mi confondo.
E confondo la testa col mondo e col Viet-Nam
e confondo i miei occhi con i tuoi,
e che titolo rosso oggi sul Viet-Nam
ma forse è il tuo sangue,
mi confondo.







Claudio Lolli unOfficial Home Page

sabato, aprile 24, 2010

25 aprile, Festa della Liberazione



Serafino Massoni, preside in pensione e scrittore tout court (La stirpe del serpente), si diverte (facendo divertire) a commentare i fatti italiani-e-no sul proprio canale di YouTube: http://www.youtube.com/user/serafinomassoni.

lunedì, aprile 05, 2010

L'Inter è a Mosca, domani il ritorno dei quarti

Contro il CSKA c'è Supermario!


Sarà dura nell'inferno di ghiaccio moscovita, ma d'altronde i Neroazzurri, grazie a Mou, hanno imparato ad affrontare ogni esame con grande convinzione. Non mi sorprenderebbe se l'Inter giocasse addirittura con 3 o 4 punte! L'Inter è diventato l'equivalente di ciò che per noi italiani rappresentava il Milan dei tempi gloriosi di Rijkard, van Basten e Gullit... Perciò: supportiamola!

La probabile formazione (4-4-2) :


Julio Cesar

Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti

Stankovic, Cambiasso, Motta
Sneijder


Pandev, Milito.


Tra gli uomini in panchina: Eto’o e Balotelli.


Mario Balotelli Barwuah


Supportiamo l'Inter! E' importante farlo soprattutto ora che si è riaperta una campagna diffamatoria nei confronti della Beneamata. Ma, si sa: l'Italia è il Paese del revisionismo. E mi spiego.

Nella scorsa legislatura del Centrodestra, la TV è stata sommersa da programmi "storici" in cui eminenti professori (anche e soprattutto sulla RAI) di fatto perdonavano Mussolini e la dittatura fascista, sbugiardando i libri di testo. Ora - e torniamo a petardo al calcio -, sedicenti giornalisti sportivi vogliono addirittura beatificare il truffaldino Luciano Moggi... Così, il club che per anni è stato danneggiato più di tutti dalle tresche di Calciopoli, ovvero appunto l'Inter, viene nuovamente messo in croce!

Ecco che cos'è l'Italia: una bolgia di ipocriti, di venduti! Una massa di pseudotifosi che si inchinano al cospetto delle volgarità e dei complotti forgiati dai vari Moggi, Giraudo, Galliani e compagnia bella.

Sul Corriere, Piero Ostellino rivede e ribalta i fatti attinenti a Moggiopoli/Calciopoli, scrivendo un mucchio di baggianate che risulterebbero ignobili per qualsiasi blogger di serie B, figuriamoci dunque per un giornalista iscritto al famigerato Albo! Su tutti i forum, la provocazione ostelliniana viene ripresa dai tifosi bianconeri, i quali da diverse stagioni sono alla ricerca di uno scampolo di orgoglio; ed ecco che, in migliaia di commenti a calce di articoli sugli scandali del calcio nostrano, costoro osannano il pennarolo (= "editorialista") del Corriere della Sera. Nel farlo, "ricordano" che Guido Rossi è stato manager di Telecom... Peccato che "dimentichino" che Rossi è anche stato nel CdA della FIAT!



Ripeto quanto sopra: l'Italia è il Paese dei falsi (e non necessariamente "falsi d'autore"). Abbiamo una marea di persuasori non-più-tanto-occulti che, mentre vanno predicando l'amore e l'unità della nazione, fanno di tutto per scaldare gli animi, aizzando le folle che, tanto, sono ormai completamente prive di self control (come nel prologo di ogni bravo ventennio dittatoriale). Anche per questo, anche per contrastare l'astio dilagante, anche per contenere tali sguazzi di bile nera che rischia di sommergerci, domani bisogna che tutti... tutti!... facciamo il tifo per l'Inter. E' giunta l'ora di dimostrare che siamo un popolo unito, dai sentimenti patriottici e, soprattutto, in grado di ragionare previo uso dei nostri stessi neuroni.



F O R Z A ......... I N T E R ..... !




Leggi su Goal.com tutte le news su Calciopoli

domenica, febbraio 28, 2010

Sentenza assurda contro Google e YouTube

Una delle preoccupazioni principali del governo Berlusconi sembra essere quella di frenare o, se possibile, sopprimere la libertà di/su Internet. Con la condanna a sei mesi di tre dirigenti di Google, abbiamo una prova della grave manipolazione della Giustizia italiana. Tra l'altro, la sentenza di condanna contro Google ha preceduto di poco quella dell'assoluzione "per prescrizione" di David Mills, l'avvocato del diav... ehm... del premier.


Il fatto: nel 2006, in un istituto tecnico di Torino, un bambino autistico viene seviziato da alcuni compagni; il resto della classe non interviene e osserva con indifferenza. Il pestaggio viene filmato e messo su YouTube. E' visto 5.500 volte e poi rimosso in seguito a una segnalazione. YouTube è di proprietà di Google, ed è a quest'ultima che viene imputata la violazione della privacy.
Il Tribunale di Milano condanna a sei mesi tre dirigenti di Google con l'accusa di non aver impedito la pubblicazione del video (!). La condanna è avvenuta nonostante fosse stata ritirata la querela dai legali del ragazzo.


Consideriamo una cosa importante: Internet consente la pubblicazione di contenuti su diverse piattaforme. YouTube è una di queste, come Vimeo, Facebook, Flickr e molte altre. La responsabilità del contenuto è di chi pubblica, non del gestore della piattaforma. Se ogni contenuto dovesse essere controllato dal punto di vista legale prima di essere messo on line, Internet dovrebbe essere chiuso.


Senza il video, il bambino sarebbe ancora vittima dei suoi seviziatori; lo scandalo è scoppiato solo grazie alla visibilità data da YouTube. I colpevoli sono nell'ordine: gli insegnanti e il preside, i compagni che lo picchiavano abitualmente, i compagni che assistevano senza muovere un dito, coloro che sapevano e non hanno sporto denuncia.
YouTube ha solo reso pubblico un reato. Qualcuno è stato punito per quel reato?


Sì: le persone sbagliate!

lunedì, febbraio 22, 2010

Contestata a L'Aquila troupe del TG1

"Scodinzolini! Scodinzolini!"


E' accaduto nel corso della mobilitazione di ieri, domenica 20 febbraio, nel capoluogo abruzzese.







mercoledì, febbraio 03, 2010

Catastrofi annunciate: i luoghi dei prossimi grandi terremoti

... secondo un'equipe di ricercatori francesi

Turchia - C'è stato già l'avvertimento del terremoto di Izmit del 1999. I sismologi temono che la prossima grande scossa possa spostarsi più a nord, fino a coinvolgere Istanbul con i suoi quasi 12 mila milioni di abitanti.
Australia - Si trova in un'area di connessione della placca pacifica, di quella filippina e di quella auroasiatica. Il 2008 è stato un anno di grande attività sismica e la prognosi è preoccupante: i terremoti veri potrebbero arrivare a breve.
Nepal - Anche il Nepal occupa una posizione a rischio, e la catena himalayana è una prova della forte attività tettonica che ha interessato l'area in passato. Katmandu, la capitale del Nepal, si trova in corrispondenza della giuntura tra la placca indiana e quella euroasiatica...
Giappone - Sulla placca tettonica d'Itoigawa-Shizuoka. Il terremoto di Kanto del 1923 ha ucciso oltre centomila persone e potrebeb replicarsi; il Paese è vulnerabile agli tsunami e, come se non bastasse, il Giappone fa largo uso di energia nucleare e già nel 2007 una scossa ha danneggiato la centrale di Kashiwazaki causando una fuga di materiale radioattivo.


*****************


Mah! I francesi, così come i tedeschi, se la ridono perché sono praticamente gli unici ad abitare su territori saldi e a prova non soltanto di terremoto ma anche di... Era Desertica. Il Sahara si sta allargando sempre più inghiottendo l'Italia e loro avranno per millenni una zona temperata... così com'era fino a ieri la nostra Sicilia. In altre parole, Francia e/o Germania diventeranno il nuovo "Paese dove crescono i limoni" (per citare Wolfgang Goethe).
Nella lista di questi ricercatori manca clamorosamente l'Europa. Attenzione: nel Sud europeo (Grecia, e proprio Italia purtroppo) avverranno stravolgimenti tettonici non indifferenti, accompagnati da eruzioni di vulcani e da tsunami assortiti. E in tutto questo rivolgimento la Francia subirà alcune ripercussioni (non molte, né gravissime) soltanto nell'odierna Cote d'Azur... Fortunati!

martedì, gennaio 26, 2010

Libro di poesie di Massimo Barbaro


 

 


Nei giardini degli scettici


Autore: Massimo Barbaro


Prezzo: 10 euro – isbn 978-88-902114-5-4

148 pagg. in brossura.
collana di poesia: Quercus suber n. 1



 


"Variazioni di silenzi, epifanie della parola…
Un attimo di sospensione assoluta."
(Marco Ercolani)


"Una sensibilità raffinatamente riluttante…
Ordinarie rivelazioni, poesia dolorosamente attenta all’attimo."

(Manu Bazzano)




se mai sapremo


dove riposa


il respiro ultimo


delle cose nascoste


al pensiero


 


 


tu chiudi gli occhi


quando ti dicono di aprirli


non ti fidi


aspetti


 


ti sfiora


subdolo


il pensiero che non c’è nulla da aspettare


 


 


ciottoli neri e grigi


la lama dorata del sole


fluttua


io sono il suono del mare


non acque profonde


rumore di spuma che si sposta


arriva va


poi ritorna


 


smetterò di dire io


la prossima volta




Disponibili copie per recensioni, letture mirate, ecc.


domenica, gennaio 24, 2010

La nuova fatica dei Randone

ASCOLTA I SAMPLES:













E' uscito l'ultimo capolavoro di / dei Randone. Il titolo è Linea di confine e l'etichetta, ancora una volta, Elecromantic Music (www.electromantic.com).

Il tema di quest'album è "quando finisce un amore", nella buona tradizione pop e non progressive. E difatti si tratta di un lavoro "poppeggiante" nel suo insieme, con punte massime di ispirazione compositiva nel brano che dà il titolo all'opera ("Linea di confine", veramente bello), in "22 aprile" - che magnificamente riprende il tema iniziale - e poi ancora nella straordinaria chansonette "La caduta della mia stella", e quindi in "Amori" e "Epilogo".



"Eravamo insieme, tutto il resto l’ho scordato."
(Walt Whitman)


  Non si può negare che i Randone abbiano un'impronta stilistica tutta loro e, anche se il lavoro della clava elettrica (Marco Crispi) è notevole, in confronto ad altri album qui la sinfonia vince sul rock. Le tastiere "vintage" di Beppe Crovella e il sintetizzatore di Nicola Randone sono pregevoli, ma il rischio, quando si hanno a disposizione così tanti mezzi e collaboratori, è quello dell'"overproduction". Difatti qua e là si avverte un effetto "Wall of Sound" à la Phil Spector, con crescendi bombastici da spaccare casse e miocardio: quasi un controsenso per dei testi dal carattere cantautoriale.

In definitiva però il CD si può tranquillamente far girare durante un viaggio in auto o nel corso di un grigio pomeriggio trascorso in casa, e non finiremmo mai di sorprenderci di quante ricche briciole ci siano da raccogliere a ogni nuovo ascolto.



La storia d'amore che va in frantumi si snoda tra citazioni musicali ed echi delle Orme e di Battiato, ma alla fin fine Randone cita se stesso - e non dobbiamo meravigliarci di sentire oggi versi come:


"Quanti amori delicati
In pallido affetto tramutati..."
,


giacché abbiamo a che fare con la riedizione - uploaded in Sicily - dei Romantici tedeschi. Immaginatevi una recita di Novalis, il delicato poeta del "Fiore Azzurro", tra immersioni nelle onde dello Ionio ed effetti sonori degni dei Pink Floyd ma anche di Yellow Submarine!


http://lineadiconfine.randone.com/


La caduta della mia stella


Dritta nello spazio sfreccia già la stella che di te notizie porterà
Corre ad una gran velocità ma la distanza è tanta e forse morirà
Corri stella corri dritta verso questo cuore
Portami ancora un po’ della tua scura luce
Non temere il tempo che condanna le mie ore
Non fuggire il sogno di tornare per restare qui con me
Ghiaccio terra e fluorescenti gas e la tua scia che si dirige verso me
La tua luce perde intensità il tempo ha dimostrato la sua crudeltà
Stringo al petto i tuoi frammenti caldi L’aria che respiro ti ha reso pietra inerte
Sulla terra nera affondo il viso triste,   cade la mia stella a causa delle favole di un re
Di un re           che non ha più un regno,               solo nel suo castello
Di fumo e di parole
Triste                                   avvolto nel mantello            
Si ferma ad osservare il suo ricordo bello che giace in cenere


       Nera cenere


Di Linea di confine è uscita anche una "Collectors' edition" (Book + CD)




Links, store e maggiori informazioni:


Homepage della band Randone


Homepage dell'album


Il libro


 Randone su MySpace


Leggi il primo capitolo della favola "Linea di confine"


Ascolta la radio di Randone su Lastfm


Ascolta il brano "Linea di confine" su Lastfm


 






"eri la musica della mia vita... adesso tutto è silenzio"
(Ignoto)


 


I Randone sono:


Nicola Randone - Lead vocal, piano, hammond, moog, mellotron, synths, acoustic guitar
Marco Crispi - Lead electric and acoustic guitar
Riccardo Cascone - Drums


 


Guests in Linea di confine:


Carlo Longo - orchestral arrangements
Beppe Crovella - vintage keyboards
Salvo (Dub) Giorgio - Bass and CBass
Giuseppe Scaravilli - Bass
Livio Rabito - Bass
Federica Davola - Female vocal
Veronica Cristaldi - Female backing vocal
Fabrizio Javoca - Male backing vocal and acoustic guitar

giovedì, gennaio 21, 2010

L'America vista da Eugenio Benetazzo

<<I bianchi benestanti che fanno gli executive (dirigenti, funzionari o colletti bianchi ben pagati) si autoghettizzano da soli in quartieri residenziali che assomigliano a paradisi dentro a delle prigioni, con videosorveglianza e servizi di sicurezza privati degni del Pentagono. Di contrasto dai fast food, ai jet market, alle pompe di benzina, a qualsiasi altro retail service a buon mercato, trovate tutte le altre razze che ramazzano i pavimenti, servono ai tavoli, lavano le vostre auto, consegnano pizze a domicilio o guidano i taxi per uno stipendio discutibilmente decoroso. L'America per alcuni aspetti (opportunità di lavoro per i giovani che hanno indiscusse capacità) può sembrare superficialmente un buon paese, ma se ti soffermi ad osservarla con un occhio critico, sotto sotto è un paese marcio e primitivo da far schifo, a me si è rivelato per quello che è realmente ovvero un calderone multirazziale con la maggior parte delle persone (bianchi compresi) che hanno il senso di autocoscienza di uno scarafaggio. L'americano medio (che sia un bianco, cinese, messicano o afroamericano) se ne frega assolutamente dei problemi ambientali del pianeta, della sofferenza inaudita degli animali nei loro allevamenti intensivi, delle carestie in Africa o dei conflitti in Medio Oriente, si interessa solo che possa ingozzarsi di hotdog, bere fiumi di coca cola, guardarsi il superbowl e guidare il suo megatruck dai consumi spropositati. Pur tuttavia, nel lungo termine sono piuttosto dubbioso che si possa riprendere dal processo di imbarbarimento ed impoverimento sociale che lo sta caratterizzando, per quanto potenziale bellico possa vantare, questo non lo sottrarrà dalla sorte che lo attende, prima il collasso economico e dopo quello sociale, scenario confermato anche da molte fonti di informazione indipendente che non si mettono a scimmiottare a turno a seconda della corrente politica che vince le elezioni, tipo la CNN o la FOX.>>



Leggi tutto l'articolo ("Razza che ramazza") qui.
Leggi il seguito ("Gheto capio") qui.

venerdì, gennaio 08, 2010

Altro raptus mortale nel mondo del lavoro

Stavolta è accaduto a Saint Louis. Quattro i morti (tra di loro l'assassino)

Ennesimo tragico caso di violenza nell'ambiente lavorativo. E' accaduto ieri in una fabbrica del Missouri, quando un uomo, poco prima dell'inizio del turno di mattina (6:30), ha iniziato a sparare all'impazzata.
Timothy Herndon, 51 anni, armato di fucile e pistola, è entrato nell'edificio della ABB Power e ha aperto il fuoco. Immediatamente si è scatenato il caos: alcuni operai hanno cercato rifugio sul tetto, altri dentro i bagni e nelle stanze degli impianti di riscaldamento.
A causa della neve caduta su tutto il Missouri, le auto della polizia e le ambulanze non hanno potuto raggiungere la fabbrica celermente. L'Interstate 70 e tutte le strade per un raggio di circa due miglia dal luogo della sparatoria sono state chiuse.
Dopo aver ucciso tre ex colleghi e feriti altri cinque, Timothy Herndon si è tolto la vita.



L'ABB Group ha base in Svizzera e produce motori, turbine, generatori di corrente e altre apparecchiature industriali. Impiega in tutto il mondo circa 120.000 persone.





Un portavoce della compagnia ha spiegato che l'uomo era stato licenziato da poco, dopo aver lavorato per l'ABB per 23 anni. La notifica di licenziamento indicava quale motivo: "ristrutturazione dell'organico".

Fonte: KSDK (U.S.A.)

lunedì, gennaio 04, 2010

Un altro decennio è andato, la mia musica è finita...



Bella questa foto dell'agenzia Reuters, simbolo di un altro decennio trascorso con un "nulla di fatto". Hallo hallo! Qui Pianeta Terra, mi sentite? Emergenza rossa. Ripeto: emergenza rossa!
I decenni passano, certo, e sempre più palese ci si offre alla vista una realtà che d'istinto avremmo dovuto - già da molto - appendere sul balcone; e questa realtà recita così: il presente non esiste.

Il presente non esiste, perché ce lo hanno rubato o perché non è mai esistito (questo è da decidere). E mai c'è stato un centro di gravità, a meno che non vogliamo eleggere come tale quella lucina in fondo al tunnel, lucina che noi chiamiamo "domani" e altri chiamano "Dio". La Storia? E' il contrario di quella che vi raccontano! Il '68, ad esempio, non fu destabilizzante, bensì uno dei pochi punti fermi del XX secolo; fidatevi. Ma, a parte le leggende ammuffite (Dylan, Woodstock... la Beat Generation... Henry Miller...), a cosa possiamo aggrapparci? A niente!
La morte assurda di una persona cara, insieme alle grottesche teorie che risultano dalla visione del film Donnie Darko, più questa foto della Reuters che ci mostra un naufrago che si illude di essere approdato sulla sponda del Dorato Occidente mentre in realtà ha appena varcato la porta dell'Averno, sono prove a sufficienza: noi rimbalziamo come palline da ping pong tra futuro e passato, incapaci di trovare - o di inventarci - l'oggi.

Buon Anno Nuovo!





mercoledì, dicembre 30, 2009

The Great Bankers' Swindle

Il grande imbroglio dei banchieri,

la mistificazione della Storia e i cartelli della pasta, del caffè, ecc.


E' notizia freschissima: la Borsa di Londra ha azzerato il "minus" che si era verificato per colpa del crac della Lehman Brothers. Sono trascorsi 473 giorni da quel 12 settembre 2008 che segnò il fallimento dello storico istituto di credito e le perdite - comunica Il Sole 24 Ore - sono state pareggiate.
Sì, ma di fatto da allora sono avvenuti cambiamenti catastrofali per la già tanto disastrata economia globale. Sono stati bruciati tanti miliardi, sono spariti numerosi titoli azionari e i governi mondiali hanno varato delibere a favore di banche e multinazionali a discapito delle masse. Dal crac a oggi, un'infinità di esistenze sono state rovinate, e al summit londinese di quest'anno (2 aprile 2009; ricordate? c'eravate anche voi a protestare in piazza?) è stato reso chiaro - anche per bocca del ministro Tremonti - ciò che prima veniva tenuto occultato appena sotto la superficie. Grazie al fallimento della Lehman, si è potuto ufficializzare il N.W.O.; in italiano: Nuovo Ordine Mondiale.


... che poi sembra qualcosa di spaventosamente misterioso, addirittura di affascinante, a giudicare dal suono, ma trattasi in realtà della solita presa per i fondelli nei confronti delle masse. "Nuovo Ordine Mondiale" non è che l'enfatizzazione della falsità dei fondamenti del neoliberismo, e dunque del capitalismo selvaggio. "Nuovo Ordine Mondiale" non significa altro che i cittadini del "dorato" Occidente (i semplici contribuenti; noi) possono essere spennati a piacimento. Gli episodi di tale "rapina dall'alto" sono innumerevoli. Ed ecco che in Germania qualche mese fa salta fuori un ennessimo scandalo: quello della mafia del caffè. L'ente tedesco di vigilanza sui cartelli economici multa tre colossi di questa branca (complessivamente per 160 milioni di euro) perché, segretamente d'accordo, fin dal 2000 hanno progressivamente alzato i prezzi, sebbene il costo della materia prima sia andato sempre più crollando.
E' l'incoscienza di queste enormi ditte a rovinare non solo i già poveri contadini di tutto il mondo, ma anche l'ambiente. Riflettiamo sul seguente fatto: in Sudamerica, i campesinos hanno smesso di produrre caffè perché il lavoro non rende più, e sono tornati a coltivare coca con uno slancio che non si vedeva dai tempi di don Pablo Escobar...



Anche da noi la gente fa la fila - come in America in questa foto dal titolo "Black Friday" - davanti ai supermercati che offrono alimentari e altri generi di primo consumo a prezzi "stracciati"


Dunque: a Tchibo di Amburgo, Melitta Kaffee di Brema e Alois Dallmayr di Monaco di Baviera è arrivata una multa salata da parte dell'antitrust (che in Germania si chiama "Kartellamt"). Ma credete che per questo i prezzi al consumo siano diminuiti? Tutt'altro!
In Italia, lo sappiamo, abbiamo avuto l'equivalente del cartello della pasta. De Cecco, Di Vella, Barilla e altri pastifici si sono visti appioppare delle sanzioni amministrative. Malgrado ciò, per loro (così come per le aziende tedesche di caffè) non è cambiato nulla. In mancanza di un calmiere, fanno i prezzi che vogliono, alla faccia dei piccoli coltivatori!


Un altro paradosso che assomiglia a una "battuta a denti stretti" ci giunge (come già spesso) dalle banche. Veniamo a scoprire che le nuove commissioni bancarie, che hanno sostituito la "commissione di massimo scoperto", si stanno rilevando più costose per i consumatori. Da un'indagine è emerso che, per gli scoperti transitori di conto corrente, si è verificato un innalzamento dei costi per i correntisti. Il riferimento è ai correntisti in rosso. E per i clienti che possono contare sul fido, si legge nella nota dell'Antitrust, "la situazione ha subito un sostanziale peggioramento rispetto alla semplice applicazione della commissione di massimo scoperto fino all'entrata in vigore della legge 3 agosto 2009, n. 102, in base alla quale l'ammontare del corrispettivo omnicomprensivo per il servizio di messa a disposizione delle somme non può superare lo 0,50%, per trimestre dell'importo dell'affidamento, a pena di nullità del patto di remunerazione". Cioè: le nuove commissioni avevano una struttura regressiva, risultando mediamente più penalizzanti per i clienti che avevano un fido minore; con la legge dello scorso agosto, invece, esse sono diventate più vantaggiose, ma solo a partire da un ammontare di utilizzo del fido stesso superiore circa alla metà.
Riassumendo: gli istituti di credito, massimi responsabili della crisi, hanno ottenuto dovunque (dagli U.S.A. all'Italia) un supporto sostanzioso affinché l'economia si riavvii; avrebbero dovuto prestare soldi alle imprese e aiutare i singoli cittadini, il tutto grazie all'ennesimo sacrificio dei contribuenti, costretti a dissanguarsi ulteriormente per dare un "aiutino" a questi strozzini legalizzati. Ed ecco che invece suddetti strozzini continuano ad arricchirsi, sempre alle spalle degli esasperati cittadini...


Intanto, secondo le statistiche della FAO, nel Sud del mondo sono ormai ben 1,02 miliardi le persone che vivono in condizione di fame cronica. E che cosa fanno i Paesi industrializzati per risolvere questo problema, causato in gran parte da loro? Ben poco; anzi niente. Ormai anche le nazioni "ricche" hanno i propri morti di fame...


Ma... ssst! Queste cose non si possono né dire, né scrivere. Una delle conseguenze del liberismo arrembante è infatti la censura dell'informazione, oltre alla mistificazione pilotata sia della Storia, sia dei fatti attuali.
Ve ne siete accorti? Stanno già mettendo il bavaglio persino a Internet...



L'ipocrisia dell'informazione in Italia: la scollacciata e crocifissata, nonché berlusconiana, Monica Setta. Mostrare le tette con su il crocifisso non è affatto una contraddizione nel Belpaese!

mercoledì, dicembre 23, 2009

Happy Xmas (War Is Over)

by Yoko Ono & John Lennon

Ascolta l'mp3



(Happy Xmas Kyoko
Happy Xmas Julian)

So this is Xmas
And what have you done
Another year over
And a new one just begun
And so this is Xmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young




A very Merry Xmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Xmas
For weak and for strong
For rich and the poor ones
The world is so wrong
And so happy Xmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let's stop all the fight




A very Merry Xmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear




And so this is Xmas
And what have we done
Another year over
A new one just begun
And so happy Xmas
We hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young




A very Merry Xmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear
War is over, if you want it
War is over now

Happy Xmas

martedì, dicembre 22, 2009

Emergenza freddo in Italia

Ma è l'Europa intera a essere attanagliata dal gelo


Una quarantina di morti per assideramento in Polonia. Diversi morti vengono segnalati anche in Germania, Austria, Francia... E' una catastrofe a livello continentale, con conseguenze purtroppo drammatiche. E' come nel film The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo.


Bus, treni, traghetti, aerei: tutto bloccato. Era del resto prevedibile, no? Se già la meccanica non resiste a certe temperature, figuriamoci l'elettronica (che oggi sembra imprescindibile in tutti i mezzi di trasporto)! I guasti dei carissimi treni Eurostar che servono la linea Londra-Parigi attraversando il tunnel della Manica hanno fatto arrabbiare migliaia di passeggeri rimasti bloccati. Uno di loro ha dichiarato: "Se non ci rimborsano, dopo le vacanze giuro che faccio uno sciopero della fame. Ho davvero bisogno di quei soldi, per il biglietto ho speso parecchio”.



Vagoni ghiacciati, i passeggeri esasperati ai dirigenti Trenitalia: "Levatevi di torno!"


Ma l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, dice a chi deve viaggiare: "Portatevi panini e coperte!"


”Non sta a noi poter rimborsare, non possiamo essere responsabili degli eventi naturali“ ha dichiarato Moretti intervenendo a Sky Tg 24, rispondendo a chi gli chiedeva se i passeggeri dei treni che in questi giorni hanno subito consistenti ritardi a causa del maltempo avessero diritto a qualche forma di rimborso. Moretti ha ricordato: “Ci sono fortunatamente delle direttive europee (...) che stabiliscono quali cause di ritardo dipendono dalle compagnie ferroviarie e quali non dipendono“.


C'è gente che attende nelle stazioni all'aperto, a molti gradi sotto lo zero, l'arrivo di convogli che non arriveranno mai, o che arriveranno solo dopo molte ore. Anche i "bellissimi" e costosissimi Frecciarossa e Frecciargento non riescono a circolare. La maggior parte delle imprecazioni riguarda i ritardi, certo, ma anche la soppressione delle sale d'aspetto.


"Il costo biglietti aumenta e il servizio peggiora, e hanno messo in atto un meccanismo per cui chiedere i rimborsi è sempre più difficile... dobbiamo trovare il modo di organizzarci per difendere i nostri diritti" scrive un lettore a Repubblica.it .


E un'altra vittima di Trenitalia, che si trovava sul Bologna-Verona, conclude così il racconto della sua incredibile odissea: "Alla fine, il capotreno - in considerazione del disagio patito dal sottoscritto, ma anche da altri passeggeri saliti a bordo nelle medesime condizioni - ha comunicato che, per questa volta, le Ferrovie Tedesche ci avrebbero ospitato gratuitamente a bordo del meraviglioso EC... pulito ed in orario!" 


I toni degli utenti dell'unica compagnia ferroviaria italiana sono molto aspri. Ecco la dichiarazione di un altro viaggiatore esasperato:


"Nessun pietà per Trenitalia, loro no ne hanno - La pietà la riservo agli operai Alcoa picchiati dalla polizia, non certo a dirigenti strapagati che hanno speso miliardi (nostri!) per lustrare le vetrine di Trenitalia con programmi e proclami che poi ci lasciano nella m. Vi siete prodigati nelle seguenti azioni meritorie: annullamento totale delle biglietterie, dei depositi bagagli, delle coincidenze, degli espressi, degli abbonamenti ridotti.

Avete infestato la rete ferroviaria con schermi al plasma che rimbecilliscono la gente di pubblicità, la vostra pagina web è largamente inadeguata e spesso mendace, col trucchetto degli Eurostar avete di fatto raddoppiato le tariffe, avete scaricato sull'utenza il rischio di impresa, creando così la ferrovia dei ricchi e quella dei poveri. La vostra faccia di bronzo chiede ora pietà; mi chiedo: se fossimo in Russia, torneremmo al cavallo? Abbiatela voi pietà: levatevi di mezzo, e fate posto a gente onesta e competente, che guarda al servizio oltre che ai libri paga, e vergognatevi."



  Milano paralizzata dalla neve


 

sabato, dicembre 19, 2009

Rubata l'insegna di Auschwitz



Sicuramente è stata qualche agenzia interinale per situarla sopra al proprio portone. Check: Trenkwalder.

domenica, dicembre 06, 2009

Derby d'Italia: spettacolo mediocre

Cori razzisti già nello stadio semivuoto: in un universo parallelo, non si sarebbe mai arrivati al calcio d'inizio.
A parte ciò, Torino, capitale di Terronia, lancia insulti al giovane Balotelli (il quale, sia fisicamente che spiritualmente, è superiore a tanti "veri" italiani)... non è un'assurdità?


Ma di assurdità il calcio italiano ormai vive. Inizia il match (tra la fitta nebbia dei fumogeni dei "tifosi" della Juventus) e si capisce già come andrà a finire. Saccani è un arbitro conosciuto per la sua fiscalità. E invece stasera che fa? Sorvola su quasi tutti i falli... Sembra proprio aver ubbidito alle consegne. Qualcuno infatti deve avergli "suggerito" di chiudere un occhio; anzi, entrambi. Nella propria area, Cannavaro e Chiellini placcano irregolarmente gli avversari senza che nessuno provi quantomeno a rimproverarli. (Rigore su Samuel nettissimo; autore: Cannavaro. L'arbitro aveva la visuale libera...)

Anche a centrocampo, ripetute infrazioni dei Bianconeri; tremendo soprattutto Felipe Melo, autore di gomitate e trattenute à gogo.

Riesce in questo modo alla Juve di sgomentare i giocatori ospiti. Thiago Motta e Milito sono tra i bersagli preferiti dei falcidiatori bianconeri, mentre nell'area di rigore opposta Amauri e Del Piero scalciano e prendono a pugni i diretti marcatori; anche queste scorrettezze degli attaccanti di casa non vengono sanzionati da Saccani.


In Inghilterra, Spagna o Germania, dove si gioca per davvero a calcio, tale "tattica" (chiamiamola "intimidatoria") non sarebbe neppure concepibile. Lì tra l'altro le risse in area praticamente non esistono, dato che gli arbitri fischiano ogni ostruzionismo, ogni irregolarità.


Nella ripresa, sull'1-1, è facile per gli juventini ingabbiare Balotelli riuscendo a innervosirlo (con l'aiuto dei soliti fischi e insulti dagli spalti).
Paradossalmente, i Bianconeri passano in vantaggio (bello il gesto tattico di Marchisio) proprio nel momento più convincente degli interisti: accade su un veloce capovolgimento di fronte successivamente a una clamorosa carambola sotto il naso di Buffon, con Milito che si credeva già eroe della giornata. Sissoko tira, Julio Cesar non trattiene, doppio dribbling di Marchisio a uccellare Samuel e 2-1.

I minuti successivi vedono l'arrembaggio dei Nerazzurri. Accade di tutto e di più; persino un violento tafferuglio a ridosso dell'area di rigore juventina.
Poi, durante il recupero, l'Uomo Mascherato (= Chiellini) abbatte Materazzi con una testata di ferro. Sarebbe penalty, ma Saccani - di nuovo - non c'è. "E se c'ero stavo dormendo" si scuserebbe probabilmente lui...


Questo Derby d'Italia dimostra il momento obiettivamente poco felice che sta attraversando il nostro calcio. E non si offenda la Juve per le tante illazioni che compaiono su Internet, illazioni che la vogliono tuttora coinvolta in una rete mafiosa di marca moggiana...




JUVENTUS-INTER 2-1

MARCATORI: 20’ Chiellini (J; tocco in mischia deviato), 26’ Eto’o (I), 57' Marchisio (J)

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon 6; Grosso 6, Chiellini 6.5, Cannavaro.F 5.5, Caceres 7; Sissoko 6.5, Melo 6, Marchisio 7 (79' Poulsen s.v.); Diego 6 (91' Grygera s.v.), Del Piero 5.5 (70' Camoranesi 6), Amauri 6. A disposizione: Manninger, Legrottaglie, Giovinco, Trezeguet. All: Ferrara 7.5


INTER (4-3-1-2): Julio Cesar 5; Chivu 6, Lucio 5.5, Samuel 7 (89' Materazzi s.v.), Zanetti J. 5.5; Cambiasso 6 (78' Mancini s.v.), Muntari 5.5 (59' Balotelli 6), Motta 5; Stankovic 6.5, Eto’o 6.5, Milito 5. A disposizione: Toldo, Cordoba, Krhin, Vieira. All: Mourinho s.v.


ARBITRO: Saccani 4.5

AMMONITI: Melo (J), Samuel (I), Grosso (J), Amauri (J), Balotelli (I), Caceres (J)

ESPULSO: Mourinho (I), Melo (J)



martedì, dicembre 01, 2009

La Svizzera ha detto di no ai minareti

Un segno d'intolleranza e di odio razziale

La Svizzera è un Paese grigio e noioso, pieno di gente che razzola nei soldi similmente al verme che si è scavato una comoda tana nel formaggio. In Svizzera ci sono le vacche grasse con le mammelle gonfie di cioccolata e ci sono le banche dove i tipi come Berlusconi sono sempre i benvenuti mentre l'immigrato-lavoratore viene perquisito all'entrata.
E' vero, è anche un Paese dove ci sono individui in gamba, individui che protestano, che "non ci stanno". Si tratta per lo più di scrittori, di intellettuali che difendono i bisognosi e si impegnano per progetti alternativi in città assurde qual è ad esempio Zurigo. La maggior parte degli elvetici, tuttavia, è ammalata di "normopatia" ed è sempre pronta a condannare il diverso, il "colored", per la paura di perdere il tedioso status quo della loro Quadrilingue Federazione Tra I Monti.
Una desolazione infinita. Chiudete gli sportelli bancari e la Svizzera risorgerà!

sabato, novembre 14, 2009

Momò Calascibetta e la "sua" Vucciria

Sogni e realtà nei vicoli di Palermo



L'architetto e artista Momò Calascibetta prende parte a "Il gusto del trekking: dolcetti e scherzetti camminando in città".


Questo titolo contraddistingue la sesta giornata nazionale del "Trekking Urbano" , un'iniziativa promossa dal Comune di Siena per valorizzare i monumenti meno conosciuti di tutta Italia. L' assessorato  comunale al turismo di Palermo aderisce il 31 ottobre 2009, per il secondo anno consecutivo, a questo evento, e con un proprio percorso dal titolo "I suq: i colori, i sapori della storia" (che è tra l'altro un Viaggio nel gusto alla scoperta dell'evoluzione gastronomica palermitana).






Il percorso prevede soprattutto la valorizzazione della Vucciria raccontata attraverso il linguaggio dell'arte. Il momento culturale, sarà costituito infatti dalla proiezione di  sei video relativi a Palermo e ai vicoli della Vucciria proiettati dalla terrazza dell' artista Momò Calascibetta a Piazza Caracciolo verso il Palazzo della Ragioneria.









Palermo punta sul suo mercato più prestigioso, la Vucciria, mettendone in evidenza i tratti migliori della propria quotidianità: dalla vendita dei prodotti tipici alla gestualità del "putearo" con le sue strategie di vendita. Trovano spazio in questo quadro reale gli abitanti, i cui tratti somatici richiamano culture diverse  tenute insieme dal valore più alto che la cultura siciliana esprime nei confronti dello straniero: lo spirito di accoglienza.  Le partenze inizieranno alle ore 18 da Piazza Kalsa per concludersi alle 24 nel cuore della Vucciria. Ogni 15 minuti guide turistiche condurranno gruppi di 35 turisti, che a piedi visiteranno alcuni monumenti e piazze con lo scopo di spiegare l'evoluzione della tradizione gastonomica palermitana.

Da San Mattia ai Crociferi si procederà per via Alloro con la Chiesa di S. Maria della Gancia quindi per via del IV Aprile tappa al Museo Enodel Vino per conoscere le più prestigiose etichette della nostra produzione vitivinicola.. Si giungerà quindi a Piazza Marina  dove ha sede il Palazzo Steri, luogo storico dell' Inquisizione dove sarà possibile vedere il quadro di Guttuso "La Vucciria"; successivamente per via Merlo per visitare le famose cucine dei  cuochi Monsù a Palazzo Mirto. Da Piazza S. Francesco dove c'è l'Antica Focacceria, sino al mercato dei Lattarini ed a Piazza Garraffello con il genio di Palermo per concludere  a Piazza Caracciolo nel cuore della Vucciria, ormai mercato "dimenticato", da sempre tripudio di odori, sapori e colori , dove sarà possibile gustare il popolare "cibo di strada " e rivivere la sua popolarità e le sue tradizioni.  Per l'occasione saranno allestite  le bancarelle   di Claudio " U Purparu " , quella del pane ca meusa di Rocky Basile per finire con quella degli antipasti tipici e le panelle di Zia Pina. Un carretto siciliano conterrà dolci tipici del periodo della festa dei defunti: martorana ed altre leccornie.



scarica il programma su      












- UN TAXI ALLA VUCCIRIA IN- FAME a cura di Momò Calascibetta

Momò Calascibetta  per la prima volta nel suo processo creativo, ferma l' attenzione ai bambini assenti, sperduti e soli, i bambini di strada,  esempio di infanzia negata; Le opere scelte sono quelle dei bambini rappresentati insieme alle inquietanti macchine americane degli anni 50, quelle che circolano  tutt'oggi a Cuba; nel  video  le sue immagini si mescolano con le realizzazioni fotografiche di Luca Cassarà   che le colloca in  un contesto reale , quello del quartiere della Vucciria di Palermo.

Nel secondo video Momò utilizza le immagini pittoriche dei suoi“ bambini sulle strade del mondo” che,  perduto il modello di riferimento familiare , riflettono senza mediazione le perversioni dell’attuale sistema della società moderna e il semplice, definitivo ed incosciente atto d’accusa contro  “l’homo economicus”, rivelatosi produttore di follia, esclusione, miseria, fame e ingiustizia.

Il cibo è l'elemento conduttore del video sia nel bene che nel male; l'eccesso del cibo è abbinato al concetto di fame, accanto alla voracità delle immagini grottesche quella di  un bambino  alle prese con l' alimento primordiale che è il "pane".  

I brani dei video sono eseguiti dai Mendes Brothes e dall' Ensemble barocco Estro Cromatico




-NON E' ARTE a cura di Luca Cassarà

Non è arte è una serie fotografica che nasce dalla frase scritta da un anonimo sulla porta murata di uno dei tanti palazzi nobiliari ormai in totale stato di abbandono. "Amatevi", Memoria",         "Altrove," sono alcuni dei nomi delle fotografie che scandite da una musica lenta, scorrono agli occhi dello spettatore accompagnandolo in un intenso viaggio. Un viaggio meditativo tra immagini parole, concetti, che racconta-no i luoghi di una Palermo degradata che affronta con maestosità e dignità il trascorrere del tempo.




-LA VUCCIRIA DI GUTTUSO a cura di Giuliano Bastiani

Un percorso dentro l'opera "la Vucciria" di Guttuso per  risaltare i  colori e le atmosfere del mercato storico più famoso della città sopraffatto ormai  da un recupero  edilizio che ne determinerà la sua scomparsa.




-BALARM e TRE MINUTI a cura di Angelo Trapani

Balarm è l'antico nome di Palermo. Questo video non ha la pretesa di raccontare Palermo ai suoi palermitani. E' solo una sequenza di scatti fotografici che interpretano la voce della città che si ribella ai suoi cittadini, gridando alla voce del riscatto. Tre minuti di un piccolo spaccato di realtà complessa, attraverso una passeggiata per i vicoli del centro sino al mare. Tracce di Palermo e dei suoi abitanti che spesso sfugge alla logica comune ma testimonianza di un passato di fasti.





















sabato, ottobre 10, 2009

Nobel Letteratura: altra scelta stravagante

L'Accademia di Svezia ha preso nuovamente tutti in contropiede assegnando il Nobel 2009 a una scrittrice pochissimo nota... mentre nella lista dei candidati fiammeggiavano a lettere cubitali i nomi di Amos Oz e Philip Roth!



La 56enne Herta Müller

Di origine tedesco-banata (il Banato Svevo è una regione della Romania), la Müller vive a Berlino dal 1987. Su di lei pesa l'eredità di un padre collaborazionista dei nazisti e perdipiù iscritto nei ranghi delle SS ("la morte di mio padre è stata la fine di una malattia"); lei preferisce tuttavia raccontare degli obbrobri di quell'altra dittatura: il comunismo. La prosa della Müller riflette in maniera quasi asfissiante il dolore e i disagi non solo della minoranza cui lei appartiene, ma un po' quelli di tutti coloro costretti a vivere sotto il giogo del totalitarismo.

Ogni cosa molto interessante, soprattutto per chi detesta la cultura "di sinistra" (questa scrittrice si può tranquillamente porre nell'ambito moderato-reazionario; gli ultimi due Nobel di lingua tedesca, Günter Grass ed Elfriede Jalinek, si trovano quasi ai suoi antipodi...); ma sicuramente c'erano ben altri candidati meritevoli del Nobel - anche in Germania. Penso ad esempio a Christa Wolf, Volker Braun, Christoph Hein, che vissero nella DDR e hanno già scritto tanto su protesta civile, separazione, esilio. Ma, si sa, l'Accademia di Svezia segue le proprie - spesso oscure - vie.


Non solo in Romania, ma anche in Germania le reazioni alla notizia del Premio Nobel a Herta Müller sono state disparate. Così ad esempio Marcel Reich-Ranicki, padre della critica tedesca (e lui stesso esule, avendo conosciuto gli orrori del ghetto di Varsavia), ha liquidato i giornalisti con un lapidario: "Su questa persona non voglio parlare". Reich-Ranicki è, notoriamente, un grande estimatore di Philip Roth e non riesce a capire perché lo scrittore americano non abbia ancora ricevuto il prestigioso premio letterario.


Proprio in questi giorni della Müller è uscito il romanzo Atemschaukel ("Altalena del respiro"), che tratta della deportazione in Unione Sovietica di romeni di origine tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale (editore: Carl Hanser, Monaco di Baviera). Un altro grande critico tedesco, Helmuth Karasek, paragona l'importanza di Atemschaukel addirittura a quella di Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzenicyn; ma anche Karasek, come Reich-Ranicki, si dice convinto che il Nobel per la Letteratura dovrebbe finalmente andare a Philip Roth.


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Chi ancora deve ricevere il Nobel (!)
Un mucchio di grandi autori: Chinua Achebe, "classico" della letteratura africana; Salman Rushdie (a proposito di emigrazione e dicotomia culturale); il peruviano Mario Vargas Llosa; e poi gli americani Thomas Pynchon, Don DeLillo, Cormac McCarthy... John Updike purtroppo è morto all'inizio di quest'anno, ma si potrebbe istituire un Nobel posthum; in tal caso, oltre a Updike io proporrei uno scrittore e una scrittrice inglesi: Anthony Burgess e Iris Murdoch. E - per tornare ai vivi - del nostro Umberto Eco non vogliamo parlare?

domenica, ottobre 04, 2009

Lodo Mondadori: giustizia è fatta

Ci sono voluti vent'anni... E la Fininvest ha già annunciato di voler ricorrere in appello

Brutti tempi per Berlusconi! Il Tribunale civile di Milano ha depositato la sentenza che liquida a favore della CIR di Carlo De Benedetti la somma di 750 milioni di euro. Questo è, o dovrebbe essere, l'epilogo del Lodo Mondadori, vicenda che si incentrava su azioni fraudolente che avevano permesso alla Fininvest di aggiudicarsi il maggiore gruppo editoriale italiano. (Fininvest corruppe, tramite Cesare Previti, dei giudici, e Silvio Berlusconi era stato prosciolto dall'accusa di corruzione "per intervenuta prescrizione".)


La guerra tra Berlusconi e De Benedetti per impadronirsi del Gruppo Mondadori si scatenò tra la fine degli Anni Ottanta e l'inizio dei Novanta. Dopo varie vicissitudini legali, alla CIR andarono Repubblica, L'Espresso e alcuni quotidiani locali, mentre Fininvest entrò in possesso di Panorama, Epoca e tutto il resto della Mondadori.


Finalmente la Magistratura, tra l'altro confermando definitivamente in sede penale l'avvenuta corruzione di un giudice, rende giustizia a De Benedetti. I 750 milioni sono un risarcmento per avvenuta "perdita di chance"; ma la CIR ha anche diritto al risarcimento da parte di Fininvest dei danni non patrimoniali sopportati in relazione alla medesima vicenda e la cui liquidazione "è riservata ad altro giudizio".


A fronte di tali notizie, è possibile ipotizzare un declino repentino dell'attuale Presidente del Consiglio. Su internet impazzano i commenti. Alcuni naviganti ipotizzano che lo "Scudo fiscale" sia stato fatto passare in maniera preventiva: per racimolare i soldi da destinare a De Benedetti. E molti tifosi del Milan iniziano a capire il perché il loro presidente abbia impostato l'ultima campagna acquisti al risparmio, vendendo finanche un pezzo pregiato come Kakà.


A questo punto, tutti gli italiani - anche quelli conservatori e/o reazionari - dovrebbero aver compreso da che razza di cialtroni si sono fatti governare. E il "mito Berlusca", selfmade man all'italiana, dovrebbe essere crollato una volta per sempre, essendoci ora l'evidenza che quest'uomo ha fondato le sue fortune sul malaffare e la mafia.


Marina Berlusconi si dice "sconcertata" per la sentenza. Lei, degna figlia di cotanto padre, ha affermato: "Non posso non rilevare che questa sentenza cade in momento politico molto particolare. Non posso non rilevare che dà ragione ad un gruppo editoriale la cui linea di durissimo attacco al Presidente del Consiglio, per non dire altro, è sotto gli occhi di tutti. Sbaglia però chi canta vittoria troppo presto. Sappiamo di essere nel giusto e siamo certi che alla fine questo non potrà non esserci riconosciuto".


La parte vincente, Carlo De Benedetti, da parte sua commenta: "La sentenza non mi compensa per non aver potuto realizzare un grande progetto industriale, ma stabilisce in modo inequivocabile i comportamenti illeciti che l'hanno impedito".